Newsletter 18 Febbraio/2025 – ULTIME DA BRUXELLES

 

AL CONFINO!

FASCISTI SU MARTE,

EUROPEISTI A VENTOTENE,

GLI ALTRI…IN CAVERNA

Per Gustav Mahler «la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri». Un modo dinamico di guardare al futuro mantenendo viva la migliore essenza ricavata dalle radici. Migliore perché  faticosamente espressa da un’opera di mescolanza e sublimazione che nel caso della tradizione europeo-occidentale procede, per tacer d’altro, dalla Magna carta libertatum inglese del 1215 all’Habeas corpus liberum del 1679, dalla Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 al Bill of Rights degli Stati Uniti d’America del 1791, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950, dai Patti delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici nonché sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea entrata in vigore il 1° dicembre 2009.

«Custodire il fuoco implica mantenere viva l’essenza e l’energia delle tradizioni, rinnovandole e adattandole ai tempi moderni. Questo approccio suggerisce che la tradizione non dovrebbe essere vista come un insieme di pratiche statiche e obsolete, ma come una fonte di ispirazione e vitalità che può guidare le generazioni future. Adorare le ceneri, al contrario, rappresenta un attaccamento nostalgico a ciò che è passato, senza la capacità di trasformare e rinnovare»[1].

Invece…

Invece la storia umana ha dei tornanti che fanno pensare al mito platonico della caverna[2]: uomini prigionieri, incatenati e immobilizzati sul fondo della caverna, tra quel fondo e un fuoco che consente loro di vedere solo ombre, di interpretare apparenze che si rifrangono dall’esterno. Finchè l’addivenire dei prigionieri alla luce del sole ne determina l’accecamento. Occorre allora una seconda navigazione, ci dice Platone rifacendosi a Socrate: la navigazione della conoscenza, capace di condurre alla verità. Ma questa navigazione è a vele ripiegate, senza vento, col legno dei remi che si consuma nella ricerca del vero.

Ennio Flaiano, nel suo Un marziano a Roma, ci racconta appunto che «La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia». Chissà se Elon Musk la troverà, la verità, su Marte dove ci racconta di voler andare, o di volerci mandar l’uomo. Lasciamolo andare, a dispetto di chi crede che noi uomini «non siamo andati neanche in orbita, tantomeno sulla Luna»[3]. Ma da Marte ci viene istantanea la sollecitazione a menzionare l’intelligente film del 2006 di Corrado Guzzanti Fascisti su Marte, data la simpatia del suddetto Musk col partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland (AFD)[4]. E conseguentemente il neo-vice Presidente USA J.D. Vance, difendendo AFD a pochi giorni dalle elezioni politiche in Germania, attacca l’UE per un presunto deficit di libertà di parola e inclinazione alla censura[5].

Che poi anche a Roma ci siano simpatizzanti aspiranti al percorso politico-cosmico marziano-muskiano-trumpiano, sulla scorta a ritroso dell’invenzione di Flaiano, non fatemelo dire o anche solo pensare…In ogni caso: lasciamoli andare!

Sull’Europa al momento attuale giova richiamare qualche titolo di giornale, per la constatazione secondo la quale l’europeismo autentico è recessivo (forse per l’appartenenza del vocabolo al problematico campo dei sostantivi che si concludono in -ismo) e la constatazione che i visionari dell’Europa federale, della Repubblica europea, stanno (ancora) al confino a Ventotene. In mezzo ad acque perigliose (magari anche in tal caso a cominciar dalla definizione – col finale in -ismo – di europeisti, e – perché no? – di federalisti).

Dunque ecco i titoli, un po’ presi alla rinfusa nei giorni scorsi, fra l’altro in quel 14 febbraio celebrativo di San Valentino, tanto per andar in contraddizione fra quest’ultimo e l’allarme dei quotidiani:

Vertice NATO, l’America mette all’angolo la UE…, C.Tito ne la Repubblica, 14/2/2025, p.2; …così Trump detta il nuovo ordine, P. Mastrolilli nello stesso giornale e nella stessa data, p. 3; Le ambizioni di USA, Cina e Russia. I tre imperi sbagliano a sottovalutare l’Unione, M. Giro in Domani, 15/2/2025, p.1 nonché p. 3 col titolo La risposta europea ai “nuovi imperi” è il multilateralismo; Ma le chiavi dei valori sono in mano all’Europa, M. Cacciari ne La Stampa, 10/2/2025, pp. 1 e 7; con la risposta Ma i valori non bastano per contrastare Donald Trump, G. Segre sempre ne La Stampa, 14/2/202, p. 27.

Per concludere: Giustizia universale? Si chiede Meloni (Chantal non Giorgia) nel titolo del proprio libro edito da Il Mulino nel settembre 2024. Giustizia, beninteso, nell’universo comprensivo ovviamente di Pianeta Terra, Luna e Marte. Mentre l’asteroide 2024 YRA minaccia di mandarci tutti al confino. Quello definitivo.

E anche per l’evenienza l’UE dovrebbe attrezzarsi, giacché al momento è la Cina che «si prepara ad affrontare l’asteroide…e cerca candidati per la difesa planetaria»[6]. Ma al di là della specifica questione il fatto è che solo «se procede unita per l’Europa c’è “spazio”», e «un vero spirito consortile europeo è l’unica alternativa per essere competitivi nelle grandi iniziative tecnologiche»[7].

