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LETTERA APERTA AI MEMBRI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO

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Lettera aperta ai membri italiani del Parlamento europeo

"Per una Repubblica europea, federale, democratica e solidale"

 

Cari Deputati,

il 14 febbraio 2014, sono trascorsi trentacinque anni dal giorno in cui il Parlamento europeo decise di far compiere all'integrazione comunitaria un balzo in avanti verso la costituzione dell'Unione europea adottando a larga maggioranza il cosiddetto “Progetto Spinelli”.

Autorevoli deputati italiani avevano svolto durante tutta quella legislatura un ruolo di "legislatori del futuro", guidati dalla visione della buona politica europea di Altiero Spinelli, ma il risultato finale fu dovuto all'ampia convergenza di orientamenti costituzionali fra le culture cristiana, liberale, radicale e socialista che erano tornate così alle origini delle loro convinzioni universalista, cosmopolita e internazionalista.

A nome del Movimento europeo Italia Vi chiediamo di essere anche Voi “legislatori del futuro”.

Il progetto del Parlamento europeo fu solo apparentemente sconfitto dal metodo intergovernativo perché molte delle sue innovazioni hanno trovato, una dopo l'altra, collocazione nelle successive revisioni dei trattati.

Vi ricordiamo brevemente: l'unione politica come premessa indispensabile per sovranità condivise nei settori della moneta e della politica estera, la cittadinanza europea e i diritti fondamentali, il principio di sussidiarietà e la ripartizione delle competenze fra Unione e Stati membri, il ruolo legislativo del Parlamento europeo, l'estensione del ruolo dell'Unione a quella che Willy Brandt aveva chiamato politica della società, la semplificazione degli atti normativi, il rafforzamento del ruolo della Commissione e l'istituzionalizzazione del Consiglio europeo, il bilancio quinquennale finanziato da risorse proprie, un fondo monetario europeo e un'autorità centrale unica di controllo del sistema delle banche, una vera politica estera e della sicurezza aperta alla dimensione della difesa per contribuire al disarmo internazionale.

Molte innovazioni di quel Progetto sono rimaste tuttavia inattuate contribuendo all’inerzia dell’Unione europea.

Pensiamo in particolare ad alcune competenze essenziali per garantire il ruolo dell'Unione nello sviluppo della politica della società come la cultura, l'educazione e la formazione ma anche le altre competenze che il trattato di Lisbona ha costretto nella limitata dimensione delle competenze di sostegno e che dovrebbero essere invece condivise fra Unione e Stati in particolare nella dimensione sociale e nella politica migratoria.

Pensiamo alla pienezza del ruolo esecutivo della Commissione.

Pensiamo alla riduzione degli atti normativi a tre categorie: leggi-quadro, leggi organiche o costituzionali da utilizzare anche per modificare il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e leggi di bilancio con una più rigorosa applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e l'estensione del diritto di iniziativa ad una camera degli stati e al Parlamento europeo in caso di rifiuto della Commissione ad agire.

Pensiamo alla creazione di una camera degli stati con l'eliminazione degli attuali consigli tematici.

Pensiamo alla soppressione del potere di veto in settori chiave per lo sviluppo dell'Unione come la politica estera, la giustizia penale, la politica fiscale e le risorse proprie rafforzando contemporaneamente i poteri democratici del Parlamento europeo.

Pensiamo all'introduzione di un sistema di perequazione finanziaria come quello in vigore in Germania e agli strumenti dei prestiti e mutui per garantire l'indispensabile solidarietà europea.

Pensiamo infine alla codecisione costituente a maggioranza rafforzata fra camera degli stati e Parlamento europeo.

Noi auspichiamo che i deputati italiani del Parlamento europeo contribuiscano alla formazione di un'alleanza fra forze politiche innovatrici che convergano sulla volontà di invertire la rotta europea per procedere in direzione di un'Unione più democratica e più solidale, capace di garantire ai cittadini europei beni comuni che gli stati nazionali sono incapaci di assicurare: una "repubblica europea" all'altezza delle sfide del 21mo secolo.

Tali forze dovrebbero convenire sulla necessità di riconoscere nel Parlamento europeo una funzione costituente.

Noi siamo pronti ad aiutarVi ad avviare questo ruolo di “legislatori del futuro” e a promuovere nel Parlamento la creazione di un nuovo Club del Coccodrillo come quello che, il 9 luglio 1980, decise di rivolgersi a tutta l’Assemblea chiedendole di assumere la missione di riformare le Comunità europee.

Saremo a Bruxelles il 9 luglio prossimo e siamo pronti ad incontrarVi per decidere insieme sui tempi e sui modi per lanciare una iniziativa politica fondata sulla convergenza di tutte le culture presenti nell’Assemblea.

Cogliamo l’occasione per inviarVi la dichiarazione adottata dall’Assemblea dei membri del Movimento Europeo lo scorso 24 giugno e ci permettiamo di chiederVi di aderire al nostro Movimento come membri individuali sostenitori.

 

Pier Virgilio Dastoli - Presidente Movimento Europeo Italia

 

 

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