Newsletter 3 Novembre/2025 – ULTIME DA BRUXELLES

 

UNIONE EUROPEA E “TERRE RARE”:

UNA QUESTIONE CRITICA E STRATEGICA

Mentre “è di nuovo la stagione degli imperi”, e “a ottant’anni da Yalta le grandi potenze terrestri sono pronte a spartirsi il mondo in diverse sfere di influenza”[1], i piccoli Stati potenza integrati nell’Unione europea non riescono a farsi grande federazione “unita nella diversità”[2] e soccombono davanti ai tre Regni[3] statunitense, cinese e russo.

La Terra, intesa come pianeta, va dunque facendosi rara sede di confortevole abitazione, di favorevole convivenza umana (e sulla componente chimica del terreno – humus – affonda le proprie radici l’umanità), accendendo interesse per il “pianeta rosso”[4] anche in presenza dell’asteroide 2024 YR4, che ha una possibilità su 83 di colpire il nostro (attuale) pianeta nel dicembre 2032[5].

Di “terre rare” si discute in questi giorni per considerarne il predominio in materia della Repubblica popolare cinese, sia in ragione delle riserve possedute (44 milioni di tonnellate nel 2024, ben maggiori dei 25,7 milioni dell’ Australia, nonché, a scalare, di Brasile, Vietnam, Russia, ecc.) sia della capacità produttiva detenuta (in posizione quasi monopolistica – 95% del totale – considerando le 270.000 tonnellate del 2024 e quanto invece realizzato da Stati Uniti, Australia, Thailandia, Russia, India, Madagascar, ecc.). Le “terre rare” sono un gruppo di 17 elementi chimici (scandio, ittrio e 15 lantanidi), difficili da estrarre e purificare, strategicamente importanti per produrre tecnologie moderne come batterie per auto elettriche, turbine eoliche, smartphone, ecc.

Qui non voglio … “farla lunga”. Sottolineo solo che, d’un canto, dopo l’incontro di fine ottobre in Corea del Sud fra D. Trump e Xi Jinping, la Cina fra l’altro posticipa di un anno l’imposizione di controlli alle esportazioni di “terre rare” nonché le speciali tasse portuali destinate alle navi statunitensi, in cambio del fatto che a propria volta gli Usa sospendono per un anno le speciali tasse portuali imposte alle navi cinesi che attraccano nei porti americani. D’altro canto, di ciò si hanno ricadute pure per l’Unione europea: le attività di controllo sulle reciproche esportazioni fra quest’ultima e la Cina tornano infatti a essere oggetto di dialogo, in particolare sulla base dell’impegno di Pechino di mantenere stabilità nella catena di approvvigionamento di “terre rare”[6].

Il Regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’111 aprile 2024, istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime strategiche e critiche[7]. All’art. 1, parr. 1 e 2, se ne elencano oggetto e obiettivi:

“1.   L’obiettivo generale del presente regolamento è quello di migliorare il funzionamento del mercato interno istituendo un quadro atto a garantire l’accesso dell’Unione a un approvvigionamento sicuro, resiliente e sostenibile di materie prime critiche, anche favorendo l’efficienza e la circolarità lungo tutta la catena del valore.

2.   Per raggiungere l’obiettivo generale di cui al paragrafo 1, il presente regolamento stabilisce misure volte a:

  1. ridurre il rischio di perturbazioni dell’approvvigionamento relative alle materie prime critiche suscettibili di falsare la concorrenza e frammentare il mercato interno, in particolare individuando e sostenendo progetti strategici che contribuiscono a ridurre le dipendenze e a diversificare le importazioni e compiendo sforzi per incentivare il progresso tecnologico e l’efficienza delle risorse al fine di moderare l’aumento previsto del consumo di materie prime critiche nell’Unione;
  2. migliorare la capacità dell’Unione di monitorare e attenuare il rischio di approvvigionamento connesso alle materie prime critiche;
  3. garantire la libera circolazione delle materie prime critiche e dei prodotti contenenti materie prime critiche immessi sul mercato dell’Unione assicurando al contempo un livello elevato di protezione dell’ambiente e di sostenibilità, anche attraverso il miglioramento della loro circolarità.”

