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RIUNIONE ANNUALE DEL CONSIGLIO DEI MEMBRI DEL MOVIMENTO EUROPEO INTERNAZIONALE

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Lo scorso fine settimana (venerdì 30 novembre) si è tenuta la riunione annuale del Members Council del Movimento Europeo Internazionale (EMI) a Nicosia (Cipro) paese che, fino al 31 dicembre di quest’anno, presiede il Consiglio dell’Unione europea.

 


Questo incontro ha sottolineato la consapevolezza, espressa da tutti i consigli nazionali partecipanti, a partire da quello ospitante, della necessità di un’Europa più democratica e l’importanza di sostenere più che mai i valori fondamentali dell'Unione europea, rilanciando il suo spirito.

Nel quadro di una fitta giornata di lavori, proseguiti con la riunione congiunta delle Commissioni Politiche di EMI “Libertà, Sicurezza e Giustizia” e “Affari esteri e Sicurezza” (sotto forma di tavola rotonda con rappresentanti diplomatici ed esperti di alto profilo), il Members Council, ha approvato due documenti politici: una risoluzione sul futuro dei programmi europei per la gioventù (proposta da AEGEE e JEF) e una articolata risoluzione dal titolo “Le lezioni della crisi economica e finanziaria e le sue implicazioni per il futuro dell'Unione europea”.

La citata risoluzione sottolinea la necessità di:

- Implementare delle misure necessarie per risolvere la crisi del debito sovrano e stabilizzare le economie della zona euro, tenendo conto delle diverse situazioni dei paesi in difficoltà.

- Creare un meccanismo europeo di sorveglianza bancaria, sviluppando forme adeguate di regolamentazione e meccanismi per il controllo e la supervisione dei grandi attori finanziari. La Banca Centrale europea (BCE) sembra l'istituzione opportuna per assicurare una sorveglianza nazionale a livello europeo.

- Stimolare la crescita e la competitività, per continuare ad essere un attore politico ed economico importante nel mondo. Una strategia a lungo termine e un bilancio in pareggio sono indispensabili, offrendo tutti paesi membri pari opportunità per crescere.

- Aumentare la responsabilità democratica e la trasparenza, rendendo i cittadini più consapevoli del processo politico europeo, e incoraggiando la loro partecipazione attraverso nuovi strumenti democratici come l'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).

- Dare all’Eurozona una capacità fiscale addizionale con il Quadro finanziario pluriannuale.

- Definire un nuovo Accordo europeo, adeguato alle esigenze del nostro tempo. Una maggiore integrazione politica è la risposta a molte sfide dell'UE, a causa dell’elevato grado di interdipendenza tra gli Stati membri. I problemi comuni chiedono soluzioni comuni. E questo esige anche un sforzo particolare di pedagogia e trasparenza.

- Prendere una decisione fondamentale per il futuro dell'Unione europea. Si ha fiducia che l'UE supererà la crisi, che può rivelarsi una possibilità per arrivare a una maggiore integrazione, ma la discussione su una nuova visione del progetto europeo deve essere effettuata in forma pubblica, democratica e trasparente. Una nuova Convenzione europea, con la partecipazione del Parlamento europeo, dei parlamenti nazionali e governi è l'unico strumento idoneo.

In rappresentanza del Movimento Europeo Italia (CIME) ha partecipato il Segretario Generale aggiunto, Ugo Ferruta, che ha presentato i principali documenti politici recentemente approvati dal CIME e i progetti attualmente in corso: in particolare, la dichiarazione del Presidenza del CIME dello scorso 14 novembre, il Manifesto dell’Alleanza italiana per l’Anno Europeo dei cittadini 2013 e il progetto “Officina 2014”.

Particolare apprezzamento ha ottenuto la risoluzione politica del CIME che, secondo quanto deciso dal Members Council, costituirà una base per il lavoro della Commissione di EMI sulle innovazioni istituzionali. In essa si sollecitano nuovamente le forze politiche, i partner sociali e le organizzazioni rappresentative della società civile a contribuire alla nascita di un’Assemblea costituente per la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa, sulla base di un progetto che dovrebbe essere giudicato – attraverso un referendum pan-europeo - dai cittadini in occasione delle elezioni europee del giugno 2014, secondo il principio del progetto di Trattato Spinelli del 1984 che prevedeva la sua entrata in vigore fra i popoli e gli Stati che lo avrebbero adottato.

Sia la citata dichiarazione che il manifesto dell’Alleanza italiana per l’Anno Europeo dei cittadini (che si inserisce nella relativa rete europea) ricordano che il governo italiano non ha aperto ancora “un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile” (come prevede, ad esempio, la Convenzione di Arhus in materia ambientale) che sarebbe importantissimo anche per discutere sull’avvenire dell’Europa. Il CIME si impegna a stimolare il governo italiano a dare piena applicazione all’articolo 11 del trattato di Lisbona per la parte che lo concerne.

Anche il progetto attualmente in corso “Officina 2014, l’Italia in Europa”, ha suscitato forte interesse tra i nostri colleghi, in particolare quelli dei paesi che detengono o deterranno la presidenza di turno dell’UE prima del nostro, che si sono detti interessati a coordinare le loro iniziative con quella del CIME in modo di dare continuità alle istanze della società civile da un semestre all’altro.

L’organizzazione della riunione è stata ottima e rivolgiamo il più vivo apprezzamento per il lavoro svolto, oltre che allo staff di EMI, in particolare al Movimento europeo cipriota, che ringraziamo anche per l’ospitalità e l’accoglienza ricevuta.

 

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