SCUDO CELESTE, CIELO UNICO EUROPEO
E RICERCA D’ALTRE ALTISSIME BENEDIZIONI
Il cielo, il cielo
si perde il pensiero quando guardo il cielo
Lucio Dalla
Siamo, nell’Unione europea, alla «Tensione nei cieli…»[1], che addirittura evoca «La battaglia dei cieli»[2]. E il commissario europeo alla difesa Andrius Kubilius sostiene l’iniziativa – considerata «una priorità» – Eastern Flank Watch (cosiddetto “muro anti-droni”) di rafforzamento del confine orientale dell’UE, discutendone con 10 Stati membri[3] in attesa del passaggio mercoledì al Consiglio europeo di Copenhagen, in riunione informale[4].
Mi vien da ricordare Durante, figlio di Alighiero degli Alighieri, comunemente conosciuto come Dante. Quello della Commedia. Divina. Quello che per esagerare, a parte l’esigenza di uscir dalla propria creazione «a riveder le stelle»[5], nel Paradiso se n’è inventati nove, di cieli. Il cielo della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, per chiudere col cielo stellato (quello delle “stelle fisse”, col trionfo di Cristo e Maria) e col cielo cristallino (cosiddetto “Primo mobile” – il più veloce – col trionfo degli angeli). Ma certo si tratta (chissà …) di creazione poetica, chiusa con l’Empireo (sede di Dio circondato dalla rosa dei beati e residenza delle gerarchie angeliche distribuite in nove cerchi di fuoco), e infine auspicando quell’«amor che move il Sole e l’altre stelle»[6].
Dunque a parte il poi sincopato nome di battesimo del Sommo Poeta, ch’è pur benaugurante di perseveranza, ricordiamo anche il drammaturgo che faceva dire ad Amleto «ci sono più cose in cielo e in terra … di quante ne conosca la tua filosofia»[7]. Cosicché, scendendo dai tanti possibili cieli all’unica Terra che abbiamo (in attesa della colonizzazione della Luna[8] e della conquista di Marte[9]), confrontiamoci oggi addirittura con la “guerra ibrida”, che impiega e mescola elementi di svariate, diverse, tipologie di guerra, come appena accaduto in Moldova[10] in vista delle elezioni politiche della scorsa Domenica (dies Domini) 28 settembre.
Il fatto è che l’UE non da ora si attiva riguardo alle “minacce ibride”[11]; ma vorrei piuttosto tornare ai cieli per trarne specifiche considerazioni d’attualità.
Veniamo quindi a noi, che stiamo sotto i cieli, sotto il cielo, e al cielo guardiamo.
Mentre appunto droni, ma anche aerei militari, attacchi informatici, avvertimenti vari allertano in Polonia, Romania, Estonia, Danimarca, Norvegia, Svezia, ecc., le difese nazionali e NATO dell’Europa, con contributo operativo italiano[12], siamo alle parole ripetute della necessità di far fronte alle impellenti esigenze, in questa parte di mondo, con «una nuova velocità, una nuova scala e nuova intensità»[13]. L’Unione europea «non tiene il passo»[14], anzi per qualcuno siamo di fronte a un’«Europa a passo di gambero»[15].
Così, con riferimento a quanto sta accadendo nei cieli europei, anche Igor ZhovKva, vice capo ufficio della Presidenza ucraina, ricorda che «non si tratta solo della sicurezza dell’Ucraina» ma «dobbiamo unire i nostri sforzi per rendere possibile uno scudo celeste intorno all’intero continente», Ucraina compresa[16]. Si constata «La guerra di Putin contro l’Europa»[17], mentre nel nostro Paese fa polemica «L’allarme del ministro [Crosetto]: “Lo scudo italiano pronto solo dal 2031”»[18].
Se «l’urgenza spinge la spesa per la difesa»[19], giacché «La Nato di fatto è in guerra»[20], non sto qui a ripetere quanto il Movimento europeo in Italia, fra l’altro in queste Newsletter, sottolinea su ReArmEU, Readiness 2030, S.A.F.E.[21], giacché «Viviamo in tempi molto pericolosi» e «l’Ue deve essere pronta a difendersi anche da sola»[22].
Riaffermo pertanto la necessità di un «esercizio monacale», secondo quanto emerso nel documento redatto al monastero di Camaldoli lo scorso sabato 13 settembre[23]. Un esercizio che contribuisca – rapidissimamente – a far sì che almeno «Un gruppo di Stati inizi a federarsi»[24] in Europa (in un continente dove, a parte ovviamente … la Federazione russa (!), c’è la Germania appunto federale, il Belgio in situazione forse anche più federalmente pronunciata, la Svizzera che manifesta sotto il formalismo d’esser confederazione la sostanza della federazione).
