Dalla sessione plenaria del Parlamento europeo
Nella sessione dal 26 al 29 aprile, che si è svolta ancora una volta a Bruxelles, il Parlamento europeo ha discusso principalmente
- Delle relazioni con la Turchia e del “sofagate”.
- Del programma Horizon Europa (v. editoriale)
- Della ratifica dell’accordo sul Brexit: fra le criticità l’applicazione del protocollo con l’Irlanda del Nord, le misure contro il dumping sociale, ambientale e fiscale, la protezione dei dato personali, l’asilo e l’immigrazione, il ruolo del PE, i servizi finanziari, i diritti dei cittadini
- Dello scarico del bilancio 2019. La commissione per il controllo del bilancio ha rifiutato lo scarico delle spese per l’agenzia Frontex accusata di violazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo
- Del certificato europeo vaccinale
- Del Fondo europeo per la difesa
Attiriamo la vostra attenzione sulla risoluzione relativa alla tassazione sulle grandi multinazionali del web e dell’imposta sulle società (dopo la decisione favorevole di Biden). Si tratta di una prospettiva storica che apre la strada a vere risorse proprie europee.
– Dalla Corte di Giustizia UE (i diritti dei cittadini)
– Da Budapest (la “normalizzazione delle Università” secondo Viktor Orban)
– Plenary round-up – April 2021 (EPRS | European Parliamentary Research Service)
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Next Generation EU
Alla scadenza del 30 aprile solo tredici paesi europei hanno inviato a Bruxelles i loro piani per il rilancio e la resilienza (PNRR). Fra i paesi ritardatari i Paesi Bassi il cui governo gestisce gli affari correnti dopo le elezioni dello scorso mese di marzo e poi Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania, Finlandia (il cui governo rischia di entrare in crisi proprio a causa del Next Generation EU), Svezia, Irlanda, Malta e Cipro.
Come sanno le nostre lettrici e i nostri lettori il Next Generation EU potrà partire solo quando tutti i parlamenti nazionali dei 27 avranno ratificato l’aumento del massimale delle risorse proprie (ne mancano ancora dieci fra cui molti di coloro che non hanno ancora inviato a Bruxelles il loro PNRR).
Successivamente alla presentazione dei piani la Commissione avrà due mesi di tempo per esaminarli e la decisione finale spetterà al Consiglio.
A Bruxelles si temono ritardi che possono far slittare l’avvio del Next Generation EU alla fine del 2021 e cioè un anno dopo il suo difficile parto al Consiglio europeo nel dicembre 2020.
