CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Bando di concorso “Immagini per il futuro dell’Europa”
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
– Rubrica “Ultime da Bruxelles“
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
Il bilancio europeo al bivio fra solidarietà comunitaria e sperequazione nazionalista
Al tredicesimo piano del Berlaymont si è svolto alcuni giorni fa, al riparo dagli occhi indiscreti della stampa e del Parlamento europeo, un seminario di riflessione fra i ventisette commissari europei sul futuro del bilancio europeo ed in particolare del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP).
Se ci sarà un accordo fra il Parlamento europeo e il Consiglio il QFP dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2028 per una durata ancora incerta e comunque a cavallo fra la legislatura che si concluderà a Ventisette nel giugno 2029 e la nuova legislatura che inizierà nel luglio dello stesso anno con un numero di paesi destinato a crescere fino a trentacinque Stati membri se tutti i negoziati di adesione andranno positivamente in porto.
I commissari europei hanno ricevuto dalla loro Presidente von der Leyen e dal loro collega Serafin un documento “sensibile”, denominato “note de cadrage” con l’avvertimento che la sua distribuzione al Collegio e ai Gabinetti dei commissari era effettuata solo “need to know”, che non doveva essere letto o diffuso pubblicamente, che doveva essere conservato accuratamente e che le copie dovevano essere distrutte “by shredding or secure deletion”.
Chi conosce le regole comunitarie che sono adottate all’interno del Berlaymont non si impressiona più di tanto perché queste note non contengono segreti militari ma riflessioni destinate ad essere diffuse solo quando si sarà consolidato un accordo fra i commissari su temi al centro della dialettica interistituzionale.
In questo caso si tratta della preparazione della proposta di regolamento che conterrà il QFP da sottoporre agli inizi di luglio 2025 al Consiglio e al Parlamento europeo al fine di avviare lo speciale tri-dialogo destinato a concludersi alla fine del 2027 nel caso in cui l’Assemblea darà il suo accordo sul testo approvato all’unanimità dai governi sulla base dell’art. 312 TFUE.
La “note de cadrage” annunciava tutti gli elementi del pacchetto, su cui dovrà esprimersi la Commissione europea, che dovrebbe comprendere fra l’altro la “politica di comunicazione”, una “proposta di accordo interistituzionale” e una “proposta di decisione sulle nuove risorse proprie”.
Dalla nota si evince già lo schema del futuro QFP che dovrebbe essere fondato, secondo la Commissione europea, su tre pilastri ritenuti essenziali e relativi ai “piani degli Stati membri”, al “fondo sulla competitività” ispirato dal Rapporto Draghi e ad un “Fondo sull’azione esterna” dedicato alla difesa e al partenariato con i paesi terzi ed in particolare con l’Africa.
Nonostante la reiterata volontà di salvaguardare il partenariato fra Stati e regioni, l’orientamento della Commissione europea dovrebbe confermare la volontà di rinazionalizzare i principali programmi europei in materia di coesione, di politica agricola, di competitività e di industria della difesa con una doppia negativa dimensione contro le regioni e contro l’Europa con piani nazionali che rischiano di tramutarsi nell’abbandono di beni pubblici europei a scapito dei principi di solidarietà ma anche della continuità dell’impegno europeo sulla transizione ecologica e sulla dimensione sociale che è strettamente legata alla lotta alle diseguaglianze territoriali.
Il modello a cui si ispira la Commissione europea è quello del NGEU che fu la risposta temporanea alle conseguenze emergenziali del COVID fondata su piani e investimenti nazionali e, per quanto riguarda l’industria della difesa, al Libro Bianco da cui è emerso il piano di preparazione (preparedness) inizialmente e sciaguratamente denominato ReArmEurope che rischia di scivolare su un piano inclinato nella direzione opposta alla creazione di una difesa comune se fosse adottata l’idea di rafforzare le spese nazionali.
