Newsletter 24 Marzo/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– Petizione al Parlamento europeo

– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

– Rubrica “Ultime da Bruxelles“

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 L’EDITORIALE

L’Unione europea che non decide, Giorgia Meloni e la visione del Manifesto di Ventotene

Giorgia Meloni ci ha presentato una sua immaginaria visione dei risultati del Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles il 20 e 21 marzo dopo il dibattito alle Camere in Italia sorprendentemente chiuso dalla non sorprendente affermazione secondo cui la “sua” Europa degli Stati-nazione e delle apparenti sovranità assolute non è quella degli antifascisti e federalisti europei Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.

Si sa che Giorgia Meloni mente spudoratamente ad ogni conclusione del Consiglio europeo – come del resto fanno spesso gli altri Capi di Stato e di governo  che considerano le riunioni al Vertice come degli incontri di calcio dove si vince o si perde – affermando che i suoi colleghi hanno accolto come al solito le proposte del governo italiano:

  • sui centri di detenzione per i richiedenti asilo secondo il modello Albania,
  • sulla demolizione di quella che la Presidente del Consiglio chiama la follia ideologica del green deal,
  • sui dazi europei che la Commissione europea vorrebbe attivare il 2 aprile e che Giorgia Meloni vorrebbe rinviare sine die per compiacere il suo amico Trump…
  • eccetera

Alla conclusione dell’ultimo Vertice, Giorgia Meloni ha mentito – ma nessun giornalista l’ha smentita perché i suoi incontri con la stampa sono dei grotteschi monologhi – dicendo che il Consiglio europeo avrebbe accolto la proposta italiana su Invest Eu per i capitali privati nel riarmo europeo.

Non è così perché Ursula von der Leyen si è limitata a dire che la Commissione europea studierà le proposte italiane che avrebbero lo scopo di aiutare le sole imprese italiane della difesa come Leonardo senza aumentare il debito pubblico.

Per il resto i Capi di Stato e di governo – pur confermando l’accordo di principio del Consiglio europeo del 6 marzo 2025 sul frettoloso piano di Ursula von der Leyen da lei stessa sconsideratamente e solitariamente battezzato ReArm Europe ed ora ribattezzato Readiness 2030 essendosi ispirata alla sua fallimentare esperienza di ministro della difesa tedesco fino al 2019 – sono divisi su tutte le cose essenziali salvo l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica…entro il 2030.

I Capi di Stato e di governo sono divisi sulla proposta di chiedere deroghe al Patto di stabilità che Ursula von der Leyen ha proposto di attivare entro aprile per finanziare l’aumento di spese militari nazionali.

Essi sono divisi sugli Eurobond e sulla proposta di creare un fondo da lei battezzato Safe per usare i teorici 150 miliardi di euro di prestiti da rimborsare che nessuno sa da dove potranno arrivare dimenticando che sul tavolo del Consiglio e del Pe c’è la proposta del fondo Edip che si potrebbe adottare rapidamente in codecisione rispettando il principio del controllo democratico. 

Essi sono divisi sull’idea di un debito comune riproposta da Mario Draghi nella sua recente audizione davanti al Senato.

Essi sono divisi sulle modalità per stimolare la cooperazione fra gli Stati attraverso acquisti congiunti di armi. 

Essi sono divisi sull’invio di truppe in Ucraina anche se dovessero essere inviate dopo la tregua dove i cosiddetti volenterosi hanno lasciato soli Macron e Starmer.

Sull’Ucraina i Ventisei hanno dovuto subire l’ennesimo veto del putiniano Orban che ha ricevuto a Bruxelles con tutti gli onori il vicepresidente del governo Italiano Matteo Salvini.

Sulla spaventosa ed ennesima strage a Gaza perpetrata da Netanyahu con il sostegno di Trump ma con l’opposizione del Capo dello Stato israeliano i Ventisette si è limitati a «deplorare».

Vale la pena di aggiungere la…soddisfazione del Consiglio europeo sulle proposte relative agli oceani definite ambiziose olistiche e lungimiranti (!) e le banalità sulla competitività in una situazione in cui i rapporti Draghi e Letta rischiano di incamminarsi sulla via del garage.

Quando il Parlamento europeo avrà il coraggio e la determinazione di denunciare l’irresponsabilità (nel senso letterale della parola) dei 27 e della Commissione europea riprendendo il progetto Spinelli del 1984, aggiornandolo in una logica e con un metodo costituente per sottoporlo in una conferenza interparlamentare/assise all’approvazione dei parlamenti nazionali che lo vorranno accompagnandola da una agorà con le organizzazioni rappresentative delle società civile, del mondo del lavoro e della produzione al fine di dotare l’Unione europea o coloro che lo vorranno di una vera Costituzione?

