Newsletter 18 Novembre/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulle riforme dell’Unione e sulle più importanti politiche europee nel corso della legislatura.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– Rubrica “Europa dei diritti“

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

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 L’EDITORIALE

Il salario minimo, una pietra miliare sulla via del welfare europeo

Fin dal Trattato di Parigi del 1952 destinato a creare una Comunità del Carbone e dell’Acciaio e di Roma del 1957 destinato a creare un mercato comune era chiaro ai proponenti e ai contraenti che il perseguimento degli obiettivi economici avrebbe dovuto essere strumentale al raggiungimento di vantaggi non solo materiali come quelli della pace e del miglioramento delle condizioni di vita per i popoli delle istituende Comunità europee.

La strumentalità di quei trattati appare già nei loro preamboli in cui la dimensione del progresso economico si accompagna alla dimensione sociale che fu forte e vincolante nel Trattato di Parigi e più generica e proclamatoria nei Trattati di Roma che avevano pur inserito un titolo consacrato alla politica sociale e che prevedeva la parificazione nel progresso (art. 117 CEE), la promozione della collaborazione fra gli Stati membri nel campo sociale (art. 118 CEE), la parità nelle retribuzioni fra uomo e donna (art. 119 CEE), l’equivalenza nei congedi retribuiti (art. 120 CEE), la sicurezza sociale dei lavoratori migranti essendo inteso che si trattava dei cittadini comunitari (art. 121 CEE) e l’analisi dell’evoluzione sociale in un rapporto dialettico con il Parlamento europeo (art. 122 CEE).

La differenza fra il Trattato di Roma e quello di Parigi fu di metodo e dunque di sostanza perché si ritenne a Parigi che la prima Comunità europea si dovesse fare carico delle conseguenze sociali delle regole dei mercati dell’acciaio e del carbone mentre a Roma era prevalsa la convinzione secondo cui il mercato avrebbe realizzato di per sé la parificazione nel progresso, che la dimensione sopranazionale si sarebbe limitata al mercato e che tutto quello che fosse stato collocato al di fuori del mercato sarebbe stato affidato alla buona o alla cattiva volontà di collaborazione fra gli Stati membri.

Non avevano dunque torto Altiero Spinelli, che aveva denunciato inutilmente la “beffa del mercato comune” e che aveva deciso di affidarsi alla mobilitazione cittadina del Congresso del Popolo Europeo, e Jean Monnet che si era illuso sulle capacità intrinsecamente autonome della Comunità europea dell’Energia atomica e che aveva contrapposto al gioco istituzionale del mercato la mobilitazione del mondo del lavoro e della produzione con il primo Comitato per gli Stati Uniti d’Europa.

Abbiamo dovuto attendere cinquanta anni affinché nei trattati ed in particolare nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che è la seconda parte del Trattato di Lisbona firmato nel 2007 come embrionale succedaneo dello sfortunato trattato-costituzionale, si superasse in parte nell’art. 153 il principio e il metodo della collaborazione fra gli Stati membri affidando ad un processo di decisione su un piede di uguaglianza al Parlamento europeo e al Consiglio e con decisioni a maggioranza i settori delle condizioni di lavoro, dell’informazione e della consultazione dei lavoratori, dell’integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro, dell’uguaglianza fra uomo e donna nel mondo del lavoro, della lotta all’esclusione sociale e della modernizzazione dei sistemi di protezione sociale.

Non tutto è oro quello che riluce perché le resistenze dei governi fra cui quello laburista inglese seguace della “terza via” cosiddetta riformista di Tony Blair – dopo aver tentato inutilmente di escludere la dimensione sociale dal futuro costituzionale dell’Europa nella Convenzione presieduta da Giscard d’Estaing – hanno lasciato nelle mani delle decisioni unanimi intergovernative la sicurezza sociale e la protezione sociale dei lavoratori, la protezione dei lavoratori in caso di rinuncia dal contratto di lavoro, la rappresentanza e la difesa collettiva degli interessi dei lavoratori (e dei datori di lavoro) ivi compresa la cogestione e le condizioni di occupazione dei cittadini di paesi terzi con permesso di soggiorno regolare sul territorio dell’Unione.

