Esiti del Consiglio Ecofin del 18 giugno
Il Consiglio Ecofin del 18 giugno – preceduto dalla riunione dell’Eurogruppo, ha affrontato alcuni temi importanti per il rilancio economico dell’Unione europea.
Alcuni tra questi sono comuni a tutti gli Stati membri, mentre altri riguardano in particolare gli Stati della zona euro, che partecipano al Semestre europeo. A questi ultimi, la Commissione ha sollecitato un’attenzione maggiore alle politiche di bilancio future. I debiti contratti per contrastare la pandemia debbono essere al più presto bilanciati da una maggior produttività e redditività, resa possibile grazie all’attivazione di politiche fiscali sostenibili e investimenti produttivi, entrambi in grado di favorire anche una transizione verde e digitale dell’Europa, così come indicato dalla Commissione europea.
I fondi messi a diposizione con il Next generation EU, in particolare il Recovery plan, uniti a quelli previsti per le politiche di coesione e agli altri strumenti finanziari diretti ed indiretti, potranno se ben utilizzati, garantire una ‘rinascita europea’, caratterizzata da una crescente equità sociale ed un più marcato ruolo a livello internazionale dell’Unione.
Su questi obiettivi ambiziosi, sicuramente condivisibili ed auspicabili, gravano però diverse incognite. Da parte degli Stati membri occorre una pronta e corretta attuazione di piani, programmi e progetti il cui scopo principale deve essere oltre quello di favorire una rapida transizione verde e digitale e anche una convergenza delle politiche economiche nazionali per il rilancio del mercato interno. Da parte delle Istituzioni europee, invece, gli aspetti critici potrebbero riguardare il mancato e pronto completamento dell’Unione economica e monetaria (UEM). L’aspetto finanziario, infatti è sicuramente fondamentale per la ripresa dell’economia reale.
Nel 2008, in risposta alla crisi finanziaria e dei debiti sovrani, venne infatti lanciata quale punto strategico dell’UEM, l’unione bancaria, con l’obiettivo di stabilizzare il settore bancario e quindi finanziario della zona euro, riconoscendo l’importante ruolo che ricoprono le banche nel fronteggiare crisi e rilanciare l’economia.
Come noto, l’Unione bancaria si poggia su tre pilastri. Brevemente essi sono: il ‘Single Supervision Mechanism’ (Meccanismo di supervisione unico – SSM) che potrebbe essere definito una sorta di meccanismo sovrannazionale di vigilanza; il Single Resolution Mechanism (Meccanismo di risoluzione unica – SRM) per la pronta risoluzione di problematiche riguardanti il settore bancario, costituito da un Single resolution board (SRB) e un Single resolution fund (SRF); terzo ed ultimo pilastro- ma certamente non meno importante nell’architettura del sistema – l’Assicurazione sui depositi a garanzia delle stesse banche e dei titolari degli stessi.
Lo scorso gennaio, con l’approvazione da parte dell’ECOFIN della riforma del Meccanismo europeo di stabilità, si è compiuto un primo passo avanti nel completamento dell’Unione bancaria, anticipando di due anni al 2022 l’attivazione del Backstop al single resolution fund per evitare crisi sistemiche.
Si attendeva che in occasione di questo Consiglio, la Commissione presentasse una proposta condivisa con il Parlamento europeo riguardante l’assicurazione sui depositi, compiendo così un ulteriore passo avanti per il completamento del terzo pilastro dell’Unione bancaria. Questo punto è molto importante. Infatti, riguarda il coinvolgimento privato nel rilancio dell’economia europea come auspicato da molti. Gli investitori privati hanno bisogno di certezze e garanzie per poter affidare i propri risparmi ad operatori finanziari per sostenere progetti pluriennali, strategici e produttivi. Grazie proprio a questo, tra l’altro, si potrebbero programmare ulteriori investimenti in grado di accelerare la ripresa economica e quindi anche il rimborso dei debiti contratti nel corso della pandemia.
Su questo punto però, non sono state illustrate proposte ma è stato fornito solo un aggiornamento sullo stato dei lavori anche per la dichiarata opposizione della Germania in attesa delle elezioni federali del prossimo 26 settembre.
Altre informative hanno infine riguardato la preparazione di atti normativi che disciplinino i servizi finanziari e la preparazione del prossimo incontro tra i Ministri finanziari e i governatori delle banche centrali, previsto per il 7-10 luglio.
Il semestre europeo 2021 con attenzione da parte della Commissione europea in particolare alla pronta sostenibilità delle politiche di bilancio degli Stati membri, anche in vista del rimborso dei debiti contratti durante l’emergenza, rimanda al tema assolutamente necessario della riforma del bilancio dell’Unione europea con la previsione di una diversa governance ed il ricorso ad una maggiore disponibilità di risorse proprie derivanti da settori quali la web tax e la border carbon tax, necessarie per finanziare quei progetti transnazionali, quali ad esempio la difesa. la sicurezza, la politica estera, la politica migratoria, le grandi infrastrutture materiali ed immateriali, progetti assolutamente necessari sui quali l’Unione europea deve poter contare per poter crescere. Ci auguriamo dunque che la Conferenza sul futuro dell’Europa potrà proporre proposte concrete.
Anna Maria Villa
