Newsletter 20 Ottobre/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione”

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 L’EDITORIALE

Come e perché programmare il futuro delle finanze europee

Nella maggior parte dei paesi del mondo funziona ormai da oltre quarant’anni uno strumento di programmazione finanziaria attraverso bilanci pluriennali che – secondo il modello teorico di Richard Musgrave per le funzioni allocative, redistributive e di stabilizzazione – dovrebbe avere l’obiettivo di  

  • migliorare gli equilibri macroeconomici,
  • garantire una efficace allocazione delle risorse,
  • assicurare la prevedibilità delle spese,
  • rafforzare la responsabilità politica degli esecutivi attraverso il controllo parlamentare laddove i parlamenti hanno un vero potere democratico,
  • e realizzare politiche pubbliche più efficienti.

In questo spirito, i quadri di spese a medio termine (in inglese MTEF: Medium-Term Expenditure Frameworks) coprono normalmente un periodo di tempo minimo da tre a cinque anni – come avviene in Italia dal 1978 che discuterà ora di un bilancio 2026-2028 o in Spagna dal 2025 al 2028 o in Germania dal 2025 al 2029 con i Medium-Term-Fiscal-Structural Plans – che consentono ai parlamenti nazionali di assumere la responsabilità di controllare la politica fiscale (no taxation without representation) dei governi.

Nelle Comunità europee prima e nell’Unione europea poi sono stati introdotti gli stanziamenti di impegno a carattere pluriennale che riguardavano principalmente la politica regionale considerata come “non obbligatoria” perché non prevista dai trattati e gli stanziamenti di pagamento a carattere annuale che riguardavano principalmente la politica agricola e il fondo sociale considerati come “obbligatori” perché previsti invece dai trattati (LINK).

La distinzione fra spese obbligatorie e spese non obbligatorie è stata abolita nel 2010 dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e della nuova procedura di bilancio stabilita negli articoli 311-316 TFUE.

Nel 1988 fu introdotta per la prima volta da Jacques Delors la programmazione finanziaria pluriennale che appariva allora necessaria per accompagnare la realizzazione del mercato unico con “politiche” pubbliche europee e non solo “azioni” in settori di nuove competenze introdotte dall’Atto Unico europeo del 1987 in particolare per l’ambiente e per la ricerca con iniziative legate a nuovi obiettivi che erano state individuati dall’allora commissario europeo Altiero Spinelli all’inizio degli anni settanta usando il grimaldello di una embrionale politica industriale (LINK).

Le proposte di Jacques Delors, presentate al Parlamento europeo il 18 febbraio 1987 all’interno di quello che era stato chiamato “Pacchetto Delors I” o, meglio, “Portare l’Atto Unico al successo”, avevano in effetti l’ambizione o piuttosto l’illusione

  • di contribuire alla realizzazione di un mercato senza frontiere entro una data imprecisata nel 1992,
  • di creare le condizioni di una effettiva coesione economica e sociale,
  • di promuovere una politica europea della ricerca e della tecnologia,
  • di rafforzare lo SME,
  • di gettare le basi di uno spazio sociale europeo,
  • e di promuovere interventi comunitari in materia ambientale.

Per ottenere questi risultati Jacques Delors aveva avvertito gli Stati membri che sarebbe stato necessario dotare le Comunità europee di risorse finanziarie adeguate che, a suo giudizio, si sarebbero dovute concentrare

  • sulla fissazione di un massimale delle entrate,
  • sulla riduzione dei contributi degli Stati attraverso l’aliquota della TVA,
  • e sull’introduzione di quella che fu chiamata “la quarta risorsa” e cioè una percentuale del PIL per ogni Stato membro a seconda della loro ricchezza interna.

Jacques Delors accettava così in partenza il principio secondo cui il bilancio europeo dovesse essere dettato dal massimale delle entrate stabilito dal Consiglio su cui il Parlamento europeo non era nemmeno consultato e non dai bisogni di spesa.

Queste entrate dovevano derivare secondo Jacques Delors principalmente dai contributi degli Stati membri (ai quali veniva inoltre aumentata dal 10 al 25% la percentuale per i costi di raccolta delle risorse provenienti dai dazi) incrementando in tal modo la logica del cosiddetto “giusto ritorno” da cui era nata la famosa invettiva thatcheriana “I want my money back”.