Nella sua risoluzione del 7 maggio 2025 il Parlamento europeo ha fortemente criticato l’illogicità della rinazionalizzazione del bilancio, foriera di sperequazioni e destinata a indebolire la solidarietà comunitaria che richiederebbe invece di sviluppare a lungo termine le tre funzioni della finanza pubblica e cioè l’allocazione, la redistribuzione e la stabilizzazione.
L’ Assemblea ha lanciato anche un forte allarme sui rischi che le spese per l’industria della difesa possano ridurre quelle per le politiche sociali, ambientali e di coesione territoriale che comprendono anche il sostegno alla biodiversità e alle strutture agricole.
Negli orientamenti che si sono delineati nel seminario al tredicesimo piano del Berlaymont sembra che sia stata confermata la volontà di introdurre criteri di flessibilità e di semplificazione che hanno suscitato riserve nel Parlamento europeo che ha denunciato il rischio di indebolire la trasparenza della governance e il controllo democratico insieme alla natura strutturale delle politiche da finanziare.
La “note de cadrage” si è affrettata tuttavia a sottolineare che “flexibility is not at odds with accountability and, on the contrary, it will be underpinned by robust governance and transparency involving the European Parliament and the Council”.
L’idea della flessibilità ha condotto invece la Commissione europea a riflettere sulla possibilità di ridurre da sette a cinque anni la durata del QFP, come avvenne del resto con il primo QFP preparato dalla Commissione Delors dal 1988 al 1992, una scelta che il Parlamento europeo ha stranamente dimenticato di rivendicare nella sua risoluzione del 7 maggio 2025 al contrario di quel che l’Assemblea aveva fatto nel rapporto sulla revisione del Trattato di Lisbona approvato il 22 novembre 2023.
La posizione dell’Assemblea potrebbe essere invece seguita dalla Commissione europea per quanto riguarda le condizionalità relative al rispetto della Rule of Law al fine di evitare che le colpe dei governi ricadano sui beneficiari dei programmi europei.
Last but not least, sottolineiamo lo scarso coraggio che appare dai primi orientamenti della Commissione europea in materia di risorse proprie e ancor di più di debito pubblico europeo perché l’Esecutivo non esce per ora dal ristretto ambito delle limitate proposte presentate nel 2023 e, ciò nonostante, l’aumento esponenziale delle sfide geopolitiche e le corrispondenti necessità di più ambiziosi e innovativi finanziamenti europei.
Seguiremo fino alla loro conclusione i negoziati sul futuro bilancio europeo a lungo termine accompagnandoli con nostre proposte e con dibattiti pubblici.
Roma, 26 maggio 2025![]()
BANDO DI CONCORSO “IMMAGINI PER IL FUTURO DELL’EUROPA”
Il Movimento europeo Italia, indice, con il supporto del Movimento Europeo Internazionale e della Commissione europea, la seconda edizione del bando di concorso “Images for the future of Europe”.
Il bando è rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e agli studenti universitari presenti sul territorio nazionale, tra i 16 e i 25 anni.
Il concorso vuole essere un’iniziativa volta a sollecitare la partecipazione democratica da parte dei giovani e sensibilizzare in maniera apartitica e terza al tema del ruolo dell’Unione europea nel rafforzamento dei diritti, della democrazia e della sicurezza.
L’obbiettivo principale del concorso è quello di realizzare immagini significative ed espressive, tramite l’ausilio di strumenti di Intelligenza Artificiale, capaci di rappresentare le volontà, i desideri, e le necessità delle nuove generazioni nei confronti delle politiche europee. Si invitano i giovani a riflettere sulla propria visione di quella sarà l’Europa del futuro. Sarà possibile esprimersi tramite la compilazione di un PROMPT (ovvero la stesura di breve elaborato propedeutico alla generazione di immagini AI) oppure allegando direttamente le immagini complete.
Per accedere al bando di concorso e alla guida sintetica collegata:
BANDO CONCORSO
GUIDA – Come scrivere un buon “prompt”
Link al format per la candidatura
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfS0Wj4kCIi0iGqbsmyStyYKwfen3lWHoxkTbW_2tVQLOYmTg/viewform
ATTENZIONE: ULTIMI GIORNI PER PARTECIPARE !
