Editoriali

Cinque proposte in campo per rafforzare l’Europa

Le scarne indiscrezioni che filtrano sui colloqui tra Mario Draghi e i partiti indicano piuttosto chiaramente l’intenzione del presidente del Consiglio designato di dare una forte centralità all’iniziativa che il nuovo governo italiano dovrebbe assumere in materia di riforma delle istituzioni dell’Unione europea. In particolare Draghi avrebbe in mente un pacchetto di riforme che corrisponde

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G20: nessuno resti indietro L’insegnamento del Manifesto di Ventotene

Da oggi e per dodici mesi, l’Italia assumerà per la prima volta la presidenza del G20 – la rete dei paesi più sviluppati nel mondo per percentuale del PiL (90%), di import/export (80%), di popolazione (2/3), di terre coltivate (60%) e di prodotti agricoli (80%) –  di cui l’evento principale sarà il vertice dei leader,

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RISPOSTA A ANGELO PANEBIANCO

Angelo Panebianco («le inutili baruffe europee del dopo Trump» Il Corriere della Sera, 23 novembre 2020) ha ridotto le idee che circolano in Europa a solo due ipotesi allo scopo di dimostrare che l’obiettivo di un’Europa più coesa (o, se l’aggettivo non è considerato troppo volgare, federale) è impossibile da raggiungere. La prima idea (la

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Stato di diritto, progetto Spinelli, art. 7 TUE e Corte di Giustizia

La proposta di introdurre una clausola “costituzionale” sul rispetto dello stato di diritto fu inserita dal Parlamento europeo nel Progetto di trattato che istituisce l’Unione europea (“progetto Spinelli”) nel febbraio 1984 e in particolare negli articoli 4 e 44. La differenza fondamentale fra il progetto Spinelli e l’attuale articolo 7 del Trattato di Lisbona risiede

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Il silenzio assordante del Consiglio europeo e la voce flebile della Commissione europea

La stampa e i media hanno praticamente ignorato la breve videoconferenza dei capi  di Stato e di governo dell’UE che avrebbero dovuto dare un seguito concreto e immediato alle conclusioni a cui gli stessi capi di Stato e di governo erano giunti il 15 ottobre in materia di lotta comune alla pandemia. A due settimane

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DALLA GRECIA FASCISTA ALLA TURCHIA DI ERDOGAN: QUALI RISPOSTE DALL’EUROPA LIBERA?

La storia ci ha drammaticamente insegnato che il passaggio dalla democrazia alla dittatura è avvenuto negli ultimi cento anni  proclamando la fine della democrazia parlamentare “a nome del popolo sovrano” e cioè giustificando la soppressione delle libertà costituzionali e dunque democratiche per difendere la “sovranità del popolo” con una contrapposizione grottesca fra il potere che

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Meloni non è la prima leader italiana alla guida di un partito europeo

La stampa e i media in Italia hanno dato molto risalto all’elezione di Giorgia Meloni alla presidenza del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei che era nato nel 2009 con la denominazione di Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei con la presenza determinante del Partito Conservatore nel Regno Unito e del Partito Diritto e

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Democrazia e sovranità: l’Europa libera alla prova del regime turco

La storia ci ha drammaticamente insegnato che il passaggio dalla democrazia alla dittatura è avvenuto negli ultimi cento anni “a nome del popolo sovrano” e cioè giustificando la soppressione delle libertà costituzionali e dunque democratiche per difendere la sovranità del popolo con una contrapposizione grottesca fra il potere che appartiene al popolo (demos-crazia) e la

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