Il Movimento Europeo Internazionale ha diffuso una dichiarazione ufficiale, firmata dal Presidente Guy Verhofstadt e condivisa dal Presidente dell’UEF, Domènec Ruiz Devesa, in risposta ai recenti attacchi rivolti all’Unione Europea nell’ambito della United States National Security Strategy.
La dichiarazione, elaborata sulla base delle posizioni politiche consolidate del MEI, contiene una serie di proposte su come l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero reagire a questo contesto e si inserisce nel più ampio lavoro di advocacy che il Movimento porta avanti a livello europeo.
Il documento è aperto alla firma delle organizzazioni che desiderano aderire e sostenere la posizione espressa dal MEI.
Le organizzazioni interessate possono comunicare la propria adesione entro mercoledì 17, indicando:
– il nominativo del firmatario
– il nome dell’organizzazione con cui intendono apparire tra i sottoscrittori.
Il Movimento Europeo Italia provvederà a trasmettere al Movimento Europeo Internazionale l’elenco completo dei firmatari.
Il testo della dichiarazione è disponibile a seguire.
DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA
Appello urgente della società civile europea
ai leader europei e alla leadership dell’UE
L’Unione europea sta affrontando sfide senza precedenti in un momento in cui l’ordine multilaterale basato sulle Nazioni Unite è sotto attacco continuo.
La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’atteggiamento conflittuale di Trump nei confronti dell’UE, confermato dalla “Strategia di sicurezza nazionale” (NSS) rappresentano minacce esistenziali per il futuro della democrazia europea e delle nostre libertà fondamentali.
I leader europei e le istituzioni dell’UE devono difendere con fermezza i nostri valori e, così facendo, dimostrare la forza dell’Unione europea e la sua utilità nel difendere la sicurezza, la prosperità, l’ordine giuridico e i diritti umani europei, e cioè ciò che gli europei si aspettano dalla nostra Unione.
Per quanto vorremmo credere che gli Stati Uniti rimangano un alleato, le dichiarazioni pubbliche del Presidente Trump e degli esponenti della sua amministrazione dimostrano chiaramente che le concessioni unilaterali finora proposte non hanno né ridotto l’imprevedibilità né rafforzato la stabilità transatlantica.
Al contrario, ci troviamo di fronte ad una critica esplicita contro l’UE e contro ciò che essa rappresenta, nonché a un attacco concertato ai nostri governi democraticamente eletti e alle istituzioni dell’UE, con l’intenzione dichiarata di portare al potere movimenti populisti estremisti che ci condurranno verso un’Europa divisa dai nazionalismi, dalla frammentazione, dalla debolezza e dal vassallaggio.
La “Strategia di sicurezza nazionale” mira a minare le fondamenta del progetto europeo, un’Unione democratica, fondata sui valori e sullo Stato di diritto.
Questa strategia sostiene esplicitamente gli attori di estrema destra e nazionalisti che cercano di minare i nostri diritti fondamentali e la capacità dell’UE di difenderli.
L’UE deve quindi trarre le conclusioni necessarie: la nostra sicurezza e difesa, la nostra prosperità e democrazia possono essere salvaguardate solo se uniamo le forze.
L’autonomia strategica è una necessità assoluta.
L’Unione europea deve adattarsi rapidamente, essere in grado di agire come attore indipendente, assumersi la piena responsabilità della propria sicurezza e difesa, perseguire i propri interessi e difendere i propri valori fondanti sia internamente che sulla scena mondiale con maggiore credibilità e con una sovranità condivisa tra i suoi Stati membri, perseguendo al contempo una rinnovata cooperazione politica ed economica con Stati che condividono gli stessi principi.
Solo riaffermando il proprio sostegno ad un sistema di governo democratico, ai diritti umani, alla prosperità economica e ai diritti sociali l’UE potrà rafforzare la coesione sociale e la resilienza democratica di fronte ai tentativi di dividere e frammentare la nostra Unione.
Inoltre, l’UE può e deve colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti nel sistema multilaterale globale, sostenere attivamente il diritto internazionale e proteggere gli organismi multilaterali come l’ONU.
Una condizione preliminare sia per il potere geopolitico che per la sicurezza sociale è la realizzazione di un’UE più competitiva, in grado di garantire la prosperità comune degli europei.
La piena attuazione delle relazioni Letta e Draghi sul completamento del mercato unico e sulla competitività europea entro il 2028 può aiutare l’UE a raggiungere tale obiettivo.
