CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
– Rubrica “Ultime da Bruxelles”
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
Il nazionalismo è la guerra, non solo il nostro passato ma può essere il nostro futuro
(François Mitterrand, 17 gennaio 1995)
Elon Musk ha rilanciato, nella notte fra sabato e domenica su X, l’idea di un movimento nazionalista europeo “per rendere l’Europa più grande” usando lo slogan MEGA (Make Europe Great Again) sfruttato da Viktor Orban per i sei mesi della presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea che gli sono stati consentiti dall’ignavia di tutte le istituzioni europee (Consiglio europeo, Commissione e Parlamento europeo) con la sola eccezione della Corte di Giustizia che ne aveva sottolineato i rischi ma che non ha il potere di togliere i poteri ad uno Stato membro che viola lo stato di diritto.
Come sappiamo, lo slogan intende scimmiottare il messaggio Make America Great Again (MAGA) al centro della campagna presidenziale di Ronald Reagan che governò gli Stati Uniti dal 1981 al 1989 durante una fase politica caratterizzata da una politica economica conservatrice basata sull’offerta (Reaganomics) e dall’aumento delle spese militari (Strategic Defense Initiative) e che è stato rilanciato da Donald Trump nel 2016 e poi nel 2024.
L’idea di un’alleanza mondiale dei movimenti nazionalisti a partire dall’Europa è stata perseguita prima di Elon Musk da Steve Bannon che lavorò per la creazione di una rete di partiti di estrema destra, che fu consigliere di Donald Trump nel 2017, che fu arrestato e accusato di cospirazione e di riciclaggio di denaro e che da Donald Trump fu graziato a poche ore dalla scadenza del suo mandato.
Non ci rendiamo sufficientemente conto che il nazionalismo degli Stati non può essere combattuto e vinto con una forma di nazionalismo geopoliticamente superiore immaginando un mondo controllato da organizzazioni di integrazione regionale in cui ciascuna difenda i suoi interessi (sopra)nazionali, la sua competitività economica e produttiva, la sua finanza, la sua sicurezza strategica e cioè in cui prevalga il principio della sovranità assoluta trasferito dall’interno degli Stati all’interno delle organizzazioni di integrazione regionale.
Dobbiamo riflettere attentamente a quel che ci disse a Strasburgo il 17 gennaio 1995 François Mitterrand un anno prima della sua morte quando ci invitò a “superare la nostra storia” avvertendoci che “se non riusciremo a superarla bisogna sapere che una regola si imporrà: il nazionalismo è la guerra, la guerra non è solamente il nostro passato ma può essere anche il nostro futuro”.
L’immagine del mondo è oggi quella del caos e poiché la politica ha orrore del vuoto, la divisione del mondo fra l’imperialismo sovietico e l’egemonia americana ha lasciato il posto ad un sistema bipolare sino-statunitense che mette in crisi il multilateralismo con una globalizzazione governata dal grande capitale e dalla finanza aggressiva di cui Elon Musk ne è l’esempio.
Finito definitivamente l’imperialismo sovietico con la Russia relegata progressivamente nel ruolo di potenza regionale, il bipolarismo è oggi strategicamente, politicamente, economicamente e tecnologicamente rappresentato dall’egemonia degli Stati Uniti e dalla potenza globale della Cina che usa lo strumento geopolitico imperialista nei confronti del Sud Globale e la forza del suo commercio e delle sue tecnologie per imporre al mondo il proprio modello di capitalismo di stato.
L’interdipendenza fra politica interna e politica estera negli Stati Uniti ci deve rendere consapevoli del fatto che la tradizionale tendenza all’isolazionismo statunitense si accompagna con Donald Trump all’ideologia sovranista che ha già esercitato una forte influenza nel mondo fra il 2016 e il 2020 e che la eserciterà ancora di più fino al 2028 perché le pulsioni sovraniste sono nel frattempo aumentate in tutto il mondo.
