Newsletter 8 Giugno/2026

 

 L’EDITORIALE

UN GOVERNO EUROPEO PER L’UNIFICAZIONE DEL CONTINENTE

L’idea di accelerare il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea (Ue) insieme a quella con la Moldova – nonostante il conflitto scatenato da Vladimir Putin il 24 febbraio 2022 contro Kiev con il doppio obiettivo di occupare militarmente alcune regioni russofone ma non russofile e di abbattere il governo legittimo di Zelensky sostituendolo con un regime agli ordini di Mosca – ha provocato un’inevitabile accelerazione nel dialogo con i Balcani occidentali.

Lo status di paesi candidati (Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia) o di un candidato alla candidatura (Kosovo) differisce da paese a paese con particolare riferimento ai sei “cluster” dei negoziati (Principi fondamentali; Mercato interno; Competitività e crescita inclusiva; Agenda verde e connettività sostenibile; Risorse, agricoltura e coesione; Relazioni esterne) tralasciando per ora le relazioni con la Georgia, il Regno Unito e la Turchia o l’ipotesi che si riapra in tempi brevi il processo di adesione dell’Islanda.

A pensare in largo e in netta controtendenza rispetto all’idea di una “unione sempre più stretta” iscritta nei Trattati di Roma del 1957, l’unificazione del continente immaginata dal Manifesto di Ventotene o dell’Europa dall’Atlantico agli Urali nei sogni di Charles De Gaulle potrebbe un giorno coincidere con il Consiglio d’Europa concepito all’Aja nel 1948 a cui aderiscono attualmente 46 Stati membri o con l’ectoplasma della Comunità Politica Europea inventata da Emmanuel Macron con il segreto pensiero di essere un succedaneo all’allargamento dell’Ue.

A seconda dei punti di vista e cioè nella migliore o nella peggiore delle ipotesi noi potremmo vivere a metà della terza decade di questo secolo in una Ue con trentasette Stati membri confinante ad Est con la Russia e la Bielorussia usando le competenze, le politiche, il bilancio e le istituzioni attuali se i contrasti fra i governi dei Ventisette impediranno di cambiare radicalmente il Trattato di Lisbona firmato nel 2007 in un’epoca ben diversa della storia del mondo e del continente europeo.

La recente proposta franco-tedesca (LINK) di un’integrazione graduale di tutti i paesi candidati nelle politiche dell’Ue – escludendoli di fatto e di diritto dai processi decisionali nel Consiglio europeo, nel Consiglio dell’Unione, nella Commissione europea, nel Parlamento europeo, nella BCE e nella Corte dei Conti per un periodo di tempo indeterminabile ma non interminabile facendo eccezione per il Montenegro già sulle soglie dell’adesione – ha suscitato interesse e consensi fra i Ventisette ma molti mal di pancia fra i paesi candidati di cui ciascuno ritiene di avere meriti per poter conquistare il traguardo dell’adesione.

Vi è legittima preoccupazione a Parigi e a Berlino, ma anche in molte altre capitali degli Stati membri dell’Ue sui rischi che incombono nelle procedure di ratifica dei trattati di adesione – se essi supereranno integri il vincolo dell’unanimità nel Consiglio europeo – sottoposte in molti casi al consenso dei popoli per referendum o che potrebbero incorrere in colpi di mano parlamentari in assemblee legislative instabili o in sistemi federali come il Belgio e la Germania.

Di fronte alle resistenze dei governi a mettere mano ad una ampia revisione del Trattato di Lisbona e agli accordi paralleli stipulati dal 2009 in poi, il Parlamento europeo eletto nel giugno 2029 – sulla base di una procedura elettorale uniforme e di liste transnazionali –  dovrebbe avviare invece un processo costituente avendo il coraggio democratico e la visione politica di elaborare in tempi brevi un trattato di natura costituzionale per creare una “Comunità federale”.

Questa Comunità sarebbe lo strumento strategico per garantire pace, stabilità e sicurezza unendo popoli e Stati, rivolta ai paesi membri e a quelli candidati all’adesione che si sovrapponga alle norme pattizie esistenti rendendole caduche laddove esse appaiono in contrasto con il trattato costituzionale.

