Newsletter 2 Dicembre/2025

 

  

Intervento del Presidente Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale

Napoli, 27/11/2025 

Rivolgo un saluto di grande cordialità agli Eminentissimi Cardinali, ai Vescovi presenti, al Presidente della Regione, al Sindaco; a tutti i presenti, ai docenti e alle studentesse e agli studenti della Facoltà.

Ringrazio il Cardinale Gran Cancelliere per l’invito a essere presente all’apertura di questo Anno Accademico. È per me anche l’occasione per ringraziare la Facoltà Teologica Pontificia dell’Italia Meridionale del contributo alla cultura dell’Italia e dell’orizzonte di conoscenza che presenta alle studentesse a agli studenti.

Il Preside della Facoltà poc’anzi ha parlato dell’andamento della Facoltà; gli studenti e le studentesse sono figli della loro terra e del loro tempo. Sono in cammino, come è in cammino – come ha ricordato – la teologia.

L’Arcivescovo, Gran Cancelliere, di questo cammino ha tracciato il percorso.

Gli sono riconoscente, in grande misura, per l’alto valore del percorso che ha indicato e che ha disegnato con tanta forza e profondità.

Avendo avuto il privilegio di poter leggere la Lectio qualche ora fa, questo mio apprezzamento, questo ringraziamento, questa riconoscenza è meditata.

Ha richiamato – nella Lectio, sua Eminenza, Cardinale, Gran Cancelliere della Facoltà – l’autentico significato di legalità e di solidarietà, affinché questi elementi approdino alla giustizia che – come ha detto – “non concede scampo”, perché ne costituisce banco di prova; affinché non si esprimano – quei due valori, quei due comportamenti, legalità e solidarietà – in atteggiamenti meramente formali.

La solidarietà – ha sottolineato – non si risolva nel lavarsi la coscienza.

Solidarietà è, difatti, dono di sé; non soltanto di qualche bene. È dono di condivisione, di impegno, di partecipazione.

Iniziative anche utili – talvolta anche molto utili – perdono valore se presumono di trasformarsi in alibi.

Questo passo mi ha fatto ricordare un breve scritto molto efficace di Papa Francesco, quando era Arcivescovo di Buenos Aires. È un piccolo libretto sulla corruzione. Racconta che una signora – come il fariseo in piedi al centro della Sinagoga, del Vangelo di qualche domenica addietro – gli raccontava dei buoni comportamenti suoi e dei suoi familiari. Rispondeva, l’allora Arcivescovo di Buenos Aires: sì, va bene, ma tu e tuo marito gli operai li pagate correttamente, secondo quello che è giusto?

Ecco, per questo, il Gran Cancelliere ha esortato, opportunamente, a coltivare autenticamente la dottrina sociale della Chiesa.

La scelta del nome fatta dal nuovo Pontefice ha indotto tutti noi a ripensare all’insegnamento di Leone XIII sulle ingiustizie del suo tempo.

E nel suo magistero Leone XIV, più volte, ha già ricordato, richiamato – e condannato – le ingiustizie di questo nostro tempo. Anche le odierne, insidiose nuove forme di ingiustizia.

La Lectio – che abbiamo ascoltato – del Gran Cancelliere ci ha presentato definizioni taglienti di una falsa morale sociale, che si basa, anche, sulla affermazione assolutoria: “è sempre avvenuto così”.

Non è vero che è sempre avvenuto così. Vi sono sempre stati, al contrario, nella vita delle varie comunità comportamenti di piena correttezza, sovente di generosa e autentica solidarietà, e comportamenti fraudolenti. Sempre vi è stato questo confronto e questa contrapposizione. Ma io continuo a essere convinto che i primi comportamenti siano di gran lunga più numerosi.

Eminenza, tante altre sue considerazioni meriterebbero di essere riprese per riflettervi.

Mi limito a porre insieme due diversi spunti che ci ha proposto: la teologia è chiamata a una memoria ostinata delle vittime; ha aggiunto che talvolta vengono uccise le speranze.

Mi ha ricordato un disegno, che conservo nell’appartamento in cui vivo al Quirinale. L’ho citato più volte incontrando Capi di Stati di altri Paesi, parlando del fenomeno della migrazione.

Vi è ritratto, sul fondo del mare, un ragazzino – poco più che bambino – circondato da animali marini, anche da uno squalo, che lo elogiano per la pagella che ha e che tiene in mano.

Il disegno non nasce dalla fantasia fervida e brillante del disegnatore ma da un episodio ben conosciuto della realtà.

