Newsletter 25 Novembre/2024 – ATTUALITA’

 

 «ISTRUZIONI PER L’USO DEL LUPO».

Fra Unione europea, Consiglio d’Europa e oltre…

quando i tempi si sono oramai fatti stretti

 

  1. Plagio o ispirazione? Comunque ci serve il lupo per salvaguardare l’intervallo prima della catastrofe

Ammetto subito il plagio, anzi – macché plagio ! – il debito d’ispirazione poetica fornitomi da Emanuele Trevi col suo Istruzioni per l’uso del lupo, aureo libriccino sul senso della critica (letteraria)[1] e sulla letteratura come conoscenza, non come consolazione.

Qui noi siamo alla ricerca di conoscenza, benché l’evoluzione della (nostra) specie preferisca cercare consolazione, fra aggressioni russe alle porte dell’UE, esplosioni di violenza in Medio Oriente e dintorni, conflitti armati vari sparsi per il Mondo (cresciuti del 40 % negli ultimi tre anni)[2], ritrazione della democrazia liberale, ecc. Un dato di conoscenza deve allora attenere alla considerazione dei tentativi del diritto internazionale di andare oltre le proprie caratteristiche – appunto “inter-nationes” – e proporsi come regolatore superiore, sovrannazionale. Basti pensare alla Corte penale internazionale, Organizzazione internazionale con sede all’Aia, che determina (forse e comunque non in tutti) appagamento nella ricerca di consolazione finché se la prende con Putin e i suoi, ma poi scompagina qualche coordinata allorché finisce col chiamare in causa (“in causa” giuridica) esponenti politico-militari israeliani (oltre che di Hamas).

E siamo quindi al diritto, alla cornice che la nostra civiltà ha voluto dare ai comportamenti umani, alla “forma delle cose” su cui voglio buttare qui almeno una luce fioca di conoscenza.

Ci serve il lupo di cui scrive Trevi. Il lupo cattivo? Quello che «in un modo o nell’altro deve arrivare. Si spreca una vita a immaginarselo, questo lupo, e a fare delle case solidissime [per difendersi] … Sarebbe ipocrita dire che il lupo non è così brutto come lo si dipinge. Anzi, è molto peggio. Il lupo è la verità della vita di un uomo, e la verità della vita di un uomo sta in ciò che più teme»[3]. «L’identità e la morte hanno il loro tempo limitato per misurarsi, e non c’è nulla da fare, vince sempre la più forte. È l’intervallo prima della catastrofe che va salvaguardato»[4]. Prima dell’Apocalisse, prima dell’ἀλήθεια (la Rivelazione).

Proviamoci allora col diritto, non solo con la letteratura. Facciamolo uscire dalla letteratura, il lupo. Oggi che il giornalista Ezio Mauro scrive: «Arriverà prima la bomba o il “nuovo ordine mondiale” preconizzato da Vladimir Putin? È giusto chiederselo, nel momento in cui l’escalation missilistica dei due fronti ha varcato la linea rossa, portando il leader del Cremlino ad annunciare che per colpa degli Stati Uniti il conflitto tra Russia e Ucraina ha assunto le caratteristiche di una “guerra globale”»[5]. E quindi condividiamolo, l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, quando sostiene giuridicamente l’operato della Corte penale internazionale in generale.

  1. Il lupo fra Orbàn, Unione europea e Convenzione di Berna

Nell’Unione europea Orbàn Viktòr già da tempo ha richiamato la metafora del lupo. Il primo aprile (sì, il primo aprile, ma non c’era e non c’è nulla su cui scherzare!) del 2020 Davide Assael scriveva Quando il lupo arriva a proposito della richiesta dell’ungherese di ottenere “pieni poteri” all’interno del proprio Paese [6]. Quando il lupo arriva davvero bisogna saperlo riconosce senza gridare continuamente a vuoto “al lupo al lupo”…!

Oggi l’uomo si ripete, dalla cattedra di Presidente di turno del Consiglio dei ministri dell’UE, proprio circa i mandati d’arresto richiesti dalla Corte penale internazionale, su proposta della Procura, per l’ex Ministro della difesa e il Primo ministro del Governo dello Stato di Israele. Ha infatti pubblicamente invitato Netanyhau a recarsi in Ungheria, senza aver timore di essere fermato in esecuzione della decisione della Corte, nell’ambito dello Statuto di Roma del 1998 di cui anche l’Ungheria è Paese contraente. In tal modo il Presidente in carica del Consiglio dell’UE – dove all’art. 2 del TUE si prevede che «L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto» ecc. – si fa beffe di un obbligo internazionale che lega tutti e 27 gli Stati membri e rispetto al quale sarebbe pur sempre possibile la scelta – legittima – di recedere dalla partecipazione, invece di dar vita a una condotta illecita.

