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Giornata della Memoria 202327 gennaio, Giornata della memoria.

Si tende a circoscrivere i crimini contro l'umanità commessi del cosiddetto "problema razziale" e quasi esclusivamente al Partito nazional socialista tedesco, e più in generale, alla Germania, intesa come nazione.

Circoscrivere le responsabilità di un fenomeno tanto crudo e brutale quanto diffuso alla sola Germania è un errore che rischia di assolvere un continente intero ed i suoi mali, che ad esso hanno contribuito.

Dal partito fascista in Italia, ai collaborazionisti francesi e polacchi, l'odio ha permeato il continente, anche al di fuori dei confini di occupazione del Terzo Reich. Il male e l'odio non risparmiavano neanche i rapporti fra vittime in quegli "ingranaggi di morte" che erano i campi di concentramento.

La realtà storica di ciò che accadde in Europa e del male che gli europei generarono in quell'epoca deve farci riflettere sulla nostra responsabilità collettiva che si manifesta nel presente attraverso le nostre scelte. Anche l'Europa di allora conosceva i valori della democrazia ed era pienamente consapevole del loro tradimento e degli orrori che si stavano commettendo.

Elaborare ed attualizzare gli insegnamenti che giungono a noi da quei tempi oscuri, è l'unico modo che abbiamo per comprendere che essi possono ripetersi.

 

 

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isola ventoteneL’Istituto di studi federalisti “Altiero Spinelli” con il Movimento Federalista Europeo centro regionale del Lazio e la Gioventù Federalista Europea centro regionale del Lazio hanno indetto la selezione per la partecipazione alla 42° edizione del Seminario nazionale di formazione federalista di Ventotene (legge regionale del Lazio n. 37/1983) con apposito bando qui di seguito consultabile, rivolto a studenti e studentesse delle scuole superiori di secondo grado e universitari e universitarie della Regione Lazio.

La scadenza per la presentazione della candidatura è fissata a venerdì 14 aprile 2023.

SCARICA IL BANDO

 

 

 

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Ricordiamo David Maria Sassoli a un anno dalla sua scomparsa.

Lo facciamo tramite uno dei suoi ultimi messaggi da Presidente del Parlamento europeo, in occasione della presentazione del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes avvenuta il 9 novembre 2021:

Messaggio del Presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli

Come sapete, viviamo un tempo caratterizzato da sfide inedite, ma anche da straordinarie opportunità, un momento molto complesso che richiede discernimento, confronto reciproco e collaborazione da parte di tutti.

Penso che in questo momento storico, segnato da una pandemia che ha sconvolto il mondo, sia fondamentale riscoprire il senso della nostra interdipendenza e delle nostre relazioni. Come ci ricorda Papa Francesco, oggi "tutto è connesso" e, in questo senso, anche il fenomeno migratorio non può essere slegato da altre questioni perché rappresenta un tema sociale ed umano di fronte al quale l'Unione europea ha il dovere di adottare un approccio coordinato, più coraggioso e basato sui principi della solidarietà e della responsabilità.

Oggi più che mai è necessario valorizzare quell'idea di cittadinanza globale e solidale che sta alla base di una società aperta e inclusiva. Negli ultimi anni, nonostante la pandemia, la mobilità degli italiani all'estero non è diminuita ma anzi, sembra essere addirittura aumentata.

Questa dinamica non riguarda solo l'ltalia ma interessa tutti i Paesi europei. Se vogliamo costruire un'Unione più vicina ai cittadini, è necessario rafforzare l'accoglienza nei diversi paesi europei, "prendersi cura" delle persone in modo sostanziale, mettere in atto misure integrative sociali e, soprattutto, potenziare tutte quelle iniziative a sostegno dei milioni di europei che vivono in condizioni di difficoltà o povertà. Rispetto alle dinamiche migratorie l'Europa non può mostrarsi indifferente e soprattutto deve essere capace di indicare una via diversa rispetto al passato.