Dieci anni fa nel Mediterraneo – che Lei poc’anzi ha ricordato, Eminenza – un vecchio peschereccio, carico di molte centinaia di migranti, è affondato. Erano – ripeto – molte centinaia, si valuta un migliaio di migranti: sono tutti annegati. Era vicino le nostre coste.

Il Governo non ha voluto lasciarli sul fondo del mare e, nei mesi successivi, ha fatto riportare lo scafo in superficie.

I nostri medici hanno esaminato le centinaia di corpi recuperati – oltre cinquecento – per cercare di dar loro un nome, per ricordarli. Una dottoressa – che ne ha scritto, in un suo libro – ha esaminato il corpo di questo ragazzino quattordicenne del Mali; esaminandolo si è resa conto che c’era qualcosa cucita nella fodera della giacca che indossava. Pensava di trovare un documento per poterlo indentificare. Ha aperto: non c’era un passaporto, c’era la pagella.

I voti era difficile vederli, ormai, dopo tanti mesi nel mare. Ma era la pagella. Perché questo ragazzino evidentemente voleva dimostrare di essere bravo e di venire in Europa per studiare.

Guardo spesso quella fotografia. E ogni volta mi chiedo chi sarebbe diventato questo ragazzino. E cosa abbiamo perduto con la sua morte e quella di tanti, tanti altri.

Ecco, fa riflettere. E credo che sia più efficace – questo disegno – di tante altre considerazioni.

Mi permetta ancora, Eminenza, di rifarmi a un’altra sollecitazione della sua Lectio: non possiamo sentirci neutrali.

Non è ammesso, di fronte alla illegalità, essere “neutrali”. Non ci è concesso, di fronte all’ingiustizia, alle disuguaglianze, alla povertà di essere indifferenti. Non ci è permesso, di fronte alla violenza, alla prepotenza di essere equidistanti.

Ce lo chiede anche la religione civile della nostra Costituzione, quella dei diritti universali dell’uomo.

Lei è stato convincente, Eminenza: siamo chiamati a ricercare “in basso, sotto, vicino”.

La sua conclusione – pare che abbia utilizzato le parole del Magnificat – non a caso, parole che anticipano quelle raccolte nel Discorso della montagna.

Su questo richiamo mi permetto di far mio, allora, il suo invito alle studentesse e agli studenti della Facoltà perché siano sempre “più liberi, più veri, più esposti”.

Affinché – in definitiva – siano pienamente portatori di speranza.

 

Questo discorso con l’immagine del ragazzo del Mali che abbiamo lasciato morire nel Mar Mediterraneo con la sua pagella cucita nella giacca vale centinaia di migliaia di volte in più di tante narrazioni sui migranti, come molte centinaia di migliaia sono i migranti che abbiamo lasciato morire nel Mar Mediterraneo, nel deserto del Sahara, nelle carceri libiche e alle frontiere europee di una Unione che si proclama ipocritamente una comunità di diritto.
Ci viene in mente un solo grido: vergogna!

 

 


 L’EDITORIALE

 #OBIETTIVO 40 COSTITUZIONE EUROPEA 

Le undicesime elezioni europee avranno luogo probabilmente dal 7 al 10 giugno 2029 e potrebbero coinvolgere ventinove Stati membri, se si avverassero le previsioni che circolano nei palazzi delle istituzioni europee e in quelli di Tirana e di Podgorica secondo cui l’Albania e il Montenegro (che ha adottato l’euro già nel 2002 con un’autonoma decisione al di fuori e contro i trattati come ha fatto anche il Kosovo) potrebbero diventare “per merito” membri dell’Unione europea prima di quelle elezioni con una accelerazione azzardata in una procedura che esige tutte le ratifiche nazionali per via parlamentare o per via referendaria nell’Unione e nei paesi candidati.

Ancora una volta le elezioni europee non avverranno lo stesso giorno nel rispetto delle tradizioni nazionali di paesi dove si vota il giovedì, il sabato e la domenica.

Sarebbe invece opportuno che il Consiglio dell’Unione dia finalmente seguito alle richieste formulate dal Parlamento europeo nelle relazioni Gozi e Ruiz Devesa di introdurre liste transnazionali a cui associare candidature all’elezione del Presidente o della Presidente della Commissione europea (Spitzenkandidat) ed estendere il diritto di voto in tutta l’Unione europea a chi avrà compiuto sedici anni il 31 maggio 2029 come avviene già in sei Stati europei.