Il nuovo trattato costituzionale dovrebbe concentrarsi sui seguenti dieci punti:

  • il principio della cittadinanza federale secondo cui si è cittadini e cittadine di uno Stato membro se si è cittadini della Comunità federale,
  • l’istituzione di un governo della Comunità federale con un numero di ministri inferiore a quello degli Stati membri, con poteri limitati ma reali nella politica economica e sociale, nella politica finanziaria e nella politica estera e di sicurezza e che risponda al Parlamento europeo in rappresentanza dei popoli che lo hanno eletto e al Consiglio in rappresentanza degli Stati che ne fanno parte,
  • il potere legislativo e di bilancio che appartiene al Parlamento europeo e al Consiglio degli Stati su un piano di perfetta uguaglianza,
  • un processo di decisione politica nel Consiglio dei Capi di Stato o di governo e di decisione legislativa nel Consiglio degli Stati che esclude il potere di veto dei governi dei paesi membri,
  • il primato del diritto della Comunità federale su quello degli Stati membri,
  • l’unificazione della politica estera e delle relazioni internazionali attualmente frammentate in due parti distinte del Trattato di Lisbona,
  • il rispetto dello stato di diritto sottomesso alla constatazione della Corte di Giustizia della Comunità federale,
  • l’introduzione di leggi organiche per la modifica della ripartizione delle competenze fra la Comunità federale e gli Stati membri nel rispetto del principio di sussidiarietà nonché per l’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale e per l’organizzazione e il funzionamento delle istituzioni,
  • l’entrata in vigore del Trattato che istituisce la Comunità federale sulla base dei risultati di un referendum paneuropeo che rappresentino la maggioranza degli Stati membri e dei paesi candidati la cui popolazione costituisca i 2/3 della popolazione complessiva della futura Comunità federale
  • una clausola che istituisca una associazione europea fra la Comunità federale e gli Stati la cui popolazione non avrà accettato il nuovo Trattato.

Così facendo il Parlamento europeo dimostrerà di essere capace di rispondere alla esigenza dell’allargamento e alla urgenza di una Unione più efficace e più democratica.

8 giugno 2026

coccodrillo

  

 

[VERSIONE INGLESE] – [VERSIONE FRANCESE]

 

 


SOSTIENI IL PROGETTO DEL COMMENTARIO SPINELLI

40 anni fa, il 23 maggio 1986, ci lasciava Altiero Spinelli. 

Il Movimento Europeo Italia, con il contributo dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze, pubblica “Il trattato istitutivo dell’Unione Europea. Un progetto, un metodo, un’agenda”, edito da Il Mulino.

Nel 1984 il Parlamento europeo approvò il Progetto di Trattato sull’Unione Europea, passato alla storia come Progetto Spinelli. Quel progetto era accompagnato da un Commentario, redatto da quattro giuristi: l’italiano Francesco Capotorti, il tedesco Meinhard Hilf, il britannico Francis Jacobs e il francese Jean‑Paul Jacqué.

La pubblicazione è a cura del Presidente del Movimento, Pier Virgilio Dastoli, con la postfazione di Giorgio Napolitano.

Pubblicare oggi in italiano il Commentario Spinelli, in un momento tanto delicato per il nostro continente, significa rinnovare il suo messaggio: un’Europa più unita e solidale, garante di pace, stabilità e prosperità per i popoli europei.

Per realizzarlo e diffonderlo contiamo sul tuo sostegno. Se hai a cuore questo messaggio, puoi contribuire con una donazione e condividerlo con i tuoi contatti.

Dona qui:

https://cause.lundadonate.org/consiglioitalianomovimentoeuropeo/diamoallitaliailsuocommentarioeuropeo?utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

8 giugno

  • Roma, incontro “L’Unione Europea e il suo bilancio: una prospettiva critica” (LUISS Institute for European Analysis and Policy, Jean Monnet Centre of Excellence on EU Inclusive Open Strategic Autonomy)

10 giugno

  • Roma, incontro “EUROPA: UNA VIA PER RITROVARE I PROPRI VALORI FONDANTI E TORNARE PROTAGONISTA NEL MONDO” (Fondazione Di Vittorio, Costituente Terra, in collaborazione con UPEACE Italia, Other News, Movimento Europeo Italia, CRED, Fondazione Basso, CRS, The Last Twenty)

11-12 giugno

  • Madrid, plenary meeting Club of Venice

13-14 giugno

  • Bratislava, Assemblea Generale 2026 Volt Europa

 

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 8 giugno, ore 15:00, Roma. Incontro “L’Unione Europea e il suo bilancio: una prospettiva critica”. In un contesto segnato da nuove priorità strategiche, transizioni industriali e tensioni sulla competitività globale, il tema del bilancio dell’Unione Europea torna al centro del dibattito politico ed economico. L’incontro offrirà una riflessione sul futuro del Quadro Finanziario Pluriennale, sugli strumenti necessari a sostenere le ambizioni dell’UE e sul rapporto tra vincoli fiscali, coesione e autonomia strategica. La prima parte dell’evento riunirà studiosi, rappresentanti delle istituzioni europee e policy makers per discutere le prospettive del bilancio europeo. La seconda parte sarà dedicata a una riflessione sul bilancio e sul futuro dell’Unione, con il contributo di esponenti del mondo accademico e istituzionale. PROGRAMMA. 
  • 10 giugno, ore 14:30-19:45, Roma. Un pomeriggio di confronto dedicato al ruolo dell’Europa in un mondo attraversato da crisi geopolitiche, transizioni ecologiche e trasformazioni sociali. L’iniziativa, promossa da Fondazione Di Vittorio, Costituente Terra, in collaborazione con UPEACE Italia, Other News, Movimento Europeo Italia, CRED, Fondazione Basso, CRS e The Last Twenty, propone una riflessione sui valori fondativi dell’Unione e sulle prospettive di una sua possibile rifondazione costituzionale. L’incontro affronterà temi quali pace, giustizia climatica, diritti e inclusione, innovazione al servizio del bene comune e democrazia partecipativa, con interventi di studiosi, rappresentanti del mondo associativo e figure istituzionali. La giornata si concluderà con un dibattito aperto al pubblico. PROGRAMMA. La diretta sarà disponibile sui canali social della Fondazione Di Vittorio.
  • 13-14 giugno, Bratislava. Volt Europa terrà la sua Assemblea Generale 2026 a Bratislava, in un momento cruciale per l’Europa centrale, dove la democrazia è sotto pressione e le economie faticano a esprimere il proprio potenziale. La scelta della Slovacchia non è casuale: nell’ottobre 2026 il Paese andrà al voto per le elezioni locali e regionali, e l’Assemblea rappresenta un’occasione strategica per rafforzare la presenza politica di Volt e contribuire a un rinnovamento democratico nella regione. L’evento riunirà membri e delegati da tutta Europa per discutere il ruolo del movimento in un continente attraversato da sfide politiche, economiche e sociali, con l’obiettivo di proporre un modello di politica europea capace di coniugare democrazia, prosperità e innovazione. MAGGIORI INFORMAZIONI.
  • – SAVE THE DATE – 15 giugno, ore 16:00-18:00, Torino. Il Movimento Europeo in Italia, insieme alla Casa Editrice Il Mulino, all’Istituto Universitario Europeo e all’Università Libera di Bruxelles, ha pubblicato l’edizione in italiano del Commentario Spinelli del 1984. Il coordinamento regionale del Movimento Europeo in Piemonte organizza la prima presentazione in Italia del volume, in forma di brainstorming, presso la Sala Carpanini del Comune di Torino (Piazza Palazzo di Città, 1). L’incontro sarà introdotto da Mercedes Bresso, Presidente del coordinamento regionale del Movimento Europeo in Piemonte, e da Domenico Moro, coordinatore regionale, e vedrà gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e delle principali organizzazioni federaliste ed europeiste. PROGRAMMA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

 

 

 


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