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
26 maggio
- Assemblea generale di Eurovisioni
27-28 maggio
- Vienna, Kick-off International meeting FREI project
29 maggio
- Firenze, presentazione del libro “Al centro della tempesta. L’Europa tra ordine mondiale e disordine globale” di Donato Bendicenti (Fondazione Circolo Fratelli Rosselli)
30 maggio
- Roma, Assemblea del Movimento europeo Italia
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 27-28 maggio, Vienna. Primo evento internazionale del progetto FREI. Si terrà a Vienna, presso il Bruno Kreisky Forum, il primo evento internazionale del progetto europeo FREI – From Resistance to European Integration. Finanziato dal programma CERV dell’Unione Europea, FREI analizza i diversi percorsi che cinque Paesi (Italia, Austria, Grecia, Portogallo e Romania) hanno seguito per superare i regimi totalitari, costruire la democrazia e aderire all’UE. Il Movimento Europeo – Italia rappresenta il nostro Paese nel partenariato. L’incontro prevede sessioni sulla storia dell’Austria, con focus sul passato nazista, la ricostruzione democratica e la trasmissione della memoria tra generazioni. Seguiranno gli interventi delle delegazioni nazionali, che presenteranno esperienze e sfide storiche nel cammino verso la democrazia. Il secondo giorno sarà dedicato a prospettive europee sulla memoria, pratiche partecipative e un tour guidato dei luoghi della memoria viennesi. Particolare attenzione sarà rivolta al ruolo delle giovani generazioni nel consolidare le democrazie europee. Il progetto FREI intende favorire una riflessione transnazionale su democrazia, diritti umani e memoria condivisa, promuovendo narrazioni inclusive e consapevolezza storica. Le registrazioni sono aperte sul sito della Fondazione Foster Europe. PROGRAMMA.
- 29 maggio, ore 17:00, Firenze. Presso la Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, in Firenze, si terrà la presentazione del libro “Al centro della tempesta. L’Europa tra ordine mondiale e disordine globale” di Donato Bendicenti, corrispondente-responsabile dell’Ufficio RAI di Bruxelles per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dal Belgio. Introdurrà Valdo Spini, Presidente della Fondazione Circolo Rosselli e modererà Cristina Di Domenico, Caporedattrice del TGR Toscana. Interverranno infine Federica Bicchi, Marco Buti, Pier Virgilio Dastoli, Severino Saccardi e sarà presente l’autore. PROGRAMMA.
- 30 maggio, ore 15:00-18:30, Roma. Convocata l’Assemblea del Movimento europeo Italia. Tra i principali punti all’ordine del giorno: le comunicazioni del Presidente, l’ammissione di nuovi soci e il rinnovo del Consiglio di Presidenza con l’elezione di sedici membri e quattro Vicepresidenti, nel rispetto della parità di genere e generazionale. Seguiranno la presentazione della relazione programmatica per il triennio 2025-2028, un focus sulle prospettive finanziarie dell’UE con approvazione di una dichiarazione, e l’organizzazione di una conferenza internazionale sul ruolo dell’Europa per la pace. Ampio spazio sarà dedicato anche alle attività della sezione giovanile, del Consiglio accademico e dei gruppi territoriali.
- | SAVE THE DATE | 1 giugno, ore 15:30-16:30, Gorizia. Presso il Teatro G. Verdi in Gorizia si terrà un dibattito sulla Cittadinanza europea a cura dell’Accademia europeista del Friuli Venezia Giulia e del Movimento europeo Italia. Interverranno Claudio Cressati, Giangiacomo Vale e Pier Virgilio Dastoli. L’evento è ad accesso libero fino ad esaurimento posti. ULTERIORI INFORMAZIONI e PROGRAMMA.