Si potrebbe con l’occasione dare seguito all’idea – consentita dal Trattato di Lisbona – di una unione personale fra le presidenze europee della Commissione e del Consiglio europeo per facilitare la visibilità e la coesione dell’Unione europea nel mondo e rafforzare la natura comunitaria del Presidente del Consiglio europeo sottoponendolo allo scrutinio e al controllo del Parlamento europeo e applicando a questa presidenza unita il metodo adottato dal 2009 per l’Alto Rappresentante della politica estera e della sicurezza che presiede le riunioni dei ministri degli esteri e della difesa ed è vicepresidente della Commissione europea.

In questa logica e secondo una interpretazione innovativa ma corretta del Protocollo n. 4 sull’Eurogruppo, che riunisce solo gli Stati che hanno adottato la moneta unica, i ministri delle finanze potrebbero decidere di nominare un loro presidente a tempo pieno alla scadenza dell’attuale mandato che potrebbe così divenire il “ministro del tesoro” dell’Unione europea e rappresentarla a pieno titolo nelle organizzazioni internazionali.

Le prospettive delle nuove adesioni, su cui si è concentrato il rapporto annuale della Commissione europea, hanno riaperto – pur nel silenzio assordante dell’esecutivo europeo che ha rinviato sine die il tema delle riforme interne (LINK) – la tripla questione dell’approfondimento della revisione della governance europea, dell’allargamento ai paesi candidati e dell’accelerazione del processo di integrazione europea.

Nonostante gli accorati, inutili e sempre più flebili appelli di chi si illude ancora oggi che si possa formare nel Consiglio europeo una maggioranza assoluta di Capi di Stato e di governo disponibile ad avviare la procedura di modifica dei Trattati prevista dall’art. 48 TUE convocando una terza convenzione a cui affidare il mandato di adottare per consenso delle raccomandazioni da sottoporre ad una conferenza intergovernativa che decida all’unanimità in attesa della unanimità delle ratifiche nazionali, è evidente che non si aprirà questa procedura prima della fine di questa decima legislatura.

Ci si dovrà invece battere dentro e fuori del Parlamento europeo mobilitando le reti della società civile e i portatori di interessi europei (LINK)

  • per proteggere e garantire lo stato di diritto che è una competenza esclusiva dell’Unione europea,
  • per difendere le politiche necessarie al fine di garantire una convergenza ecologica giusta e sostenibile,
  • per realizzare una transizione digitale fondata su regole democratiche e sugli investimenti necessari per assicurare la nostra autonomia strategica,
  • per gettare le basi di una difesa dell’Europa come parte di una politica estera al servizio della pace (LINK),
  • per attuare la coesione economica, sociale e territoriale che comprende un’agricoltura al servizio della natura e lo sviluppo delle aree interne come condizione della competitività,
  • per cambiare rotta verso una politica di inclusione dei migranti e dei richiedenti asilo (LINK),
  • per concordare e dare seguito a partenariati strategici con il Mediterraneo e con l’Africa,
  • per negoziare ed esigere un quadro finanziario quinquennale fondato su adeguate risorse proprie come strumento per garantire beni pubblici europei (LINK).  

Noi proponiamo oggi che l’approfondimento della revisione della governance europea, l’allargamento ai paesi candidati e l’accelerazione dell’integrazione europea siano fondati su un obiettivo che chiameremo QUARANTA-COSTITUZIONE EUROPEA perché quaranta sono i mesi che ci separano dall’avvio delle procedure di presentazione delle liste e dei programmi di chi deciderà di partecipare alle undicesime elezioni europee e la costituzione europea deve essere lo scopo di questa campagna.

Quelle elezioni dovranno aprire formalmente un processo costituente al cui centro dovrà essere collocato il nuovo Parlamento europeo eletto dalle cittadine e dai cittadini degli Stati membri con l’obiettivo di discutere in un dialogo permanente con i parlamenti nazionali e le organizzazioni rappresentative della società civile, elaborare e adottare una costituzione europea da sottoporre ad un referendum di approvazione paneuropeo con un metodo di entrata in vigore che superi il vincolo della unanimità.

Poiché il processo costituente deve essere adeguatamente preparato noi proponiamo di utilizzare giorno dopo giorno questi quaranta mesi per un grande dibattito sul futuro dell’Europa in un nuovo ordine internazionale coinvolgendo i poteri locali e regionali, le fondazioni dei partiti politici europei, il mondo del lavoro e della produzione, il mondo della cultura e dello sport, il mondo della comunicazione e dei media, le organizzazioni religiose ed umaniste, i centri di ricerca e le università, i movimenti dei giovani sapendo che dieci milioni saranno i nuovi elettori nel 2029 offrendo loro una piattaforma europea digitale aperta anche ai paesi candidati alla adesione chiamandola #OBIETTIVO 40 COSTITUZIONE EUROPEA.

