Newsletter 19 Ottobre/2026 – L’EDITORIALE

 

 

ASCOLTARE PER DELIBERARE
LA RISPOSTA NECESSARIA E URGENTE ALLE PROTESTE DEGLI STUDENTI

Chiusi nel Palazzo d’Europa a Bruxelles i ventisette Capi di Stato e di governo dell’Unione e la Commissione europea – in un Consiglio europeo che nelle illusorie intenzioni di António Costa avrebbe dovuto definire l’agenda strategica europea su finanze, difesa, allargamento e politiche migratorie insieme ai temi cosiddetti di attualità come la competitività e il mercato, la regione artica, la COP31, l’energia, le guerre in corso, l’intelligenza artificiale e la demolizione del diritto internazionale – hanno esibito un silenzio assordante di fronte alle manifestazioni di protesta che scuotono da settimane il mondo dell’educazione in un numero crescente di paesi europei coinvolgendo discenti, docenti e sindacati.

E’ stato scritto e detto che l’Unione europea non ha competenze, poteri e politiche per rispondere alle ragioni delle proteste che riguardano il costo della vita e degli alloggi, la mancanza di docenti ed il livello dei loro stipendi, lo stato fatiscente degli edifici scolastici, l’assenza di concreta mobilità, le modalità di accesso all’università e le prospettive sul mercato del lavoro dei giovani che escono dagli istituti tecnici e che non  sono in grado o non vogliono iniziare un percorso di studi universitari per citare le ragioni essenziali delle proteste.

Tutto ciò è solo in parte vero perché il tema del costo della vita e degli alloggi coinvolge i governi ma anche le istituzioni europee, le spese per l’educazione concernono i negoziati fra Unione europea e gli Stati nelle regole che definiscono il livello dei bilanci nazionali e quello europeo, lo stato degli edifici scolastici rientrava nelle risorse previste dal NGEU che non a caso faceva riferimento alle nuove generazioni e rientra ora nella politica di coesione, la mobilità europea dei docenti e dei discenti fa parte ormai da tempo dei programmi europei, le modalità di accesso all’accademia dovrebbero far parte del programma di alleanza fra le università e le prospettive sul mercato del lavoro rientrano nei programmi europei in materia sociale legati alla formazione professionale.

Sono totalmente e irresponsabilmente mancate fra i governi e nelle istituzioni europee iniziative di ascolto con discenti e docenti che pure avevano manifestato già nello scorso anno scolastico un crescente malcontento e che si è tradotto poi nelle proteste esplose fin dalla ripresa dell’anno scolastico 2026-2027 in Germania, Grecia, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio ed ora anche in Italia con un evidente effetto emulativo.

Sono mancate attività di prevenzione e previsione anche all’interno delle famiglie delle degenerazioni di estrema, ingiustificata e ingiustificabile violenza preceduta talvolta da una ingiustificata azione di volontà di divieto preventivo di iniziative che si annunciavano come azioni di pacifica contestazione.

Poiché è difficile immaginare che le degenerazioni violente siano state il frutto di solo spontaneismo giovanile è apparsa con evidenza l’incapacità dei servizi di intelligence di verificare in un dialogo europeo e con un’azione comune di prevenzione la presenza di regie più o meno occulte nell’organizzazione delle violenze che sono andate dall’acquisto di migliaia di giubbetti neri, alla messa a disposizione di strumenti distruttivi e all’uso collettivo dei social.

Le reti degli studenti delle scuole medie superiori stanno diventando europee e non solo nazionali o locali anche in vista della annunciata manifestazione europea del 20 novembre 2026. 

(come è apparso nell’Appello collettivo basato sulle proposte elaborate durante la conferenza annuale del Collectif pour un Service Civique Européen, Parigi, 28 maggio 2026). LINK. 

Appare urgente e necessario che le istituzioni europee e nazionali, i poteri locali e regionali – ma anche i servizi di intelligence – escano dal loro silenzio assordante avviando un’ampia iniziativa di ascolto e di proposta sui temi più sopra citati (il costo della vita e degli alloggi, l’assunzione di docenti qualificati, la mobilità, l’accesso all’università e al mondo del lavoro, la qualità degli edifici scolastici ma anche la programmazione di attività educative extra-scolastiche). 

Il Parlamento europeo dovrebbe a nostro avviso promuovere rapidamente – insieme alla Commissione europea e con il supporto del Comitato Economico e Sociale e del Comitato delle Regioni – una conferenza europea rivolta alle reti degli studenti e ai sindacati dei docenti aperta alle associazioni delle famiglie ed alle organizzazioni rappresentative della società civile con funzioni non solo consultive ma anche deliberative sottoponendo i risultati delle deliberazioni ad uno speciale Consiglio “Jumbo” e ad una sessione straordinaria della Assemblea in tempo utile prima del 20 novembre ponendo al centro delle decisioni le competenze e i poteri sovranazionali dell’Unione europea.

Roma, 19 ottobre 2026 coccodrillo

 

[VERSIONE INGLESE] – [VERSIONE FRANCESE]