CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Attiriamo la vostra attenzione
– Ultime da Bruxelles
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
TORNARE AL FUTURO
Nel 2002, Giuliano Amato scrisse in collaborazione con Fabrizio Forquet un saggio dal titolo “Tornare al futuro” ed il sottotitolo “la sinistra e il mondo che ci aspetta”.
Vogliamo aprire oggi una riflessione sulle culture politiche europee e non solo sulla cultura politica della sinistra di fronte al mondo che ci aspetta dopo l’insediamento per la seconda volta alla Casa Bianca di Donald Trump che, come sappiamo, rappresenta solo molto parzialmente la cultura politica del Partito Repubblicano che ha governato negli USA dall’inizio dello scorso secolo ad oggi per 64 anni rispetto ai 56 anni dei Democratici.
Sappiamo che i Repubblicani, che furono rappresentati nel diciannovesimo secolo dal Presidente Lincoln, appartengono attualmente alla Unione della Democrazia Internazionale fondata nel 1983 con lo slogan della “alleanza mondiale del centro-destra” a cui fanno riferimento a livello europeo sia il PPE che ECR e, per l’Italia, sia Fratelli d’Italia che Forza Italia ma non tutti i partiti di centro-destra nell’Unione europea hanno deciso di aderire perché non ci sono ad esempio partiti francesi o polacchi mentre c’è Fidesz di Viktor Orban ma non c’è lo spagnolo Vox.
“Tornare al futuro” dunque potrebbe essere uno slogan per l’Unione europea e non solo per le sinistre “nel mondo che ci aspetta” durante i prossimi quattro anni della seconda presidenza di Donald Trump sapendo che in questo quadriennio gli equilibri politici potrebbero cambiare in Germania dopo le imminenti elezioni del 23 febbraio ma anche in Francia e in Italia che andranno al voto nel 2027 o in Ungheria nel 2026 o in Spagna nel 2028.
Dal 2002 in poi è progressivamente cresciuta l’onda di centro-destra ed è arretrata quella di centro-sinistra e ancor di più la sinistra a cui si è aggiunta in quasi tutti i Paesi dell’Unione europea l’onda dei partiti di estrema destra che usano impropriamente l’espressione etimologica del “conservatorismo” o addirittura del “riformismo” (ECR) quando la loro strategia non è la conservazione dell’esistente ma il passaggio da una società aperta ad una società chiusa, dall’economia sociale di mercato ad una finanza aggressiva, dall’interdipendenza di Stati sempre meno sovrani ed invece sempre più strettamente uniti in sovranità condivise al ritorno dell’Europa delle Nazioni.
Etimologicamente si dovrebbe piuttosto usare l’espressione di un’onda “reazionaria” e cioè di una strategia che si pone l’obiettivo di ripristinare assetti politici, sociali e culturali superati fino al punto di recuperare nostalgie neofasciste che caratterizzano la linea politica di AFD in Germania, di FPOE in Austria, di Vox in Spagna per citare i casi più eclatanti.
Nel mondo europeista vi è chi si illude sulla possibilità che una parte dell’onda conservatrice o, meglio, reazionaria come Fratelli d’Italia possa arretrare e che alcune delle sue componenti possano accettare l’idea che il processo di integrazione europea prosegua sulla via di una “unione sempre più stretta” se non addirittura di carattere federale.
Non sta a noi giudicare le ragioni e le conclusioni delle riunioni che, nello scorso week-end, hanno visto discutere per la prima volta a Milano esponenti soprattutto di cultura cristiana della “Comunità democratica” e di nuovo ad Orvieto per la venticinquesima volta l’associazione “Libertà Eguale” a cui appartengono liberaldemocratici e cattolici democratici.
Il tema della costruzione europea non era prevalente in queste due riunioni che erano essenzialmente dedicate allo stato preoccupante della politica e dell’economia in Italia anche se allo stato altrettanto preoccupante dell’Unione europea alla vigilia dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca hanno fatto riferimento interventi come quello di Romano Prodi a Milano e di Paolo Gentiloni a Orvieto.
