Newsletter 24 Novembre/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulle riforme dell’Unione e sulle più importanti politiche europee nel corso della legislatura.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– Rubrica “Europa dei diritti“

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

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 L’EDITORIALE

Italia, “Rule of law” e primato del diritto europeo:

un atto di stupidità parlamentare?

Il 21 novembre 2025 la Commissione europea ha annunciato di aver aperto una procedura di infrazione contro il governo presieduto da Robert Fico per le modifiche costituzionali, adottate il 26 settembre con 90 voti su 150 membri dal Parlamento slovacco su proposta del governo, che violano lo stato di diritto e mettono in discussione il primato del diritto europeo sul diritto nazionale sancito da una dichiarazione iscritta nel Trattato di Lisbona e ripetutamente confermato dalla Corte di Giustizia.

Roberto Fico aveva trionfalmente annunciato che quelle modifiche, che limitano i diritti individuali delle cittadine e dei cittadini slovacchi, sono una tappa storica per la Slovacchia perché si afferma che lo Stato “conserva la sua sovranità in materia di identità nazionale, di salute, di scienza, di educazione e di stato civile” ripristinando il primato del diritto slovacco su quello europeo.

Il governo e il Parlamento della Slovacchia hanno ora due mesi di tempo per rispondere alla Commissione europea, che li aveva allertati – così come aveva fatto la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa il 24 settembre – prima che fossero adottate quelle modifiche, annullandole e sapendo che, in caso contrario, la Slovacchia dovrà risponderne davanti alla Corte di Giustizia come è già avvenuto in passato per la Polonia e l’Ungheria.

L’esperienza ci mostra tuttavia la complessità e l’inadeguatezza delle procedure europee per impedire che uno Stato membro violi i valori e i principi dello stato di diritto perché non si è mai andati al di là delle sanzioni pecuniarie e della sospensione del pagamento di fondi europei secondo il criterio della condizionalità che i gruppi dei Patrioti e dei Conservatori contestano nel bilancio europeo.

Non si è mai riusciti del resto ad avviare e a portare a conclusione il sistema previsto dall’art. 7 del Trattato sull’Unione europea (LINK), parzialmente ispirato agli articoli 4 e 44 del “progetto Spinelli” del 1984 (LINK), che potrebbe condurre a escludere dal diritto di voto un governo di uno Stato membro nelle istituzioni intergovernative europee perché quell’articolo si fonda sul voto all’unanimità nel Consiglio europeo difeso il 23 ottobre da Giorgia Meloni.

Dal Trattato di Amsterdam in poi l’Unione europea ha tentato più volte la via di un sistema che inserisca nella sua costituzione materiale, in attesa di una vera costituzione, dei solidi anticorpi per bloccare derive autoritarie che tendono a demolire il primato del diritto europeo e che difenda il principio della uguaglianza di tutte le cittadine ed i cittadini europei davanti alla “legge europea”.

Gli europei vivono in una comunità di diritto a cui gli Stati hanno democraticamente accettato di aderire – talvolta per via referendaria – sottoscrivendo e condividendo i “criteri di Copenaghen” adottati dal Consiglio europeo nel 1993 (LINK) e rafforzati dal Consiglio europeo di Madrid nel 1995 che aveva prefigurato la necessità di una “carta dei diritti dell’Unione europea” firmata poi solennemente a Nizza nel dicembre 2000 (LINK) di cui celebreremo l’anniversario il 5-6 dicembre 2025 (LINK).

Al fine di chiarire e rendere più evidente il significato della “Rule of Law” e cioè di un  sistema europeo che vada al di là dei territori nazionali con un approccio innovativo del diritto internazionale e della dimensione finalmente transnazionale dei diritti fondamentali, la Commissione europea ed il Parlamento europeo si ispirano ormai dal 2011 al rapporto del 4 aprile di quell’anno adottato dalla Commissione europea per la democrazia e il diritto (CEDD o Commissione di Venezia come organo consultivo e indipendente del Consiglio d’Europa).