Per fare questo servono regole che umanizzino i meccanismi globali. Se vogliamo rendere più unita e coesa la nostra società e se vogliamo davvero contribuire a definire un governo globale delle migrazioni, è necessario rafforzare quelle norme etiche comuni che stanno alla base della convivenza civile.

ln queste senso, la religione non può essere considerata solamente un bene private. La storia dei grandi flussi migratori ci insegna che questo elemento, insieme ai suoi simboli e ai suoi valori, costituisce non solo un bene prezioso ma anche un ponte, un potente strumento che facilita percorsi di integrazione e di inclusione sociale.

Il confronto con l'altro, la conoscenza e il rispetto delle diversità sono elementi necessari per sostanziare i cambiamenti, per rafforzare la democrazia europea, per avvicinare la politica ai cittadini e renderli parte di questa grande comunità. Ecco perché dobbiamo restare uniti e riscoprire - come ha invitato a fare Papa Francesco - "un'Unione altruista, fatta di relazioni umane".

Per tutte queste ragioni desidero ringraziare la Fondazione Migrantes per l'importante lavoro che continua a svolgere ogni giorno a sostegno dei migranti, italiani e stranieri, ma anche per il sua costante impegno a favore di una cittadinanza attiva e responsabile. Grazie ancora per il vostro invito e buon lavoro.

David Maria Sassoli

https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2021/11/RIM_2021_saluto_Sassoli.pdf

 

 

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Auguri IT 

 La Presidenza e tutto lo staff del Movimento Europeo Italia augurano a tutte le lettrici e a tutti i lettori del sito BUONE FESTE !

Gli uffici resteranno chiusi dal 22 Dicembre pomeriggio al 2 Gennaio.

Da tutti noi, Vi giungano gli auguri più sinceri di un sereno Natale e di un Nuovo Anno di salute, di speranza e di pace.

Arrivederci al 2023.

Merry Christmas and Happy New Year !

Joyeux Noël et Bonne année !

 

 

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foto ParlamentoEuropeoIl 10 dicembre è stata la giornata internazionale dei diritti fondamentali che si celebra ogni anno per ricordare la Dichiarazione universale proclamata dalle Nazioni Unite nel 1948.

Questa giornata internazionale ha paradossalmente coinciso con l’esplodere del cosiddetto Qatargate e cioè con le informazioni diffuse dalla Procura federale belga sull’inchiesta avviata cinque mesi fa per una serie di azioni criminose secondo cui “gli inquirenti della polizia giudiziaria sospettano che uno Stato del Golfo  abbia cercato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo”. “Sono stati sequestrati contanti per seicentomila euro oltre a materiale informatico e telefoni cellulari” ha aggiunto la Procura federale belga.

Nonostante il carattere molto scarno del comunicato, ambienti vicini alla Procura federale belga si sono immediatamente attivati per informare i due maggiori quotidiani belgi francofono e fiammingo sull’identità dei fermati, sul numero e sulle località delle perquisizioni, sui capi d’accusa e sul nome dello Stato del Golfo che avrebbe esercitato il tentativo di influenza: ciò in pieno disprezzo – come avviene purtroppo in molti paesi europei a cominciare dall’Italia nei rapporti di “buona collaborazione” fra la magistratura o le cancellerie e la stampa – delle ragioni che dovrebbero essere alla base degli avvisi di garanzia e della presunzione di innocenza.

La diffusione delle notizie sull’inchiesta della Procura federale belga ha avuto l’effetto immediato di aprire un processo mediatico nei confronti non solo degli indagati/fermati ma di tutto il Parlamento europeo “sécoué – scrive Le Monde – par un Qatargate” o “soldi del Qatar al Parlamento europeo” (Il Sole 24 Ore) o ancor di più “Eurocorruzione” aggiungendo che “il Qatar ha corrotto la democrazia europea” (La Repubblica).

A proposito di presunzione di innocenza vale la pena di sottolineare che il 9 dicembre sono stati diffusi sulla stampa i nomi dei fermati (6) ma che non è stata usata la stessa premura e sollecitudine perché fosse diffusa sulla stampa la notizia che uno dei fermati (Luca Visentini) era stato liberato seppure sous conditions.

