Newsletter 27 Gennaio/2025 – 70° ANNIVERSARIO DELLA CONFERENZA DI MESSINA

 

Come ben ricordare la Conferenza di Messina dell’1-3 giugno 1955

Il Movimento europeo Italia e l’Università di Messina, in collaborazione con tanti altri enti[1], hanno voluto iniziare questo anno 2025 con la celebrazione del settantesimo anniversario della Conferenza tenutasi a Messina nei giorni 1-3 giugno 1955.

Come noto, la Conferenza servì a rilanciare il progetto di integrazione del Continente europeo, dopo che l’Assemblea nazionale francese aveva negato la possibilità di ratificare il Trattato istitutivo della Comunità europea di difesa (30 agosto 1954). Ricordo qui che quest’ultimo Trattato conteneva un articolo 38 – suggerito da Altiero Spinelli e proposto da Alcide De Gasperi – che, se adempiuto, avrebbe affidato all’Assemblea parlamentare della Comunità europea del carbone e dell’acciaio-CECA in sede pre–costituente l’incarico di elaborare lo statuto della Comunità Politica Europea (CEP), un’organizzazione sovranazionale cui affidare anche il governo di un esercito europeo. Si sarebbe dunque così avviato un processo federale fra i sei Stati che nel 1951 avevano firmato e poi ratificato il Trattato di Parigi istitutivo della CECA.

Nell’occasione della chiusura della Conferenza di Messina venne adottato un documento noto come la « dichiarazione di Messina » (LINK) che enunciava una serie di principi e di intenti che avrebbero condotto alla istituzione della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) e della Comunità economica europea (CEE).

Nel 2025 si celebrano altri anniversari importanti.

Anzitutto quest’anno si dovrà ricordare la rilevanza politica espressa dal Consiglio europeo di Milano, tenutosi il 28-29 giugno 1985: ricorrono i quarant’anni da quell’evento in cui la Presidenza italiana dell’allora Comunità economica europea riuscì, al di là di ogni aspettativa, ad avviare gli Stati membri verso una Conferenza intergovernativa di modifica dei Trattati istitutivi delle Comunità europee. Il Consiglio europeo, tra l’altro, prese atto con soddisfazione del “Libro bianco” della Commissione europea “sul completamento del Mercato Interno”; accolse positivamente il “Rapporto Adonnino” sui diritti di cittadinanza.

Ancora nel 2025 ricorrono i venticinque anni dall’adozione, sotto forma di dichiarazione , della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea avvenuta a Nizza nel dicembre2000, poi ri-adottata a Lisbona nel 2007 unitamente alla decisione di riconoscere ad essa la stessa portata vincolante propria del Trattato sull’ Unione europea (art. 6.1 TUE).

Ma torniamo all’evento che si è tenuto a Messina nei giorni scorsi.

Esso ha rappresentato la prima tappa di un lavoro di disseminazione di conoscenze e informazioni che il Movimento Europeo Italia si propone di svolgere lungo tutto l’anno in corso.

All’evento di Messina seguirà infatti il convegno del 9 maggio, organizzato dallo stesso Movimento Europeo con tutte le università milanesi per ricordare il Consiglio europeo del 1985.

Queste iniziative apriranno uno studio sulle strategie per sostenere il processo di integrazione europea, a partire dalle soluzioni che, a Trattati costanti, potrebbero essere valorizzate: studio che si auspica possa essere fatto insieme al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

A Messina i lavori si sono inseriti nelle celebrazioni destinate all’apertura dell’anno accademico 2024-2025: celebrazioni intitolate a “Messina – Europa. 1955 – 2025”.

L’evento co-organizzato dal Movimento Europeo Italia si è articolato in tre sessioni. La prima di esse (20 gennaio, mattina) è stata intitolata a “La Conferenza di Messina e il ruolo dell’Italia: un rilancio storico”. In questa occasione è stato dato risalto all’apporto dato dall’allora Ministro degli affari esteri italiano Gaetano Martino, anche a confronto con il ruolo svolto al riguardo dagli Stati Uniti d’America. La seconda sessione (21 gennaio, mattina) è stata dedicata a “Il governo dei beni pubblici europei”: a partire dal concetto di società sostenibile ci si è interrogati su quali siano i beni pubblici (ovvero le politiche) che l’Unione europea deve governare e per i quali occorre trovare sistemi di finanziamento europei. Infine nella terza sessione (21 gennaio, pomeriggio) ci si è posti dinanzi all’esigenza della creazione di uno “Spazio pubblico europeo: quali strategie e quali strumenti per realizzarlo”, approfondendo la qualità delle sfide che ci aspettano per dare vita ad una unione secondo un modello federale basata sui principi dello Stato di diritto. (PROGRAMMA).

L’evento ha avuto un felice completamento nella lectio doctoralis tenuta (22 gennaio mattina) dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del conferimento del dottorato di ricerca honoris causa in “Scienze delle Pubbliche Amministrazioni”: il tema scelto dal Presidente (l’amministrazione pubblica europea) si è infatti presentato come una preziosissima occasione di approfondimento delle modalità di integrazione fra le ventotto amministrazioni pubbliche (le ventisette nazionali e quella europea) che agiscono nello spazio pubblico europeo.

Voglio qui riprodurre la parte finale della lectio, per gli importanti messaggi implicati, che vedono il Movimento Europeo Italia in perfetta consonanza (i neretti sono aggiunti):

«Si è soliti affermare che l’Unione europea si è costruita e si costruisce nei momentidi crisi e di emergenza. Questo è, in parte, certamente vero. In tempi recenti, la crisi finanziaria e la pandemia sono state l’occasione per compiere scelte coraggiose, superando concezioni miopi dell’identità e dell’interesse nazionale,

Questa attitudine non appare tuttavia più sufficiente. Il tornante della storia che stiamo attraversando richiede di trarre le dovute conseguenze dallaconsapevolezza che gli Stati europei singolarmente non sono in grado di fornire risposte adeguate alle sfide del presente. Nel marzo 2017, sono stati celebrati a Roma i sessant’anni dalla firma dei Trattati d’origine. In quella occasione, rivolgendo un saluto ai Capi di Stato e di Governo presenti, mi sono permesso di dire che i Paesi dell’Unione si dividono in due categorie: i Paesi piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di essere piccoli anch’essi.

Soltanto uniti potranno continuare ad assicurare ai loro cittadini, come avviene da oltre settant’anni, un futuro di pace e di diffuso benessere».

Il prossimo appuntamento è dunque a Milano, il 9 maggio prossimo, in Università Cattolica del Sacro Cuore per parlare di società europea sostenibile: cosa occorre rafforzare e cosa occorre ancora costruire.

Nicoletta Parisi

27 gennaio 2025

 

[1][1] I partner del Movimento Europeo Italia implicati nell’evento sono stati : il Centro italo-tedesco per il dialogo europeo (“Villa Vigoni”), gli Archivi storici dell’Unione europea situati presso l’Istituto Universitario Europeo (“Badia Fiesolana”), la Rete siciliana degli Europe direct in coooperazione con il Ministero degli Affari Esteri e gli Uffici per l’Italia della Commissione e del Parlamento europeo.

 

A questo proposito, segnaliamo l’articolo “Messina Europa, 1955-2025”, conclusi gli eventi celebrativi del 70° Anniversario della Conferenza di Messina (Università degli Studi di Messina, 21/01/2025)