Newsletter n.5/2020 – Sostenibilità e clima, sfide per l’Europa

 
 

L’Editoriale del Presidente

Nel suo programma annuale 2020 la Commissione Von der Leyen ha annunciato venti nuove iniziative che si iscrivono nel quadro del (nuovo[1]) Patto Europeo verde, quasi tutte di natura non legislativa e dunque destinate ad alimentare il dibattito politico a livello dell’Unione e negli Stati membri nella convinzione che esse possano tradursi presto in atti giuridicamente vincolanti.

Il Patto dovrà trovare linfa vitale nelle prospettive finanziarie pluriannuali dal 2021 in poi se il Consiglio supererà il punto morto (deadlock lo ha definito un autorevole membro della Commissione) che tale Patto dovrebbero alimentare con risorse che molti esperti calcolano in tremila miliardi di Euro entro il 2030, ben al di là dei mille miliardi proposti dalla Commissione in minima parte derivanti dal bilancio europeo e in gran parte stimolati da investimenti privati attraverso lo European Green Deal Investment Plan del 14 gennaio.

Il Patto rappresenta il quadro politico europeo che dovrebbe unire le istituzioni europee e i paesi membri durante i negoziati internazionali, a cominciare dalla Cop 26 che si riunirà in novembre a Glasgow. Essa segue al sostanziale fallimento della Cop 25 che avrebbe dovuto tenersi prima a Santiago del Cile e che si è finalmente svolta a Madrid nel dicembre 2019.

Un assaggio dei negoziati internazionali ci sarà a Milano dal 28 settembre al 5 ottobre, con la Pre-Cop organizzata dal governo italiano e, simbolicamente, con la Youth Cop proposta dal ministro dell’ambiente italiano Costa a cui potrebbe partecipare l’attivista svedese Greta Thunberg.

Dopo la proposta di regolamento del 19 febbraio sul Just Transiton Fund la Commissione europea si prepara a mettere sul tavolo del Consiglio e del Parlamento europeo quattro proposte, una legislativa  con lo European Climate Law enshrining the 2050 climate neutrality objective e tre non legislative con un nuovo “Piano d’azione per l’economia circolare”, la “strategia europea per la biodiversità 2030” e la proposta “Dalla fattoria alla forchetta” per rafforzare la dimensione sostenibile anche in agricoltura.

La proposta legislativa sulla lotta al cambiamento climatico dovrebbe colmare il vuoto di regole vincolanti per accelerare i piani di  riconversione industriale, nella direzione dell’impegno assunto dalla Commissione, dal Parlamento e dal Consiglio in vista del 2050.

L’annuncio di un nuovo piano per l’economia circolare rappresenta la presa d’atto della distanza ancora considerevole fra gli obiettivi fissati dal 2015 con le quattro direttive proposte dalla Commissione Juncker e adottate dal Consiglio e dal Parlamento europeo (anche grazie al lavoro egregio svolto dall’italiana Simona Bonafé) in parte non recepite o non attuate.

È ancora molto limitata in Europa la riduzione degli sprechi, i materiali prodotti vengono riutilizzati in una percentuale ben lontana dal livello necessario di efficienza e di risparmio energetico e, ancor di più, i modelli di produzione sostenibili stentano ad imporsi nonostante il loro carattere maggiormente competitivo e generatore di valore aggiunto.

Ci attendiamo che la Commissione europea inserisca nel nuovo piano d’azione la proposta di incrementare la ricerca, di adottare piani nazionali per l’economia circolare da monitorare nel corso del “semestre europeo”, accanto allo stato delle finanze e insieme alla sostenibilità sociale, misure vincolanti per coinvolgere gli stakeholder conformemente alla Convenzione di Aarhus e all’articolo 11 del Trattato di Lisbona, di promuovere la bioeconomia rigenerativa, di estendere l’economia circolare negli acquisti pubblici e, soprattutto, di promuovere l’iniziativa delle città con programmi di rigenerazione urbana secondo il modello europeo delle green cities.

coccodrillo

 

 