Ha invece attirato la nostra attenzione e per ragioni europee il titolo dell’evento di Milano “creare legami – guarire la democrazia” perché lo stato preoccupante dell’Unione europea anche nella fragile dimensione della sua democrazia esige un’azione per creare maggiori legami sia nelle reti delle organizzazioni rappresentative della società civile che nel mondo della politica al fine di stabilire le condizioni per lo sviluppo delle sue politiche necessarie a garantire beni pubblici – su cui il Movimento europeo ha dato indicazioni precise – e per la sua indispensabile riforma in senso costituzionale.
Dal punto di vista del mondo della politica e della necessità di “guarire la democrazia” non si tratta di ripetere la formula ormai stantia della cosiddetta “maggioranza Ursula” – come ha detto a Milano Ernesto Maria Ruffini – che è diventata molto fragile nel Parlamento europeo sotto i colpi della tattica dei “due forni” del leader del PPE Manfred Weber.
Si tratta di creare invece le condizioni per una nuova alleanza – che noi chiameremmo “costituente” – per un patto fra l’universalismo cristiano, l’internazionalismo socialista e il cosmopolitismo liberale insieme alla dimensione transnazionale della convergenza ecologica sapendo che non tutti i partiti che appartengono a queste culture condividono la scelta della speranza di una Unione sempre più stretta e cavalcano invece il populismo delle paure.
Dal punto di vista della società civile l’idea di “creare dei legami” appare indispensabile per recuperare la dimensione della cittadinanza attiva coinvolgendo quella metà delle opinioni pubbliche che mediamente hanno deciso di non partecipare all’esercizio del voto nella democrazia rappresentativa – con una percentuale che in Italia è scesa al 48% alle elezioni europee nel 2024 e che ha visto evaporare il 10% degli elettori alle elezioni politiche nel 2022 e ancor di più nelle elezioni locali – rafforzando la dimensione della democrazia partecipativa.
Roma, 20 gennaio 2025
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ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”
a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato
(Editoriale Scientifica – Napoli)

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.
Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.
Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.
ULTIME DA BRUXELLES
“SICUREZZA EUROPA”?
LA POLONIA È TORNATA (1939-2025)
- Testo, contesto e pretesto.
Nell’editoriale di questa Newsletter Pier Virgilio Dastoli richiama i valori della democrazia partecipativa e sottolinea la necessità di “creare legami” nella società civile per realizzare una cittadinanza attiva. Si tratta, secondo Dastoli, di un testo da collocare nel contesto, nella cornice, di quel “tornare al futuro” che non è rievocazione della nota serie di film sul “ritorno al futuro” ma, partendo dal titolo di un saggio di G. Amato e F. Forquet del 2002, è spunto di ragionamento sul “che fare?” dell’Europa odierna alle prese col disordine del mondo e col cambiamento/sovvertimento (non sempre da criticare) di canoni e regole passate.
Perché non sia mero pretesto di discorso fine a sè stesso conviene allora guardare al futuro ri-considerando i primi anni cinquanta del secolo scorso. In quel tempo alla Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 seguì il Trattato del 1951 istitutivo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio/CECA, prendendo poi forme concrete la speranza di federazione continentale fondandosi nel 1952 sul Trattato istitutivo di una Comunità europea di difesa/CED e subito dopo su una collegata Comunità politica europea, di cui nel 1953 fu approvato il Trattato istitutivo. Non se ne ricavò sèguito compiuto a motivo dell’accantonamento del progetto CED col voto contrario, nel 1954, da parte dell’Assemblea nazionale francese. Il ripiego consolatorio avvenne successivamente, com’è noto, prima con la Conferenza di Messina che nel 1955 rilanciò il processo di integrazione europea, poi nel 1957, coi Trattati istitutivi della Comunità economica europea/CEE e della Comunità europea dell’energia atomica/CEEA (o Euratom) entrati in vigore il primo gennaio 1958.