Come abbiamo detto più sopra, Giorgia Meloni ci ha informato che la “sua” Europa degli Stati nazione e di apparenti sovranità assolute non è quella del Manifesto di Ventotene.

Il Manifesto di Ventotene e cioè il “progetto di un manifesto per una Europa libera e unita” appartiene alla cultura europea e a nessun partito contro ogni forma di totalitarismo, contro la “nazione” o le nazioni come spazio per una sola etnia e dunque radice del razzismo e causa delle guerre, contro le sovranità assolute l’una in conflitto con l’altra. 

Esso appartiene alla cultura della lotta anche armata contro il nazismo e contro il fascismo che avevano soggiogato dal 1939 progressivamente una vasta parte del continente europeo cancellando le ragioni della libertà, della giustizia, del rispetto della dignità umana e della democrazia.

Nello stesso tempo la lotta per la libertà era anche la negazione del totalitarismo stalinista che è oggi rappresentato dalla autocrazia di Vladimir Putin insieme alla contestazione di ogni forma di illiberalismo e di imperialismo nel mondo e degli Stati teocratici.

Di fronte alla cancellazione delle coscienze i confinati di Ventotene hanno avuto ragione a proporre un progetto rivoluzionario per la federazione europea nella prospettiva di un governo mondiale passando attraverso un’azione giacobina rivolta alle cittadine e ai cittadini soggiogati dai totalitarismi.

L’onda di movimenti illiberali in Europa e nel mondo ha reso attuali e urgenti il messaggio e gli obiettivi del Manifesto di Ventotene del 1941.

Roma, 24 marzo 2025coccodrillo

 

 

 

 


PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Promuovere nell’attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo il

modello “Riace” per l’accoglienza e inclusione dei migranti

Il Movimento Europeo Italia, insieme al “Comitato 30 gennaio per l’europeizzazione del modello Riace”, ha presentato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo una petizione per promuovere il modello Riace nell’attuazione del Patto Europeo su Migrazione e Asilo. 

Riace ha dimostrato che accoglienza e inclusione possono andare di pari passo con la rinascita dei territori e la costruzione di comunità più coese. Ora chiediamo all’Unione Europea di: 

  • Coinvolgere le autorità locali e la società civile nelle politiche migratorie. 
  • Finanziare un progetto pilota basato sul modello Riace. 
  • Promuovere un’iniziativa legislativa per garantire un trattamento equo ai migranti. 
  • Porre fine alla criminalizzazione di chi fornisce assistenza umanitaria. 

Abbiamo 90 giorni per raccogliere il maggior numero di firme possibile!

Firmare è semplice e veloce attraverso questo MODULO ONLINE.  

Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione e a condividerla con i vostri contatti. Insieme possiamo costruire un’Europa più giusta e solidale! 

Testo della petizione disponibile in: [ITALIANO]  –  [INGLESE]  –  [FRANCESE]

 

 


 ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE

“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”

a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato  

(Editoriale Scientifica – Napoli)

prima

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.

Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.

Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.

SOMMARIO.

 SCHEDA DI ACQUISTO LIBRO

 

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

24 marzo

  • Roma, Consiglio di Presidenza Movimento europeo Italia
  • Evento online, presentazione del volume “Destini incrociati Europa e crisi globali” di Antonio Padoa-Schioppa (Istituto Luigi Sturzo, Istituto Emilio Betti di Teoria e Storia del Diritto)

25 marzo

  • Lecce, l’Assemblea di Istituto studentesca verterà sull’approfondimento del Manifesto di Ventotene (Liceo Scientifico Statale “C. De Giorgi” di Lecce)
  • Milano, “Il Manifesto di Ventotene” – Manifestazioni di solidarietà
  • Roma, manifestazione “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene” (Movimento europeo Italia)
  • Bruxelles, manifestazione “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene”
  • Trespiano (FI), “Per un’Europa libera e unita” – Rileggendo il Manifesto di Ventotene (Fondazione Ernesto Rossi Gaetano Salvemini, Circolo Piero Gobetti, Fondazione Circolo Rosselli)
  • Torino, “Per un’Europa libera e unita” – Rileggendo il Manifesto di Ventotene (Fondazione Salvemini e gli Istituti culturali del Polo del ‘900)

26 marzo

  • Roma, riunione gruppo di lavoro sulle risorse proprie (Movimento europeo Italia)