- | SAVE THE DATE | 3 giugno, ore 10:00-13:00, Reggio Calabria. Presso il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio si terrà l’incontro “A 70 anni dalla Conferenza di Messina – Un’Europa dei ponti per rafforzare una comunità dei popoli e della pace” per commemorare i 70 anni della Conferenza di Messina. La conferenza si aprirà con i saluti del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e con l’introduzione del Presidente del Movimento europeo Pier Virgilio Dastoli. Seguirà un dibattito tra i sindaci delle città capoluogo della Calabria con la presentazione del “Patto dei sindaci per un processo costituente verso una Repubblica civile europea”. A seguire, si terrà un Panel di discussione: “Il futuro dell’Europa e il Mediterraneo” e un intervento del Vice Presidente della Conferenza episcopale Italiana Francesco Savino. PROGRAMMA.
- | SAVE THE DATE | 5 giugno, ore 14:30-17:30, Roma. Evento formativo “Referendum sul lavoro: luci, ombre e ricadute applicative”, in modalità mista. L’incontro è promosso da A.N.F. sede di Roma, Area Democratica per la Giustizia, AGI, Avvocati Giuslavoristi Italiani – Sezione Lazio e Organismo Congressuale Forense. PROGRAMMA. Link di iscrizione: https://hd-conference-call-it.zoom.us/meeting/register/GGUIKnEjQ_ma1M2TAWdHtg.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- Il nuovo corso della Corte costituzionale italiana sui rapporti con l’ordinamento dell’Unione europea: è davvero una questione di “tono”?, di Lucia Serena Rossi (Federalismi.it – EDITORIALE – 21/05/2025)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (settimana 26 maggio-1° giugno 2025). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
ULTIME DA BRUXELLES
IL SENSO DEL VIAGGIO
Facendosi trasportare dal PNRR
Sentinella, a che punto è la notte?
Isaia, 21.11-12
Louis-Ferdinand Céline scriveva Viaggio al termine della notte, dove Ferdinand Bardamu si trova ad esclamare: «mi credevo un idealista, è così che uno chiama i propri piccoli istinti vestiti di paroloni». Gli idealisti inventori di acronimi nell’Unione europea cercano di accompagnare l’uscita dall’oscurità calata in questi ultimi anni affidandosi alla lingua inglese, per sbeffeggiar la Brexit, e qualche volta l’ideale (non un piccolo istinto!) è vestito da espressioni appropriate, opportune (Next Generation EU[1]), qualche volta da parole sconvenienti, inopportune (ReArm Europe[2]). Il Regolamento UE n. 241 del 12 febbraio 2021 (due giorni prima di San Valentino) istituisce, nell’ambito dello «Strumento per la ripresa e la resilienza» (appunto il Next Generation EU), il «Dispositivo per la ripresa e la resilienza», in inglese il Recovery and Resilience Facility, cui abitualmente si fa riferimento in termini di PNRR (giacché il regolamento parla di Piano per la ripresa e la resilienza), attirando lazzi e frizzi del Presidente della giunta regionale campana, Vincenzo De Luca[3].
Sull’oscurità dei tempi non mi dilungo poiché un po’ dovunque si parla di possibile «orlo del precipizio», mentre «il tempo a disposizione è poco» e «il pericolo è grande»[4]. O si scrive di «missili … sulla diplomazia»[5]. Oppure, a prescindere da chi ne abbia – e quanta – responsabilità, si lamenta che “sentinelle” efficaci non ve ne siano capaci di sorvegliare «una pace giusta e duratura». Sarà perché il tanto invocato diritto internazionale, ritenuto violato, disprezzato, travolto, in realtà conserva le proprie marcate caratteristiche di ius inter nationes, non di superiore ius gentium, e quindi è «il silenzio delle nazioni» stesso a renderlo vacuo[6].
E se invece mi limito piuttosto a ragionare sul PNRR italiano non per questo credo di offrire un pensiero ristretto o limitato davvero, giacché comunque capace di indicare una direzione, di presentare una funzione in un contesto ampio, di segnare “il senso del viaggio”. Non un vagabondare ma un salvare dal naufragio.