Del resto proprio in Svizzera già nel 2023 si ragionava sulla partecipazione, anche in considerazione del proprio status di neutralità[25], a uno “scudo celeste” europeo protettivo[26]. Ne è sviluppata una dichiarazione di adesione elvetica all’European Sky Shild Initiative (ESSI). Si tratta di «un progetto che mira a creare un’architettura di difesa missilistica condivisa tra i Paesi europei, fondendo le tecnologie antimissilistiche già impiegate da Israele e dagli Stati Uniti. Questo progetto, a guida tedesca, è dunque il tentativo più ambizioso dell’Europa di colmare le lacune critiche della difesa aerea messe in luce dalla guerra della Russia in Ucraina. Sebbene l’ESSI segni una crescente integrazione continentale delle politiche di difesa, comporterebbe dipendenza da sistemi non europei, e si insinua nel tema delle tensioni irrisolte tra gli obblighi della NATO e le politiche di neutralità di alcuni Stati membri dell’UE»[27]. Dell’iniziativa, che vede a luglio di quest’anno la presenza di 24 Paesi[28], sono peraltro partecipi appunto anche Stati non membri dell’Unione come la Svizzera. Non ne è parte l’Italia[29].
Il tema è strettamente compreso in quanto, sempre in queste Newsletter, l’Editoriale di P.V. Dastoli la settimana scorsa rammentava: l’esigenza di (rapidissimi) fatti concreti da svolgere nella sopra indicata direzione federale, magari cominciando da assise tra parlamenti di Stati europei a quell’obiettivo (la federazione) finalizzati[30].
Intanto l’Unione europea ha intrapreso da tempo pure l’iniziativa denominata «Cielo unico europeo (Single European Sky – SES)», oggi arrivata al regolamento (UE) 2024/2803, con l’obiettivo di «migliorare l’efficienza complessiva delle modalità di regolamentazione, organizzazione e gestione dello spazio aereo europeo e della fornitura dei servizi di navigazione aerea»[31]. Il regolamento in questione è allineato all’altro regolamento (UE) 2018/1139, «recante norme comuni nel settore dell’aviazione civile, che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea»[32]. Il regolamento del 2024 «stabilisce norme per l’istituzione e l’efficace funzionamento del cielo unico europeo al fine di rafforzare il livello di sicurezza del traffico aereo, di contribuire allo sviluppo sostenibile del sistema di trasporto aereo e di migliorare le prestazioni globali della gestione del traffico aereo e dei servizi di navigazione aerea per il traffico aereo generale in Europa, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di tutti gli utenti dello spazio aereo. Il cielo unico europeo prevede una rete paneuropea coerente, uno spazio aereo progressivamente più integrato e sistemi di gestione della rete e del traffico aereo basati su sicurezza, efficienza, interoperabilità e modernizzazione tecnologica, a beneficio di tutti gli utenti dello spazio aereo, dei cittadini e dell’ambiente»[33]. Subito si specifica[34] che l’applicazione del regolamento «lascia impregiudicate la sovranità degli Stati membri sul proprio spazio aereo e le prescrizioni degli stessi in materia di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa». Il «regolamento non contempla operazioni e addestramento militari. È assicurato il coordinamento con le autorità militari al fine di individuare e affrontare i potenziali effetti dell’applicazione del … regolamento sulle attività militari».
* * *
Resta in conclusione la possibilità di far festa, prima o poi, con San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, che viene celebrato dalla Chiesa cattolica il 29 settembre. Per dire finalmente con l’altro principe, Andrej Bolkonsky, a terra gravemente ferito dopo la battaglia di Austerlitz: «Che silenzio, che calma, che solennità! Com’è tutto diverso da quando correvo … com’è diverso da quando noi correvamo, gridavamo e ci battevamo … Come sono diverse queste nuvole che corrono nel cielo alto e sconfinato. Come mai prima non lo vedevo questo cielo sublime? E come sono felice di averlo finalmente conosciuto. Sì! Tutto è vano, tutto è inganno al di fuori di questo cielo infinito»[35].
Restano le possibilità offerte dalle sette sante benedizioni per ottenere la protezione divina. La prima delle sette è la «benedizione della potenza del Padre Celeste, della sapienza del Figlio Divino e dell’amore dello Spirito Santo»[36]. Giacché una potabile prospettiva del comportamento umano è quella di agire tamquam si Deus esset, non tamquam non esset.
Il problema è: quale Dio?
DINO G. RINOLDI
[1] Così nel titolo centrale di prima pagina del Corriere della Sera del 26 settembre 2025.
[2] Così nel titolo centrale di prima pagina di la Repubblica del 26 settembre 2025.
[3] Bulgaria, Danimarca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Finlandia.
