Newsletter 4 Novembre/2024 – L’APPELLO

 

I magistrati in pensione si muovono a difesa della Costituzione e dei loro colleghi. Lanciato due giorni fa, l’appello ha già raccolto oltre 180 firme.

 

Come magistrati, civilisti e penalisti, in pensione e, prima ancora, come cittadini esprimiamo preoccupazione per i tentativi dell’attuale maggioranza politica di modificare in senso autoritario la forma di Stato delineata dalla Carta costituzionale e di incidere sul fondamentale principio della separazione dei poteri.

Il dirottamento e la restrizione fuori dal territorio del Paese di immigrati che tentano di trovare scampo da violenze, povertà e disagi, nella ricerca di quella vita dignitosa e tranquilla che costituisce diritto primario di ogni essere umano; le manifestazioni di insofferenza verso giornalisti non allineati alle politiche governative; gli attacchi sempre più frequenti nei confronti di magistrati che nell’esercizio delle loro funzioni emettono provvedimenti non graditi in materia di immigrazione, costituiscono soltanto alcuni e gravi segnali di questa progressiva trasformazione.

Gli attacchi ai magistrati si accompagnano ormai con sempre maggior frequenza ad atti inqualificabili di profilazione e dossieraggio, per il cui tramite alla critica ragionata e motivata dei provvedimenti (sempre possibile in uno stato democratico riguardo all’esercizio  di qualunque pubblica funzione) vengono sostituiti lo scherno e la denigrazione delle persone che li hanno pronunciati, alterando la realtà dei fatti ed il significato delle norme, e del tutto incuranti della circostanza che anche la rappresentazione alterata dei fatti e delle norme può produrre come effetto quello di aprire un solco sempre più profondo tra i giudici e la collettività.

Quali appartenenti noi pure a quel popolo, titolare della “sovranità” cui fa riferimento l’art. 1 della Carta fondamentale, una sovranità che va sempre esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione, intendiamo manifestare fermo dissenso rispetto a questa deriva, esprimendo vicinanza ai giudici oggetto di gravi ed ingiustificati attacchi e ribadendo che solo una giurisdizione libera e indipendente è in condizione di garantire che il relativo esercizio possa esplicarsi a favore di tutti e nei confronti di tutti senza distinzione, anche nei confronti di quanti detengono il potere politico, rispetto alla legalità non esistendo e non potendo esistere zone franche.

Gli atti del governo, e le stesse leggi, debbono essere conformi alla Costituzione e alle regole dell’ordinamento sovranazionale che anche i governi sono tenuti a rispettare, e che i giudici, nella funzione istituzionale di interpretazione della legge, hanno il compito ed il dovere di applicare, assicurando per quanto compete alla giurisdizione il rispetto della legalità.

1 novembre 2024