Istituendo questa giornata internazionale le Nazioni Unite ci ricordano quanto sia importante tutelare i diritti di coloro che per i motivi più vari sono costretti oppure scelgono di lasciare la propria terra di origine, se mai ne hanno conosciuta una, per sperare in una vita migliore.
Il rispetto dei diritti fondamentali e le procedure di accoglienza ed inserimento sociale non possono essere appannaggio esclusivo dei (pochi) beneficiari di protezione internazionale, ma deve necessariamente estendersi all’intera comunità umana che giunge alle nostre frontiere.
Il riconoscimento della protezione internazionale viene di frequente ostacolato dalle difficoltà comunicative e dalle carenze informative di controllori e controllati. Troppo spesso l’apparente assenza dei suddetti requisiti viene utilizzata come scusante per derogare al principio del rispetto dello stato di diritto. In troppi hanno già sofferto dell’assenza di una visione d’insieme del fenomeno migratorio fra le barriere fisiche e virtuali che innalziamo alle nostre frontiere.
Che si stia fuggendo da una guerra, come dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, come dalla povertà, rispetto dell’essere umano e dei suoi diritti fondamentali non conosce confini e non può incontrare deroghe.
Movimento europeo, 18 dicembre 2022
