Newsletter 1 Settembre/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Documento di lavoro congiunto

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia  

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 DOCUMENTO DI LAVORO

 

Loghi MEit e MEfr

 

Riflessione sulla difesa europea e l’Europa politica

Il 19 agosto 1954 moriva Alcide De Gasperi e molti hanno scritto che la sua morte era la conseguenza della ormai certa fine della Comunità europea di Difesa (CED) il cui scopo iniziale era quello legato alla ricostituzione dell’esercito della Repubblica Federale Tedesca (Occidentale) nel quadro di una Comunità Politica Europea (CPE).

L’alternativa sarebbe stata la sua ricostituzione nel quadro dell’egemonia americana contrapposta all’impero sovietico.    

L’idea francese nel “Rapporto Pleven” annunciato nell’ottobre 1950 non era quella di creare un pilastro europeo della Nato né di programmare una guerra all’Unione Sovietica ma di gettare le basi di quella che si chiama oggi autonomia strategica europea o che era allora la creazione di un esercito integrato europeo in sostituzione degli eserciti nazionali, un’idea accolta inizialmente con scetticismo se non con ostilità dagli Stati Uniti d’America.

La CED sarebbe stata però possibile solo all’interno di un quadro politico e democratico europeo e cioè di una vera Comunità Politica Europea di natura federale così come venne proposto da Alcide De Gasperi su suggerimento di Altiero Spinelli attraverso l’art. 38 del progetto di Trattato della CED.

La CED cadde e con essa la CPE per la miopia delle destre e delle sinistre nazionaliste francesi ma anche per l’apatia dell’Italia che aveva deciso di procrastinare la ratifica del trattato CED.

Si discute oggi delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e cioè in primo luogo del rafforzamento del suo esercito ed in secondo luogo della sicurezza europea attraverso forze di mare, di terra e d’aria pronte a reagire (cioè, per usare il linguaggio onusiano, per missioni di peace enforcement conformemente al capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite) nel caso in cui la Russia decidesse di non rispettare gli accordi di pace (e cioè dopo un accordo di pace giusto e duraturo e non dopo un semplice cessate il fuoco) non solo nei confronti dell’Ucraina ma anche dei paesi vicini indipendenti e sovrani.

Poiché questa garanzia di sicurezza europea non può essere data dalla NATO e poiché essa riguarda essenzialmente gli interessi europei e la coalizione di trenta volenterosi costituita a marzo 2025 su iniziativa di Macron e di Starmer va ben al di là del quadro dell’Unione Europea varrebbe  la pena di riflettere sul modello di una nuova CED da creare in parallelo all’Unione Europea come già avvenne con gli accordi di Schengen per la soppressione dei controlli alle frontiere interne negoziati e conclusi al di fuori delle allora Comunità europee tra il 1985 e il 1999.

Tali accordi, ai quali partecipano anche Stati non membri dell’UE e di cui festeggiamo oggi il quarantennale, furono un vero e proprio “laboratorio” che portò alla formazione di un ”acquis di Schengen” che divenne patrimonio comune di tutti gli Stati membri grazie al successivo Trattato di Amsterdam nel 1999.

Un cammino analogo venne seguito anni più tardi con la cooperazione di polizia coperta dagli accordi di PRUM e soprattutto con il Trattato sul MES, tuttora parallelo all’Unione europea, ma che la stessa Corte di Giustizia ha considerato compatibile con i Trattati (Sentenza “PRINGLE”).

L’elemento fondamentale nella creazione del “laboratorio” in materia di difesa da negoziare parallelamente all’Unione europea è il riconoscimento della sua strumentalità rispetto al conseguimento degli obiettivi di cui all’art. 21 TUE nel quadro di una politica estera e di sicurezza comune che deve condurre ad una difesa comune.

In questa prospettiva sarebbe perfettamente logico prevedere l’utilizzazione, nelle forme adeguate, anche delle istituzioni dell’Unione europea compresa la Corte di Giustizia e prevedere un suo articolo “42.7” per una solidarietà comune e conformemente all’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite simile a quello del Trattato sull’Unione europea all’interno del quale inserire anche il contributo di paesi terzi come il Regno Unito o la stessa Ucraina.

Le sue attività di difesa, di deterrenza e di peace enforcement dovrebbero nascere in modo vincolante dalla nuova CED con il corollario imprescindibile che le decisioni militari non potranno essere lasciate alla responsabilità dei Capi di Stato maggiore ma ad un organo politico sotto un controllo democratico europeo con un bilancio sovranazionale e non la somma di bilanci nazionali superando i vincoli della unanimità e in un sistema di sovranità condivisa.

La nuova CED/CPE potrebbe essere affidata provvisoriamente ad una Alta Autorità, come avvenne con la CECA, il cui Alto responsabile risponda regolarmente al Parlamento europeo e alla sua commissione difesa (SEDE) così come il Presidente dell’Eurogruppo e il Presidente della BCE dialogano periodicamente e in modo trasparente con la commissione affari economici e monetari del PE coinvolgendo delegazioni dei parlamenti nazionali.

Poiché la dimensione della difesa europea deve essere accompagnata o meglio preceduta da un forte segnale di impegno europeo per la pace, la giustizia e i diritti fondamentali,  l’Unione europea e cioè le sue tre istituzioni politiche (Parlamento europeo, Consiglio europeo e Commissione europea) dovrebbero rilanciare la proposta  che il Presidente Sergio Mattarella presentò alla Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di una seconda Conferenza sulla cooperazione e sulla sicurezza in Europa in una dichiarazione interistituzionale comune cinquanta anni dopo la firma dell’Atto finale  di Helsinki.

