Newsletter n.13/2020 – Carta dei diritti fondamentali

 

E veniamo ai diritti degli anziani. La Carta se ne occupa all’articolo 25 e, come si è detto in precedenti newsletter, in questo momento di crisi è il caso di volgere l’attenzione alle categorie che possono risentirne maggiormente. La riflessione di questa settimana tocca aspetti noti ma è anche un’occasione per lanciare delle nuove idee. Partiamo dalla considerazione del cambiamento socio demografico avvenuto nell’ultimo secolo. Oggi si vive mediamente più a lungo e le aspettative di vita sono in aumento. Ciò ha comportato una serie di effetti, primo fra tutti quello sui sistemi previdenziali europei che, per essere sostenibili, hanno previsto un ritardo dell’età di quiescenza. I patti generazionali ne sono usciti un po’ stravolti, ma questo non vuol dire che non siano sostenibili. Anzi. È opinione di chi scrive che siano proprio momenti come questi a comportare, accanto al dramma delle morti verificatesi nelle case di riposo per anziani, la possibilità di cambiamenti sociali in senso positivo. Tutto ciò per assicurare agli anziani, come previsto dalla Carta, di poter “condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita culturale e sociale”. Ebbene: è il momento in cui il lato solidale e collaborativo dell’Unione europea può rappresentare un valore aggiunto. Le proposte di tassazione green, per un’economia sostenibile, vanno in questa direzione.

Promuovere un approccio ecologico al tema della nuova Europa appare un’istanza pienamente coerente con quella di garantire dignità di condizioni per le persone anziane. Un ambiente salubre è infatti quello in cui ci si augura di poter vivere, anche nel momento in cui le energie fisiche si riducono e la lucidità si trova a fare i conti con gli anni che passano. Ciò richiede di allocare investimenti e tecnologie per semplificare lo svolgimento delle azioni di vita quotidiana: da questo punto di vista, anche l’innovazione in ambito informatico può consentire effetti positivi per assicurare all’anziano di sentirsi parte della comunità. E questa è anche un’idea che va incontro all’appello, più volte rilanciato in questi anni da Papa Francesco, per il contrasto ad un’economia dello scarto che marginalizza gli anziani, ma anche in generale le fasce sociali deboli. Un impegno del genere può contribuire senz’altro a rendere tangibili i vantaggi dell’appartenenza ad una Unione che rispetta il principio di solidarietà sancito dal Trattato sull’Ue. Stiamo vivendo tempi in cui sarà molto interessante vedere l’azione concertata dei Commissari Paolo Gentiloni, e Valdis Dombrovskis. Infatti, i risultati delle politiche attuate dalla Commissione Von der Leyen si misureranno in maniera assai sensibile in tale ambito, dove, come si è potuto notare in questi mesi, l’azione istituzionale – di grande impatto, considerati i numeri – dovrà essere in futuro più tempestiva.