Esso definisce i cinque elementi fondamentali dello stato di diritto: legalità, certezza del diritto, prevenzione degli abusi di potere, uguaglianza davanti alla legge e non discriminazione, accesso alla giustizia.

In questo quadro e per rendere più trasparenti davanti alle opinioni pubbliche questi criteri con l’idea di prevenire piuttosto che sanzionare le eventuali violazioni dei principi e dei valori su cui si fonda l’Unione europea, le istituzioni europee hanno introdotto da anni un sistema di monitoraggio che esige, per essere efficace, la cooperazione leale delle istituzioni nazionali e la disponibilità al dialogo nella comune accettazione del primato del diritto europeo.

Per queste ragioni e non per “pre-giudizio” è stupefacente il fatto che lo stato di diritto in Italia non possa essere monitorato dal gruppo ad hoc della commissione libertà pubbliche del Parlamento europeo (LINK), come è stato deciso a maggioranza il 19 novembre dalla Conferenza dei capi-gruppo del Parlamento europeo.

La missione del Parlamento europeo, che fa parte delle normali attività parlamentari, è stata infatti bloccata da questa Conferenza dai capi gruppo del PPE di cui fa parte Forza Italia, dei Conservatori di cui fa parte Fratelli d’Italia e del Patrioti di cui fa parte la Lega a cui si è unito il gruppo dei nazionalisti di cui fa parte l’Afd.

Il gruppo di monitoraggio è presieduto dalla liberale belga Sophie Wilmès, già primo ministro del Belgio, ed è composto da due parlamentari per ogni gruppo al fine di garantire un giudizio equilibrato. 

Il gruppo ha effettuato nella scorsa legislatura 2019-2024 attività di monitoraggio in dieci Stati membri ed ha esaminato in questi diciassette mesi della legislatura 2024-2029 il rispetto dello stato di diritto in nove Stati membri esercitando un diritto-dovere legato all’applicazione dell’art. 7 del Trattato sull’Unione europea e della Carta dei diritti fondamentali.

Come abbiamo scritto più sopra, il rispetto dello stato di diritto insieme ai valori e ai principi iscritti nell’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea non è più una questione interna di uno Stato membro ma è diventato di competenza esclusiva delle istituzioni dell’Unione europea (Commissione europea, Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione, Parlamento europeo e Corte di Giustizia) al fine di garantire l’uguaglianza fra tutti i cittadini europei dovunque essi vivano sul territorio dell’Unione e fa parte dei criteri che determinano le condizioni per diventare membri dell’Unione europea.

In questo spirito il Parlamento europeo ha istituito nel 2019 questo gruppo di monitoraggio che consente di rendere effettivi i poteri che gli sono stati affidati dai trattati così come avviene ogni anno con i rapporti elaborati dalla Commissione europea, che non possono essere considerati atti di ingerenza negli affari interni di uno Stato membro, e con le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Su iniziativa dell’allora presidenza di turno italiana del Consiglio dell’Unione europea ed in particolare del sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi fu introdotta anche nel Consiglio dell’Unione dal 2014 una procedura annuale di monitoraggio del rispetto dello stato di diritto nell’Unione. 

La decisione dei presidenti di quattro gruppi politici nel Parlamento europeo di bloccare la missione in Italia rappresenta in questo quadro un atto di arroganza e di stupidità parlamentare che rischia di ritorcersi contro l’Italia e contro chi la governa?

Copenaghen, 21 novembre 2025coccodrillo

 

 

  


EUROPA DEI DIRITTI

 

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

24 novembre

  • Barcellona, incontro “L’ampliació de la Unió Europea i les seves noves aliances regionals” (Consiglio Catalano del Movimento Europeo)

27 novembre

  • Roma, Tavola rotonda “Per un’Europa maestra di pace” (Caritas Italiana)
  • Skopje, “EIGHT PLENARY CONFERENCE – NATIONAL CONVENTION ON THE EUROPEAN UNION IN THE REPUBLIC OF NORTH MACEDONIA (NCEU-MK)” (Movimento europeo della Macedonia del Nord)
  • Roma, incontro “An Italian-German Dialogue on Steel decarbonisation and competitiveness” (Istituto Affari Internazionali – IAI)