Ventotene, 1° settembre 2025

Movimento Europeo Italia e Movimento Europeo Francia

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

1°-5 settembre

  • Ventotene, 44° Seminario nazionale di formazione federalista (Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”)

3 settembre

  • Ventotene, incontro “L’Europa vista da Ventotene” (CGIL, Movimento Europeo Italia, Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”)

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 31 agosto-5 settembre, Ventotene (LT). Torna sull’isola di Ventotene il Seminario nazionale di formazione federalista, promosso dall’Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”, sotto il titolo: “Il federalismo in Europa e nel mondo – Verso gli Stati Uniti d’Europa e un nuovo ordine mondiale”. Nato nel 1982 su impulso di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene, il Seminario è oggi tra i principali spazi europei di riflessione sui grandi temi del federalismo, della cittadinanza attiva e della trasformazione globale. 150 giovani europei, 60 ore di formazione, 30 relatori: una settimana intensa di dialogo e studio, arricchita dalla partecipazione di illustri personalità europee del panorama politico, accademico e istituzionale. MAGGIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA. Nell’ambito del Seminario, dal pomeriggio del 2 settembre, presso la Sala Polivalente “Terracini”, sarà visitabile la mostra “Immagini per il futuro dell’Europa”, che raccoglie le migliori opere realizzate dai giovani partecipanti alla seconda edizione del Concorso promosso dal Movimento Europeo – Italia, basato sulla tecnologia delle immagini generate tramite Intelligenza Artificiale. Anche quest’anno, il Concorso rientra tra le attività del progetto internazionale “Insieme per l’Europa”, promosso dal Movimento Europeo Internazionale con il supporto dell’Unione europea.
  • 1-6 settembre, Modena. Dal 1 al 6 settembre 2025, Modena ospiterà l’ottava edizione della Summer School Renzo Imbeni, un corso di alta formazione dedicato all’approfondimento delle dinamiche europee, promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, la Fondazione Collegio San Carlo e con il contributo della Fondazione di Modena e la collaborazione scientifica del Consiglio Italiano del Movimento europeo e dell’Istituto Affari Internazionali. Quest’anno, in occasione del ventennale della scomparsa di Renzo Imbeni, la scuola si propone come spazio di riflessione e confronto sul futuro dell’Unione europea, con il tema “Europa 2025: da utopia a necessità”. Sei giorni di alta formazione sulle sfide dell’Unione europea, con 30 giovani laureati selezionati e oltre 30 esperti tra accademici, politici e rappresentanti della società civile. PROGRAMMA.
  • 3 settembre, Ventotene (LT). Nell’ambito del 44° Seminario di formazione federalista europea, la CGIL organizza l’iniziativa “L’Europa vista da Ventotene” in collaborazione con il Movimento Europeo Italia e l’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, con il patrocinio del Comune di Ventotene e della Provincia di Perugia. La giornata prevede un omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, interventi istituzionali presso la sala consiliare del Comune, la presentazione del progetto europeo Back in Town, una cerimonia al “Monumento ai Caduti per la Libertà” con contributi di SPI CGIL, ANPI e Camere del Lavoro, e un dibattito pubblico serale in Piazza Castello. L’iniziativa vedrà la partecipazione di delegazioni CGIL, SPI, FDV, ANPI e si concluderà con l’intervento della Segretaria Generale dello SPI CGIL, Tania Scacchetti. MAGGIORI INFORMAZIONI. PROGRAMMA.
  • 9 settembre, ore 15:00. Prosegue il ciclo “Visioni e sfide per il futuro dell’Europa” con il quarto incontro dedicato alle relazioni tra Unione Europea e Africa. L’appuntamento offrirà una riflessione aperta su cooperazione economica, governance, diritti sociali e sostenibilità ambientale, coinvolgendo esperti, comunicatori, decisori pubblici e cittadini. Organizzato da Europe Direct Roma Innovazione, Consiglio Italiano del Movimento Europeo e Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, l’incontro è gratuito e aperto a tutti, con possibilità di ricevere 2 crediti formativi. Iscrizione obbligatoria su EventiPA. Info e riconoscimento crediti:compubblica@compubblica.it
  • 10 settembre, ore 9:00, Roma. “SOTEU 2025: l’Europa vista dal Lazio” diretta da Strasburgo del Discorso sullo Stato dell’Unione Europea, con dibattito a seguire tra rappresentanti istituzionali, esperti e cittadini. Organizzato da Europe Direct Roma Innovazione, in collaborazione con il Consiglio regionale del Lazio e il Movimento Europeo in Italia, l’incontro fa parte degli eventi locali promossi dalla Commissione e dal Parlamento europeo per avvicinare il dibattito europeo ai territori. Perché partecipare? Capire le sfide e le priorità dell’UE per il 2026; Confrontarsi sul ruolo dell’Europa nei territori; Contribuire al dibattito sull’Europa del futuro. Iscrizione obbligatoria su EventiPA. Il giorno precedente l’evento si riceverà il relativo link zoom. Per partecipare in presenza: scrivere a europedirect@formez.it (numero di posti limitati). INVITO. ULTERIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA.