CINA: DA RIVALE SISTEMICO A PARTNER STRATEGICO

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Ricorre il 50° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Unione europea. Un’occasione simbolica che arriva in un momento cruciale per l’ordine globale, segnato da tensioni geopolitiche, guerre, crisi ambientali e sfide sistemiche. In mezzo alla crescente polarizzazione tra Stati Uniti e Cina, l’UE si trova davanti alla necessità di ridefinire il proprio ruolo e le proprie alleanze strategiche. Nonostante la Cina sia ancora definita un “rivale sistemico”, emergono spazi di convergenza nella prospettiva di diventare un partner strategico su temi chiave come il multilateralismo, lo sviluppo sostenibile, la riforma dell’ordine internazionale, il rapporto con il Sud Globale e le transizioni ecologica e digitale. Anche per questo, le aperture della Cina durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco meritano attenzione.

A quella conferenza, il vicepresidente USA Vance ha rilanciato l’obiettivo trumpiano di smantellare l’ordine internazionale nato nel dopoguerra con la creazione dell’ONU, delle sue agenzie (OMS, OMC, Banca Mondiale) e dei trattati su commercio, ambiente e diritti. Un sistema che ha segnato importanti progressi, ma che presenta anche limiti profondi: disuguaglianze persistenti, ostacoli al diritto di migrare, colonialismi sotto nuove forme, giustizia internazionale debole, crimini impuniti e obiettivi dell’Agenda 2030 lontani.

Trump non intende correggere tali difetti, ma esasperarli, puntando a un ordine a guida USA con una Russia come potenza regionale. I leader europei, pur difendendo il commercio e la sicurezza dei confini, hanno evitato di denunciare le debolezze. del sistema onusiano. In questo contesto, la posizione cinese, fondata sul rispetto del diritto internazionale e l’integrazione eurasiatica, può rappresentare per l’Europa un’opportunità da valutare con lucidità.