Newsletter 14 Luglio/2025 – ULTIME DA BRUXELLES

 

MONDO IN DISORDINE, FRATTURE OCCIDENTALI,

DIFESA OSTINATA DELLO STATO DI DIRITTO

AL TEMPO DELLA SESTA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

      

                                                                       … l’unica area al mondo dove valgono ancora

                                  la trasparenza, lo Stato di diritto, la separazione dei poteri

                                                                       e un sistema di governo prevedibile:

 l’Unione europea.

                                                                                      Federico Fubini, Dazi, è uno scontro di potere,

                                                                                   in Corriere della Sera, 13 luglio 2025, p. 26

 

Ora che l’Atlantico si è fatto più largo

e l’antica fortezza USA sembra sbriciolarsi

in un assurdo negazionismo delle stesse sue fondamenta,

c’è questa «ridotta» europea di democrazia parlamentare che non molla

… la democrazia parlamentare di Strasburgo rischia di essere solo un’isola

nella corrente del mondo …

Andrea Manzella, Europa, una lezione di Democrazia,

in Corriere della Sera, 14 luglio 2025, p. 34

 

Il primo fascicolo della nuova rivista Unione europea e diritti (direttore responsabile Patrizia De Pasquale), uscito da pochissimo, contiene un primo articolo, di Marco Buccarella, su L’altalena dei dazi di Trump e il preludio di una nuova epoca (instabile) del commercio internazionale. Quale ruolo per l’Unione europea?[1]. Il 12 luglio scorso il Presidente degli Stati Uniti d’America ha reso pubblico sul proprio “social” Truth la lettera, datata 11 luglio, indirizzata a «Her Exellency Ursula von der Leyen, President of the European Commission, Bruxelles». Alla «Dear Madam President» Donald Trump scrive (il testo tradotto è ripreso da Il Sole 24 Ore[2]):

 « … è per me un grande onore inviarle questa lettera, in quanto dimostra la forza e l’impegno delle nostre relazioni commerciali e il fatto che gli Stati Uniti d’America abbiano accettato di continuare a collaborare con l’Unione Europea, nonostante uno dei nostri maggiori deficit commerciali con voi. Ciononostante, abbiamo deciso di andare avanti, ma solo con un COMMERCIO più equilibrato ed equo. 

Pertanto, La invitiamo a partecipare alla straordinaria economia degli Stati Uniti, di gran lunga il mercato numero uno al mondo. Abbiamo avuto anni per discutere delle nostre relazioni commerciali con l’Unione Europea e abbiamo concluso che dobbiamo abbandonare questi deficit commerciali a lungo termine, ampi e persistenti, generati dalle Sue politiche tariffarie e non tariffarie e dalle Sue barriere commerciali. 

Le nostre relazioni sono state, purtroppo, tutt’altro che reciproche. A partire dal 1° agosto 2025, applicheremo all’Unione Europea una tariffa di solo il 30% sui prodotti UE spediti negli Stati Uniti, distinta da tutte le tariffe settoriali. Le merci trasbordate per eludere una tariffa doganale più elevata saranno soggette a tale tariffa doganale più elevata. Vi preghiamo di comprendere che il 30% è di gran lunga inferiore a quanto necessario per eliminare il divario di deficit commerciale che abbiamo con l’UE. Come sapete, non ci saranno tariffe doganali se l’Unione Europea, o le aziende all’interno dell’UE, decidessero di costruire o produrre prodotti negli Stati Uniti e, di fatto, faremo tutto il possibile per ottenere le autorizzazioni rapidamente, professionalmente e regolarmente – in altre parole, nel giro di poche settimane.

L’Unione Europea consentirà un accesso completo e aperto al mercato degli Stati Uniti, senza che ci vengano addebitate tariffe doganali, nel tentativo di ridurre l’elevato deficit commerciale. Se per qualsiasi motivo decidete di aumentare le vostre tariffe e di reagire, l’importo, qualunque sia l’aumento scelto, verrà aggiunto al 30% che applichiamo. 

Vi preghiamo di comprendere che queste tariffe sono necessarie per correggere i molti anni di politiche tariffarie e non tariffarie e barriere commerciali dell’Unione Europea che causano gli ingenti e insostenibili deficit commerciali a carico degli Stati Uniti. Questo deficit rappresenta una grave minaccia per la nostra economia e, di fatto, per la nostra sicurezza nazionale!