27 marzo

  • Evento “Shaping the Future of Social Development: Priorities for the UN Second World Social Summit” (European Movement International)

28-30 marzo

  • Lecce, XXXII Congresso nazionale Movimento Federalista europeo

 

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 25 marzo, ore 9:30, Lecce. Presso il Liceo Scientifico Statale “C. De Giorgi” di Lecce, l’Assemblea di Istituto studentesca verterà sull’approfondimento del Manifesto di Ventotene. Gli studenti, incuriositi e interessati dal grande clamore mediatico suscitato dal dibattito politico sullo scritto di Spinelli e Colorni, hanno richiesto l’intervento del Sen. Alberto Maritati, Segretario regionale del Movimento europeo, già noto alla gran parte di loro, per la sua incessante e appassionata divulgazione sui temi della Costituzione Italiana e sull’Unione europea, che lo vede attivo con cadenza settimanale al “De Giorgi” già per il terzo anno consecutivo. Maritati proporrà agli studenti una disamina del Manifesto, anche nei suoi passaggi più controversi, e risponderà alle loro domande, con l’obiettivo di fugare dubbi, perplessità, errori di interpretazione che possono scaturire dalla lettura di frasi estrapolate “ad usum delphini”, ma prive di prospettiva storica e gravemente decontestualizzate. LOCANDINA INIZIATIVE “RIAPPROPRIAMOCI DEL MANIFESTO DI VENTOTENE”.
  • 25 marzo, ore 14:00, Roma. Nell’anniversario della firma dei Trattati di Roma, iniziativa promossa dal Movimento europeo Italia dedicata al Manifesto di Ventotene. Di fronte alla targa dedicata ad Altiero Spinelli autore insieme ad Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Ursula Hirschmann del Manifesto di Ventotene. La targa in Via Uffici del Vicario, posta nel 2007, è situata presso la casa dove il 31 agosto 1907 nacque Altiero Spinelli. LOCANDINA INIZIATIVE “RIAPPROPRIAMOCI DEL MANIFESTO DI VENTOTENE”.
  • 25 marzo, ore 16:00, Trespiano (FI). La Fondazione Ernesto Rossi Gaetano Salvemini, il Circolo Piero Gobetti e la Fondazione Circolo Rosselli promuovono la manifestazione “Per un’Europa libera e unita” – Rileggendo il Manifesto di Ventotene, con lettura di brani del documento di Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli nel “Prato d’onore” del cimitero di Trespiano dove Ernesto Rossi è sepolto accanto agli amici e compagni di Giustizia e Libertà Enrico Bocci, Carlo e Nello Rosselli, Gaetano Salvemini, Nello Traquandi e vicino a Ada Rossi. LOCANDINA.
  • 25 marzo, ore 17:30, Torino. La Fondazione Salvemini e gli Istituti culturali del Polo del ‘900 promuovono l’iniziativa “Per un’Europa libera e unita” – Rileggendo il Manifesto di Ventotene, presso Piazzetta Antonicelli. MAGGIORI INFORMAZIONI. LOCANDINA.
  • 27 marzo, ore 13:30-15:00, Bruxelles. Il Movimento europeo Internazionale (European Movement International) promuove l’evento online “Shaping the Future of Social Development: Priorities for the UN Second World Social Summit”. Il Vertice sociale mondiale 2025 delle Nazioni Unite (ONU), ufficialmente conosciuto come Secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale (WSSD2), si terrà a Doha, in Qatar, dal 4 al 6 novembre 2025. Questo vertice segna un momento cruciale nelle discussioni globali sull’inclusione sociale, l’uguaglianza economica e lo sviluppo sostenibile. Mentre i preparativi per il Vertice prendono slancio, è fondamentale coinvolgere i decisori politici, le parti sociali, i rappresentanti della società civile e altri per garantire un contributo europeo ben informato, inclusivo ed efficace alle discussioni. Questo evento online offre una piattaforma di dialogo in vista del Vertice. La sessione farà il punto sugli sviluppi sociali, analizzerà la posta in gioco al Vertice di quest’anno e come gli attori europei possono impegnarsi efficacemente nel processo preparatorio. La discussione guarderà anche al futuro, considerando ciò che è necessario per far progredire lo sviluppo sociale a livello globale. REGISTRAZIONE. PROGRAMMA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

 

 


ULTIME DA BRUXELLES

LA DEMOCRAZIA EUROPEA,
COSTRUENS E DIFENDENTE
(LA RANA E GLI SCORPIONI)

Sostiene il sen. Mario Monti che «La serietà con la quale l’Italia si muoverà nelle prossime settimane nel cantiere della difesa europea determinerà anche il posizionamento del nostro Paese nelle impalpabili – ma reali, non autoproclamate – gerarchie europee»[1].