La risposta europea al programma di Donald Trump “Make America Great Again” non può essere dunque lo slogan uguale e parallelo “Make Europe Great Again” sostituendo al nazionalismo degli Stati un improbabile e pericoloso nazionalismo europeo e unificando il sovranismo dei vari patrioti con l’idea di una patria europea sovrana destinata ad aumentare il caos e la conflittualità internazionale.
La strada da percorrere è piuttosto quella di una crescente autonomia strategica europea nella ricerca, nello sviluppo delle nuove tecnologie a partire dalle energie rinnovabili e alternative e dall’infosfera, nella convergenza sociale e ambientale come obiettivo per garantire la competitività, nella cooperazione internazionale con i Paesi esportatori di materie prime e mano d’opera che includa una politica migratoria di accoglienza e di inclusione, nella formazione durante tutto il corso della vita e nella solidarietà intergenerazionale.
Tutto ciò richiede un sostanzioso bilancio pluriennale finanziato da risorse proprie e da debito comune per investire in beni pubblici europei e non in un insieme di progetti nazionali come è avvenuto con il NGEU.
Nel quadro della autonomia strategica si colloca anche la creazione di uno strumento militare comune così come fu immaginato dal Consiglio europeo nel 1999 per raggiungere tutti gli obiettivi delle Missioni di Petersberg di carattere umanitario e di soccorso, di mantenimento della pace e di gestione delle crisi comprese quelle di ristabilimento della pace (peace-keeping, peace building e peace enforcement), di ispezione sul rispetto dei trattati internazionali e di lotta al terrorismo.
La creazione di questo strumento non richiederà maggiori spese con l’eccezione degli investimenti industriali in nuove tecnologie ma un’efficace interoperabilità fra le forze armate nazionali e fra i servizi di intelligence.
Dando sostanza ad un progetto sostenibile di governance internazionale e di sovranità condivisa – che si ispiri all’Agenda 2030 e che abbia come base il Patto per il futuro adottato dal Summit delle Nazioni Unite del 22 settembre 2024 colmandone i silenzi nella lotta alla disinformazione, nella priorità alla finanza etica, nel governo equo dei flussi migratori e nella lotta al cambiamento climatico – la risposta europea al sovranismo di Donald Trump e all’imperialismo di Xi Jinping deve riscoprire e rilanciare il valore politico e culturale del Manifesto di Ventotene nella sua dimensione internazionale di lotta alle sovranità assolute.
Roma, 3 febbraio 2025![]()
ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”
a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato
(Editoriale Scientifica – Napoli)

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.
Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.
Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
3 febbraio
- Roma, Riunione i con i responsabili della comunicazione delle organizzazioni membre del Movimento europeo Italia
4 febbraio
- Roma, Conferenza “La concezione di Europa in Luigi Einaudi” (Comitato per la celebrazione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi, Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte)
6 febbraio
- Roma, riunione della “Piattaforma italiana sul futuro dell’Europa” (Movimento europeo Italia)
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 6 febbraio, ore 15:00-18:00, Roma. Diciannovesima riunione della Piattaforma sul futuro dell’Europa, costituita nel settembre del 2019 dal Movimento europeo Italia, per riprendere le iniziative rivolte alle istituzioni europee e relative al tema della riforma dell’Unione che riguarda sia ciò che è possibile fare a trattati costanti per quanto riguarda lo sviluppo delle politiche dell’Unione, sia ciò che richiede una profonda riforma del Trattato di Lisbona in particolare in vista dell’allargamento. In questa riunione verrà definito un programma di azione anche sulla base delle informazioni e delle attività in corso sul futuro dell’Europa da parte dei partecipanti, individuali e collettivi. L’incontro si terrà in forma ibrida. Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione: segreteria@movimentoeuropeo.it
- 7-8-9 febbraio, Roma. Dal 7 al 9 febbraio si svolgerà a Roma presso l’Auditorium Antonianum (Viale Manzoni, 1) il quarto Congresso Nazionale di +Europa. Tutte le informazioni, i documenti utili, le scadenze, le proposte, le liste e le mozioni congressuali sono disponibili al seguente LINK.
