SCRIVIAMO INSIEME IL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE
La commissione per i bilanci del Parlamento europeo ha votato il 15 aprile a larga maggioranza la relazione interlocutoria sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2028 se sarà raggiunto un accordo fra i governi e il Parlamento europeo, dopo un lavoro preparatorio iniziato il 7 maggio 2025 in cui sono state coinvolte quindici commissioni per parere oltre al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni.
La relazione interlocutoria sarà discussa in aula a Strasburgo il 28 aprile e votata il 30 aprile in un dibattito che dovrà tener conto delle risposte della Commissione europea e, eventualmente del Consiglio durante una sessione in cui si discuteranno anche gli orientamenti sul bilancio del 2027 e il discarico per il bilancio 2024 per ogni istituzione che rappresenta un importante strumento di controllo democratico sulla sana gestione delle finanze europee oltre al dibattito sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea che ha già provocato un conflitto fra il centro-destra e il centro-sinistra nel Parlamento europeo.
Il Consiglio europeo ha da parte sua calendarizzato le tappe dei suoi dibattiti – dopo il lavoro preparatorio svolto durante la presidenza danese (luglio-dicembre 2025) ed ora durante la presidenza cipriota (gennaio-giugno 2026) che saranno seguite dalle presidenze lituana (gennaio-giugno 2027) e greca (luglio-dicembre 2027) – che avranno luogo
- il 23 e 24 aprile 2026 quando un vertice informale dovrà prendere atto degli orientamenti espressi dal Parlamento europeo ma soprattutto dalle conflittuali posizioni dei governi degli Stati membri sulla ripartizione delle spese, sulle ipotesi di entrate, sulle modalità del rimborso del debito contratto con il NGEU che scade alla fine del 2026 e sui contributi nazionali al bilancio europeo che rischiano di provocare ulteriori conflitti se sono realistiche le previsioni diffuse dall’ufficio studi del Parlamento europeo (LINK),
- il 18 e 19 giugno 2026 quando il Consiglio europeo dovrà approvare il cosiddetto box e cioè il livello globale delle spese suddivise schematicamente dal Parlamento europeo in quattro headings: Europe’s social model and quality of life; competitiveness, prosperity and security; Global Europe; human resources,
- e poi tre vertici fra ottobre e dicembre 2026 (15-16 ottobre, 26-27 novembre, 17-18 dicembre) nella remota ipotesi in cui si raggiunga un accordo entro la fine del 2026.
Nel frattempo, ci saranno molte riunioni dei ministri delle finanze e dei ministri degli affari europei intervallate dagli incontri del Coreper, negoziati fra governi e parlamentari europei non previsti dal Trattato nel rispetto dell’accordo interistituzionale sul QFP.
Insieme al negoziato sul QFP si avvieranno i “triloghi” sui progetti di regolamenti dei fondi che la Commissione europea ha già messo sui tavoli dei co-legislatori nella convinzione che si arriverà ad un accordo sul QFP entro la fine del 2026 e che quei progetti di regolamenti adottati secondo la procedura ordinaria entrino in vigore entro la fine del 2027 e cioè prima dell’avvio del nuovo QFP.
Le istituzioni europee peccano di eccessivo ottimismo ed il Consiglio europeo di arroganza istituzionale se immaginano che l’accordo con il Parlamento europea possa essere raggiunto entro la fine del 2026.
L’arroganza del Consiglio europeo è aggravata dal fatto che il Trattato di Lisbona prevede che il QFP sia adottato dal Consiglio dell’Unione e non dal Consiglio europeo il cui unico potere di decisione risiede nella possibilità di autorizzare il Consiglio dell’Unione ad adottarlo a maggioranza qualificata con la clausola della passerella.
Dal primo QFP 1988-1992 che ebbe una durata quinquennale, fino al QFP 2021-2027 un accordo ad un anno dalla sua scadenza è stato raggiunto solo nel 2005 sotto la presidenza di Tony Blair pochi mesi dopo i “no” francese e olandese sul trattato-costituzionale mentre per cinque volte l’accordo è stato siglato solo poche settimane prima dell’entrata in vigore del nuovo QFP.
In vista delle prossime fasi dei negoziati sottolineiamo i seguenti elementi relativi al contenuto del progetto, al metodo e all’agenda:
- l’ammontare globale del QFP, e dunque l’ammontare corrispondente dei bilanci annuali con una flessibilità non prevista in passato, dovrebbe partire a nostro avviso dalla base minima proposta dalla commissione per i bilanci del Parlamento europeo e cioè l’1.27 % del Reddito Nazionale Lordo con una percentuale che escluda lo 0.11 % del rimborso dei debiti del NGEU,
- l’aumento dovrebbe essere consacrato prioritariamente al modello sociale e alla qualità della vita e cioè alla coesione territoriale, alla sostenibilità sociale e ambientale e ai programmi a gestione diretta (Horizon Europe, Erasmus +, Agora EU, EU4Health, e Life) insieme al rafforzamento dei partenariati internazionali e ai programmi preadesione,
- le spese per la difesa comune dovrebbero essere escluse dall’ammontare globale del QFP ed essere invece sostenute da debito pubblico ispirandosi al modello del NGEU che è garantito dal bilancio e fondato su una base giuridica che rispetti i poteri di decisione e controllo del PE,
- è necessaria una campagna di mobilitazione della società civile affinché il PE eletto nel 2029 esiga dalla nuova Commissione la presentazione fra le sue priorità di una revisione del QFP per passare progressivamente dall’1.1% del QFP 2021-2027 al 2.2 % entro il 2034,
- la nuova Commissione europea dovrebbe presentare nel 2031 un nuovo QFP in modo tale da passare di fatto da una scadenza settennale ad una scadenza quinquennale,
- è inaccettabile l’approccio della Commissione europea “one plan per Member State”,
- è essenziale salvaguardare ed anzi rafforzare il principio del rispetto dello stato di diritto come prerequisito per l’accesso ai fondi europei,
- un QFP sostenibile deve essere fondato su nuove risorse proprie che sostituiscano gradualmente i contributi nazionali partendo dal “basket approach” della Commissione e aggiungendo alle proposte della Commissione nuove risorse che colpiscano esternalità negative (come il gioco d’azzardo, il tabacco, l’alcol, i prodotti di lusso e i super-ricchi) al fine di garantire beni pubblici europei con un mix di investimenti pubblici e privati,
- la posizione del PE sarà tanto più forte e autorevole quanto più sarà fondata sul consenso delle pubbliche opinioni attraverso strumenti di piattaforme digitali, petizioni e iniziative di cittadini europei che creino un sistema di bilancio partecipativo e di scrittura collettiva del QFP,
- infine, bisogna lanciare una campagna a sostegno della posizione espressa dal Parlamento europeo. “it will only approve a long-term budget including appropriate and sustainable revenue that is fit for purpose for the EU in a changing world”.
Vi attendiamo numerose e numerosi alla riunione online della Piattaforma sul futuro dell’Europa il 23 aprile dalle 16:30 alle 19:00 chiedendovi di confermare per mail la vostra partecipazione a: segreteria@movimentoeuropeo.it.
20 aprile 2026![]()
