Newsletter 18 Maggio/2026 – ULTIME DA BRUXELLES E STRASBURGO

 

 CECI N’EST PAS UNE PIPE

ET CELA N’EST PAS UNE FÉDÉRATION

(LA SOVRANNAZIONALITÀ LIMITATA EUROPEA

IN CERCA DI COSTITUZIONE, CH’È Sĺ CARA)

Il primo maggio scorso è entrato in vigore in via provvisoria l’accordo commerciale fra Unione europea e Mercosur[1]. L’11 maggio il Consiglio dell’Unione europea, nella composizione dei Ministri degli affari esteri degli Stati membri, ha raggiunto l’accordo per sanzionare, oltre ad alcuni leader di Hamas, coloni israeliani estremisti in relazione a condotte poste in essere nei territori occupati dallo Stato ebraico[2]. il 15 maggio la Commissione europea ha aderito, a nome dell’UE, all’Accordo parziale allargato relativo al Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina: nel documento si definiscono modalità istituzionali, finanziarie e amministrative del Tribunale da istituire nell’ambito del Consiglio d’Europa[3]. Nella stessa data la Commissione europea ha pure aderito, secondo le competenze attribuitele dai Trattati sull’UE, alla Convenzione (n. 229) del Consiglio d’Europa che prevede una Commissione internazionale per i reclami relativi all’Ucraina[4]. Ai sensi della Convenzione in oggetto la Commissione internazionale «ha il compito di ricevere, valutare e decidere in merito alle richieste di risarcimento presentate da persone fisiche, persone giuridiche e dallo Stato ucraino per danni, perdite o lesioni causati dagli atti internazionalmente illeciti commessi dalla Federazione Russa in Ucraina o contro l’Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022». La Commissione in questione «determina il risarcimento attraverso valutazioni eque e giuste e le sue decisioni sono definitive. La Convenzione mira a garantire un meccanismo efficace, trasparente e sostenuto a livello internazionale per il risarcimento e la riparazione, contribuendo alla responsabilità, alla giustizia e al risarcimento delle vittime e sostenendo la pace internazionale, la sicurezza e il rispetto del diritto internazionale»[5].

A prescindere dalle problematiche – critiche comprese – aperte da queste attività[6], non si può non convenire sulla presenza significativa dell’UE sulla scena continentale europea e internazionale globale, cosa che tuttavia continua a sollecitare ampie disanime allarmate davanti all’evidenza dell’attuale “disordine” mondiale e dell’attitudine imperialista di grandi potenze quali USA e Cina popolare. È stato al riguardo osservato che «la UE teme di finire in una stretta tra le due superpotenze»[7], onde appare necessario tanto che «l’UE si metta al centro di nuove alleanze»[8] quanto che sia finalmente compiuto – con i Paesi che ci stanno, dentro ma pure fuori l’Unione – quel processo federale espresso da un “contenitore” costituzionale rappresentativo di una sovranità europea effettiva e condivisa. Una sovranità che oggi è limitata se rimane ancorata a, e dispersa tra, le 27 realtà nazionali del Continente che ora esercitano la membership nell’ambito dei quattro trattati sulla UE. Quei trattati che contengono certamentImmagine 2e soluzioni di integrazione reciproca fra i 27 tali da far considerare la particolare e specifica natura sovrannazionale di non pochi aspetti dell’organizzazione internazionale così costruita, ma dovendosi al riguardo ancora ragionare in termini di “sovrannazionalità limitata”.

Ecco allora che da Strasburgo due parlamentari europei del P.P.E., Letizia Moratti e Manfred Weber, rendono pubblico un appello dove si «chiede una nuova fase costituente verso la realizzazione di una Costituzione europea»[9]. Una Costituzione federale formale, oltre ogni pragmatismo che della costituzione può essere la guida ma non ne può essere la sostanza[10]. Una Costituzione federale che in queste Newsletter si continua ad auspicare e che si fa sempre più urgente[11]. Prima che sia tardi.

