Newsletter n.12/2020 - Iniziative della settimana

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In un momento chiave per dare un volto al futuro, usciti dall’emergenza, segnaliamo alcune iniziative svoltesi nella settimana trascorsa che meritano di essere tenute presenti. Iniziamo con il tema della solidarietà, uno dei valori al centro dei programmi per gli interventi di sostegno agli Stati membri: a tal proposito, il 21 aprile, a partire dalle ore 19.00, si è svolto un evento – dibattito organizzato su Facebook da Brando Benifei, Vicepresidente del Movimento europeo internazionale, dall’ANCI, dal Sindaco di Budapest, Gergely Karácsony, e dal Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Numerose le testimonianze sia di rappresentanti che di attivisti, per comprendere come la situazione attuale rappresenti seriamente un rischio per le aree più deboli; rispetto a quanto succede, è fondamentale una risposta istituzionale adeguata, unita allo spirito solidale tra i cittadini, in grado di superare ostacoli enormi e di facilitare il raggiungimento dell’obiettivo di uscire dall’emergenza. Grazie alle tecnologie, in una sorta di tv iper interattiva rappresentata dal web, vi è oggi la possibilità di far arrivare ovunque informazione e supporto; ma ciò non può sostituire il valore delle azioni umane nel senso della solidarietà, un antidoto molto forte contro qualunque crisi. 

Un’altra occasione di dibattito e formulazione di proposte da segnalare è quella del 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra. In relazione all’attivismo del gruppo “Science for democracy”, molto sensibile a questa tematica, che vede tra i suoi principali esponenti Marco Cappato, si è tenuto un incontro on line sull’iniziativa dei cittadini europei per la lotta al riscaldamento globale (per cui si rimanda al sito https://www.stopglobalwarming.eu). È da segnalare la partecipazione da parte del prof. Alberto Majocchi, membro del Consiglio di Presidenza del Movimento Europeo – Italia. Nel 2020, anno di bilanci e di ripartenza per gli obiettivi fissati negli anni scorsi dalla direttiva 2009/29/CE, relativi al piano 20 – 20 – 20, è necessario, come sostiene il prof. Majocchi, dare una mano per spingere la classe politica ad andare in questa direzione. È necessario altresì impiegare maggiormente le energie rinnovabili e mettere in atto delle politiche perché il danno ambientale da inquinamento possa essere compensato pagando un prezzo: per l’uso di carbonio, si può considerare ragionevole un prezzo di 50 € per ogni tonnellata emessa di Co2. Occorre poi che le imprese europee non siano penalizzate rispetto a tutte le altre, che non paghino un prezzo per il carbonio e ciò dovrebbe valere specialmente nei rapporti con la Russia. Inoltre, il prof. Majocchi ha posto l’attenzione sulla necessità di finanziare investimenti verdi, ma anche di offrire sostegno alle categorie sociali più deboli: con i proventi derivanti dal prezzo pagato per le emissioni di carbonio, si potrà venire incontro a tali categorie, agendo sulla leva fiscale.

Un altro importante intervento del Movimento Europeo si è avuto in occasione del secondo Consiglio per la Democrazia Partecipativa, organizzato dall’associazione Eumans il 23 e 24 aprile. Nella sessione dedicata al dibattito sullo stato di diritto, il compito di introdurre il tema e di illustrare la situazione europea è stato affidato al Presidente del Movimento europeo, Pier Virgilio Dastoli; il suo discorso è iniziato delineando un quadro in cui i problemi non mancano, perché si assiste ad una frammentazione del sistema dello stato di diritto: i cittadini non conoscono adeguatamente gli strumenti per intervenire a sua tutela. Peraltro, nei Trattati di Roma del 1957 non se ne faceva menzione ed è solo con il progetto di Trattato Spinelli del 1984 che se ne è iniziato a parlare. Lo stato di diritto è parte integrante del Trattato di Lisbona ma le controversie attinenti non possono essere risolte invocando la Corte di Giustizia dell’Unione europea. Il Presidente Dastoli ha inoltre menzionato il cosiddetto dilemma di Copenaghen, così chiamato perché definito dal Consiglio europeo svoltosi in tale città, nel 1993, in vista dell’allargamento dell’Unione. Vi è cioè una contrapposizione tra gli stretti controlli posti nel processo di stabilizzazione e associazione di un nuovo Stato membro prima del suo ingresso nell’Ue e la mancanza di monitoraggio dopo la sua adesione. Il Movimento Europeo ha promosso una iniziativa dei cittadini europei per il rispetto dello stato di diritto, per spingere la Commissione ed il PE ad aprire una discussione e trovare soluzioni adeguate. Anche in tale azione si sono evidenziate una serie di criticità: arrivare a un milione di firme è complicato, inoltre finora nessuna delle iniziative che hanno raggiunto questa cifra è stata accettata dalla CE, che è molto reticente ad accettare delle ICE e peraltro non è obbligata ad agire. Oltre all’ICE, il Movimento europeo ha presentato una petizione al PE chiedendo alle istituzioni di monitorare il rispetto dello stato di diritto. Non si possono introdurre strumenti giuridicamente più vincolanti che obblighino gli Stati membri a modificare i loro sistemi giuridici. Si può stabilire un metodo politico pubblico per aprire il dibattito e rendere cosciente l’opinione pubblica. È necessario quindi stimolare la partecipazione dei cittadini europei sullo stato di diritto, anche a fronte del rischio di soluzioni poco democratiche a per uscire dalla pandemia. Sarebbe inoltre opportuno, per una UE più democratica, far sì che il PE abbia potere di iniziativa legislativa. Allo stato attuale, solo la Commissione europea può proporre atti normativi. Afferma Dastoli che l'ICE dovrebbe essere indirizzata al PE perché è più sensibile ai cittadini rispetto alla CE.

 

 

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