Il Rapporto redatto da Mario Draghi nel 2024 sul futuro della competitività europea proprio del settore spaziale si occupa, al punto 8: Spazio, per ragionare di innovazione tecnologica, di sicurezza delle società moderne, di servizi e dati satellitari con riguardo ai settori dei trasporti, della comunicazione, di ambiente, agricoltura e risposta ai disastri naturali, dell’energia, dei mercati finanziari, di sicurezza e difesa. Vi si valuta che «Il valore dell’economia spaziale è notevole ed è destinato a crescere in modo significativo con l’adozione e l’implementazione di soluzioni spaziali in un numero sempre maggiore di settori dell’economia in generale» e che «l’’UE ha sviluppato risorse e capacità strategiche per lo spazio di prim’ordine, con competenze tecniche pari a quelle di altre potenze spaziali nella maggior parte degli ambiti». Nondimeno «l’UE ha probabilmente perso terreno nelle attività spaziali e un ulteriore ritardo potrebbe tradursi rapidamente in una maggiore dipendenza strategica». Cosicché «gli obiettivi generali di una strategia industriale spaziale rafforzata a livello dell’UE» devono comprendere i punti seguenti:

  • «Garantire la sovranità europea nell’accesso autonomo allo spazio, le capacità di difesa e le applicazioni spaziali fondamentali per la società, come telecomunicazioni, osservazione della Terra, navigazione e sicurezza
  • Mantenere o raggiungere una leadership industriale di livello mondiale in aree selezionate e in segmenti industriali emergenti del settore spaziale
  • Consentire l’innovazione e la scalabilità degli operatori di mercato europei di successo».

E «iniziative specifiche dovrebbero stabilire una governance efficace del settore, allocare e mobilitare le risorse necessarie e aumentare l’efficacia della spesa».

Del resto Per l’Europa è un nuovo momento Covid. Serve un PNRR per l’esercito comune[8]. Dunque: Effetto Trump, l’Europa si arma[9], e Ursula von der Leyen si dichiara pronta ad attivare la cosiddetta clausola di salvaguardia per derogare in materia alle regole del Patto europeo di stabilità e crescita[10].

Insomma non vale tanto l’auspicio che L’Europa batta un colpo[11]  quanto la fredda constatazione che, per l’Europa, è l’ora delle scelte[12].

Speriamo nella Benevolenza cosmica[13]: «Il mondo è uno strano posto…Credevo di non dover ricorrere alle stesse affannose consolazioni cui attingono gli altri esseri umani mentre annaspano in un tratto impetuoso dell’esistenza, ma a quanto pare sbagliavo. Ci sono cose per le quali non pretendere una spiegazione è impensabile».

Così, se «l’Unione europea è la luce contro le ombre e le paure»[14], tuttavia «nessuno si illumina fantasticando su figure lucenti,

ma prendendo coscienza della propria oscurità»[15].

Giacché qualcuno esclama preoccupato Verranno di notte: lo spettro della barbarie in Europa[16].

DINO G. RINOLDI

 

 

[1] Così P. Ferrario, “La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”, Gustav Mahler, nel sito Internet Antologia del tempo che resta, 26/5/2015.

[2] Platone, La Repubblica, libro 7°.

[3] Riprendo dal 18 gennaio 2025 di una Chat Whatsapp di cui faccio parte, della quale null’altro nomino per riservatezza (e non solo).

[4] Capitalisti su Marte è l’articolo di D. Ariosto, in Internazionale, 14-20/2/2025, p. 40 ss.

[5] V. F. De Benedetti, «C’è un nuovo sceriffo». La furia del vice Trump contro l’UE e per l’AFD, in Domani, 15/2/2025, p.2. Ma v. pure S. J. Pope, The problem with JD Vance’s theology of ‘ordo amoris’ and its impact on policy, in Vita e Pensiero plus n.179.

[6] Ugo Leo, in lastampa.it, 14/2/2025: «La campagna di reclutamento arriva mentre cresce l’attenzione su un asteroide che ha una bassa, ma crescente, probabilità di colpire la Terra tra sette anni».

[7] Così Vittorio Colao, in Corriere della Sera, 13/2/2025.

[8] V. G. Del Vecchio, in Huffpost.it, 14/2/2025

[9] Questo il itolo centrale in prima pagina de La Stampa del 15/2/2025. V. pure F Fabbrini, Una spinta alla difesa europea che arriva dal ritorno di Trump, in Il Sole 24 Ore, 14/2/2025, p.20.

[10] C. Tito, Spaventata dagli USA von der Leyen annuncia “Spese militari fuori dal Patto di stabilità”, in la Repubblica, 15/2/2025, p.5.

[11] T. Garton Ash ne la Repubblica, 14/2/2025, p.25.

[12] D. Taino, Corriere della Sera, 15/2/2025, p. 28.

[13] Così il titolo del libro di F. Bacà, Adelphi, 2019, con la citazione che subito segue sopra nel testo.

[14] V. F. Finzi, Mattarella: “La Ue è la luce contro le ombre e le paure”, in ansa.it, 8/2/2025.

[15] Su K. G. Jung v. M. Agostini, Il tema del doppio attraverso la teoresi psicoanalitica: Carl Gustav Jung e l’Ombra, in stateofmind.it, 25/1/2017.

[16] Così il titolo del libro di P. Rumiz, Feltrinelli, 2024.