La Commissione Delors aveva così deciso di ignorare le ragioni che avevano spinto il Parlamento europeo a bocciare nel dicembre 1979 il bilancio per l’esercizio 1980 proposto dalla Commissione Thorn a cui era seguita l’iniziativa del “Coccodrillo” per una revisione costituente dei trattati di Roma e, poi, nel dicembre 1984 il bilancio per l’esercizio 1985 che secondo l’Assemblea avrebbe dovuto

  • essere iscritto nel programma quadriennale 1985-1988 dell’esecutivo europeo,
  • prevedere l’emissione di prestiti e di nuove risorse proprie per coprire il deficit delle spese nella misura in cui esse superassero il tetto dell’1% delle entrate derivanti dalla TVA (LINK),
  • concepire gli stanziamenti di impegno in funzione dell’ipotesi che, nel corso del 1985, gli Stati avessero votato il trasferimento di una parte della TVA alle Comunità nella misura necessaria per garantire la realizzazione del programma quadriennale,
  • calcolare l’ordine di grandezza delle riduzioni che gli Stati membri avrebbero potuto introdurre nelle loro spese come conseguenza delle spese assunte dalle Comunità.

Il primo “MTEF” europeo proposto da Jacques Delors ebbe una durata quasi quinquennale per il periodo dal 29 giugno 1988 al 31 dicembre 1992 ma poi i governi nazionali dei Dodici pretesero ed ottennero che, contrariamente a quel che avveniva nel resto del mondo, la durata del quadro finanziario europeo pluriennale fosse di ben sette anni.

Da allora il Consiglio dell’Unione ne ha adottati altri cinque (1993-1999, 2000-2006, 2007-2013, 2014-2020, 2021-2027) con l’imprimatur del Consiglio europeo e con l’approvazione obtorto collo del Parlamento europeo.

Siamo così giunti all’inizio della procedura per il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale che dovrebbe essere avviato il 1° gennaio 2028, che il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (art. 312.1) prevede per un periodo di “almeno cinque anni” ma che la Commissione europea ed il Consiglio si ostinano a voler fissare per un periodo di sette anni fino al 31 dicembre 2034 e cioè per un periodo di tempo che vincolerà la Commissione europea in funzione dal novembre 2029 al luglio 2034 e, soprattutto, il Parlamento europeo che sarà eletto nella primavera 2029 e resterà in carica fino al giugno 2034 nonostante le prevedibili sfide a cui dovremo rispondere nella prima metà del terzo decennio di questo secolo.

Il tema dei tempi e dei modi della futura programmazione finanziaria europea e della garanzia di beni pubblici relativi a politiche che potranno essere realizzate con efficacia solo a livello europeo, secondo una interpretazione dinamica del principio di sussidiarietà, deve essere al centro dell’orientamento che il Parlamento europeo dovrebbe adottare nella seconda sessione di novembre.

Esso dovrebbe costituire la base dei negoziati con il Consiglio non previsti dai trattati – che si limitano al potere di approvazione del QFP alla maggioranza assoluta dei membri (art. 312.2) prevedendo anche la clausola della passerella per superare il vincolo della unanimità nel Consiglio – ma regolati dall’accordo interistituzionale inserito dalla Commissione europea nelle proposte del 16 luglio 2025.

Questo orientamento si affianca e rafforza le proposte adottate dal Parlamento europeo e relative al progetto della Commissione europea in cui l’Assemblea ha espresso i suoi orientamenti di bilancio (LINK)

  • sulla necessità e sull’urgenza di introdurre nuove e più ambiziose risorse proprie che sostituiscano gradualmente i contributi nazionali (LINK),
  • sulla contrarietà a nuovo debito per far fronte ai debiti pregressi derivanti dal NGEU,
  • sulla distinzione fra gli obiettivi della PAC previsti dagli articoli 39-44 TFUE e gli obiettivi della coesione economica, sociale e territoriale già indicati nell’art. 3 TUE e poi precisati negli articoli 174-178 TFUE,
  • sulla salvaguardia dell’aumento dei fondi per la coesione territoriale, per una politica agricola sostenibile, per le transizioni ecologica e digitale, per la dimensione sociale, per le politiche di inclusione, per la ricerca e per lo sviluppo tecnologico, per l’energia, per l’economia sociale, per gli investimenti industriali e per le reti transeuropee, per i partenariati strategici, per la società civile e lo scudo della democrazia europea, per l’educazione e la cultura, per la protezione civile e per la salute a fronte dei nuovi e prevedibili investimenti in progetti europei sulla difesa e sullo spazio,
  • sul carattere essenziale della sostenibilità sociale delle politiche europee come presupposto della competitività,
  • sull’alternativa fra solidarietà comunitaria e sperequazione nazionalista,
  • sulle condizionalità legate al rispetto dello stato di diritto.

In vista della modifica dell’art. 311 TUE relativa alla procedura per l’introduzione di nuove risorse proprie – che prevede attualmente il potere esclusivo all’unanimità del Consiglio e la semplice consultazione del Parlamento europeo – l’accordo interistituzionale sul nuovo MFF dovrebbe introdurre una procedura di concertazione finanziaria sul modello di quella introdotta il 4 marzo 1975 per atti di portata generale con implicazioni finanziarie e la convocazione di due sessioni straordinarie di assise interparlamentari sul modello di quelle che si svolsero a Roma nel novembre 1990 e che vengano convocate all’inizio e alla fine dei negoziati sul MFF (LINK).