Un’Europa competitiva è anche un’Europa sostenibile; gli sforzi per semplificare le leggi dell’UE non devono essere perseguiti con lo smantellamento di elementi fondamentali delle protezioni ambientali e sociali.
Dobbiamo inoltre dotare l’UE di un bilancio adeguata a finanziare beni pubblici europei autentici, anche nei settori della difesa, della ricerca e dell’innovazione, dell’edilizia abitativa, dell’istruzione e delle competenze, preservando al contempo le protezioni sociali e ambientali, la coesione regionale e la politica agricola.
Inoltre, il bilancio dell’UE deve continuare a sostenere una società civile dinamica e un’Europa globale le cui relazioni esterne e l’assistenza allo sviluppo siano radicate nei valori dell’UE, nel pieno rispetto del controllo parlamentare e del ruolo delle regioni e delle città.
Questo nuovo bilancio rafforzato deve essere finanziato attraverso risorse proprie dell’UE ambiziose e autentiche.
Tuttavia, il recupero della competitività e la modernizzazione del bilancio non sono sufficienti per costruire un’Europa geopolitica.
Pertanto, gli Stati membri devono procedere rapidamente verso una difesa comune europea, come previsto dall’articolo 42 del Trattato sull’Unione europea.
In assenza di unanimità, ciò può essere realizzato attraverso una nuova cooperazione strutturata permanente tra gli Stati membri disponibili o un trattato ad hoc, come è stato fatto quando è stato istituito l’accordo di Schengen per la libera circolazione (una “Schengen della difesa”).
Ciò deve portare a un vero sistema di difesa europeo in grado di rendere inter-operative le difese degli Stati membri in caso di aggressione contro uno qualsiasi di essi, compreso il rafforzamento della capacità di dispiegamento rapido e la creazione di un centro di comando sottomesso ad un controllo democratico europeo.
Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo muoverci con coraggio verso una maggiore integrazione se vogliamo affrontare queste sfide critiche, garantendo la sovranità europea e il rispetto dei valori e dei diritti fondamentali.
Sono necessarie decisioni ambiziose e una leadership politica che vada oltre gli interessi nazionali e le aspirazioni politiche personali.
Se non saremo all’altezza, se non avremo il coraggio di affrontare questa sfida uniti, rischieremo di soccombere divisi, costretti ad accettare che il destino del mondo sia deciso sotto l’autorità politica di Donald Trump, in un ambiguo partenariato con Vladimir Putin e Xi Jinping.
A tal fine, l’Europa deve superare i veti nazionali sulle decisioni in materia di politica estera, di sicurezza, di difesa e di finanze comuni che impediscono all’UE di agire rapidamente quando è più necessario.
Il potere di bloccare i progressi elimina l’incentivo al compromesso e alla ricerca del consenso.
In tutti i sistemi democratici, le decisioni sono prese a maggioranza e l’UE ha dimostrato la sua capacità di integrare e accogliere le opinioni di tutti i suoi membri quando è necessario raggiungere un accordo su questioni importanti per l’Unione nel suo complesso.
I trattati esistenti contengono clausole (le cosiddette clausole “passerella”) che consentono il passaggio dal voto all’unanimità al voto a maggioranza qualificata, ma esse non sono state utilizzate perché questo passaggio richiede il consenso unanime del Consiglio europeo.
Le decisioni in materia di politica di bilancio e fiscale, politica estera, di sicurezza e di difesa, nonché l’adesione di nuovi Stati membri, devono essere prese con voto a maggioranza qualificata, comprese le future revisioni dei trattati.
Insieme agli Stati membri nel Consiglio europeo, il Parlamento europeo ha un ruolo essenziale e costituente nel promuovere queste revisioni e può ottenere un sostegno più ampio riunendo i parlamenti nazionali e i cittadini attraverso assemblee congiunte volte a coinvolgerli direttamente nella definizione e nell’approvazione dei necessari cambiamenti politici.
Intendiamo quindi perseguire l’obiettivo di una coalizione pro-europea rinnovata, trasversale e interistituzionale, che riunisca gli Stati membri più impegnati nel Consiglio europeo, le maggioranze pro-europee nel Parlamento europeo e nei parlamenti nazionali, la Commissione europea, le autorità regionali e locali e la società civile pro-europea organizzata.
Insieme ci mobiliteremo a livello locale, nazionale ed europeo a sostegno di questi obiettivi, con l’obiettivo di costruire con urgenza e immediatezza un’Unione europea più sovrana, più democratica e più efficace.
Bruxelles, 12 dicembre 2025