Iniziative del movimento

Continua l’impegno del Movimento Europeo in vista della Conferenza sul futuro dell’Europa. Martedì 3 marzo, alle ore 15, presso la sede del Movimento, si terrà la prossima riunione dei coordinatori dei dieci gruppi di lavoro costituiti in vista del 9 maggio. Il presidente del Movimento Europeo Italia parteciperà, nei giorni del 5 e 6 marzo p.v. al German-Italian Young Leaders Dialogue – Spinelli Forum, iniziativa congiunta fra i Ministeri degli Affari Esteri in Germania e in Italia, in partnership con il German Council on Foreign Relations (DGAP) e l’ISPI. A Bruxelles, il prof. Paolo Ponzano, membro del collegio del probiviri del Movimento Europeo, parteciperà il 5 e 6 marzo all’Open Day organizzato nell’ambito della “European Citizens’ Initiative” (ECI). In merito alle ECI,  segnaliamo anche le iniziative di sensibilizzazione sulla lotta al cambiamento climatico promosse rispettivamente da Fridays For Future e da una partnership tra l’Associazione Luca Coscioni, Eumans, Science for democracy ed Europafederalisterna.

 

 

Documenti chiave

Nota di redazione a firma del Presidente del Movimento Europeo Italia, Pier Virgilio Dastoli: “Pubblichiamo le “non-conclusioni” del Consiglio europeo, in cui ha prevalso il sistema del deadlock (in italiano “punto morto”), dove due azioni contrarie impediscono il raggiungimento di un accordo. La via d’uscita risiede nel passaggio dai contributi nazionali alle risorse proprie, come propone da tempo il Movimento europeo in coerenza con il trattato”.

 

 

Economia in pillole

Che rapporto ci può essere tra il settore socio-economico e le politiche per il clima? Di interazione sotto numerosi aspetti. Anzitutto, bisogna ricordare che la questione dei tagli alle emissioni comporta per ciascuno Stato membro l’adozione di un Piano di adattamento, per esempio per l’implementazione della green economy. In relazione a ciò, come afferma un recente articolo pubblicato sul sito dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), “La transizione pone problemi sociali importanti e non deve gravare sui più deboli”.

Secondo il Global McKinsey Institute, sono numerosi gli impatti socio economici del surriscaldamento globale: Sovraffollamento, ondate di calore, perdita di ore lavorative, svalutazione del capitale. Inoltre, “una maggiore comprensione del rischio climatico potrebbe non rendere disponibile l’indebitamento di lunga durata, influendo su costi e disponibilità di prestiti”, afferma il documento. Ciò potrebbe innescare riallocazioni di capitali e la svalutazioni: “In Florida, ad esempio, le stime suggeriscono che le perdite causate dalle inondazioni potrebbero svalutare le case esposte lungo la costa dal 15 al 35% circa entro il 2050 (per una perdita complessiva dai 30 agli 80 miliardi di dollari). Per non parlare di Paesi e regioni con livelli di Pil pro capite inferiori, e generalmente più a rischio. Le nazioni più povere hanno spesso climi vicini alle soglie fisiche, e si affidano di più al lavoro all’aperto e al capitale naturale, avendo meno mezzi finanziari per adattarsi rapidamente. Una questione connessa è quella delle migrazioni forzate connesse ai cambiamenti climatici, in quanto “l’insicurezza alimentare rappresenta molto spesso il fattore decisivo che induce gli individui a lasciare le proprie case e i propri affetti”.

Un ulteriore spunto di riflessione meritevole di attenzione ci arriva da uno studio pubblicato il 12 febbraio dal Wwf, il Global futures report, secondo cui “L’azione antropica sul Pianeta sta mettendo a dura prova la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi e di fornire una serie di beni e servizi necessari al benessere umano. I servizi ecosistemici ci proteggono dalle inondazioni, filtrano le impurità presenti nell’aria e nell’acqua, stoccano CO2 nel terreno, producono cibo e materiali utilizzati dal sistema economico”. Già vi sono danni più che considerevoli. Secondo le stime della ricerca, continuando su questa strada si potrebbe verificare una perdita di Pil di quasi 10 miliardi di dollari da qui al 2050.

Un rapporto complesso, quindi, che interessa economia e clima in maniera sostanziale e che al di là di questi brevi spunti, richiede lungimiranza e impegno nella direzione della sostenibilità ambientale: come si è detto anche nell’editoriale di questa settimana, molto resta ancora da fare e da comprendere, in Europa, nononostante l’indubbio valore aggiunto generato da modelli di produzione sostenibili, di cui però spesso si stenta a comprendere il valore strategico anche in termini di redditività.

 

Sondaggio

Sostenibilità, impatto ambientale, ecologia, green economy: l’atteggiamento dell’Europa alla dimensione “verde” cambia in base ai contesti, non da oggi. Con lo sguardo al lungo periodo, pensi che sia possibile armonizzare il quadro, per esempio far leva sulle politiche ambientali e per il clima quale “collante” per il futuro dell’Unione europea?