Il Movimento europeo condanna senza riserve le azioni dei corrotti - quando esse saranno provate - e ritiene che l’opinione pubblica europea debba essere rapidamente e ampiamente informata sulle dimensioni non solo finanziarie della corruzione ma anche sugli effetti delle azioni dei corrotti nelle decisioni “economiche e politiche” del Parlamento europeo relative alla denuncia delle violazioni del rispetto dei diritti fondamentali nel Qatar e più in generale negli Stati del Golfo.

Il Movimento europeo prende anche atto con soddisfazione delle sanzioni prese con estrema rapidità dal Parlamento europeo attraverso la propria presidente Roberta Metsola, dal Gruppo S&D e dal Pasok nei confronti della vicepresidente Eva Kaili e si attende che la stessa fermezza e la stessa rapidità siano adottate nei confronto di altri eventuali indagati appartenenti a qualsiasi titolo all’istituzione così come la totale estraneità dell’ETUC alle ipotesi di corruzione su cui indaga la magistratura belga.

Noi invitiamo a leggere con attenzione la risoluzione “sui diritti umani nel contesto della Coppa del Mondo FIFA 2022 nel Qatar approvata dal Parlamento europeo il 24 novembre 2022 a Strasburgo frutto di un compromesso raggiunto fra Renew Europe, PPE, S&D e ECR.

Nella risoluzione si condannano le morti (quelle che in Italia vengono chiamate ipocritamente “incidenti sul lavoro”) e le violenze di cui sono stati vittime i lavoratori nella preparazione dei campionati del mondo di calcio, le discriminazioni nei confronti di centinaia di migliaia di migranti, la mancanza di trasparenza e di responsabilità della FIFA nelle scelta del Qatar avvenuta nel 2010, la lunga storia di corruzione “rampante e sistemica” della FIFA che ha gravemente danneggiato l’immagine e l’integrità del calcio, l’assenza del rispetto dei diritti fondamentali e dei principi dello stato di diritto da parte degli sponsor delle manifestazioni sportive, la mancanza di una riforma profonda delle regole per l’attribuzione delle sedi dei campionati del mondo di calcio e di una informazione trasparente sull’attribuzione del campionato 2022 al Qatar e il mantenimento della pena di morte nel Qatar (dove è in vigore la legge islamica della Sharia, n.d.r.).

Si deve invece sottolineare che un approccio più flessibile nel giudicare lo stato della protezione dei diritti nel Qatar ed in particolare dei lavoratori migranti (come si riscontra dal Testo della Risoluzione) sembrerebbe derivare soprattutto dal fatto che sia l’ILO che l’ITUC hanno considerato le riforme adottate dal Qatar come un “esempio” per gli altri Stati del Golfo.

La magistratura belga e con essa le magistrature degli altri paesi europei possono e debbono agire con pene esemplari contro i corrotti europei e le istituzioni europee possono e debbono accompagnare le pene giudiziarie con sanzioni amministrative congelando e poi cancellando i diritti finanziari maturati da membri delle istituzioni così come la Commissione e il Consiglio dovranno indagare per verificare se ci sono stati tentativi di influenze illegali al proprio interno.

La vicenda del Qatargate deve permettere tuttavia di lanciare un forte allarme non solo sulla presenza dei corrotti ma anche sull’azione dei corruttori e cioè delle lobbies che agiscono da paesi al di fuori dell’Unione europea sapendo che la regolamentazione e la trasparenza sulle lobbies europee deve essere rafforzata e completata con un accordo interistituzionale ma che non c’è nessuna regola e nessuna misura per impedire l’azione e le ingerenze di lobbies extra-europee.

Una pronta reazione del Parlamento all’accaduto con il varo di misure preventive ed efficaci a tutela dell’autenticità e dell’autonomia delle procedure di formazione della volontà collettiva dell’organo a mandato universale dei cittadini europei sarebbe la prima, doverosa, risposta all’attuale turbamento dell’opinione pubblica continentale, nell’attesa che la Magistratura chiarisca la reale entità dei fatti. 

Il Movimento europeo chiede infine al Parlamento europeo di creare una commissione di inchiesta sul Qatargate a partire dalla lista di denunce e di condanne contenute nella risoluzione del 24 novembre 2022.

Bruxelles, 11 dicembre 2022

Pier Virgilio Dastoli - Presidente

 

 

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