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DIBATTITO CON MARIO MONTI SULLE RISORSE PROPRIE DELL'UE Stampa E-mail
Scritto da Stefano Milia   
Giovedì 18 Giugno 2015 11:08

Da sinistra a destra: Fabio Masini, Giampiero Gramaglia, Pier Virgilio Dastoli, Mario Monti, Anne MontagnonIl 16 giugno, nel quadro della seconda riunione nel 2015 del Consiglio Nazionale CIME si è organizzato un dibattito sulle Finanze dell'Unione con il sen. Mario Monti, attualmente Presidente del Gruppo ad Alto Livello sullle risorse proprie.


Il prof. Mario Monti, ha introdotto il dibattito soffermandosi sul mandato conferito al Gruppo, sui rapporti complessi che  esso avrà con i governi e la stretta relazione che si intende intrattenere con il Parlamento europeo.


Riguardo al primo rapporto intermedio elaborato e presentato a dicembre, Monti ha sottolineato come si è volutamente scelto di concentrarsi per il momento solo sullo stato attuale del sistema di finanziamento dell'Unione per aprire una prospettiva che possa trovare il consenso più ampio possibile e mettere in luce gli elementi di contraddizione nel momento della presentazione di proposte su cui ci saranno forti resistenze.

Mario Monti si è  inoltre brevemente soffermato sul tema della specificità dell'Eurogruppo ed ha manifestato la sua convinzione che sia urgente affrontare il momento politico europeo con proposte radicalmente innovative per non continuare a rafforzare tutte le argomentazioni populiste che in modo crescente cercano di evidenziare incompatibilità tra democrazia ed integrazione sovranazionale facendola apparire essenzialmente come un esercizio a somma zero.


All'introduzione di Monti sono seguiti gli interventi di alcuni respondent con l'intenzione di fornire spunti  per la continuazione del lavoro del Gruppo di riflessione. In particolare il Prof. Alfredo De Feo dell'IUE ha evidenziato alcuni parallelismi tra la situazione attuale e le scelte che furono fatte a livello CECA, Alfonso Jozzo della Fondazione internazionale Triffin ha sollevato la questione delle differenze tra integrazione monetaria e fiscale suggerendo che la spinta federale nella seconda dovrebbe essere affidata, nel momento della definizione del tetto del bilancio, ad un'assemblea composta da rappresentanti dei parlamenti nazionali e di quello europeo.


Il Prof. Alberto MaJocchi si é soffermato invece sull'identificazione di risorse fiscali più adeguate all economia figlia della sviluppo tecnologico e all'esigenza di legare imposte e sforzi contro il cambiamento climatico, invitando inoltre a evidenziare maggiormente il forte legame esistente tra maggiori risorse per l'UE e la crescente richiesta di sicurezza da parte dei cittadini. Il prof. Marcello Messori ha invitato a riflettere su come gli attuali comportamenti poco cooperativi tra partner europei possano trasformarsi in un gioco a somma positiva sia migliorando l'identificazione delle fonti ottimali di gettito sia attraverso l'individuazione di st! rumenti automatici premianti o punitivi legati ai cicli economici dei vari Paesi.


L'intervento del giornalista Roberto Sommella ha messo in evidenza i pericoli delle dilaganti argomentazioni antieuropee e l'esigenza di un'analisi approfondita delle nuove ricchezze (specie nel settore dell'agenda digitale) e di come anche esse potrebbero essere chiamate a contribuire al bene pubblico. Il presidente del CIME Pier Virgilio Dastoli ha richiamato l'attenzione sul rapporto coordinato da Altiero Spinelli sulle risorse proprie del 1981 e in particolare su tre elementi in esso contenuti: la proposta di assise quinquennali dei Parlamenti in Europa per le decisioni in materia di bilancio, l'importanza dello strumento dei project bond e della necessità di meglio ripartire ma non aumentare il carico fiscale sui cittadini.


Nella sua replica finale Monti ha ringraziato per le tante sottolineature espresse rispetto all'importanza del lavoro del Gruppo per il futuro dell'UE e per i suggerimenti pervenuti. Infine il moderatore del dibattito Giampiero Gramaglia, vicedirettore di La Presse, ha promosso anche un significativo sondaggio in sala relativo all'opportunità o meno  di rendere più evidente ai cittadini il costo delle politiche europee. Il commento finale del Segretario generale CIME, Fabio Masini ha evidenziato lo stretto legame esistente tra l'esigenza di  beni pubblici che possano essere soddisfatti solo dal livello europeo e la conseguente disponibilità dei cittadini a contribuire al loro finanziamento.

 

 

 

 

 

 

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