Rispondi a:  movimentoeuropeo@gmail.com

 

 

Carta dei diritti fondamentali

Nel numero scorso, ci siamo occupati di tortura e trattamenti disumani e degradanti, vietati dall’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali. Segue il divieto di lavoro forzato. In realtà, sono tre i reati ai quali è posto divieto. Ce ne parla ancora il prof. Toggenburg, che li elenca:

“1. schiavitù e servitù; 2. lavoro forzato o obbligatorio e 3. tratta di esseri umani. Ci piace collegare tutti e tre al passato o almeno ai continenti lontani dall’Europa. Tuttavia, avremmo torto nel farlo! Negli anni 2015 e 2016 ventimilacinquecentotrentadue (20.532) le vittime della tratta di esseri umani sono state formalmente registrate negli Stati membri dell’UE. E questa è solo la punta di un enorme iceberg. La tratta a fini di sfruttamento sessuale rimane di gran lunga la forma di tratta più diffusa nell’UE. Ma la tratta è diffusa anche nel settore agricolo e nelle costruzioni. Nel lavoro domestico le donne migranti affrontano spesso forme di grave sfruttamento del lavoro. Tutto questo sta accadendo vicino a noi.

Alcuni anni fa, migranti vietnamiti erano impiegati nella Repubblica ceca. Hanno firmato un contratto di lavoro, ma sono stati poi costretti a svolgere un duro compito nella foresta, senza ricevere salari. In seguito hanno denunciato quanto era accaduto, ma né la polizia né la Procura hanno avviato un procedimento penale, nonostante l’alta probabilità che vi fosse stata una tratta di esseri umani. I cittadini vietnamiti hanno lanciato una denuncia costituzionale. E la Corte costituzionale di Praga giunse alla conclusione che le autorità erano state davvero negligenti. La Corte ha sottolineato che c’era il dovere di avviare indagini esaustive. Tale obbligo deriva – così ha continuato la Corte – dalla direttiva UE 2011/36/UE sulla prevenzione e la lotta alla tratta di esseri umani e dall’articolo 5 della Carta dei diritti fondamentali.

Un altro esempio è quello del “Front Polisario”. Il Fronte Polisario combatte per l’indipendenza del Sahara occidentale – un territorio conteso. Attualmente, la maggior parte del territorio è controllata dal Regno del Marocco. L’UE ha concluso un accordo commerciale con il Marocco, che di fatto si applicava anche al Sahara occidentale. Front Polisario ha chiesto alla Corte europea di Lussemburgo di dichiarare nullo l’accordo. E cosa ha fatto la Corte? Ha sottolineato che il Consiglio dell’UE aveva l’obbligo di esaminare “attentamente e in modo imparziale” tutti i fatti attinenti alla questione, al fine di garantire che la produzione di beni destinati all’esportazione non fosse condotta a scapito della popolazione del territorio interessato o comportasse violazioni di diritti fondamentali, incluso … il divieto di schiavitù e lavoro forzato (articolo 5 della Carta dei diritti fondamentali)”.

Cosa dicono le costituzioni degli Stati membri?

Molte costituzioni degli Stati membri vietano il lavoro forzato. Alcune costituzioni come quelle di Cipro, Repubblica Ceca, Malta, Romania e Slovacchia integrano tale divieto elencando le circostanze in cui il lavoro forzato è legalmente accettabile, come il lavoro svolto durante la detenzione carceraria, il servizio militare o in caso di emergenza che minaccia il benessere della comunità. Solo pochissime costituzioni – come quelle di Austria e Cipro – proibiscono esplicitamente la schiavitù. Un divieto esplicito della tratta di esseri umani è in gran parte assente dalle costituzioni nazionali, ad eccezione dell’Ungheria. Infine, un terzo delle costituzioni degli Stati membri non tratta nessuno dei tre elementi sanciti dall’articolo 5 della Carta.

 

Ecco due esempi di come la legislazione dell’UE combatte la tratta di esseri umani:

  • Il legislatore dell’UE ha stabilito norme minime relative alla definizione di reati e sanzioni in materia di tratta di esseri umani (direttiva 2011/36 / UE).
  • La “Direttiva sulle vittime” dell’UE enfatizza in modo particolare le esigenze di protezione delle vittime della tratta di esseri umani (articolo 22 della direttiva 2012/29 / UE).

