PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

PEIl Movimento Europeo Italia, insieme al “Comitato 30 gennaio per l’europeizzazione del modello Riace”, ha presentato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo una petizione per promuovere il modello Riace nell’attuazione del Patto Europeo su Migrazione e Asilo. 

Riace ha dimostrato che accoglienza e inclusione possono andare di pari passo con la rinascita dei territori e la costruzione di comunità più coese. Ora chiediamo all’Unione Europea di: 

  • Coinvolgere le autorità locali e la società civile nelle politiche migratorie. 
  • Finanziare un progetto pilota basato sul modello Riace. 
  • Promuovere un’iniziativa legislativa per garantire un trattamento equo ai migranti. 
  • Porre fine alla criminalizzazione di chi fornisce assistenza umanitaria. 

Abbiamo 90 giorni per raccogliere il maggior numero di firme possibile!

Firmare è semplice e veloce attraverso questo MODULO ONLINE.  

Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione e a condividerla con i vostri contatti. Insieme possiamo costruire un’Europa più giusta e solidale! 

Segue il testo della petizione, disponibile anche in  [INGLESE]  e  [FRANCESE].

 

 

“Promuovere nell’attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo il

modello “Riace” per l’accoglienza e inclusione dei migranti”

I sottoscritti

Preso atto che il prossimo 12 Giugno 2026 il Patto Migrazione e Asilo ([i]) dovrà essere pienamente operativo e che, a questo fine, la Commissione europea ha adottato un “Piano di attuazione comune” ([ii]);

Tenuto conto del fatto che tale “Piano” prevede precise scadenze ([iii]) e, soprattutto, obblighi per le autorità nazionali di coinvolgere le autorità regionali, locali e la società civile ([iv]) alla stregua di quanto già sperimentato con successo nella messa in opera della Direttiva Protezione temporanea che ha permesso l’accoglienza e l’integrazione di milioni di Ucraini;

Profondamente preoccupati per il fatto che, almeno per quanto riguarda l’Italia e nonostante ripetute formali richieste ([v]), tale coinvolgimento non ha sinora avuto luogo ([vi]).

Convinti che questa mancanza di coinvolgimento non solo viola il principio di leale cooperazione fra Stati Membri e Istituzioni dell’Unione europea ma pone una seria ipoteca sulla credibilità e operatività della strategia nazionale che sta per essere sottoposta alla Commissione europea al fine di ottenere cospicui finanziamenti europei;

Richiamato il fatto che i finanziamenti europei nella messa in opera di politiche a responsabilità condivisa (europea e nazionale) come quella migratoria e di asilo devono avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza e buona amministrazione specie quando gli interventi incidono sui diritti delle persone;

Sottolineando il fatto che l’esperienza di Riace, nata spontaneamente a fine secolo scorso e affermatasi con una partecipazione solidale che ha varcato i confini nazionali, è diventata in questo primo quarto di secolo un modello di riferimento globale di accoglienza “dolce”, basato cioè su un’inclusione senza fratture tra i suoi abitanti e gli immigrati, tra i bisogni dei primi e dei secondi, tra le identità e i valori dei nativi e le identità e i valori dei nuovi arrivati;

Convinti che questa esperienza è diventata un sistema di “fertilizzazione incrociata”, pratica politica e civile di solidarietà, luogo di fratellanza, incontro, convivenza, speranza e reciprocità comunitaria, rivitalizzazione delle aree interne e fragili – e rappresenta una sfida per l’intera Unione europea a cui le istituzioni e la società civile devono rispondere con urgenza, efficacia e solidarietà e che si tratta di una risposta all’inarrestabile calo demografico che colpisce il nostro continente, all’abbandono e al degrado delle sue aree interne e fragili;

Ribadendo che il modello Riace suggerisce l’unica via possibile per una politica di accoglienza e di inclusione delle persone che emigrano verso il territorio europeo, una politica che deve riguardare in particolare sia i richiedenti asilo ed i rifugiati a cui si applicano l’articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali e l’articolo 78 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sia le persone a cui deve essere riconosciuto il diritto ad una protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e la promozione dell’equilibrio di sforzi fra gli Stati membri sulla base della direttiva 2001/55/CE;

Chiedono al Parlamento europeo (in particolare alle commissioni parlamentari LIBE, CONT e BUDG)

