PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO SUL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, DEI VALORI DELL’UNIONE E DEI DIRITTI DELL’UOMO
CON CARATTERE DI URGENZA
Noi cittadini europei
- Viste le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 9 febbraio ed in particolare il punto 23.e
- Vista la lettera della presidente della Commissione europea del 26 gennaio 2023 – che sembrerebbe rappresentare un mutamento di approccio dell’esecutivo europeo rispetto al Migration Pact del settembre 2020 passando dalla priorità del diritto internazionale, dei principi e dei valori dell’Unione europea e della tutela dei diritti fondamentali all’Europa che respinge e che esclude
Viste le richieste di Danimarca, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia, Grecia, Malta e Austria
- Considerando gli articoli 20, 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea
- Considerando gli art. 77. 78, 79 e 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
- Considerando la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ed in particolate gli art. 1, 2, 4, 5, 15,18 19
- Considerando la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati del 1951
- Considerando la Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo del 1985
- Considerando la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali del 1950
- Considerando che i capi di Stato e di governo dei Ventisette hanno deciso di concentrarsi sul rafforzamento dell’azione esterna, sulla cooperazione in materia di rimpatrio e di riammissione, sul controllo delle frontiere esterne, sulla strumentalizzazione dei migranti a fini politici e sulla cooperazione con Europol, Frontex e Eurojust confermando il principio secondo cui il controllo dei flussi di migranti è essenzialmente un problema di sicurezza.
- Considerando che nulla è stato detto sulle ragioni dei movimenti di popolazioni, che avvengono in larga parte all’interno dei paesi di origine, fra paesi dell’Africa sub-sahariana e verso paesi in via di sviluppo, sul fatto che il cosiddetto pull factor non deriva dalla mancanza di respingimenti e di rimpatri dei migranti irregolari ma dalla fuga inarrestabile dai conflitti interni, dalle guerre interstatali, dalla fame, dai disastri ambientali e dall’espropriazione delle terre, che i rimpatri sono in molti casi impossibili per l’impossibilità di sottoscrivere accordi con paesi terzi, che molti rimpatri avranno come conseguenza la morte o la schiavitù dei migranti definiti irregolari e che l’Unione europea avrebbe dovuto adottare da tempo un piano per lo sviluppo dell’Africa.
- Considerando che nulla è stato detto sul valore aggiunto per le economie europee e per la ricchezza delle nostre culture dall’accoglienza dei migranti economici e sulla necessità di mobilitare risorse umane e finanziarie da mettere a disposizione in particolare dei poteri locali per garantire politiche di inclusione considerandole come gli unici strumenti efficaci per garantire la sicurezza di chi arriva e la sicurezza di chi accoglie.
Riteniamo che il Parlamento europeo debba respingere le conclusioni del Consiglio europeo usando tutti gli strumenti istituzionali di cui l’assemblea dispone e in particolare il paragrafo 23. in cui si dice:
“chiede alla Commissione europea di mobilitare immediatamente ingenti fondi e mezzi dell’Unione europea per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza – compresa la sorveglianza aerea – e delle attrezzature. In tale contesto, il Consiglio europeo invita la Commissione a mettere a punto rapidamente la strategia di gestione europea integrata delle frontiere”.
Poiché gli ingenti fondi dovranno essere prelevati dal bilancio dell’Unione europea, che è finanziato dalle cittadine e dai cittadini europei, chiediamo di sapere – in quanto movimento di cittadini-contribuenti – se saranno esclusi finanziamenti per la costruzione di muri e fili spinati, su quale linea di bilancio saranno prelevati questi fondi, se sarà necessario un bilancio suppletivo e rettificativo su cui l’assemblea avrà l’ultima parola, come si verificherà la pertinenza e la necessità delle spese effettuate.
Roma, 13 febbraio 2023
PIER VIRGILIO DASTOLI
GIUSEPPE BRONZINI
CHIARA FAVILLI
FRANCESCA LONGO
MIMMO LUCANO
EMILIANO MANFREDONIA
NICOLETTA PARISI
PAOLO PONZANO
DOMENICO RIZZUTI
SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE INVIANDO UN’EMAIL ALL’INDIRIZZO
segreteria@movimentoeuropeo.it