Roma-Bruxelles, 2 dicembre 2025

coccodrillo

 

 

  

 


EUROPA DEI DIRITTI

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

1-3 dicembre

  • Roma, Convegno “Guerra e pace: nelle prospettive economiche, sociali, morali e religiose” (Accademia Nazionale dei Lincei)
  • Roma, Consiglio Direttivo Consulta Europa

2 dicembre

  • Board of Directors meeting (European Civic Forum)

3 dicembre

  • Roma, Seminario su “Siamo tutti cittadini non di uno Stato, ma di una società europea? Incontro con Armin von Bogdandy” (ASTRID)

4 dicembre

  • Club of Venice plenary
  • Assemblea dei Soci IAI – Istituto Affari Internazionali
  • Roma, presentazione della Riforma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

5-6 dicembre

  • Nizza, Civil Society Forum – 25th anniversary of the European Charter of Fundamental Right (Movimento Europeo Francia, Movimento europeo Italia, Unione dei Federalisti Europei)

 

 

  


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 1-3 dicembre, Roma. L’Accademia Nazionale dei Lincei organizza un Convegno dedicato al tema della guerra e della pace, analizzato nelle sue molteplici dimensioni: economiche, sociali, morali e religiose. L’appuntamento si terrà presso la sede dei Lincei e vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti che offriranno un approccio interdisciplinare a una questione di grande attualità. MAGGIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA.
  • 3 dicembre, ore 10:00-12:00, Bruxelles e online. Conferenza “Rebuilding Multilateralism: Europe’s Role in UN Reform”. L’incontro, promosso da Pax Christi International insieme al gruppo S&D, sarà un dialogo di alto livello sull’urgenza di un nuovo ordine multilaterale e sul ruolo centrale che l’Unione Europea può svolgere nella riforma delle Nazioni Unite. Parlamentari europei, esperti ONU, diplomatici e rappresentanti della società civile si confronteranno per ripensare l’architettura della governance globale e lanciare un appello per un sistema multilaterale più giusto, inclusivo ed efficace. MAGGIORI INFORMAZIONI e ISCRIZIONI. PROGRAMMA.
  • 3 dicembre, ore 18:00-20:00, Milano. Presso la Sala Falck della Fondazione Ambrosianeum, si terrà l’incontro “Verso una Camaldoli europea”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nuova Camaldoli insieme a studiosi ed esponenti del mondo accademico e istituzionale, intende avviare una riflessione condivisa per la redazione di un nuovo “Codice per l’Europa”, ispirato ai valori e ai principi del Codice di Camaldoli del 1943. L’appuntamento sarà un’occasione di confronto su come ripensare l’identità europea e rilanciare il progetto di integrazione, con il contributo di associazioni, movimenti e realtà laicali di rilievo nazionale ed europeo. MAGGIORI INFORMAZIONI. PROGRAMMA.
  • 4 dicembre, ore 10:00, Roma. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale presenterà ufficialmente la riforma del MAECI. L’iniziativa, rivolta alla stampa e agli operatori istituzionali, illustrerà i contenuti e gli obiettivi della riorganizzazione del Ministero, con particolare attenzione al rafforzamento della diplomazia italiana e alla modernizzazione delle strutture. MAGGIORI INFORMAZIONI.
  • 5-6 dicembre, Nizza. In occasione del 25° anniversario della proclamazione della Carta europea dei diritti fondamentali a Nizza il 7 dicembre 2000, il Movimento Europeo francese, il Movimento europeo italiano e l’Unione dei Federalisti Europei, insieme ai loro partner, organizzano un Forum della Società Civile il 5 e 6 dicembre 2025 a Nizza. L’iniziativa vuole celebrare la storica mobilitazione che portò alla Carta e sottolinearne la sua attualità. La partecipazione è aperta a un ampio pubblico, inclusi professionisti del diritto, magistrati, decisori, studenti e rappresentanti di associazioni e istituzioni, con interventi previsti in francese e inglese. Per partecipare al Forum della Società Civile è necessario registrarsi all’apposito LINK. PROGRAMMA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

Agenda e programmazione istituzionale

Politica estera, sicurezza e geopolitica

Ambiente, sostenibilità e transizione

Difesa e sicurezza comune

Economia, industria e regolazione

Democrazia, allargamento e resilienza

Media e opinione pubblica

  

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.