  1. di proporre alla Commissione europea, sulla base dell’art. 225 TFUE, di elaborare nel 2025 la proposta di una politica per l’inclusione delle persone di paesi terzi che vivono sul territorio dell’Unione europea coinvolgendo in questa iniziativa, sulla base di un loro parere, il Comitato delle Regioni e il Comitato Economico e Sociale.
  1. in attesa di questa proposta di elaborare un “progetto pilota” da inserire in un bilancio rettificativo e correttivo per l’esercizio 2025 che coinvolga i poteri locali e che sia basato sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 come strumento per costruire l’Europa dei ponti e abbattere l’Europa dei muri in vista di un suo rinnovo e rafforzamento nel Quadro finanziario pluriannuale 2028-2032.
  2. di scegliere come base giuridica l’articolo 79.4 del Trattato di Lisbona (TFUE) che attribuisce al Parlamento europeo e al Consiglio il potere di adottare secondo la procedura legislativa ordinaria misure politiche, giuridiche e finanziarie per incoraggiare e sostenere l’azione degli Stati membri con l’obiettivo di favorire l’accoglienza e l’inclusione delle persone provenienti da paesi terzi che vivono sul territorio dell’Unione europea secondo il “modello Riace” inserendole nel quadro della politica di coesione economica, sociale e territoriale.
  3. di promuovere una Conferenza internazionale che coinvolga le istituzioni europee e nazionali insieme alle organizzazioni rappresentative della società civile e al mondo del lavoro e della produzione a valle della quale dovrebbe essere adottato un protocollo al Trattato di Lisbona che preveda un’ampia revisione delle politiche relative all’asilo e all’immigrazione ed il mandato alla Commissione europea di elaborare un piano di cooperazione allo sviluppo con tutto il Continente africano.
  4. di ottenere al più presto dalla Commissione (DG HOME) i piani nazionali inviati entro dicembre 2024 e di esaminarli alla luce degli obbiettivi che il Parlamento stesso ha definito in quanto legislatore.
  5. di verificare in quanto autorità di bilancio (se del caso con il supporto della Direzione Generale della ricerca del PE) la congruità degli adempimenti legislativi, operativi e finanziari indicati dagli Stati membri al fine di rispondere agli obblighi derivanti dal Patto.
  6. di assicurarsi che la riorganizzazione a livello nazionale di queste politiche assicuri la accoglienza e l’inclusione dei migranti come previsto dall’art. 34 della Convenzione di Ginevra e sia assicurato il “fair treatment” dei cittadini dei paesi terzi.
  7. di mettere in opera su vasta scala presso le autorità regionali e locali il progetto “Easyrights” a favore dei migranti (già promosso e finanziato sulla base del programma Horizon [vii]).
  8. di rilanciare la proposta di iniziativa legislativa del Parlamento europeo in materia di Visti Umanitari (Relazione Lopez Aguilar).
  9. di escludere qualsiasi forma di criminalizzazione di quanti assistono i migranti a fini umanitari, modificando adeguatamente le proposte legislative pendenti di fronte al Parlamento europeo (cd “Facilitation Package”).

Pier Virgilio Dastoli

Emilio De Capitani

 

[i] https://home-affairs.ec.europa.eu/policies/migration-and-asylum/pact-migration-and-asylum/legislative-files-nutshell_it

[ii] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=COM:2024:251:FIN

[iii] Timeline degli adempimenti in vista dell’entrata in vigore del Patto Migrazione e Asilo

  • entro dicembre 2024 gli Stati Membri avrebbero dovuto presentare, in consultazione con gli Stakeholders e le autorità regionali e locali dei Piani nazionali di messa in opera del Patto
  • entro giugno 2025 gli Stati Membri dovrebbero adottare le Strategie Nazionali sulla base dei primi fondi messi a disposizione della Commissione (Fondo Asilo, migrazione e integrazione – AMIF – e strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti- BMVI -sulla base di statistiche aggiornate che rispecchiano il criterio di ripartizione nel periodo 2021‑2023);
  • entro il primo semestre del 2025 la Commissione assegnerà agli Stati membri una parte dei finanziamenti provenienti dalla revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale (QFP) attraverso lo strumento tematico;
  • entro il primo semestre del 2025 gli Stati membri dovrebbero avviare appalti per l’acquisto di attrezzature e attività di costruzione;
  • entro il primo semestre del 2025 gli Stati membri dovrebbero avviare il processo di assunzione;
  • entro il 2025 la Commissione dovrebbe adottare la prima Strategia europea Migrazione Asilo 2026-2030 e il Consiglio sul Solidarity Pool con il primo programma di solidarietà finanziaria e operativa (solidarity Cycle)

[iv]  Il Piano “incoraggia gli Stati membri a interagire con le parti sociali, le autorità locali e regionali e altri portatori di interessi, in particolare i rappresentanti delle organizzazioni della società civile, attraverso scambi regolari e consultazioni. Tale interazione aiuta a individuare le sfide, migliorare le soluzioni politiche e garantire una titolarità più ampia durante la preparazione dei piani di attuazione nazionali e successivamente durante la loro attuazione, fasi nelle quali questi soggetti svolgono spesso ruoli critici”.

[v] https://docs.google.com/document/d/1DJCy0XxJsDTJVLZC7PNN8P4_wsKQMy2z0GT8icyNZqI/edit?tab=t.0

[vi] https://www.amnesty.it/attuazione-del-patto-ue-in-italia-manca-un-piano-di-consultazione-civica/

[vii] https://www.easyrights.eu/