 

Quindi: mentre il divieto di schiavitù è assoluto, il lavoro obbligatorio può essere legittimo in determinate circostanze. Lo sappiamo dalle costituzioni nazionali e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ma la Carta pone l’accento sul divieto della tratta di esseri umani. Ciò è importante, dato che il traffico di esseri umani si svolge nelle nostre città e nella porta accanto”.

 

 

L’Europa dei diritti

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è spesso intervenuta su temi che riguardano le politiche ambientali. Guardando ad alcune sentenze recenti, si nota come l’impegno interessi numerose aree, in sintonia con la tutela dell’ecosistema e le politiche ambientali. Recentissima è un pronuncia della Corte di condanna nei confronti della Grecia: il 27 febbraio 2020, a causa del ritardo nell’attuazione della normativa dell’Unione sulla protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole, lo Stato membro in questione è stato condannato a pagare una somma forfettaria di 3,5 milioni di euro. Del 21 marzo 2019, la sentenza di condanna per l’Italia, venuta meno agli obblighi derivanti dalla direttiva sulle discariche di rifiuti per quanto riguarda 44 siti. L’Italia non ha infatti adottato tutte le misure necessarie per farle chiuderle al più presto, ragion per cui le discariche non hanno ottenuto un’autorizzazione a continuare a funzionare, oppure non ha adottato le misure necessarie per renderle conformi alla direttiva 1999/31/CE, ragion per cui la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono. Il 29 novembre 2018, in base alla pronuncia dell’avvocato generale della Corte, Juliane Kokott, è stato stabilito che vi sono elementi per ritenere che la legge belga che prolunga la durata dell’esercizio delle centrali nucleari Doel 1 e 2 sia stata adottata senza le necessarie previe valutazioni ambientali. Sempre nel 2018, rispettivamente in data 22 febbraio, 31 maggio e 25 luglio, Grecia, Italia e Spagna sono state condannate al pagamento di somme e penalità per ogni semestre di ritardo:  nel primo caso, somma forfettaria di 5 milioni di euro e penalità decrescente di 3,28 milioni di euro per semestre di ritardo; nel secondo, somma forfettaria di EUR 25 milioni e penalità di oltre EUR 30 milioni per ciascun semestre di ritardo; nel terzo, somma forfettaria di 12 milioni di euro e penalità di circa 11 milioni di euro per ogni semestre di ritardo.

L’elenco delle pronunce è agevolmente reperibile. Basta cliccare sul sito della Corte, pubblicato anche in lungua italiana.

 

Agenda della settimana

Lunedì 2 marzo

La Commissione per i bilanci istituita presso il Parlamento europeo voterà sulla relazione annuale relativa alle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti; si avrà anche uno scambio di opinioni sulle informazioni ricevute in merito alla policy nel settore immobiliare. 

Il commissario Gentiloni terrà a Roma un discorso presso l’European House Ambrosetti su “Nuova Commissione europea – Priorità e sfide”.

Il Comitato delle regioni sta preparando un parere sul tema “Il futuro della politica dell’UE Clean Air nel quadro dell’obiettivo zero l’inquinamento”. Il relatore János Ádám Karácsony (HU / PPE), membro della Commissione del Comitato delle regioni per l’Ambiente, i cambiamenti climatici e l’energia (ENVE) discuterà la proposta di un piano d’azione a inquinamento zero per l’acqua, l’aria e il suolo, in programma per il 2021, e le migliori pratiche di scambio con le parti interessate.

Elezioni parlamentari in Israele.

Martedì 3 marzo

Gruppo di lavoro sulle questioni internazionali Ambiente – L’incontro si terrà a Zagabria per discutere dell’attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’accordo di Parigi, per la parte che riguarda i suoi aspetti generali e legali. Vi sarà il coinvolgimento di esperti sui trattati internazionali in tale ambito, che avranno il compito di trovare un accordo su una posizione comune che dovrà essere approvata dal gruppo di lavoro del Consiglio. L’Unione europea presenterà lo stesso in una riunione degli organi sussidiari della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’accordo di Parigi entro la fine anno.

Meeting della sezione specializzata Occupazione, affari sociali, cittadinanza (SOC) in seno al Comitato economico e sociale europeo.

Mercoledì 4 marzo

Cambiamenti climatici / Patto dei sindaci 2020. La Cerimonia 2020 del Patto dei Sindaci e dell’Alleanza europea per il clima si svolgerà presso la sede del Parlamento europeo di Bruxelles per discutere le misure nei confronti delle città “climate-neutral”. Il presidente David Sassoli aprirà la sessione pomeridiana. Tra i relatori ospiti saranno presenti vari sindaci di diverse città dell’UE. Durante l’evento saranno annunciati i nomi dei tre sindaci vincitori dei Covenant 2020 Awards.

