Newsletter 15 Giugno/2026

 L’EDITORIALE

QUESTO BILANCIO NON S’HA DA FARE

Con il “nego-box” i ministri ciprioti Marilena Raouna e Makis Keravnos hanno raggiunto il risultato massimo di mettere tutti d’accordo sull’espressione manzoniana: “questo bilancio non s’ha da fare!” (LINK).

Non s’ha da fare per i cosiddetti “frugali” guidati dalla Germania che frugale non lo è più dopo aver rotto il tabù del rigore finanziario sancito dalla Legge fondamentale e aver deciso di investire somme ragguardevoli per creare l’esercito più forte del mondo (Bundeswehr über alles dopo gli anni oscuri della ministra della difesa Ursula von der Leyen).

Non s’ha da fare per i paesi beneficiari netti che dovrebbero essere almeno sedici ma che sommano i veri beneficiari netti ma anche contributori netti sulla carta come l’Italia che verserebbe nelle casse dell’Unione europea più euro di quanti ne dovrebbe ricevere se non si calcolassero gli euro del PNRR e gli euro che giungono all’economia italiana dai programmi a gestione diretta e soprattutto dal valore aggiunto del mercato unico europeo.

In questo spirito vale la pena di ricordare che da oltre cinquanta anni in Italia si calcola la partecipazione italiana al bilancio europeo solo sul rapporto contabile fra il nostro contributo, comprendendo euro che nostri non sono (i dazi, una quota dell’IVA, i prelievi agricoli, i dazi sull’ISO glucosio..) e quello che riceviamo con la PAC e la coesione incorrendo in errori gravi come quello dell’allora ministro degli esteri Renato Ruggiero che si adeguò allo slogan di Margaret Thatcher “I want my money back” o le più recenti e improvvide minacce di Matteo Renzi e Matteo Salvini di non pagare più i contributi al bilancio europeo.

Non s’ha da fare per le regioni che rischiano di farsi sfilare dalle casse regionali il controllo dei fondi di coesione o per le ricche organizzazioni agricole che manifestano a Bruxelles alla guida di moderni trattori inquinanti e che costano dieci volte più delle vituperate macchine elettriche o ibride.

Non dovrebbe farsi per la Commissione europea, non certo per la modesta riduzione del 2% della sua già modesta proposta del 16 luglio 2025 ma per i tagli non orizzontali mirati a colpire le spese innovative in materia di competitività e nei partenariati strategici.

Non s’ha da fare per le conseguenze finanziarie dei sei rapporti depositati fra il 2024 e il 2025 sui tavoli delle istituzioni europee, a cominciare da quello di Mario Draghi sulla competitività e per i calcoli fatti dalla BCE e da importanti think tank (LINK).

Non s’ha da fare per le attese delle cittadine e dei cittadini europei che capiscono sempre di più il valore aggiunto di beni a dimensione europea garantiti da un bilancio federale che sia fondato sui tre metodi su cui scrisse l’economista Richard Musgrave: l’allocazione, la stabilizzazione e la redistribuzione.

Come si fa seriamente a dichiarare, senza incorrere in affermazioni obiettivamente ridicole, che non si può aumentare il bilancio europeo pari a poco più dell’1% del RNL dei 27 perché gli Stati membri sono chiamati a rispettare a casa loro il rigore finanziario per bilanci che superano il 40% del PIL di ogni paese?

Noi siamo profondamente convinti che la Presidente del PE Roberta Metsola e i due relatori sul MFF a nome della maggioranza della assemblea Siegfried Mureşan e Carla Tavares dovrebbero annunciare manzonianamente domani in conferenza stampa “questo bilancio non s’ha da fare!”.

Essi devono esigere dalla Commissione europea – che risponde al voto di fiducia e alla censura della assemblea – di rivedere drasticamente il progetto del 16 luglio 2025  ispirandosi alla lettera aperta inviata dal Movimento europeo al Parlamento europeo (LINK) affinché 

–    sia coerente con le conseguenze finanziarie dei sei rapporti presentati nel 2024 e nel 2025 e con i calcoli della BCE, 
–    garantisca beni pubblici europei, 
–    sia fondato sulla quadrupla condizionalità del rispetto dello stato di diritto, delle transizioni ecologica e digitale e della sostenibilità sociale delle politiche europee, 
–    sostituisca gradualmente ma integralmente i contributi nazionali con risorse proprie basate su una politica fiscale equa e redistributiva, 
–    scada alla fine del 2032 e cioè dopo cinque anni dalla sua entrata in vigore.

Essi devono annunciare contemporaneamente la proposta di voler promuovere urgenti e straordinarie “assise interparlamentari” sul modello di quelle che si svolsero a Roma nel novembre 1990 e sulla base dei principi democratici “no taxation without representation” e “no representation without taxation”.