Questi limitati passi in avanti nella dimensione sociale erano stati del resto anticipati nel 2000 dalla Carta dei Diritti Fondamentali ed in particolare nel titolo sulla “solidarietà” dall’articolo 27 all’articolo 38, la cui redazione più coraggiosa fu dovuta alla determinazione dei sindacati europei e della rete della società civile del Forum permanente da cui nacque l’idea della Carta, che ha ora una natura giuridicamente vincolante e che dovrebbe prevalere sugli articoli corrispondenti del Trattato di Lisbona.

Gli articoli della Carta e l’applicazione del titolo X del Trattato di Lisbona, ed in particolare l’art. 153b sulle “condizioni di lavoro” che comprendono il principio del salario minimo, hanno consentito alla Commissione europea di presentare a ottobre 2020 e all’autorità legislativa di approvare a novembre 2021 la direttiva 2022/2041 (LINK) di cui è stata ora riconosciuta la legittimità e la conformità rispetto al Trattato dalla Corte di Giustizia nella sentenza dell’11 novembre 2025 (LINK) respingendo il ricorso del governo danese che aveva votato contro la direttiva insieme a quello svedese e all’astensione del governo ungherese, che ha riconosciuto il valore delle contrattazioni collettive e che è considerata una pietra miliare sul cammino di un più compiuto welfare europeo.

Si tratta ora di verificare le modalità dell’introduzione della direttiva nei paesi che l’hanno accolta e di mettere in mora i paesi che non l’hanno ancora fatto ma che dovevano farlo entro la fine del 2024 per garantire eque condizioni di lavoro per tutti i cittadini europei e per i lavoratori migranti con un regolare permesso di soggiorno in attesa di introdurre nei trattati un nuovo “protocollo sociale di progresso” che superi non solo i ricordati limiti dell’art. 153 TFUE e si adegui ai principi e ai valori della Carta dei diritti fondamentali.

Roma, 18 novembre 2025coccodrillo

 

 

  


EUROPA DEI DIRITTI

 

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

17 novembre

  • Roma, evento “Verso il nuovo bilancio europeo. Come finanziare innovazione e riforme” (Istituto Affari Internazionali – IAI)
  • Roma, Consiglio di Presidenza e Assemblea del Movimento europeo Italia

18 novembre

  • Annual General Meeting of the Fundamental Rights Platform (EU Agency for Fundamental Rights (FRA))
  • Seminario “La posizione dell’Unione Europea al summit globale Cop30 sul clima in tema di riduzione delle emissioni” (Fondazione Bruno Buozzi ETS)
  • Monza, iniziativa: “Brianza chiama Europa” (Cgil Monza Brianza e Associazione Alisei)

20-21 novembre

  • Copenaghen, Assemblea Federale del Movimento Europeo Internazionale (EMI)

21 novembre

  • Tables rondes en hommage aux professeurs Raimondo Cagiano de Azevedo et Vlad Constantinesco (CIFE)

22 novembre

  • Parigi, “L’Europe face aux populismes” (Sauvons l’Europe)

 

 

  