Cambiamenti climatici/Greta Thunberg. Durante una riunione straordinaria a Bruxelles della Commissione Ambiente e sanità pubblica, aperta a tutti i deputati, i membri discuteranno con l’attivista Greta Thunberg la normativa UE sul clima e gli obiettivi che dovrebbero essere annunciati lo stesso giorno dalla Commissione europea. Prima della riunione, alle 12:30, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli incontrerà Greta Thunberg.

Alle ore 15.30, è prevista presso la sede del CNEL a Roma, la  presentazione del Rapporto Banche n. 2/2019, a cura del Centro Europa Ricerche (CER). Titolo del dibattito “Il sistema bancario italiano e gli effetti collaterali della politica monetaria espansiva”. In discussione lo stato di salute del sistema bancario italiano e le previsioni per i prossimi anni; sotto esame anche gli effetti della politica monetaria espansiva della BCE. Tra gli ospiti: il Presidente del CER, Vladimiro Giacché; Marcello Bofondi, Titolare Divisione Analisi Macroprudenziale di Banca d’Italia; Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse.

Mercoledì 4 – Giovedì 5 marzo

Consiglio europeo su difesa.

Giovedì 5 marzo

Risposta dell’UE all’emergenza COVID-19. I membri della Commissione Ambiente e sanità pubblica discuteranno con la Commissione europea su come l’UE sta affrontando, insieme agli Stati membri, l’emergenza coronavirus. 

Meccanismo di protezione civile dell’UE. La Commissione Ambiente e sanità pubblica voterà sul meccanismo UE di finanziamento della protezione civile (UCPM) per il periodo 2021-2027. L’UCPM, progettato per aiutare gli Stati membri ad affrontare le crisi, comprese quelle legate alla salute, è stato recentemente mobilitato per cofinanziare il rimpatrio di cittadini dell’UE dalla nave da crociera Diamond Princess attraccata a Yokohama, in Giappone, a seguito dello scoppio dell’emergenza coronavirus.

Giornata internazionale della donna (IWD). In vista della Giornata internazionale della donna 2020, la Commissione per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere sta organizzando a Bruxelles una riunione interparlamentare sul “25mo anniversario della Dichiarazione di Pechino”. Il presidente del Parlamento europeo Sassoli e la vicepresidente della Commissione europea Jourová terranno i discorsi di apertura, seguiti da due tavole rotonde sul ruolo delle donne in campo economico e nella lotta ai cambiamenti climatici. Un punto stampa con il presidente della Commissione per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere Evelyn Regner e la commissaria UE per l’uguaglianza Dalli sarà allestito alle 12.30, fuori dalla sala riunioni 2Q2 (edificio ANTALL).

Giovedì 5 – Venerdì 6 marzo

Consiglio europeo Ambiente e Gymnich (Riunione informale dei Ministri degli Esteri).

Venerdì 6 marzo

Consiglio dei ministri della Salute. Si tratterà di una riunione urgente convocata per intervenire a livello decisionale comunitario sull’emergenza coronavirus. Sul tema si invita a visionare il seguente documento su cui il Movimento Europeo Italia richiama l’attenzione.

La vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas parteciperà alla sessione “Il nuovo ciclo politico della Commissione europea” il “Delphi Economic Forum” in Grecia. 

Per commemorare la Giornata Internazionale della Donna di quest’anno, il Comitato economico e sociale ha organizzato una mostra dal titolo “Note femminili”. Esponendo una serie di riquadri biografici su donne compositrici e musiciste del XIX secolo, la mostra ripercorrerà la loro identità sociale fino ai giorni nostri e renderà omaggio alle centinaia di artiste di sesso femminile in tutta Europa, ripercorrendo anche l’evoluzione della cultura musicale.

La Commissione permanente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa si riunirà a Parigi. I parlamentari discuteranno sul funzionamento e il futuro dell’Assemblea parlamentare, sulla prevenzione della violenza e della discriminazione contro le minoranze religiose presenti tra i rifugiati in Europa e inoltre sulle elezioni parlamentari anticipate in Azerbaigian che hanno avuto luogo il 9 febbraio 2020.

 

 

[1] In tutti i testi ufficiali non viene mai usato l’aggettivo new che troviamo sorprendentemente e spesso citato in articoli e saggi di esperti.