Stati Uniti e Unione europea alleati storici? Vero, storici. Ma il presente delle relazioni tra le due parti non sembra più paragonabile a quello di 75 anni fa. Ce ne parla uno studio dell’Ispi che Vi invitiamo a leggere, questa settimana, per comprendere come è cambiato nel tempo l’asse euro-atlantico. Anche la presidenza Obama, considerata quella che avrebbe rilanciato l’alleanza instaurata all’indomani del secondo conflitto mondiale con il Piano Marshall, è analizzata dagli autori come un momento da contestualizzare nella cornice delle relazioni internazionali, per come si sono configurate durante gli otto anni dal 2008 al 2016: Obama ha interpretato infatti il suo ruolo, si afferma, come quello di ”Un presidente disincantato verso l’Europa, che ritiene una regione ormai stabile e matura, senza più bisogno dell’assistenza americana. Per Obama, il presidente nato alle Hawaii e cresciuto in Indonesia, le priorità geopolitiche sono altre: America Latina, Medio Oriente e, soprattutto, Asia”.
E adesso? Pur considerando una differenza sostanziale tra Donald Trump e Joe Biden, la configurazione delle interrelazioni globali vede, secondo gli studiosi dell’Ispi, “La regione europea ormai non più determinante sullo scenario internazionale. I grandi teatri dello scontro geopolitico oggi sono altri”. Nasce perciò l’esigenza di comprendere a fondo su quali basi e con quali partner l’Unione europea possa rilanciare il suo ruolo, per il futuro, nelle relazioni internazionali; un ruolo che può e deve rendersi protagonista, soprattutto in tema di democrazia, diritti e libertà.
