GIORNATA DELL’EUROPA

immagine 9.5.2025

“Non ci sarà pace in Europa se gli Stati verranno ricostruiti sulla base della sovranità nazionale. Gli Stati europei sono troppo piccoli per garantire ai loro popoli la necessaria prosperità e lo sviluppo sociale. Le nazioni europee dovranno riunirsi in una federazione”.

Oltre 80 anni dopo le riflessioni di Jean Monnet ed a 75 anni dalla dichiarazione Schuman, il continente si dimostra più fragile che mai, privato della Pace, dove quelli che allora erano già piccoli stati europei, oggi appaiono minuscoli rispetto alle ingerenze e prepotenze delle grandi potenze globali.

L’obiettivo dell’unità politica europea non è un utopico sogno intellettuale e neanche uno strumento di annichilimento delle identità nazionali: è un bisogno primario, una garanzia di pace, stabilità e democrazia per tutti i popoli europei.

Nel festeggiare il 9 maggio invitiamo tutte le nostre concittadine ed i nostri concittadini europei a farsi portavoce di questo progetto di Pace e democrazia, per il futuro dell’Europa, per la tutela dei nostri principi e valori

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Si segnala, con l’occasione, la dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa dell’Europa:

«Il 9 maggio 1950 veniva rilasciata la storica dichiarazione con la quale il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman proponeva la creazione di una comunità di Stati per la produzione comune di carbone e acciaio, strumento per immaginare un’Europa unita dapprima sul piano economico e in prospettiva sul piano politico, così da superare la tragica esperienza della guerra.

Veniva allora intrapreso un ambizioso percorso di integrazione che ha vissuto dei momenti di difficoltà ma non si è mai arrestato.

Nel giugno del 1955 la Conferenza di Messina tracciò la rotta verso la firma dei Trattati di Roma. Quella stagione di rinnovato impegno segnò una svolta decisiva nel processo di unificazione, consolidando le fondamenta di un’Europa capace di guardare al futuro con ambizione e responsabilità.

Oggi, a 75 anni dalla dichiarazione Schuman e nel 70° anniversario della Conferenza di Messina, celebriamo la Festa dell’Europa e con essa gli enormi progressi di quel cammino comune che ha portato pace, stabilità e prosperità nel continente.

Di fronte all’incalzare degli sviluppi internazionali e alle minacce strategiche e geopolitiche cui è sempre più esposta la Comunità internazionale, si impone oggi, con rinnovato vigore e determinazione, la necessità di non arretrare rispetto alle difficoltà. Solo attraverso sforzi creativi e proporzionati ai pericoli che incombono, potremo preservare l’ideale di un’Europa forte, giusta e pacifica, baluardo di speranza per le generazioni future.

È una sfida di proporzioni incommensurabili: per originalità rispetto alle forme usuali di cooperazione tra Stati nazionali; per l’ingente capitale di fiducia reciproca richiesto a chi sceglie di parteciparvi; per la portata delle innovazioni istituzionali necessarie alla sua realizzazione; e per la determinazione richiesta alle classi dirigenti nel superare gli inevitabili ostacoli che derivano da tanta complessità.

Se non sapremo affrontare con coraggio, risolutezza e lungimiranza le sfide che minacciano il nostro futuro, rischieremo di smarrire quel patrimonio inestimabile di diritti e valori che costituiscono la pietra angolare del nostro progetto di integrazione. Prosperità condivisa, eguaglianza sostanziale, libertà inviolabile, pace duratura e democrazia solida, nel rispetto dell’ambiente che ci accoglie, non sono soltanto ideali da custodire, ma impegni concreti da rinnovare con determinazione.

È nella nostra capacità di affrontare il cambiamento, con unità e responsabilità, che risiede il destino dell’Italia e dell’Europa e il benessere delle generazioni che verranno».

Palazzo del Quirinale, 09/05/2025 (II mandato)

https://www.quirinale.it/elementi/131737