Roma, 20 ottobre 2025coccodrillo

 

 

 


ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE

Ventunesima riunione della Piattaforma italiana sul futuro dell’Europa

“Il mondo è cambiato: cambiamo il bilancio europeo”

 

Care amiche e cari amici europeisti,

ci incontreremo di nuovo il 27 ottobre 2025 dalle 17h00 alle 19h30 presso la Sala dedicata a David Sassoli della Città Metropolitana di Roma nella ventunesima riunione della Piattaforma italiana sul futuro dell’Europa per aprire uno spazio pubblico sulle prospettive finanziarie dell’Unione europea e la garanzia di beni pubblici europei che dovranno far parte del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dal 2028 al 2032.

La rete delle associazioni e degli esperti che partecipano sempre più numerosi ai lavori della Piattaforma ha potuto leggere e giudicare in questi ultimi mesi l’abbondante documentazione delle istituzioni europee, delle forze politiche, dei portatori di interesse e dei centri di ricerca da noi puntualmente diffusa su un tema che abbiamo giudicato essenziale per il futuro dell’Unione europea.

Sul nostro sito potete rileggere i nostri commenti sulla newsletter settimanale ed essere aggiornati attraverso le pagine del Parlamento europeo dedicate alle commissioni parlamentari ed in particolare alla commissione dei bilanci sull’evoluzione degli orientamenti della Assemblea che ha lanciato una significativa campagna di comunicazione con lo slogan “è cambiato il mondo, cambiamo il bilancio europeo” che vi suggeriamo di usare sin d’ora fino alla fine del 2027.

Nella riunione del prossimo 27 ottobre, che vorremmo svolgere prioritariamente in presenza usando il nostro link zoom solo per chi dovrà necessariamente seguirla a distanza o attraverso la diffusione su Radio Radicale, daremo la parola a parlamentari della Camera e del Senato, a consiglieri del Comitato delle Regioni e del Comitato Economico e Sociale, a economisti ed esponenti del mondo del lavoro in uno scambio di idee di cui troverete a metà settimana il progetto di programma sul nostro sito www.movimentoeuropeo.it.

Nella ventiduesima riunione della Piattaforma italiana, che si svolgerà invece in occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo dal 24 al 27 novembre 2025 a Strasburgo, dialogheremo con i parlamentari europei che accoglieranno il nostro invito ad aprire uno spazio dedicato al modello di un bilancio partecipativo secondo un metodo innovativo che intendiamo suggerire ai consigli nazionali del Movimento europeo internazionale nella Assemblea federale del 20-21 novembre a Copenaghen.

Pensiamo anche di promuovere nel 2026 dei panel transnazionali sollecitando le associazioni che partecipano alla Piattaforma italiana a suggerire partner europei disponibili ad essere coinvolti nel nostro metodo di spazio pubblico.

Per memoria vi inviamo il capitolo del nostro “libro verde” dedicato ai beni pubblici europei (LINK) e il nostro progetto di rapporto sulle modalità di finanziamento del bilancio europeo pluriennale (LINK).

Vi preghiamo di confermare entro il 23 ottobre (segreteria@movimentoeuropeo.it) la vostra partecipazione in presenza o a distanza avvertendovi che la riunione inizierà puntualmente alle 17h00, che terminerà alle 19h30 e che il link zoom sarà inviato il 27 mattina pregando tutte e tutti di controllare se il nostro messaggio si sarà nascosto nello spam.

Grazie e a presto,

 

Pier Virgilio Dastoli – Presidente

Dalla Maison Jean Monnet, 18 ottobre 2025   

 

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

20 ottobre

  • Roma, Assemblea della Consulta Europa di Roma Capitale

22 ottobre

  • Roma, presentazione del Rapporto ASviS 2025
  • Seminario “IL NUOVO QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE IN DISCUSSIONE NELLE ISTITUZIONI DELL’UNIONE” (Fondazione Bruno Buozzi e Movimento europeo Italia)

23 ottobre

  • Roma, Consiglio di Presidenza del Movimento europeo Italia

24 ottobre

  • Roma, incontro “A 80 anni dalla Carta dell’ONU: Multilateralismo – Democrazia – Diritto Internazionale in crisi profonda. Una Costituzione della Terra come orizzonte e via maestra per uscirne. I possibili percorsi” (Università della Pace, Costituente Terra – Othernews)
  • Roma, Giornata di studi “Oltre le Frontiere” in onore di Raimondo Cagiano de Azevedo (Sapienza Università di Roma)