- | SAVE THE DATE | 18 febbraio, ore 18:30, Bruxelles. Sarà l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ad ospitare la tappa internazionale delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi (24 marzo 2024 – 30 ottobre 1961), promossa con il Movimento Europeo Italia nel quadro delle iniziative coordinate dal Comitato nazionale per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi. Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento italiano nel 1948, dopo l’approvazione della Costituzione, è stato tra i primi a porre, già alla fine dell’Ottocento, il tema della necessità della creazione di una stretta e strutturata forma di unione tra gli Stati europei, più volte poi riaffermata e rafforzata con argomentazioni di tipo federalista, sia alla fine della prima, che della seconda Guerra mondiale. Oltre ad essere tra i membri dell’Assemblea Costituente, egli è stato anche Governatore della Banca d’Italia ed ha contribuito allo sviluppo dell’economia del nostro Paese ed alla promozione dei principi liberali. PROGRAMMA: Introduzioni Federica Favi, Ambasciatrice d’Italia presso il Regno del Belgio; Pierre Di Toro, Direttore di Chiara Fama, Istituto Italiano di Cultura; Pier Virgilio Dastoli, Presidente “Movimento Europeo – Italia”. Proiezione Documentario “VISIONI 150 – Einaudi” (Rai). Relazione di Guy Verhofstadt, Presidente “Movimento Europeo Internazionale”. Per il “Comitato Nazionale per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi” partecipano: Giuseppe Vegas, Presidente; Domenico Siniscalco, Membro del Comitato d’Onore. L’incontro si terrà solo in presenza. Per tenersi aggiornati sul programma e per registrarsi collegarsi al seguente LINK.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- SCIENZA, TECNOLOGIA E INNOVAZIONE AL TEMPO DEL TRUMP 2, di Alessandro Damiani, già Presidente APRE (29/01/2025)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (3-9 febbraio). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
- Bollettino quindicinale sulle attività dell’Unione europea a cura dell’Ufficio Rapporti con l’Unione europea della Camera dei deputati (Bollettino n.50 / 20 gennaio-2 febbraio 2025)
ULTIME DA BRUXELLES
TRAMONTATE STELLE D’EUROPA:
ALL’ALBA CHI VINCERÀ?
NEL FRATTEMPO “NESSUN DORMA” NELL’UE
Della bandiera a 12 stelle (senza strisce) dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa si ha menzione fra l’altro nella Dichiarazione n. 52 allegata ai Trattati d’Unione dopo la riforma di Lisbona, in vigore dal dicembre 2009, e appunto «relativa ai simboli dell’Unione europea». Vi si legge che «la bandiera rappresentante un cerchio di dodici stelle dorate su sfondo blu» è uno dei «simboli della comune appartenenza dei cittadini all’Unione europea e del loro legame con la stessa». Questo impegnativo riferimento a un’”unità di destino” non me ne fa dimenticare la natura di apparato simbolico. Così mi permetto di non uscir di contesto (simbolico, o meglio metaforico) evocando la notte che stiamo attraversando, alle prese col “disordine del mondo” fatto di guerre (non solo al confine orientale dell’Unione, non solo ai margini marittimi meridionale dell’UE), fatto della dissoluzione di ancoraggi istituzionali internazionali faticosamente creati, fatto di ricerca anche violenta di nuovi parametri di riferimento entro cui muovere la precarietà umana, e così via.
Il «viaggio al termine della notte» (così Louis Fedinand Céline, Parigi,1932) si presenta molto periglioso, e più che poter uscire a un certo momento «a riveder le stelle», come Dante Alighieri riusciva infine a fare, sembra piuttosto che delle stelle ci si debba aspettare il tramonto col sopraggiungere dell’alba nuova. Se pure un’alba nuova sopraggiungerà…(v. G. Sapelli, Verso la fine del mondo – Lo sgretolarsi delle relazioni internazionali, Milano, 2024).