Capisco perché oggi si possa parlare di “gerarchie europee”; ma il punto è piuttosto quello della necessità di parlare di “gerarchia mondiale” nell’ambito della quale rinvenire, se possibile, un posto per l’Europa quale soggetto politico, magari strategico.

L’imbelle rana che risponde al nome di Unione europea è sempre – seguendo la metafora di Esopo – alla metà del guado, trasportando con gran fatica i non sempre avveduti scorpioni nazionali la cui natura è capace di emergere con punte di mordace perigliosità nazionalista avverso la collaborazione sovrannazionale instaurata. Collaborazione necessaria per finalità economico-sociali, ma pure politiche, che ogni scorpioncino da solo non sarebbe in grado, o sarebbe meno efficacemente in grado, di perseguire. Non aspettiamo che muoia (affogata) l’Unione per esser soddisfatti della coeva morte dei filistei nazionalisti, incapaci da soli di sopravvivere alla ricomposizione imperiale (USA, Cina e Russia) del mondo. Non celebriamo la cenere del premio Nobel, conseguito nel 2012 dall’UE «per aver contribuito alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa», dimenticando invece di custodire con cura il fuoco di un tragitto “comunitario” europeo acceso nella seconda metà del secolo scorso sul fondamento di percorsi intellettuali quali espressi dal (progetto di) Manifesto (per un’Europa libera e unita) di Ventotene, ma non solo da esso.

Il fuoco di questo tragitto, per quanto accidentato, non deve esser spento dall’acqua dove gli scorpioni affoghino la rana; il fuoco non può non permanere a illuminare l’Europa, e non solo, mentre le cose del mondo si son fatte d’ombra. E il buio sopravanza.

Il fuoco va però alimentato da un atteggiamento difendente, pur strettamente ricompreso nella costruzione (pars costruens) di una cooperazione democratica continentale unitaria compiuta, capace di valorizzare le diversità con forza inclusiva, arricchente e non escludente.

Il fuoco della democrazia in Europa[2] fa capo, nei Trattati istitutivi dell’UE, ai principi di democrazia popolare rappresentativa, diretta nonché partecipativa di cui al Titolo II del Trattato sull’Unione europea/TUE sulle «Disposizioni relative ai principi democratici» (artt. 9-12). Il riferimento va così, per la prima declinazione di democrazia, all’elezione e alle competenze del Parlamento europeo (art. 10, fra gli altri); per la seconda declinazione di democrazia all’iniziativa dei cittadini europei (art. 11.4); per la terza declinazione al fatto che le istituzioni dell’UE hanno l’obbligo di dare «ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell’Unione» (art. 11.1)[3]. Si tratta di un movimento di espressione democratica capace di tener conto del fatto che «L’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale» (art. 21.1, co. 1, TUE).

Il «movimento di espressione democratica» in questione deve portare a realizzare quel «partito rivoluzionario» menzionato già nell’edizione del 1941 del Manifesto di Ventotene. Un partito rivoluzionario plurale e multiforme ma espressivo di una pars univocamente rivolta alla Federazione europea. Questa «dittatura del partito rivoluzionario» , la sua capacità di affermarsi contro spinte divergenti, è la sola in grado di salvare la civitas europaea, con un’azione attraverso cui si «forma il nuovo Stato, e intorno ad esso la nuova vera democrazia» continentale[4]. Un’azione costituente che muova da un’insurrezione pacifica, da un nuovo 25 aprile su scala europea.

Allora la rana da imbelle deve farsi non bellicosa ma costruttiva (costruens) nell’affermazione e nella difesa dei propri principi, della propria stessa vita. La creatura ibrida dell’Unione europea – né Stato né tradizionale organizzazione intergovernativa giacché sovrannazionale[5] – deve superare il complesso dell’ermafrodito incerto fra Ermes (Marte) e Afrodite (Venere) e accettare compiutamente ambedue le complementari caratteristiche. Per il secondo verso “facendosi bella” delle proprie «eredità culturali, religiose e umanistiche … , da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto»[6]. Per il primo verso “battagliando virilmente” per sostenere e difendere le eredità suddette.

