La strada di Altiero Spinelli per completare l’Unione europea
Trentacinque anni fa alle 8h20 del 23 maggio Altiero Spinelli concludeva a Roma il suo viaggio europeo.
Avrebbe compiuto settantanove anni il 31 agosto 1986 essendo nato a Roma in via Uffici del Vicario il 31 agosto 1907.
Il Parlamento europeo aveva ancora bisogno della sua forza di volontà, del suo pensiero e della sua azione dopo i risultati miserevoli del negoziato intergovernativo che condussero all’Atto unico europeo, una modesta riforma dei trattati di Roma che non ha consentito di realizzare il mercato unico che Jacques Delors aveva messo al centro del suo programma nel 1985, non ha gettato le basi di una vera democrazia europea, non ha aperto la strada a nuove e sostanziali politiche comuni, non ha creato le condizioni per la politica estera e di sicurezza.
Quel che è avvenuto dal 1986 in poi ha confermato che la strada indicata dal Parlamento europeo con il progetto Spinelli del 14 febbraio 1984 era ed è quella giusta.
Molte delle sue intuizioni – considerate nel 1984 come pura utopia dai soliti realisti – hanno trovato parziale collocazione nei successivi trattati di Maastricht, Amsterdam, Nizza e Lisbona.
L’Unione è tuttavia ancora incompiuta e incapace di rispondere alle sfide del XXI secolo, di fronte alle quali gli stati-nazioni sono impotenti, perché tutto il progetto del 1984 non è diventato la Legge fondamentale dell’Unione europea.
Dal 1986 nessun deputato europeo ha mostrato di avere la stessa forza di volontà, la stessa visione, la stessa coerenza e la stessa capacità di azione di Altiero Spinelli e così il Parlamento europeo ha rinunciato a riprendere il cammino costituente (a “uscire di nuovo in mare aperto” aveva detto Spinelli nel suo ultimo discorso).
Dobbiamo agire durante la Conferenza sul futuro dell’Europa per far sì che il Parlamento europeo riprenda la strada indicata da Altiero Spinelli.
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