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 18 novembre, ore 14:30. Seminario: “La posizione dell’Unione Europea al summit globale COP30 sul clima in tema di riduzione delle emissioni” promosso dalla Fondazione Bruno Buozzi ETS sarà introdotto da Alfredo Rizzo, membro del Comitato scientifico della Fondazione e responsabile del ciclo Incontri europei. Seguiranno gli interventi di Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo Italia, e di Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Bruno Buozzi ETS. Il seminario sarà trasmesso in diretta sui canali Facebook e YouTube della Fondazione Buozzi. PROGRAMMA.
  • 18 novembre, ore 16:00, Monza. Iniziativa: “Brianza chiama Europa”. Nella sala Bruno Trentin della Camera del Lavoro di Monza si terrà un incontro aperto al pubblico, organizzato da Cgil Monza Brianza e dall’Associazione Alisei, per restituire al territorio le esperienze e le riflessioni dei giovani brianzoli reduci dal Seminario di Studi Federalisti “Altiero Spinelli” di Ventotene. Sarà l’occasione per condividere emozioni, idee e prospettive sui valori dell’Europa, della democrazia e della pace. Interverranno, insieme ai ragazzi protagonisti, rappresentanti della Cgil e di Alisei, oltre a Mario Leone, direttore dell’Istituto Studi Federalisti “Altiero Spinelli”, Filippo Ciavaglia dell’Area politiche europee e internazionali della Cgil nazionale e Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento Europeo in Italia. La partecipazione è libera. LOCANDINA.
  • 19 novembre, ore 16:00, Roma. Convegno: “Verso una Camaldoli europea”. Ottant’anni dopo il Codice di Camaldoli, l’Istituto Luigi Sturzo propone un convegno per ripensare l’Europa di oggi e di domani, tra valori, responsabilità e visioni comuni. L’incontro si svolgerà nella Sala Perin Del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo. Interverranno Nicola Antonetti, Francesco Gagliardi, Lorenzo Franchini, Sebastiano Nerozzi e Maria Luisa Sergio, con le conclusioni affidate a Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte Costituzionale. PROGRAMMA.
  • 19 novembre, ore 14:00-18:00, Bruxelles. Evento: “S&D MED DAY – 30 years since the Barcelona Process – Pact for the Mediterranean, a progressive vision”. Presso il Parlamento europeo a Bruxelles si svolgerà l’iniziativa dedicata al trentesimo anniversario del lancio del Processo di Barcellona. L’evento intende presentare il Patto per il Mediterraneo, in un contesto di profondi cambiamenti globali che rendono cruciale il rilancio di una vera partnership e di una cooperazione più stretta nella regione. L’incontro potrà essere seguito anche in diretta streaming, disponibile in EN, FR, IT, ES e EL. Il programma completo e il link per la diretta sono disponibili alla pagina: PROGRAMMA E STREAMING.
  • 20-21 novembre, Copenaghen. Il Movimento Europeo Internazionale (EMI) terrà la sua Assemblea Federale annuale a Copenaghen. L’Assemblea riunisce ogni anno i membri provenienti da tutta Europa per fare il punto sul lavoro svolto, discutere le sfide politiche future e definire le priorità che guideranno l’azione comune. Il programma di quest’anno prevede dibattiti politici, sessioni plenarie e momenti di confronto con diversi stakeholder, per garantire che il lavoro dell’organizzazione continui a essere informato dalle voci dei membri e dalle realtà sul campo.
  • 21 novembre 2025, ore 10:00-12:30, Bruxelles. Il Centre international de formation européenne (CIFE) organizza delle tavole rotonde in omaggio ai professori Raimondo Cagiano de Azevedo e Vlad Constantinesco, con la partecipazione di Letizia Cagiano e Marie-Hélène Constantinesco. L’incontro si terrà presso l’European Energy Exchange AG a Bruxelles. Sono previsti interventi di Matthias Waechter (direttore generale del CIFE), Claude Nigoul e Frédéric Lépine (CIFE), Pier Virgilio Dastoli (Presidente del Movimento Europeo Italia), Jean-Paul Jacqué (Università di Strasburgo, Collège d’Europe) e Franklin Dehousse (Università di Liegi, Collège d’Europe). Nel pomeriggio si svolgerà l’Assemblea generale del CIFE.

  • 22 novembre, ore 11:30, Parigi. In occasione del ventesimo anniversario di Sauvons l’Europe si terrà a Parigi il tradizionale Banquet Européen. Il tema dell’edizione sarà “L’Europa di fronte ai populismi”, in un contesto segnato dalla crescita delle destre radicali in Francia e in Europa. Interverranno Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo Italia ed ex collaboratore di Altiero Spinelli, Sylvie Guillaume, Presidente dell’ONG Forum Réfugiés ed ex europarlamentare, Marie-Noëlle Lienemann, Presidente della Federazione nazionale delle Coop’HLM ed ex ministra ed europarlamentare, e Mounir Satouri, Presidente della Sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

  

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.