back blog

LINEE POLITICO-PROGRAMMATICHE DEL MOVIMENTO EUROPEO IN ITALIA 2015-2018

Le cinque priorità del Movimento Europeo

1. UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

a) La capacità fiscale dell’UEM. Non ci può essere politica fiscale nell’UEM senza rappresentanza democratica. La democrazia europea esiste solo se essa è in grado di garantire – con proprie imposte e debito europeo – beni comuni a livello dell’Unione. Il Movimento europeo ha già avanzato sue proposte sul bilancio europeo e sulla capacità fiscale dell’Eurozona, sulla ripartizione delle spese, sulla qualità delle entrate e sulla politica europea di prestiti e mutui e intende svolgere un ruolo attivo nella discussione sulla revisione delle prospettive finanziarie 2014-2020, una revisione chiesta e ottenuta dal CIME.

 

b) Un partenariato pubblico/privato per gli investimenti sociali a lungo termine. Il Movimento europeo è chiamato a esprimere una valutazione sull’efficacia del piano Juncker a un anno dalla proposta della Commissione alle istituzioni europee di un Fondo per gli investimenti e l’innovazione ma già sin d’ora vogliamo sottolineare il rischio di dimenticare l’esigenza di garantire la coesione sociale e territoriale fra i paesi dell’UEM.

 

c) Una politica macro-economica finalizzata allo sviluppo dell’economia circolare. Il Movimento europeo si impegna a valutare le proposte che la Commissione europea presenterà entro la fine dell’anno sulla base della consultazione pubblica e a monitorare l’iter legislativo delle direttive in materia di riciclaggio, riutilizzo e riparazione ma annuncia sin d’ora che intende aggiungere la sua voce a quella di chi chiede di non limitarsi alla logica dell’economia di un uso migliore dei rifiuti ma che occorra ampliare lo sviluppo dell’economia circolare alle energie rinnovabili, alla politica agricola e alimentare, alla accelerazione degli investimenti pubblici e privati e ad una politica fiscale che si trasferisca dal lavoro all’ambiente.


2. SPAZIO LIBERTA’, SICUREZZA E GIUSTIZIA

d) La Carta dei Diritti come fonte primaria del diritto dell’Unione. Essa deve essere sempre di più strumento politico e giurisdizionale di interpretazione del diritto primario (i trattati) e delle politiche dell’Unione (diritto secondario). Il Movimento europeo sosterrà l’adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e avvierà una sua riflessione su una Carta europea dei diritti collettivi e dei Beni Comuni.

 

e) La lotta contro la corruzione e le mafie in Europa e nel mondo. Il Movimento europeo ha deciso di partecipare attivamente al progetto di un tribunale internazionale per la lotta alla criminalità secondo il modello del Tribunale internazionale contro i crimini di guerra e intende promuovere una cooperazione rafforzata per un modello più ambizioso di Procuratore Europeo ispirato alla proposta della Commissione Prodi nel 2003.


3. UN’EUROPA SOLIDALE
f)

Un modello sociale rafforzato che implica la democrazia economica e sociale, il rafforzamento del dialogo sociale, un quadro europeo di diritti del lavoro e dei servizi pubblici forti. Esso deve essere fondato non solo sui principi e sulle politiche previste nel Trattato di Lisbona - e in particolare sulla clausola sociale orizzontale - ma anche su una modifica sostanziale delle competenze e delle regole dell’Unione nel quadro della revisione del Trattato e sulla adesione alla Carta sociale di Torino riveduta.

 

g) Una società inclusiva e aperta alle altre popolazioni del mondo con particolare riferimento non solo alla politica di accoglienza dei rifugiati ma anche degli immigrati che fuggono dalla fame e dalla rarefazione di beni necessari a garantire la dignità dell’Uomo.


4. L’EUROPA E IL MONDO
h)

Un’Unione come attore del cambiamento nel mondo e come modello di integrazione regionale. Il Movimento europeo ha già avanzato sue proposte per quanto riguarda la politica di vicinato e la prospettiva do una Comunità Euro-mediterranea. Nei prossimi mesi intendiamo lavorare per rendere possibile un progetto di Erasmus euro-mediterraneo che garantisca la mobilità degli studenti universitari e dei ricercatori, per avviare una riflessione sulla protezione e la promozione dei diritti con un approccio comparativo fra le Carte dell’Unione europea, del Consiglio d’Europa, della Lega Araba e dell’Unione africana nel quadro della Dichiarazione universale del 1948. L’Unione europea deve essere coerente con gli impegni presi alle Nazioni Unite sugli obiettivi del nuovo millennio. Il Movimento europeo si impegna a presentare al governo italiano, anche in vista della presidenza del G7 nel 2017, un proprio documento sulle relazioni con il continente africano e a rilanciare l’idea di un segretariato permanente per garantire l’attuazione delle decisioni dei Vertici.

5. IL FUTURO DELLA DELL’UE: CITTADINANZA E COSTITUZIONE
i)

Un sistema multilivello di democrazia rappresentativa, partecipativa, paritaria e di prossimità che sia il punto di partenza di una profonda riforma dell’UE. Secondo il Movimento europeo, essa dovrebbe essere lanciata in occasione delle celebrazioni dei sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, sulla base una proceduta costituente e dovrebbe entrare in vigore fra i paesi ed i popoli che lo vorranno. Appare in questo quadro preziosa e da sostenere l’idea di una iniziativa che coinvolga – seppure in modo non esclusivo – i Sei paesi fondatori (governi, Parlamenti, società civile). Un momento essenziale di quest’azione sarà dato dagli eventi per ricordare Altiero Spinelli a trent’anni dalla sua scomparsa (23 maggio 1986-23 maggio 2016).

agorabanner

banner13

banner14

banner15

banner16banner16


Partner e Sostenitori

banner12

banner11


 

Registrati per ricevere le nostre newsletter.
© Movimento Europeo  -  Realizzato da logoims

Search