DALLA MAGGIORANZA DEI CITTADINI EUROPEI UN MESSAGGIO CHIARO PER I LEADER DELL’UE
La fiducia è uno degli indicatori più importanti per misurare il consenso dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche.
L’Eurobarometro e cioè lo strumento attraverso cui la Commissione europea cura una serie di sondaggi per conoscere l’evoluzione dell’opinione pubblica sulle questioni europee è utilizzato per monitorare il consenso sulla costruzione europea da parte dei suoi cittadini.
Dopo anni di flessione, la fiducia dei cittadini nei confronti dell’Unione europea (Ue) ha ricominciato a crescere.
Il punto più basso si registrò nel 2012, la fase più acuta della crisi dell’Eurozona dove la fiducia dei cittadini scese drasticamente fino al 31%.
La risalita è coincisa con il miglioramento degli indicatori economici e il rallentamento delle misure di austerità.
Le risposte dell’Unione europea per contrastare la crisi pandemica hanno poi impresso un’ulteriore spinta alla fiducia nell’UE.
Nel 2021, quando i cittadini europei hanno iniziato a vedere l’Ue come uno scudo contro le crisi globali, la fiducia si è impennata al 49%.
La tendenza si sta consolidando alla luce del caos geopolitico a cui stiamo assistendo da alcuni anni.
Secondo le rilevazioni dell’ultimo Eurobarometro standard presentato lo scorso 9 maggio, la fiducia nell’Ue si conferma ai livelli più alti mai raggiunti dal 2007: circa il 51 % degli europei dichiara infatti di fidarsi dell’Ue.
La fiducia è aumentata soprattutto in Francia, Danimarca e Portogallo ed ha raggiunto il livello più alto tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni al 61%.
Gli italiani che dichiarano di avere fiducia nell’Ue sono il 52%, un livello superiore alla media europea.
L’Eurobarometro spiega anche perché gli europei hanno fiducia nell’Ue: il 42% degli intervistati ritiene che la Ue tuteli la democrazia e i valori fondamentali, il 33% la considera una protezione contro le minacce esterne, il 31% infine è convinto che l’Ue sia il livello più adatto per affrontare le sfide globali (31%).
Tra i valori che rappresentano meglio l’Ue, i cittadini europei indicano la pace (41%), la democrazia (32%) e il rispetto dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali (28%).
La rinnovata fiducia da parte dei cittadini europei nell’Ur e il loro profondo attaccamento ai suoi valori si traduce in una precisa direzione da intraprendere.
Gli europei si affidano all’Ue per limitare le conseguenze delle crisi internazionali sul loro benessere e la loro sicurezza.
La guerra in Ucraina, i conflitti in Medio Oriente e le conseguenze dell’intervento degli Stati uniti in Iran a fianco di Israele sono in cima ai timori dell’opinione pubblica europea.
E i cittadini europei non vedono affatto di buon occhio le altre grandi potenze mondial: il 74% degli europei ha infatti una percezione negativa nei confronti degli Stati Uniti, superando di gran lunga l’opinione positiva (24%).
L’83% ha un’opinione negativa della Russia, contro il 14% con opinioni positive, Il 61% degli europei ha un’opinione negativa della Cina, mentre il 33% ne ha una positiva.
Di fronte al caos geopolitico, gli europei chiedono dunque un’Europa più autorevole e presente.
Lo testimonia il forte sostegno a una cooperazione più stretta nel settore della difesa, dove si registra il livello più alto mai raggiunto con l’81% degli europei favorevole a una politica comune di difesa e sicurezza. Il 72% degli europei è inoltre favorevole ad una politica estera comune.
Inoltre, nel contesto dei rapporti economici internazionali, la stragrande maggioranza degli europei ritiene necessario che l’Ue diversifichi le sue relazioni commerciali (80%) e costruisca partenariati con Paesi al di fuori dell’Ue (79%).
Il sostegno alla risposta dell’Ue all’invasione russa dell’Ucraina resta forte: il 55% degli intervistati si è dichiarato favorevole.
Nel complesso, il 76% degli intervistati concorda sul fatto che l’Ue debba continuare a sostenere l’Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura, mentre Il 57% approva la concessione dello status di Paese candidato all’Ucraina.
Malgrado sia leggermente peggiorata la percezione sulla situazione economica e rimasta stabile quella sulle sue prospettive future, il sostegno all’euro rimane al 74%, mantenendo il livello più alto mai raggiunto dall’introduzione della moneta unica nel gennaio 2002.
Sulle priorità di bilancio dell’Ue, su cui governi stanno negoziando le prospettive finanziarie dal 2028, il 41% degli europei vorrebbe che il bilancio fosse destinato innanzitutto all’occupazione, agli affari sociali e alla sanità pubblica.
La sicurezza e la difesa si collocano al secondo posto (38%), seguite da istruzione, formazione, gioventù, cultura e media (37%).
La fotografia che ci offre l’ultima edizione dell’Eurobarometro Standard mostra che i cittadini considerano l’Ue un robusto e solido ancoraggio in grado di assicurare loro prosperità e benessere e difendere i valori che essi considerano fondamentali.
Essi la percepiscono come un porto sicuro e una protezione fondamentale in un contesto geopolitico mondiale sempre più complesso e caotico.
La maggioranza dei cittadini europei chiede ai propri leader un’Ue migliore e più autorevole.
Nel concludere il discorso con cui ha accolto il Premio Charlemagne ad Aquisgrana, il 14 maggio scorso, Mario Draghi ha sottolineato che gli europei stanno dimostrando di volere che l’Europa agisca. “Vogliono che l’Unione europea difenda la loro libertà, prosperità e solidarietà. E continuano sostenere, con passione, i valori che rendono l’Europa degna di essere costruita e che, oggi, la rendono unica”. Il compito ora – ha concluso Draghi – “è rispondere a quella fiducia con coraggio e dimostrare che l’Europa può di nuovo trasformare la crisi in unione.”
Bruxelles, 1° luglio 2026![]()