Insomma, le stelle attuali d’Europa come si trasformeranno? Cosa resterà di loro? Il «Gattopardo europeo» sarà capace di un’«insurrezione costituente» (vedi l’editoriale di P.V. Dastoli nella Newsletter del 2 febbraio 2024)? O la scelta è quella di lasciarsi andare, col poeta Adonis, all’invocazione: «Prendimi, caos, nelle tue braccia»? Oppure riusciremo a Domare gli Dei (I. Buruma, Roma-Bari, 2011)? Ricaveremo buone pratiche dai Messaggeri dell’oscurità (A. Giménez-Bartlett, Palermo, 1999)? O constateremo che «ciò che appartiene alla notte non va svelato nel sempre più vasto disordine della luce», e quindi che «ciò che appartiene alla notte va affidato alla notte» (A. Volodine, Liturgia del disprezzo, Roma, 2024)?
Intanto il neo-eletto Presidente Trump annuncia «Dazi certi all’UE» perché «l’Europa ci ha trattati malissimo» (Corriere della Sera, 1/II/2025, p.13), e così dà un «calcio all’Europa» (L’Espresso, 31/I/2025, in copertina). Intanto, per mettersi … sulla cattiva strada, firma l’ordine esecutivo con cui grava di dazi/tariffe importazioni di acciaio, alluminio, rame, farmaci da Cina (10%) nonché Canada e Messico (25%). Aspettandosi non solo ritorsioni, come ad esempio dal vicino del Nord che fra l’altro prospetta di rivalersi sul succo d’arancia proveniente dalla Florida, ma anche aumento di prezzi e inflazione internamente agli USA. Per questo l’ingresso negli USA almeno di energia dal Canada è gravato da un peso non superiore al 10%. E comunque, giacché fra vicini a iniziar dispetti non se ne prospettano conclusioni positive – anzi! – proprio il Canada si ritrova la promessa trumpiana di poter diventare il 51° Stato della federazione statunitense.
Ancora Trump si mette a restituire coattivamente ai Paesi di provenienza migranti stranieri in condizione irregolare negli USA. Paura dei barbari, ci ricorda P. Andonovski (Milano, 2022). Non sto a evidenziare quanto questa paura andrebbe convertita – convertita! – in politiche economiche attive giacché è il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini a rilevare che abbiamo bisogno in Italia di 100.000 lavoratori in più e di un piano industriale per l’Italia e per l’Europa (v. Ilsole24ore.it, 25/I/2025). La paura fa invece comodo alla nostra Presidente del Consiglio, fra “esternalizzazione” albanese dei trattenimenti e vittimismo di fronte all’applicazione del diritto congruente in materia.
Ma almeno parte il 5 febbraio la tornata di “click day” (procedura di assunzione on line di stranieri, dunque non di cittadini UE) prevista dal nuovo “decreto flussi” (d.l. 145/2024 convertito in l. 187/2024): v. Il Sole 24 Ore, 3/II/2024, pp.1 e 5. Il 5 febbraio andranno presentate le domande per i lavoratori subordinati non stagionali (domande già precompilate 57.812; quota disponibile 61.950); il 7 febbraio quelle per colf, badanti e assistenza socio-sanitaria (per assistenza familiare e socio-assistenziale: domande precompilate 44.809 e quota disponibile 9.500; per assistenza a disabili e over 80: domande precompilate 734 e quota disponibile 10.000); il 12 febbraio quelle per lavoratori stagionali nel settore agricolo e per il 70% dei lavoratori stagionali nel settore turistico-alberghiero (domande precompilate 61.432 e quota disponibile 110.000). Con la coda di un secondo “click day” il 1° ottobre per la quota restante di lavoratori nel settore turistico-alberghiero.