Non vediamo l’ora di collaborare con voi come vostro partner commerciale per molti anni a venire. Se desiderate aprire i vostri mercati commerciali, finora chiusi, agli Stati Uniti ed eliminare le vostre politiche tariffarie e non tariffarie e le barriere commerciali, potremmo valutare una modifica a questa lettera. Queste tariffe potrebbero essere modificate, al rialzo o al ribasso, a seconda del nostro rapporto con il vostro Paese. Non rimarrete mai delusi dagli Stati Uniti d’America.

Grazie per l’attenzione alla materia.

Con i migliori auguri,

 Donald J. Trump».

Aspettiamo adeguate risposte (contromisure) da collocare nel contesto di un’epoca contemporanea ben più che instabile, dove il Presidente statunitense a fine febbraio scorso lamenta che «l’Unione europea è nata per fregarci» (l’espressione in inglese suona più forte) e dove i tre imperi (USA, Cina e Russia) stanno organizzando l’ordine internazionale della «Nuova Yalta», come fin dal 2017 preconizzava la Rivista L’Espresso[3]. E in ciascuno dei suddetti contesti imperiali lo Stato di diritto o è assente (come in Cina e Russia) o soffre (negli Stati Uniti d’America al tempo delle – al plurale! – presidenze Trump, con l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, i conflitti coi giudici nel 2025, ecc.).

E intanto la Commissione europea pubblica l’8 luglio la sesta relazione annuale sullo Stato di diritto nell’UE con puntuale attenzione a tutti e 27 gli Stati membri, cui vengono indirizzate specifiche «raccomandazioni» (chissà se capaci di trovar risposte adeguate, mi verrebbe da dire, più di quelle indirizzateci da piccoli da parte delle nostre nonne!). I quattro capitoli della relazione concernono:1) Il sistema giudiziario, 2) Il quadro anticorruzione, 3) La libertà e il pluralismo dei media, 4) I controlli e i contrappesi istituzionali. Con riferimento a questi quattro pilastri la relazione ne approfondisce l’impatto sul funzionamento del mercato unico e sul contesto operativo per le imprese.

Circa la situazione dello Stato di diritto in Italia la Commissione, prendendo le mosse dalle osservazioni manifestate nella quinta relazione, quella del 2024, scrive così.

«Nel complesso, per quanto riguarda le raccomandazioni formulate nella Relazione sullo Stato di diritto 2024 l’Italia ha realizzato:

  • alcuni ulteriori progressi nel proseguire l’impegno volto a migliorare ulteriormente il livello di digitalizzazione nelle sedi penali e nelle procure;
  • alcuni progressi nell’adozione della proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi, e progressi limitati nell’adozione di norme complessive sul lobbying per l’istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi, compresa un’impronta legislativa;
  • ancora nessun progresso nell’affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e nell’introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne;
  • alcuni progressi nel provvedere affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l’indipendenza;
  • nessun ulteriore progresso nel portare avanti il processo legislativo del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, evitando ogni rischio di incidenza negativa sulla libertà di stampa e tenendo conto delle norme europee in materia di protezione dei giornalisti;
  • nessun ulteriore progresso nell’intensificare gli sforzi per costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.

Su tale base, e tenuto conto di altri sviluppi intervenuti nel periodo di riferimento, oltre a ricordare gli impegni pertinenti assunti nell’ambito del piano per la ripresa e la resilienza nonché le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nel quadro del semestre europeo, si raccomanda all’Italia di:

  • completare il sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure;
  • adottare la proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi e intensificare l’impegno per adottare norme complessive sul lobbying per l’istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi, compresa un’impronta legislativa;
  • intensificare l’impegno per affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne;
  • portare avanti l’attività legislativa in corso affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l’indipendenza;
  • portare avanti il processo legislativo in corso del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, evitando ogni rischio di incidenza negativa sulla libertà di stampa e tenendo conto delle norme europee in materia di protezione dei giornalisti;
  • intensificare le iniziative per costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite».

Poco dopo, l’11 luglio, ancora la Rivista L’Espresso pubblica un numero dedicato – come si scrive in copertina – agli Stati Uniti d’Europa, precisando subito sotto il titolo: «Federarsi o soccombere. Non c’è spazio per 27 deboli voci nell’Europa smarrita fra nazionalismi e sovranismi. Per imporsi nello scacchiere degli Stati Continente l’UE ha un’unica possibilità: tornare allo spirito originario di Ventotene e realizzare una vera Unione politica».

Appunto…

 

Dino G. Rinoldi               

 

 

[1] La rivista  è edita quadrimestralmente da  Editoriale Scientifica e disponibile in open access online al sito
www.uediritti.it.

[2] 13 luglio 2025, p.2.

[3] L’Espresso del 3 dicembre 2017, la cui copertina viene in questo articolo riprodotta.