Se n’è ragionato in questi ultimissimi giorni anche in Camera dei Deputati e in Senato della Repubblica (rispettivamente il 21 e il 22 maggio) a fronte della presentazione, da parte del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, della nuova Proposta di revisione del Piano italiano di ripresa e resilienza[7]. Revisione che si colloca nell’interlocuzione con la Commissione europea iniziata il 21 marzo con la presentazione da parte italiana della quinta richiesta di modifica, capace di avere un impatto sia sul pagamento da parte europea al nostro Paese della settima rata (dopo l’arrivo della sesta a fine anno 2024) sia sulle prossime rate ottava, nona e decima, allorché l’esecuzione del Piano deve concludersi entro la prima metà dell’anno 2026, salvo ulteriore periodo per rendicontazione e sempre salvo interlocuzioni e “aggiustamenti” successivi in dialogo con la Commissione europea.
Molto è stato detto di questa revisione, ma qui si vuol mettere l’accento sulla parte “ferroviaria”. Non solo perché «il treno non è un semplice mezzo di locomozione per spostarci da un punto all’altro della Terra. Se lo fosse, non perderemmo tempo a leggerci interi trattati antologici di saggi, raccolte di racconti, dove il treno diventa il vero protagonista di tante storie e non solo di reportage turistici. È invece qualcosa d’altro che con il trasporto certo ha molto a che fare, ma non in termini esclusivi, perché può anche affascinare visto da fermo, come un oggetto estetico, ma che ineluttabilmente più spesso ci travolge, ci separa o ci unisce, ci porta altrove o ci avvicina»[8]. Si vuol pure sottolineare l’estromissione dal PNRR che viene indicata su tratte siciliane o della Salerno- Reggio Calabria o del cosiddetto “terzo valico” dei Giovi. Estromesse ma, seguendo Foti, riprogrammate a carico del bilancio nazionale (rispetto al quale attendiamo la posizione del Ministro Giorgetti). Com’e il caso della realizzazione dell’alta velocità Bari-Napoli, dove pur soffrendo anche qui lo spostamento dei tempi di realizzazione ci si trova di fronte all’aumento della dotazione finanziaria.
E di particolare significato nell’ottica delle riforme, che fondano le condizionalità europee dei Piani nazionali, risulta quanto la revisione esprime «al fine di rafforzare la produttività degli investimenti ferroviari»[9]. In particolare per «mantenere inalterata l’ambizione … che mira a rafforzare la produttività e ad accelerare la realizzazione degli interventi ferroviari».
La «riforma prevede, in particolare, l’adozione di una normativa primaria e secondaria e degli atti delegati per migliorare, da un lato, la pianificazione infrastrutturale delle linee e delle reti ferroviarie, e, dall’altro, introdurre la misurazione delle prestazioni della gestione e degli investimenti infrastrutturali ferroviari, promuovendo in questo modo l’aumento della competizione nel settore del trasporto regionale e intercity. In materia di “Efficienza e performance dei pubblici investimenti”, la normativa dovrà prevedere: • l’introduzione di un sistema di milestone e target e relative scadenze, nonché indicatori di performance e criteri di qualità … ; • assicurare che … la strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria e il piano industriale del gestore dell’infrastruttura siano redatti in linea con gli obiettivi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel nuovo documento strategico pluriennale e siano conformi alla Direttiva 34/2012/UE [che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico]; • introdurre nel processo di approvazione del Contratto di Programma [sottoscritto tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana] un parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti … sul Documento Strategico (Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci) (come definito dalla legge italiana n. 233 del 2021 – Art. 5 comma 1, lett. a); • un’approfondita analisi costi-benefici da parte del MIT dei principali investimenti (investimenti superiori a 50 milioni di euro inclusi nel Contratto di Programma)».