La questione è quella all’ordine del giorno – da trattare affinché non sia all’ordine dell’anno, del lustro, del cinquantennio, … –  dopo il Consiglio europeo del 20 marzo, che nelle proprie conclusioni, dopo i punti da I a III[7] e prima di quelli da IV a IX[8], inserisce il punto IV su «Difesa e sicurezza europee». Vi si legge, nei parr. da 21 a 23: «21. Dando seguito alle sue conclusioni del 6 marzo 2025, e alla luce del Libro bianco sul futuro della difesa europea del 19 marzo 2025, il Consiglio europeo chiede un’accelerazione dei lavori su tutti i filoni per potenziare in modo decisivo la prontezza dell’Europa alla difesa nel corso dei prossimi cinque anni. Invita il Consiglio e i colegislatori a portare avanti rapidamente i lavori sulle recenti proposte della Commissione. Il Consiglio europeo chiede che sia avviata con urgenza l’attuazione delle azioni individuate nelle sue conclusioni del 6 marzo 2025 nel settore delle capacità e che siano portati avanti i lavori relativi alle pertinenti opzioni di finanziamento. 22. Il Consiglio europeo ricorda che un’Unione europea più forte e più capace nel settore della sicurezza e della difesa contribuirà positivamente alla sicurezza globale e transatlantica ed è complementare alla NATO, che, per gli Stati che ne sono membri, resta il fondamento della loro difesa collettiva. 23. Quanto precede fa salvo il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri e tiene conto degli interessi di tutti gli Stati membri in materia di sicurezza e di difesa, conformemente ai trattati. Il Consiglio europeo invita la Commissione e l’alta rappresentante a riferire periodicamente in merito ai progressi compiuti nell’attuazione delle sue conclusioni sulla difesa. Tornerà su tutti i filoni di lavoro relativi a tale questione nella prossima riunione».

Il 2-3 aprile prossimi è programmata una riunione informale, in sede di Consiglio, dei Ministri della difesa degli Stati membri. Il 19 marzo scorso la Commissione europea e l’Alta rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato, come accennato, il Libro bianco sulla difesa europea – Readiness / Preparàti per il 2030 (sperando che il lustro previsto non debordi oltre i tempi della Storia). La Commissione ha inoltre delineato nell’ambito del piano ReArm Europe, magari ridenominato alla luce del Libro bianco, le leve finanziarie utilizzabili dagli Stati membri per stimolare un aumento degli investimenti nelle capacità di difesa, orientando in questa direzione tanto i 150 miliardi di euro del programma SAFE quanto i 650 da impiegare attivando la escape clause prevista, in deroga, dal vigente Patto europeo di stabilità e crescita.

Ma di quest’ultime, anche controverse, questioni ne parlerò nel prossimo numero della nostra Newsletter, a cominciare dalla base giuridica (artt. 122 o 173.3 TFUE, o altri) su cui fondare con risultato efficace ed efficiente un edificio necessario e urgente della civitas europaea, impegnata in una democrazia costruens e difendente.

DINO G. RINOLDI *

 

 

 

*Nato sotto il segno dello scorpione!

 

[1] V. Il ruolo dell’Italia in Europa, in Corriere della Sera del 23 marzo 2025, p. 28 (nonché p. 1, col titolo L’Europa che verrà. L’azione necessaria dell’Italia).

[2] S. Goulard e M. Monti, La democrazia in Europa. Guardare lontano, Rizzoli, 2013, sulla scia di A. de Tocqueville, La democrazia in America, opera nell’edizione originaria composta da due volumi (1835-1840), prima edizione italiana 1932.

[3] L’art. 11 TUE continua così, ai propri parr. 2 e 3: «Le istituzioni [dell’UE] mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile» … e «Al fine di assicurare la coerenza e la trasparenza delle azioni dell’Unione, la Commissione europea procede ad ampie consultazioni delle parti interessate».

[4] Le citazioni sono tratte dal manifesto di Ventotene (1941).

[5] Dunque determinando le «limitazioni di sovranità» consentite in Italia dall’art. 11 Cost.

[6] Si veda il preambolo del Trattato sull’Unione europea.

[7] Dedicati rispettivamente a «Ucraina», «Medio Oriente» e «competitività» (con riguardo a «Semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi», «Energia», «Unione del risparmio e degli investimenti», «Mercato unico, industria e competenze», «Altre azioni e via da seguire»).

[8] Dedicati rispettivamente a «Prossimo quadro finanziario pluriennale e nuove risorse proprie», «migrazione», «oceani», «multilateralismo», «altri punti» (dove ci si limita a rammentare che «Il Consiglio europeo ha discusso della situazione nei Balcani occidentali e invita il Consiglio ad affrontare la questione nell’aprile 2025»).

 

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.