Newsletter 11 Maggio/2026 – L’EDITORIALE

 

Mille piazze per un’Europa libera e unita

Un progetto, un metodo e un’agenda

Ricordiamo tutti il post di Michele Serra del 28 febbraio 2025 e la “piazza per l’Europa” a Roma con cinquantamila persone il 15 marzo 2025 e poi a Bologna e Firenze con le bandiere europee e senza bandiere di partito insieme alla diffusione del  “progetto di un manifesto per un’Europa libera e unita” che rappresenta la “nostra Europa” a cui seguì il “sogno” di Roberto Benigni del 19 marzo 2025.

Quel che sta avvenendo in Europa e nel mondo dal marzo 2025 conferma la necessità di dare un seguito concreto di realismo (logos), valori (ethos) e sentimenti (pathos) al messaggio di Ventotene secondo cui “la sovranità assoluta degli Stati nazionali ha portato alla volontà di dominio sugli altri” e per il quale “il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani”.

Dal marzo 2025 molte iniziative sono nate in Italia richiamando ciascuna per sé l’obiettivo degli “Stati uniti d’Europa” e il rilancio della prospettiva di dotarli di una legge fondamentale e dunque di una costituzione per sostituire integralmente i trattati su cui si fonda l’Unione europea al fine di realizzare il progetto di uno spazio pubblico come modello di democrazia, di pace, di giustizia sociale e di libertà.

Alcune di queste iniziative hanno già indicato i contenuti del progetto con gli elementi essenziali di un sistema federale che non si limiti ai suoi strumentali aspetti istituzionali ma che contenga le ragioni politiche, economiche e sociali di una sovranità condivisa riassunti da Willy Brandt nell’idea di una politica della società europea attraverso il ruolo di una Assemblea costituente permanente che dovrebbe essere assunto dal Parlamento europeo eletto a suffragio diretto e universale.

Questo ruolo fu proposto nel 1952 su suggerimento di Altiero Spinelli da Alcide De Gasperi per dare l’indispensabile dimensione politica e democratica al progetto, poi fallito nel 1954, di una Comunità europea di difesa e fu rivendicato trenta anni dopo dalla maggioranza delle forze politiche europeiste nel Parlamento europeo eletto che si richiamavano all’universalismo cristiano, all’internazionalismo socialista e al cosmopolitismo liberale quando fu approvato il  14 febbraio 1984 il progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea.

L’idea di dotare l’Unione europea di una costituzione è stata rilanciata al Congresso d’Europa del Movimento europeo internazionale all’Aja nel maggio 1998 che aprì la strada alla Dichiarazione di Laeken il 15 dicembre 2001 e poi alla Convenzione sul futuro dell’Europa ma essa fu bloccata non solo dai referendum in Francia e nei Paesi Bassi nel 2005 ma dalla volontà dei governi nazionali di rimanere chiusi in una inefficace dimensione confederale con il Trattato di Lisbona del 2009.

Noi proponiamo a tutti coloro che hanno promosso iniziative e appelli nel tempo che è intercorso dal 15 marzo 2025 di riflettere il prossimo 21 maggio sul metodo e sull’agenda per realizzare l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa e per dotare l’Unione europea di una costituzione secondo un modello federale aperta all’approvazione degli Stati e dei popoli che lo vorranno.

Noi siamo convinti che l’unico metodo efficace e democratico per scrivere una costituzione sia quello di riconoscere questo ruolo al Parlamento europeo che agisce a nome delle cittadine e dei cittadini che lo hanno eletto fondando il suo lavoro sul rispetto della democrazia rappresentativa e della democrazia partecipativa.

Nel caso della democrazia rappresentativa il Parlamento europeo dovrebbe avviare un dialogo permanente con i parlamenti nazionali e le regioni con poteri legislativi anche attraverso assise interparlamentari come quelle che furono convocate a Roma nel novembre 1990 alla vigilia del Trattato di Maastricht dove i componenti dovranno dividersi per famiglie politiche europee e non per delegazioni nazionali invitando come osservatori gli eletti dei paesi candidati all’adesione così come avvenne nel 2002-2003 nella Convenzione sul futuro dell’Europa.

Nel caso della democrazia partecipativa il lavoro di scrittura del Parlamento europeo dovrebbe essere accompagnato da una Conferenza sul futuro dell’Europa sul modello di quella che ha avuto luogo dall’aprile 2021 al maggio 2022 con funzioni deliberative e anche con la partecipazione di cittadine e di cittadini dei paesi candidati all’adesione, di panel transnazionali e di una piattaforma digitale come luogo di confronto delle organizzazioni rappresentative della società civile.

Così come fu proposto nel 2002 dalla maggioranza dei componenti nella Convenzione sul futuro dell’Europa il testo della futura costituzione dovrebbe essere sottoposto ad un contestuale referendum confermativo pan-europeo e non alla frammentazione di ventisette ratifiche nazionali per metà attraverso voti parlamentari e per metà per via referendaria al fine di garantire un dibattito europeo sulle ragioni della riforma dell’Unione europea.

Per quanto riguarda l’agenda noi proponiamo di lanciare insieme il 9 settembre 2026 un’azione che abbia come slogan “obiettivo 1000” poiché mille saranno i giorni che mancheranno alle elezioni europee che saranno convocate dal 6 al 9 giugno 2029 mobilitando le reti europee a cui fanno riferimento molte delle organizzazioni che hanno accettato di partecipare all’incontro del 21 maggio e promuovendo tutti insieme e non in ordine sparso un incontro europeo che potrebbe aver luogo a Bruxelles il 10 dicembre 2026 in occasione dell’anniversario della Dichiarazione di Laeken a cui invitare tutte le fondazioni dei partiti europei (LINK) attraverso le corrispondenti fondazioni italiane.

In un breve appello in cui si spiegano le ragioni della nostra iniziativa e del nostro impegno a favore dell’avvio di un processo costituente e degli Stati Uniti d’Europa dovremmo sollecitare l’iscrizione del tema di una costituzione europea nei programmi dei partiti europei che saranno discussi nei congressi europei che avranno luogo nell’autunno 2028.

Roma, 11 maggio 2026
coccodrillo