Solo così un bilancio europeo s’ha da fare!

Roma 15 giugno 2026coccodrillo

  

[VERSIONE INGLESE] 

 

 


SOSTIENI IL PROGETTO DEL COMMENTARIO SPINELLI

40 anni fa, il 23 maggio 1986, ci lasciava Altiero Spinelli. 

Il Movimento Europeo Italia, con il contributo dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze, pubblica “Il trattato istitutivo dell’Unione Europea. Un progetto, un metodo, un’agenda”, edito da Il Mulino.

Nel 1984 il Parlamento europeo approvò il Progetto di Trattato sull’Unione Europea, passato alla storia come Progetto Spinelli. Quel progetto era accompagnato da un Commentario, redatto da quattro giuristi: l’italiano Francesco Capotorti, il tedesco Meinhard Hilf, il britannico Francis Jacobs e il francese Jean‑Paul Jacqué.

La pubblicazione è a cura del Presidente del Movimento, Pier Virgilio Dastoli, con la postfazione di Giorgio Napolitano.

Pubblicare oggi in italiano il Commentario Spinelli, in un momento tanto delicato per il nostro continente, significa rinnovare il suo messaggio: un’Europa più unita e solidale, garante di pace, stabilità e prosperità per i popoli europei.

Per realizzarlo e diffonderlo contiamo sul tuo sostegno. Se hai a cuore questo messaggio, puoi contribuire con una donazione e condividerlo con i tuoi contatti.

Dona qui:

https://cause.lundadonate.org/consiglioitalianomovimentoeuropeo/diamoallitaliailsuocommentarioeuropeo?utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

15 giugno

  • Torino, incontro “Mimmo Lucà. La fede, l’impegno politico, il futuro da costruire” (ACLI)
  • Torino, incontro “Il Trattato Spinelli: Un progetto, un metodo e un’agenda per gli Stati Uniti d’Europa” (Movimento europeo Italia e coordinamento regionale Piemonte)

16 giugno

  • Roma, riunione Direttivo e Comitato scientifico Fondazione Astrid-ETS

17 giugno

  • Barcellona, 6th ELHN Conference European Labor History Network (Research group Work, Institutions and Gender (TIG), section of Contemporary History, Department of History and Arqueology, University of Barcelona, ETUI)

18 giugno

  • Roma, Assemblea straordinaria Costituente Terra

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 15 giugno, ore 15:00, Torino. Incontro dedicato alla figura di Mimmo Lucà, già parlamentare e presidente nazionale delle ACLI. L’iniziativa, dal titolo “La fede, l’impegno politico, il futuro da costruire”, propone una riflessione sul suo percorso umano, sociale e politico, e sul contributo che ha offerto alla vita democratica del Paese. L’evento prevede interventi di rappresentanti del mondo associativo, istituzionale ed ecclesiale, con l’obiettivo di valorizzare l’eredità culturale e civile di Lucà e di rilanciare un dialogo sul rapporto tra partecipazione, responsabilità e futuro delle comunità. PROGRAMMA.
  • 15 giugno, ore 16:00-18:00, Torino. Il Movimento Europeo in Italia, insieme alla Casa Editrice Il Mulino, all’Istituto Universitario Europeo e all’Università Libera di Bruxelles, ha pubblicato l’edizione in italiano del Commentario Spinelli del 1984. Il coordinamento regionale del Movimento Europeo in Piemonte organizza la prima presentazione in Italia del volume, in forma di brainstorming, presso la Sala Carpanini del Comune di Torino (Piazza Palazzo di Città, 1). L’incontro sarà introdotto da Mercedes Bresso, Presidente del coordinamento regionale del Movimento Europeo in Piemonte, e da Domenico Moro, coordinatore regionale, e vedrà gli interventi di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e delle principali organizzazioni federaliste ed europeiste. PROGRAMMA.
  • 16-19 giugno, Barcellona. Presso l’Universitat de Barcelona si terrà una nuova edizione della European Labour History Network Conference, un appuntamento internazionale dedicato allo studio comparato della storia del lavoro, dei movimenti sociali e delle trasformazioni economiche e politiche in Europa. L’incontro riunirà ricercatrici, ricercatori e studiosi provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di approfondire temi legati al lavoro, ai diritti sociali, ai processi di democratizzazione e alle dinamiche storiche che hanno modellato le società europee contemporanee. ULTERIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA. 

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

  


LA RUBRICA DEI NOSTRI TIROCINANTI

Questa nuova sezione raccoglie i contributi, le analisi e le riflessioni redatti dalle tirocinanti e dai tirocinanti del Movimento Europeo Italia.

 

  

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.