Guardare indietro per leggervi i passi del possibile futuro prossimo, nel tempo attuale delle catastrofi presenti e annunciate, può essere esercizio utile ma con la piena coscienza dell’irripetibilità puntuale del passato (che del resto gli obiettivi federali che noi auspichiamo non li ha raggiunti).
Allora ecco la Polonia, alla guida del Consiglio (dei ministri) dell’Unione europea nel corso del primo semestre del nuovo anno, che al centro del proprio programma di governo delle cose europee mette l’espressione “Sicurezza Europa!” (col punto esclamativo!).
Torna orgogliosamente questo Paese, senza che ci si possa dimenticare la criminale finis Poloniae sancita nel 1939 nel patto nazisovietico Molotov-Ribbentrop di sua spartizione, con tutto quello che ne è seguito. Né va dimenticata, sia pur considerandone il diverso peso, la stagione polacca di “euroscetticismo” da poco conclusasi.
La Polonia sarà la nuova locomotiva d’Europa? Questo il titolo dell’articolo pubblicato su Internazionale.it del 10 gennaio scorso.
- Sicurezza d’Europa.
Dunque, convintamente, “Sicurezza Europa!”. Oppure, più dubitativamente, “Sicurezza Europa?”.
Nel dar risposta alla domanda son sicuro che la Polonia abbia fra l’altro ben presente il proprio confine nord orientale con la federazione Russa nonché quello con Kaliningrad, territorio anch’esso russo e costituente un’enclave sulle rive del mar Baltico fra Lituania e, appunto, Polonia. Si tratta, come si sa, della vecchia Könisberg, patria di Immanuel Kant; e qui mi fermo perché le sollecitazioni al riguardo mi trascinerebbero lontano, dal passato a un futuro Kantianamente ardimentoso.
Allora qual è, sia pure in estrema sintesi, il contenuto del programma polacco?
Nel sito Internet dell’ASVIS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) lo si trova così riassunto, l’8 gennaio: “Difendere democrazia e valori, contrastare la disinformazione sul clima, partecipazione per una transizione basata su consenso, sostegno e incentivi, competitività: le priorità del primo semestre 2025 del Consiglio dell’Unione”. Il tema “Sicurezza Europa!” – ci dice Luigi Di Marco – “viene declinata in tutte le sue dimensioni: esterna, interna, informativa, economica, energetica, alimentare e sanitaria”.
Le priorità della presidenza polacca del Consiglio saranno dibattute in Parlamento europeo, col Primo ministro Tusk, il 22 gennaio, dopo la dichiarazione del governo polacco secondo cui la propria (seconda) presidenza dell’UE giunge “in un momento di incertezza e preoccupazione” per quanto riguarda le conseguenze della guerra, ormai al terzo anno, della Russia contro l’Ucraina, con le crescenti tensioni geopolitiche, la pressione migratoria e il declino della competitività europea.
“Le sette priorità della presidenza polacca” – ci riassume il sito del Parlamento europeo dedicato all’ “Attualità” – “sono le seguenti:
- Difesa e sicurezza
- Protezione delle persone e delle frontiere
- Resistenza alle ingerenze straniere e alla disinformazione
- Garantire la sicurezza e la libertà d’impresa
- Transizione energetica
- Agricoltura competitiva e resiliente
- Sicurezza sanitaria”.
Se ne potrà ragionare nei prossimi giorni, per verificarne saldezza di fondamento (giuridico-politico) e prospettive di successo.