25 ottobre

  • Bologna, XIII Congresso Nazionale dell’Associazione Onconauti
  • Perugia, presentazione del libro di Antonio Bellucci “Javier Milei. Fenomeno o illusione? Una figura contraddittoria”

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 22 ottobre, ore 10:00-13:30, Roma. Presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma, si terrà l’evento di presentazione del Rapporto ASviS 2025, curato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. A dieci anni dall’adozione dell’Agenda 2030, il documento analizza il posizionamento dell’Italia rispetto agli SDGs, raccoglie l’opinione dei cittadini e propone interventi trasformativi per il prossimo quinquennio, cruciale per accelerare l’impegno globale e definire la futura agenda di sostenibilità. Interverranno, oltre ai vertici dell’ASviS, rappresentanti delle istituzioni. I posti in presenza sono esauriti; la registrazione resta aperta solo per gli addetti stampa. E’ possibile seguire la diretta sul sito e sui canali social dell’ASviS. PROGRAMMA.
  • 22 ottobre, ore 15:30. La Fondazione Buozzi ETS inaugura il ciclo di “incontri europei” con il Seminario dal titolo “Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034” dedicato alla proposta della Commissione europea sul nuovo QFP. Ospite del primo appuntamento sarà il Prof. Virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo Italia, che illustrerà le principali novità e criticità del documento, tra cui la proposta di accorpamento tra Politica di Coesione e PAC nei nuovi Piani di Partenariato Nazionali e Regionali. L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali Facebook e YouTube della Fondazione Bruno Buozzi. PROGRAMMA.
  • 23 ottobre, ore 17:00-19:30, Roma. La Presidenza del Movimento europeo Italia si riunirà per fare il punto sul dibattito europeo sul bilancio 2026 e sul Quadro Finanziario Pluriennale, sulla situazione internazionale e sulla programmazione delle principali iniziative fino al 2029. Sarà inoltre presentata la proposta di Consulta europea rivolta alle Città Metropolitane.
  • 24 ottobre, ore 9:00-14:30, Roma. Presso il Salone dell’Università della Pace (Via Panisperna 207), si terrà l’incontro promosso da Costituente Terra per riflettere sulla crisi del multilateralismo, della democrazia e del diritto internazionale a 80 anni dalla firma della Carta dell’ONU. L’iniziativa propone come orizzonte alternativo il progetto di una Costituzione della Terra, elaborata da Luigi Ferrajoli, per vincolare i poteri sovranazionali e ripensare il futuro dell’umanità. L’evento sarà trasmesso anche online sui canali della Fondazione Basso, Università della Pace e delle organizzazioni promotrici. PROGRAMMA. ULTERIORI INFORMAZIONI.
  • 24 ottobre, ore 9:30, Roma. Presso la Sala delle Lauree della Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma, si terrà la Giornata di studi “Oltre le Frontiere” in memoria del Prof. Raimondo Cagiano de Azevedo, figura di riferimento nel campo della demografia e dell’integrazione europea. L’incontro ripercorrerà il suo straordinario contributo accademico e istituzionale, con interventi di colleghi, allievi e rappresentanti delle istituzioni. PROGRAMMA.
  • 24-25 ottobre, Bologna. XIII Congresso Nazionale Onconauti “Dalla diagnosi alla vita dopo il cancro. Oncologi in regia, terapie integrate al centro, pazienti in attacco”. Due giornate di confronto e condivisione dedicate al percorso di cura e rinascita dopo il cancro. Il Congresso Onconauti riunisce medici, pazienti, ricercatori e istituzioni per esplorare le terapie integrate oncologiche, la salute mente-corpo, l’alimentazione, l’attività fisica e il reinserimento lavorativo. Il 25 ottobre sarà inaugurato il Centro “Umberto Gualandi”, primo centro territoriale in Italia dedicato alle terapie integrate oncologiche e al ritorno alla vita attiva. Un luogo pensato per accompagnare gli Onconauti lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla ripartenza. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione online. MAGGIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA.
  • 25 ottobre, ore 16:00, Perugia. Presso la libreria Feltrinelli di Perugia, si terrà la presentazione del libro “Javier Milei. Fenomeno o illusione? Una figura contraddittoria” di Antonio Bellucci, edito da Morlacchi. Il volume analizza l’ascesa del presidente argentino e le trasformazioni sociali dell’Argentina contemporanea. Interverranno, oltre all’autore, Elena Basso, Pier Virgilio Dastoli, Marco Tarquinio. Modera Giampietro Rasimelli. L’incontro è parte del programma di Umbria Libri 2025, promosso dalla Regione Umbria. LOCANDINA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

  


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.