Su come regolare la “questione Orbàn” tanto questa Newsletter quanto in generale il Movimento europeo si sono approfonditamente dilungati. Non ne ripeto qui articolate indicazioni.

Così, considerando un piano giuridico non altrettanto importante ma pur sempre rilevante specie alla luce dei magri risultati ottenuti dalla COP 29 [7] appena chiusasi a Baku in Azerbaigian, va per altri versi invece ricordato che dal 2 al 6 dicembre prossimi si terrà la riunione del Comitato permanente cui è affidato il compito di applicare la Convenzione di Berna del Consiglio d’Europa (la n. 104, in vigore dal 1982) sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale nel nostro continente.

Nella Convenzione si prevede l’iscrizione del Canis lupus fra le specie di fauna strettamente protette (v. Allegato II del Trattato). Ciò implicando «que les loups ne doivent pas être tués, capturés, détenus ou dérangés de façon intentionnelle, en particulier pendant la période de reproduction et de dépendance; leurs sites de reproduction ne doivent pas être endommagés ou détruits (article 6). L’article 9 de la Convention stipule que des exceptions peuvent être acceptées dans des circonstances dûment justifiées, telles que la prévention de dommages importants aux cultures, au bétail, aux forêts, etc., ou dans l’intérêt de la santé et de la sécurité publiques, ou pour d’autres intérêts publics prioritaires, s’il n’existe pas d’autre solution satisfaisante et que la survie de la population concernée n’est pas en danger»[8].

Nell’occasione sopra ricordata si esaminerà una richiesta dell’Unione europea, che è soggetto contraente della Convenzione. La Convenzione di Berna è stata attuata dall’UE mediante la direttiva 2009/147, del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, e dalla direttiva 92/43 del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva “Habitat“).

La richiesta del Consiglio dell’UE, adottata il 27 settembre 2024, va nel senso di «déplacer le loup (Canis lupus) de l’Annexe II à l’Annexe III de la Convention de Berne», cioè da «faune strictement protégée» a «faune protégée», di conseguenza abbassando il livello di protezione.

Come? Giuridicamente si deve appunto passare dall’Allegato II della Convenzione, che fa capo all’art. 6 di questa, all’Allegato III, che fa capo all’art.7. Il primo apparato normativo vieta una serie ampia di condotte (quali ad esempio la cattura intenzionale, la detenzione, l’uccisione intenzionale, ecc.); il secondo apparato prevede la regolamentazione della fauna selvatica per salvaguardarne l’esistenza e una serie di misure, tra cui ad esempio periodi di chiusura della caccia, regole puntuali di sfruttamento, disciplina della vendita o della detenzione, del trasporto, ecc., di animali selvatici, vivi o morti.

Quali altri tipi di lupo dobbiamo regolare sotto l’ombrello del diritto?

Ma soprattutto, del lupo cerchiamo di promuovere la felicità[9]!

DINO G. RINOLDI

 

[1] 2012 Lit Edizioni srl.

[2] V. ACLED Conflict Index 2024 (on line).

[3] Op. cit. pagg. 20-21. Dove si evoca la favola del lupo cattivo e dei tre porcellini. Ma non vorrei dimenticare i sette capretti, Cappuccetto rosso e la nonna, capra e cavoli, … , e altre favole con la presenza del lupo. Non vorrei nemmeno scordare la malattia del lupus, la licantropia, il lupo mannaro, … ; né Thomas Hobbes, col suo «homo homini lupus»; né Matteo, 10.16 : «come pecore in mezzo ai lupi» …Insomma, par potersi riassumer la cosa con un augurio: In bocca al lupo!

[4] Op. cit. pag. 23.

[5] Putin e la bomba possibile, in la Repubblica del 24/XI/2024, pagg. 1 e 23.

[6] V. l’articolo in Pagine ebraiche (on line).

[7] Ventinovesima Conferenza delle Parti contraenti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

[8] V. Conseil de l’Europe, Convention relative à la conservation de la vie sauvage et du milieu naturel de l’Europe (on line). «Lors de la ratification de la Convention de Berne, 12 pays  ont formulé des réserves indiquant qu’ils ne considéreraient pas le loup comme une espèce strictement protégée».

[9] P. Cognetti, La felicità del lupo, Einaudi, 2021.