Ancora, «in materia di “Concorrenza” la normativa dovrà: •rafforzare i poteri dell’Autorità di regolazione … per quanto riguarda i contratti di servizio pubblico. All’Autorità di Regolazione è conferito il potere di monitorare ed emettere pareri sull’individuazione e l’aggiudicazione (per gli affidamenti diretti e in house e per gli affidamenti a operatori interni) dei contratti di servizio pubblico nel settore ferroviario, anche per quanto riguarda l’individuazione della dimensione ottimale di lotti efficienti all’interno e tra i confini regionali. • prevedere la redazione di uno studio di fattibilità per la creazione di un veicolo indipendente di proprietà dello Stato per garantire che il materiale rotabile e i servizi di manutenzione siano disponibili in volumi sufficienti per gli operatori entranti dei contratti di pubblico servizio; • incoraggiare lo stralcio e la messa a gara dei sub-lotti dai contratti esistenti (per quanto possibile, sulla base delle disposizioni esistenti nei contratti in corso). Oltre alla legislazione, un’azione di sviluppo delle capacità completerà la riforma e rafforzerà la capacità amministrativa delle autorità nazionali e regionali; • istituire un’unità amministrativa ad hoc all’interno del MIT per sostenere la valutazione e l’analisi delle concessioni ed effettuare l’analisi costi-benefici dei principali investimenti infrastrutturali».
La strada verso Itaca[10], pardon: verso l’Italia “bene comune”, nuova, trasparente, europea, responsabile[11], non è facile. Occorre uscire dall’oscurità del grande tumulto geopolitico. L’attuazione di un PNRR non nato con la miglior capacità di realizzazione ha oramai tempi stretti. Accompagnamone lo svolgimento non con l’attitudine perditempo di Ulisse, che lasciava alla moglie Penelope la responsabilità di tessere tele e poi disfarle nell’attesa del ritorno dello sconsiderato uomo pur «dal multiforme ingegno»[12].
Dino G. Rinoldi
[1] V. https://eur-lex.europa.eu › legal-content › glossary › nextgenerationeu.
[2] V. fra gli altri: Proposal for a REGULATION OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL amending Regulations (EU) 2021/694, (EU) 2021/695, (EU) 2021/697, (EU) 2021/1153, (EU) 2023/1525 and 2024/795, as regards incentivising defence-related investments in the EU budget to implement the ReArm Europe Plan (COM/2025/188 final).
[3] «Pnrr, non è una sigla ma un convoglio ferroviario, chi ha scelto la sigla merita due anni di carcere» (v. https://www.bing.com/videos/search?q=de+luca+pnrr+treno+carcere&qpvt=de+luca+pnrr+treno+carcere&FORM=VDRE).
[4] V. S. Fabbrini, Trump, Putin, le sfide: per l’UE è l’ora del risveglio, in Il Sole 24 Ore, 25/5/2025, pp. 1 e 14 (da cui è presa la citazione).
[5] Così il titolo d’apertura del Corriere della Sera, 25/5/2025, p. 1.
[6] Così il titolo dell’editoriale di V. Pelligra in Avvenire, 25/5/2025, p.1.
[7] V. la Proposta di revisione del 19 maggio 2025 in Proposta di revisione del Piano – Finco.
[8] R. Vecchiet, Il fascino del treno. Piccole divagazioni di viaggio tra binari e stazioni, Portogruaro (Ediciclo Edizioni), 2016, p. 9. V. anche D. Rinoldi e F. Rossi Dal Pozzo, Il trasporto ferroviario nell’Unione europea all’alba del terzo millennio, Editoriale Scientifica, Napoli, 2020.
[9] V. p. 16 della proposta di revisione di cui ora ci si occupa.
[10] Mi sovviene la poesia Itaca di Konstantinos Kavafis, rievocatrice del lungo viaggio di Ulisse, di ciascuno di noi.
[11] V. l’acronimo di LIBenter (www.libenteitalia.eu), associazione temporanea di scopo che del PNRR si occupa realizzando un’attività di formazione dei cittadini volta ad avvicinarli alla Pubblica Amministrazione in un esercizio di democrazia partecipativa.
[12] «Politropos» (πολύτροπος) è l’epiteto omerico di Ulisse.
LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.