D’altro canto tace, Giorgia Meloni ma il governo tutto, sul Piano italiano di attuazione del nuovo, articolato, Piano europeo sull’immigrazione e l’asilo, composto da nove regolamenti e una direttiva già in vigore ma di applicazione differita nel corso della prima metà del 2026. Si tratta di un Piano operativo che doveva esser sottoposto (assieme agli altri 26 Stati membri) entro fine 2024 alla Commissione europea sulla base di un modello da quest’ultima redatto nel giugno dell’anno passato. La trasparenza non è un punto di forza del governo, ribadendo mancanze riscontrabili ad esempio, in materia, anche circa l’esecuzione del PNRR italiano: quello che il Presidente della Giunta regionale campana, Vincenzo De Luca, chiama Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii.
Le Presidenti della Commissione europea e della Banca centrale europea (v. Financial Time, 31/I/2025) si danno allora da fare «per riportare l’Europa sulla giusta strada», sostenendo la «Bussola per la competitività» e immaginando un futuro in cui «abbassare le barriere che le aziende devono affrontare» nonché «garantire che abbiano le risorse di cui hanno bisogno per prosperare» (V. Corriere della Sera,1/II/2025, p.33). Quanto alle scelte trumpiane sull’UE un portavoce della Commissione europea si «rammarica» dei dazi prospettati e afferma che nel caso «risponderemo con fermezza» (F. De Benedetti su Domani, 3/II/2025, p.6).
In aggiunta, mentre dal 2 febbraio di quest’anno decorre l’applicazione di una parte (capo I, «Disposizioni generali», e capo II, «Pratiche di I.A. vietate») del già vigente regolamento UE 2024/1689 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, c’è chi avverte che «Dalla politica al digitale l’Europa è troppo lenta a cambiare marcia» (L. Summers, Corriere della Sera, 31/I/2025, p. 31). E sulla necessità che l’Europa competa con americani e cinesi nel campo dell’innovazione in materia di intelligenza artificiale si può leggere l’allegato “L’Economia” del Corriere della Sera di questo 3 febbraio, con le considerazioni di F. De Bortoli.
Quanto, più in generale, all’UE «senza politica estera» che «fa il gioco di Trump» si veda S. Fabbrini su Il Sole 24 Ore del 2/II/2025, pp. 1 e 8, anche per la necessità di rispondere a Elon Mask che lancia in quest’inizio di febbraio il movimento M.E.G.A. (Make Europa Great Again) già profetizzato nell’ottobre del 2024 da Trump, per ispirazione tratta dal suo M.A.G.A. (Make America Great Again), nonché da … Viktor Orbán, (v. rispettivamente Redazione Tgr, Elon Musk lancia il movimento ‘Make Europe Great Again’: “Europei unitevi”, in rainews.it, 2/II/2025, e M. Garavello, Trump e Orban hanno un piano: il Maga e il Mega, in lavocedeltrentino.it, 25/X/2024)
Infine, cercando sprazzi di verità nella notte buia e tempestosa che attraversiamo, va rilevato che la cosiddetta Brexit non ha proiettato il Regno Unito verso “le magnifiche sorti e progressive” (così G. Leopardi) che taluno immaginava di apparecchiare. Ad esempio, in particolare investimenti e immigrazione extra UE si sono dimostrati settori problematici mentre quello dell’esportazione di servizi si è invece dimostrato brillante: v. il rapporto The Brexit Files commentato in Corriere della Sera, 31/I/2025, p. 17.
Resta «Quell’utopia ragionevole (e necessaria) dell’Europa unita», come recita il titolo della conversazione di Cinzia Sciuto con Javier Cercas pubblicata in MicroMega 1/2025, p.3 ss. E il titolo del numero della rivista è: «Fine del sogno europeo?».
Cercando di non uscir dalla notte con un incubo.
DINO G. RINOLDI
LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.