Il Regolamento, già in vigore, comporta vari passaggi applicativi, nel 2026 e nel 2028.

Anche in riferimento al suddetto atto normativo l’Italia ha adottato il Decreto legge 25 giugno 2024, n. 84, concernente Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico, entrato in vigore il 26 giugno 2024 e poi convertito con modificazioni in legge 8 agosto 2024, n. 115.

All’art. 1, parr. 1-3, si elencano “Obiettivi generali e principi”, segnalando che il provvedimento “definisce, nelle more di una disciplina organica del settore delle materie prime critiche,  misure  urgenti finalizzate all’attuazione di un   sistema   di   governo   per l’approvvigionamento  sicuro  e  sostenibile  delle   materie   prime critiche  considerate  «strategiche»  ai sensi degli articoli   3, paragrafo 1, e 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, in ragione del  ruolo  fondamentale  delle  stesse  nella  realizzazione   delle transizioni verde e digitale e nella  salvaguardia  della  resilienza economica e dell’autonomia strategica”.

Inoltre, “In ragione del preminente interesse nazionale nell’approvvigionamento delle materie prime critiche strategiche di cui  al  comma 1  e  considerata  la  necessità  di  garantire  sul territorio nazionale il raggiungimento degli obiettivi  previsti  dal regolamento (UE) 2024/1252,” le disposizioni di legge “stabiliscono criteri uniformi per assicurare la tempestiva  e efficace realizzazione dei progetti” di cui al successivo articolo 2. Infine le disposizioni in questione “si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di  Bolzano, compatibilmente con le  disposizioni dei  rispettivi  statuti  e  le relative norme di attuazione”.

Insomma, se gli Stati membri dell’Unione europea vogliono affermare una sovranità effettiva  condivisa nel campo delle relazioni internazionali odierne non possono non passare dalla miglior considerazione, dentro l’Unione, della questione delle materie prime critiche e strategiche[8]. Giacché “chi possiede e controlla le materie prime rare e strategiche ha in mano la vera arma nucleare della geopolitica del Terzo millennio”[9].

Si tratta di una questione … critica e strategica.

DINO G. RINOLDI

 

 

[1] M. Molinari scrive sotto questo titolo (la prima frase riprodotta qui sopra) e questo “catenaccio” (la seconda frase riportata, che prosegue aggiungendo “Alleanze, conflitto aperto, instabilità. Tutte le opzioni sono aperte”) su la Repubblica del 3/11/2025.

[2] V. la Dichiarazione n. 52 allegata ai Trattati di Unione.

[3] V. il mio contributo alla Newsletter del 4 marzo 2025: La Repubblica europea e i tre Regni. Racconto distopico e quindi brevissimo, quanto il tempo che ci resta.

[4] V. il mio contributo alla Newsletter del 18 febbraio 2025: Al confino! Fascisti su Marte, Europeisti a Ventotene, gli altri … in caverna.

[5] V. Matteo Marini, Un asteroide verso la Terra: probabilità di impatto nel 2032, in Fondazioneleonardo.com, 29 gennaio 2025.

[6] V. B. Gaetani, L’intesa fra Trump e Xi fa sorridere anche l’Europa: sospese le restrizioni sull’export di terre rare, aperture anche sui chip Nexperia, 1 novembre 2025, in open.online.

[7] Modificando i Regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020.

[8] V. F. De Bortoli e A. Giraudo, Ritorno al passato. Miniere e terre rare, in L’Economia del Corriere della Sera, 3 novembre 2025, pp. 1-3

[9] Vedi l’articolo appena citato, p. 3.