Insomma, un documento non basta chiamarlo Costituzione, mettendo la parola per iscritto, perché sia davvero una Costituzione. Si legga ad esempio la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee di un tempo, nel caso del 23 aprile 1986[12], dove al paragrafo 23 si precisa la necessità di «sottolineare che la Comunità economica europea [la CEE di allora come oggi l’Unione europea] è una Comunità di diritto nel senso che né gli Stati che né fanno parte, né le sue istituzioni sono sottratti al controllo della conformità dei loro atti alla Carta Costituzionale di base costituita dal Trattato [istitutivo]». Un po’ come la pipa disegnata da René Magritte[13], che rappresenta una pipa ma pipa davvero non è …

E così, su una carta geografica non basta disegnare in colore unitario (blu) un’unità (appunto colorata) di Stati senza reciproci confini[14] per poter chiamare federazione quell’entità grafica di colore omogeneo.

Giova da ultimo rammentare, nella materia qui considerata, l’importante pronuncia della Corte costituzionale italiana n. 71 del 12 maggio scorso. Vi si ragiona (al par. 7.1) sui principi che «differenziano strutturalmente l’Unione europea dalle [altre] organizzazioni internazionali» (non sovrannazionali) e si rammenta «l’integrazione delle disposizioni della Costituzione [italiana] con quelle del diritto dell’Unione in quello che potrebbe definirsi un unico “blocco di costituzionalità”». Nondimeno vi si parla (par. 7.2) di «sistemi eurounionale e nazionali [di tutti gli Stati membri]» da considerare «integrati e interdipendenti».

Non è la Costituzione federale ma un po’ le si avvicina?

 

DINO G. RINOLDI

 

[1] V. E. A.-M. Dom, Il contestato accordo commerciale Ue-Mercosur entra in vigore in via provvisoria, in euronews.it del 1° maggio 2026.

[2] V. B. Romano, Svolta della UE su Israele: sanzioni ai coloni violenti, in Ilsole24ore.com del12 maggio 2026.

[3] V. Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina: il Consiglio d’Europa e l’Unione europea concordano l’istituzione di un gruppo preparatorio, in www.coe.int, sala stampa, 24 gennaio 2026. V. anche la nota successiva.

[4] V. European Union takes decisive steps to ensure accountability for Russia’s war of aggression against Ukraine, in https//ec.europa.eu, Press corner, European Commission, 15 maggio 2026.

[5] Così si legge nella sintesi del contenuto della Convenzione presente nel sito del Consiglio d’Europa (www.coe.int, chi siamo, ufficio trattati, lista completa, trattato n. 229, dettagli del trattato). 

[6] V. ad esempio R. Amato, Sul patto UE – Mercosur piovono ricorsi, in la Repubblica, Affari e Finanza, 4 maggio 2026, p. 17; G. Dell’Omodarme, Ucraina, il Consiglio d’Europa accelera sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione, in eunews.it del 15 maggio 2026, dove nel sottotitolo dell’articolo si precisa che «restano i nodi sulla fattibilità del progetto».

[7] Così il titolo dell’articolo di F. Basso nel Corriere della Sera del 15 maggio 2026, p.9.

[8] Così il titolo dell’articolo di E. Occorsio, in la Repubblica, Affari e Finanza, 18 maggio 2026, p.5.

[9] V. l’appello pubblicato in La Stampa del 25 aprile scorso, p.22, sotto il titolo Perché vogliamo la Costituzione UE.

[10] Del «federalismo pragmatico» si è fatto propugnatore, com’è noto, Mario Draghi. V. da ultimo il suo discorso del 14 maggio, ad Aquisgrana, pubblicato integralmente (in traduzione italiana) fra l’altro su ilfoglio.it dello stesso giorno sotto il titolo Draghi: “Solo una maggiore integrazione può salvare l’Ue. Serve il federalismo pragmatico”.

[11] Sull’urgenza v. ad esempio A. Malaguti, Il bisogno urgente della Carta d’Europa, in La Stampa, 26 aprile 2026, pp. 1 e 37.

[12] In causa C-294/83, Parti ecologiste ‘Les Verts’ – Parlamento europeo.

[13] V. Il quadro riprodotto in questa Newsletter.

[14] V. la cartina riprodotta in questa Newsletter.