29-30 novembre

  • Roma, “Il congresso degli Europeisti” (Casa Europa)

  

 

  


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 24 novembre, ore 18:00, Barcellona. Il Consiglio Catalano del Movimento Europeo organizza a Barcellona, una giornata di analisi e approfondimenti dal titolo “L’allargamento dell’Unione Europea e le sue alleanze regionali” (L’ampliació de la Unió Europea i les seves noves aliances regionals). L’evento analizza la possibile consolidazione dei Balcani Occidentali, il percorso di integrazione del Montenegro e l’avvicinamento dell’Ucraina. Sarà inoltre discussa l’importanza geopolitica della stabilità nel Caucaso del Sud e l’analisi delle alleanze strategiche come quella UE-Mercosur e la politica Euro-mediterranea. PROGRAMMA.
  • 26-28 novembre, Roma. Dal 26 al 28 novembre si svolgerà a Roma il Coordinamento Europa, organizzato dalla Caritas Italiana. L’evento offre un ricco programma di approfondimenti tematici e tavole rotonde incentrate su sfide cruciali per il continente. Tra i temi trattati figurano la transizione sostenibile, l’economia circolare e l’impegno per un’Europa maestra di pace. Saranno inoltre approfondite le dinamiche dell’innovazione sociale a livello locale ed europeo e il ruolo della Chiesa nei processi di advocacy europei. PROGRAMMA.
  • 27 novembre, ore 9:30-16:00, Skopje. “EIGHT PLENARY CONFERENCE – NATIONAL CONVENTION ON THE EUROPEAN UNION IN THE REPUBLIC OF NORTH MACEDONIA (NCEU-MK)”. L’ottava Conferenza Plenaria della Convention Nazionale sull’UE in Macedonia del Nord si terrà a Skopje sul tema centrale “Let’s Justice Rule the Region”. L’evento, cruciale per l’integrazione dei Balcani Occidentali, si concentrerà sui processi di riforma e il dialogo regionale tra le iniziative nazionali e porrà l’accento sul ruolo cruciale dello stato di diritto come priorità chiave per l’adesione all’UE. La conferenza, promossa dal Movimento europeo della Macedonia del Nord, vedrà la partecipazione di figure istituzionali e accademiche della regione e non solo. PROGRAMMA.
  • 27 novembre, ore 18:15-20:00, Roma. Incontro “An Italian-German Dialogue on Steel decarbonisation and competitiveness”, organizzato dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) presso la Residenza dell’Ambasciatore di Germania. Durante l’evento sarà presentato uno studio approfondito sul settore siderurgico, con focus sulle sfide della decarbonizzazione, le opportunità di cooperazione tra Italia e Germania e le prospettive nel nuovo ciclo legislativo europeo. PROGRAMMA.
  • 29-30 novembre, Roma. Casa Europa organizza “Il congresso degli Europeisti”, rivolgendosi a cittadini, associazioni, movimenti e reti civiche che condividono l’urgenza di costruire un’Europa più forte, unita e politica. L’evento prevede un dialogo aperto con la politica e un appello diretto alla società civile. La partecipazione all’evento è aperta a tutti gli appassionati di Europa ed è necessaria l’ISCRIZIONE.
  • SAVE THE DATE – 5-6 dicembre, Nizza. In occasione del 25° anniversario della proclamazione della Carta europea dei diritti fondamentali a Nizza il 7 dicembre 2000, il Movimento Europeo francese, il Movimento europeo italiano e l’Unione dei Federalisti Europei, insieme ai loro partner, organizzano un Forum della Società Civile il 5 e 6 dicembre 2025 a Nizza. L’iniziativa vuole celebrare la storica mobilitazione che portò alla Carta e sottolinearne la sua attualità. La partecipazione è aperta a un ampio pubblico, inclusi professionisti del diritto, magistrati, decisori, studenti e rappresentanti di associazioni e istituzioni, con interventi previsti in francese e inglese. Per partecipare al Forum della Società Civile è necessario registrarsi all’apposito LINK. PROGRAMMA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

  

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.