Ad ottant’anni dalla fine dell’incubo della seconda guerra mondiale, l’Europa e l’occidente tornano a rivivere i timori e le conseguenze delle guerre ed assistono al rafforzarsi di quei sentimenti nazionalisti e predatori che hanno causato l’oppressione o la tragica fine di milioni di vite e distrutto il nostro continente.
L’antisemitismo, il razzismo, la volontà di escludere, discriminare ed allontanare i diversi, i vulnerabili o i presunti colpevoli dei mali del mondo, sono spettri che giacciono silenziosi nelle nostre società democratiche.
Minoranze religiose, migranti, disabili, sono le prime vittime di queste tristi tendenze.
Per poter conservare intatti i valori democratici su cui si fondano le nostre società democratiche europee è necessario contrastare quelle forze che si appellano a questi “spettri” sfruttando i timori e le difficoltà che le situazioni di instabilità alimentano in noi.
Il primo compito della Memoria è quello di prevenire le tragedie del passato riconoscendo i segnali che possono distruggere il nostro futuro.