[4] V. F. Basso, Bruxelles: un «muro anti-droni»…, in Corriere della Sera del 27 settembre 2025, pp. 14-15.
[5] Inferno, canto XXXIV, verso 139.
[6] Paradiso, canto XXXIII, verso 145.
[7] W. Shakespeare, Amleto, atto I, scena I.
[8] V. E. Carelli, Occhi al cielo: la Luna cinese ridisegna il mondo, in lespresso.it, 22 agosto 2025. V. pure la nota successiva.
[9] V. A. Sarno, Eric Berger: ”Entro il 2039 sulla Luna, entro il 2050 su Marte. Tutto con SpaceX di Musk, in huffingtonpost.it, 25 settembre 2025.
[10] V. S. Vakulina, Mosca intensifica la guerra ibrida in Moldova : bot, propaganda e falsi decreti prima delle elezioni, in euronews.it, 24/09/2025. V., pure: Minacce ibride, in consilium.europa.eu/it aggiornato al maggio 2025.
[11] V. G. D’Agnone, L’Unione europea e le risposte alle ‘minacce ibride’, in Il Diritto dell’Unione europea (www.dirittounione europea.it), 31/07/2016.
[12] V. Perché gli F35 italiani si sono alzati a difesa dell’Estonia e come si sono svolte le operazioni, in Rainews.it, 20/09/2025.
[13] V. F. Santelli che in Affari & Finanza allegato a la Repubblica del 22 settembre ricorda, a p. 8 nell’articolo Energia, eurobond e mercato unico. Dove si è incagliato il Rapporto Draghi, le parole di quest’ultimo volte a fare il bilancio, pochi giorni fa, del proprio studio sulla competitività presentato all’Unione europea l’anno scorso.
[14] V. nota precedente.
[15] Così nel titolo dell’articolo di A. Puato e D. Manca a p. 1 dell’allegato L’Economia al Corriere della Sera del 22 settembre 2025.
[16] V. l’intervista di M. Serafini, «Serve uno scudo celeste sulla Ue, noi siamo esperti: investite nei nostri droni», in Corriere della Sera del 21 settembre 2025, pp. 4-5.
[17] Così il titolo dell’articolo di G. Catania, in valigiablu.it del 24 settembre 2025.
[18] Così il titolo dell’articolo di T. Ciriaco in la Repubblica del 16 settembre 2025, p. 7.
[19] V. il sottotitolo dell’articolo di F. Santelli già segnalato.
[20] Così già il titolo dell’articolo di M. Serafini nel Corriere della Sera del 16 settembre 2025, p. 6.
[21] V. riferimenti nel mio contributo nella Newsletter del 15 settembre di quest’anno.
[22] Così U. von der Leyen nell’intervista in la Repubblica del 21 settembre 2025, p.2.
[23] V. ancora, al riguardo, quanto complessivamente contenuto nella Newsletter appena ricordata, non solo nel mio contributo che nel titolo parla appunto di “esercizio monacale”.
[24] V. il titolo dell’articolo di A. Picariello, su Avvenire del 14 settembre 2025, p. 3.
[25] La Svizzera non è, come ben si sa, Stato membro dell’UE, pur essendovi legata da una serie di accordi. Stati membri dell’Unione europea con status di neutralità sono Austria, Irlanda e Malta.
[26] V. R. Krcmar, Lo “scudo celeste” per proteggere l’Europa dai missili piace anche alla Svizzera, in Ticino on line, 4 luglio 2023.
[27] V. G. Croce, L’Iniziativa Europea dello Sky Shield: difesa collettiva in un continente frammentato, in geopolitica.info, 06/03/2025.
[28] Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito
[29] V. sopra, all’altezza dell’esponente di nota 18, l’allarme del Ministro Crosetto. Ma v. pure il titolo dell’articolo di M. Serafini a p. 8 del Corriere della Sera del 28 settembre 2025: Altri droni sospetti. La UE: guerra ibrida. E Zelensky: «L’Italia forse è la prossima». Forse.
[30] V. dello stesso Dastoli l’articolo Le assise interparlamentari sono la via obbligata per rifondare la democrazia europea, in Linkiesta del 20 settembre 2025.
[31] Notizie e testi al riguardo sono reperibili on line in Eur Lex, inserendo la denominazione dell’iniziativa, oppure in parlamentoeuropeo.it, inserendo la frase Note tematiche sull’Unione europea e subito dopo Trasporto aereo. Il cielo unico europeo.
[32] V. nota precedente.
[33] Art. 1.1 del regolamento.
[34] All’art.1.2.
[35] Lev Nikolajevič Tolstoj, Guerra e pace (Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/1343430-lev-nikolajevic-tolstoj-che-silenzio-che-calma-che-solennita-come-tutt/).
[36] V. cautivoestrella.org/it/le-sette-sante-benedizioni/.
