Newsletter n.12/2020 - Carta dei diritti fondamentali

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Questa settimana, tenuto anche conto della situazione in cui si stanno definendo risposte istituzionali a tutela dei cittadini, riteniamo opportuno parlare dei diritti dei minori, per come inquadrati nella Carta. Vediamo quindi i vari aspetti trattati dall’articolo 24. Vi si parla di diritti e libertà del minore. Contrariamente alla parola utilizzata (“minore”), quella del bambino è una figura preminente, in famiglia e in società. Tale è considerato il suo interesse, nella Carta, e ciò deve avvenire “In tutti gli atti, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private”, ponendo l’accento sia sul diritto di famiglia che sui diritti sociali. Il minore, quindi, è portatore di interessi superiori, per esempio, come afferma il comma 1, quello alla “protezione e alle cure necessarie” per il suo benessere. E, nella tutela dei suoi interessi, ha un ruolo attivo. Ha infatti diritto di scegliere, in merito ai rapporti con la prima figura che ha su di sé la responsabilità di tutelare il minore: secondo il terzo comma dell’articolo 24, infatti, “Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse”. Similmente, come afferma il primo comma, i bambini “possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano, in funzione della loro età e della loro maturità”. Per la protezione dei diritti dei minori, in ogni caso, è necessario l’intervento delle istituzioni e, in casi particolari, è considerato necessario che la formazione del minore avvenga in un contesto differente da quello originario. Giunge qui spontaneo un riferimento all’impegno del magistrato Roberto Di Bella, che ha terminato a fine dello scorso anno la sua attività, a Reggio Calabria, finalizzata proprio ad assicurare un futuro a minori coinvolti in situazioni dalle quali non potrebbero uscire da soli, cioè bambini nati in famiglie di ‘ndrangheta, per la cui salvezza l’unica via d’uscita è quella di affidarsi alla protezione dello Stato, venendo così allontanati per sempre dal proprio contesto di origine.

Si parla quindi di una serie di aspetti su cui si pone particolare attenzione, nella Carta, dando ai diritti del minore una tutela rafforzata. C’è da chiedersi, nell’era coronavirus, se effettivamente questi diritti siano sempre rispettati. In occasione del dibattito “Europa solidale” del 21 aprile scorso, per la cui trattazione più dettagliata si rimanda alla sezione “Iniziative della settimana” di questa newsletter, Brando Benifei, Vicepresidente del Movimento Europeo Internazionale, ha voluto focalizzare l’attenzione anche su questo aspetto. Ha altresì rimarcato come in molti luoghi al mondo, di fatto, i diritti dell’infanzia non siano adeguatamente tutelati e ciò fa riflettere anche su come questa nostra Europa, spesso criticata se non proprio contestata, sia riuscita a garantire a moltissimi bambini un tetto, una famiglia, la possibilità di studiare, di formarsi e crescere, la possibilità di scelta, insomma. Considerato quello che succede nel mondo, considerata la difficoltà di veder affermati i diritti in molte sue parti, considerato il lavoro minorile imposto ai bambini in molti luoghi al mondo, si può affermare che questi diritti sono una conquista da tutelare con particolare impegno, con l’auspicio anzi che le nuove generazioni possano crescere anche più di ieri nella certezza di veder tutelati i propri diritti.

 

 

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