La Commissione europea ha annunciato il 3 ottobre la propria decisione di portare Viktor Orban e il suo governo davanti ai giudici europei per violazione dei valori e del diritto europeo con la legge “sulla sovranità nazionale” entrata in vigore a febbraio 2023.
Si tratta dell’ennesimo ricorso contro il governo ungherese già condannato dai giudici europei a giugno 2024 per una violazione “estremamente grave” del diritto europeo nella politica migratoria, sanzionato dal Parlamento europeo con la richiesta di avviare la procedura di esclusione del diritto di voto prevista dall’art. 7 TUE e in stato permanente di violazione dal giugno 2010 dei principi dello stato di diritto essendosi autoproclamato un sistema di “democrazia illiberale”.
Per queste ragioni il Parlamento europeo aveva chiesto a febbraio 2024 al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel di prendere in considerazione la possibilità, del resto consentita dai Trattati, di escludere il governo ungherese dalla presidenza di turno semestrale del Consiglio dell’Unione dal 1° luglio al 31 dicembre 2024; richiesta peraltro reiterata inutilmente a maggio 2024 dal Movimento europeo.
Con l’inizio della presidenza ungherese la Commissione europea ha cancellato il tradizionale incontro fra il collegio dei commissari e il governo di Viktor Orban; il primo ministro ungherese non ha presentato le priorità della propria presidenza davanti al Parlamento europeo; molti ministri hanno disertato le riunioni informali del Consiglio e il Consiglio informale Ecofin di settembre; Josep Borrell – con una decisione senza precedenti – ha cancellato la riunione informale dei ministri degli esteri UE a Budapest nel formato Gymnich, convocandola invece a Bruxelles.
In questa situazione il Movimento Europeo considera che il Consiglio europeo straordinario convocato a Budapest l’8 novembre da Charles Michel come follow up del Vertice della Comunità politica europea del 7 novembre non debba aver luogo nella capitale ungherese e debba tenersi invece o a Bruxelles – come è tradizione dal 2010 con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e la nomina di un presidente a tempo pieno del Consiglio europeo – o, eventualmente ed eccezionalmente, a Berlino il 9 novembre per celebrare con i berlinesi l’anniversario della caduta del Muro e la fine dell’imperialismo sovietico.
In questo spirito il Movimento Europeo chiede al Parlamento europeo di adottare una risoluzione esclusivamente dedicata a sostenere la cancellazione del Consiglio europeo di Budapest dell’8 novembre a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sul Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre che avrà luogo a Strasburgo l’8 ottobre.
Roma, 7 ottobre 2024