Dino G. Rinoldi
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
20-22 gennaio
- Messina, iniziative celebrative per il 70° anniversario della “Conferenza di Messina” (Università degli Studi di Messina, Movimento europeo Italia)
21 gennaio
- Cosenza, incontro “Cittadini attivi in Europa: un percorso di consapevolezza e comunicazione” (Fondazione ETS Attilio e Elena Giuliani, SSIP – Seminario Permanente di Studi Internazionali)
23 gennaio
- Roma, Consiglio di Presidenza del Movimento europeo Italia
24 gennaio
- Roma, Convegno “L’Unione europea, gli europartiti e la società civile europea” (Università degli Studi Link)
25 gennaio
- Parigi, Assemblea Sauvons l’Europe
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 20-22 gennaio, Messina. Iniziative celebrative per il 70° anniversario della “Conferenza di Messina”, organizzate dall’Università degli Studi di Messina e dal Movimento Europeo Italia in collaborazione con gli Archivi storici dell’Unione europea dello European University Institute, Villa Vigoni – Centro italo-tedesco per il dialogo europeo, la Rete Europe Direct della Regione Sicilia, la Fondazione Bonino-Pulejo di Messina, Taormina International Book Festival, il Centro di documentazione europea dell’Università degli Studi di Messina. Le iniziative si concluderanno con la Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2024/25. L’ospite d’onore sarà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per l’Università questa sarà l’occasione per ribadire la propria vocazione europeista e comunitaria e, più in generale, dell’intero territorio, richiamando quello spirito che animò i padri fondatori dell’UE e da cui, oggi più che mai, occorre trarre ispirazione per affrontare tutti insieme le sfide contemporanee. PROGRAMMA COMPLETO.
- 21 gennaio, ore 9:00, Cosenza. Nell’ambito del Progetto PCTO, si svolgerà l’incontro “Cittadini attivi in Europa: un percorso di consapevolezza e comunicazione”, con gli studenti del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza e dell’Istituto Superiore “E. Mattei – G. Garibaldi – A. Alfano” di Castrovillari, presso la suggestiva cornice di Villa Rendano a Cosenza. Temi principali che saranno affrontati: ruolo delle Istituzioni europee: struttura e competenze; politiche e finanziamenti dell’UE nel territorio; opportunità per i giovani: programmi di mobilità e apprendistato. Relatore: Prof. Franco Mollo, Coordinatore regionale del Movimento Europeo per la Regione Calabria. Sarà possibile seguire l’incontro anche online. LOCANDINA.
- 24 gennaio, ore 9:00-18:45, Roma. Convegno “L’Unione europea, gli europartiti e la società civile europea” promosso dall’Università degli Studi Link. L’incontro sarà suddiviso in 4 sessioni: prima parte PRESENTAZIONE DEL FASCICOLO LE CULTURE POLITICHE DELLA SINISTRA ITALIANA E IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA NEGLI ANNI OTTANTA DELLA RIVISTA “DIMENSIONI E PROBLEMI DELLA RICERCA STORICA”; seconda parte: ATTORI E POLITICHE DELLA SOCIETÀ CIVILE EUROPEA; terza parte: EUROPARTITI: FAMIGLIE POLITICHE E AGGREGAZIONI; quarta parte: DEMOCRAZIA E RIFORME NELL’UNIONE EUROPEA. PROGRAMMA. Per partecipare online: https://meet.goto.com/BIBLIOTECA_RM_LCU.
- 24 gennaio, ore 14:00-18:00, Ferrara. L’Università degli Studi di Ferrara promuove il seminario dal titolo “Politiche migratorie e conflitti tra ordinamenti: una riflessione multidisciplinare a partire dal caso dei ‘Paesi sicuri’”, presso il dipartimento di Giurisprudenza. PROGRAMMA. I lavori possono anche essere seguiti online all’indirizzo: https://meet.google.com/kys-gvzc-uty
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- Genocidio o no, Israele è un paese criminale, di Roberto Della Seta (Il Manifesto)
- Bollettino quindicinale sulle attività dell’Unione europea a cura dell’Ufficio Rapporti con l’Unione europea della Camera dei deputati (Bollettino n.49 / 6-19 gennaio 2025)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (Settimana 20-26 gennaio 2025). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.
