Newsletter n.2/2021 – Attiriamo la vostra attenzione

 

Dalle notizie pervenute sul finire della settimana scorsa, si può intuire che ci si trovi in un momento di passaggi essenziali all’interno dell’Unione europea. Accanto infatti alla crisi di governo che si sta vivendo in Italia, emergono altre crisi in Estonia e Olanda: in entrambi i casi, ciò è dovuto a problemi giudiziari interni alla maggioranza; a causa di un caso di sospetta corruzione che avrebbe interessato “diverse personalità vicine al primo ministro” per il primo dei due Stati membri e, per il secondo, in relazione a “uno scandalo legato ai sussidi per l’infanzia”. Nel mentre, da Bruxelles si rivolge un invito a proseguire nell’avvio dei programmi per il Recovery plan e, in questa settimana, si svolgerà la sessione plenaria del Parlamento europeo, da lunedì a giovedì pomeriggio. Sono questi gli elementi salienti su cui concentrare l’attenzione e, per comprendere l’orientamento futuro delle politiche europee, è opportuno considerare anche  il fatto che, in questa settimana, ci saranno il giuramento e poi l’insediamento alla Casa bianca del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avvenimento che si ricollega al tema già trattato dell’auspicabile ritorno al multilateralismo, da e verso oltreoceano. Ciò dovrebbe innescare reazioni positive – tuttavia in tempi non prevedibili, ad oggi – anche in Europa; nel frattempo, nell’ordine delle priorità rimarrà in testa la pandemia; nonostante tutti gli sforzi, continua infatti a registrarsi un alto numero di vittime ovunque nel mondo, si parla già di terza ondata e della diffusione delle varianti del virus.

Ecco un possibile filo conduttore per comprendere quale sia lo stato attuale delle relazioni interne all’Unione europea, mentre rimangono ancora aperte numerose finestre di impegno per gli addetti ai lavori: stato di diritto, questione migratoria, fiscalità comune europea, sovranità digitale, politiche ambientali, cooperazione giudiziaria e molto altro. La prima sessione plenaria nel 2021 del Parlamento europeo – che si avvierà con una discussione sul tema del mandato d’arresto europeo – si apre in un clima rallentato e sospeso; ma si deve comunque andare avanti.

Similmente, anche di fronte alle incertezze rispetto alle possibilità effettive di incontro in presenza, per il Movimento europeo in Italia prosegue l’impegno nel programma Resceu: le difficoltà incontrate a Bruxelles nel calendarizzare incontri in presenza e il proseguimento nel cronoprogramma sono infatti anche le nostre, condivise con i partner del progetto.