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Primo rapporto ASviS: Italia in ritardo, urgono misure per lo sviluppo sostenibile

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PRIMO RAPPORTO ASVIS: ITALIA IN RITARDO, URGONO MISURE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE


 

È un’Italia ancora troppo lontana dai 17 obiettivi fissati un anno fa dall’Onu sullo Sviluppo Sostenibile. È il quadro che emerge dal rapporto ASviS, a cui aderisce anche il CIME, presentato mercoledì 28 settembre 2016 alla Camera dei Deputati. Una fotografia, quella scattata dal rapporto, che ritrae un’Italia che conta più di 4,5 milioni di poveri assoluti, un tasso di occupazione femminile inferiore al 50%, oltre 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano e investimenti in ricerca e sviluppo di poco superiori all’1% del PIL.

“Eppure sappiamo di non avere alternative per garantire un futuro al Paese”, ha dichiarato il Portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini, nel corso della presentazione e ha poi aggiunto: “Non c’è tempo da perdere. È quanto mai urgente la definizione di una Strategia di Sviluppo Sostenibile che guidi le scelte di tutti gli operatori economici e sociali e l’adozione di immediati provvedimenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio”.

E nel presentare i dati del report, numerose sono state anche le proposte presentate per raggiungere gli obbiettivi dell’Agenda 2030, come la trasformazione del CIPE nel ‘Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile’, il coinvolgimento della Conferenza Unificata per valutare le responsabilità delle Regioni e dei Comuni rispetto alle materie dell’Agenda 2030 e la creazione di un Comitato consultivo sull’Agenda 2030 e le politiche per lo sviluppo sostenibile, cui partecipino esperti nelle varie materie rilevanti e rappresentanti delle parti sociali e della società civile, come avviene in Francia e Germania.

“Proponiamo che il Governo predisponga annualmente un ‘Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Italia’ che valuti il percorso del nostro Paese verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030, avvii una campagna informativa estesa e persistente nel tempo sui temi dello sviluppo sostenibile e un programma nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile, finalizzato a formare le nuove generazioni. Infine, poiché a un anno dalla firma dell’Agenda 2030 il Paese non dispone ancora di una base dati con gli indicatori esistenti per l’Italia tra gli oltre 230 selezionati dalle Nazioni Unite, reiteriamo la richiesta all’Istat di realizzare quanto prima tale strumento e invitiamo il Governo ad assicurare che il Sistema statistico nazionale disponga delle risorse umane e strumentali per elaborare tutti gli indicatori definiti dalle Nazioni Unite, assicurarne la tempestività e il dettaglio, così da massimizzarne l’utilità per tutte le componenti della società”. È stato dichiarato nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato il sottosegretario Sandro Gozi in rappresentanza del Governo, Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, Marco Frey, Presidente della Fondazione Global Compact Network Italia, Alberto Quadrio Curzio, Presidente dell’Accademia dei Lincei, Maria Edera Spadoni e Lia Quartapelle, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente del Comitato Permanente sull’Attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Commissione Esteri della Camera. Le conclusioni sono state affidate a Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS.

 

Scarica il rapporto dell'ASviS

 

 

 

 

 

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