I love Minneapolis, State of Minnesota, Sister of the United States of America
Se le lettrici e i lettori della nostra newsletter me le consentono vorrei scrivere un editoriale con un approccio più personale dedicandolo al trentaduesimo Stato americano entrato nella Union l’11 maggio 1858 e cioè il Minnesota che è conosciuto come la “terra dei diecimila laghi”, che in realtà sono dodicimila, e poi torrenti e fiumi come il Minnesota e il Mississippi e che confina con il Canada.
Ho trascorso due lunghe estati nel Minnesota prima nel 1972 e poi nel 1976 e ho avuto la possibilità di conoscere e apprezzare la vicinanza dei Minnesotans alla cultura europea ed in particolare nord-occidentale dato che la maggior parte dei loro avi avevano origini svedesi, norvegesi, polacche e tedesche con una forte componente di condivisione dei diritti civili e della solidarietà.
Vivevo nella piccola città di Emily nella contea di Crow Wing nota come “terra dei laghi e dei pini” all’interno della grande area urbana che univa la capitale St. Paul e la più popolosa Minneapolis.
Navigavo sui laghi in barca a vela con il più giovane dei figli di George McGovern – considerato il politico più a sinistra del Partito Democratico prima di Bernie Sanders – che dal Dakota era venuto a studiare all’Università di Minneapolis.
Seguivo lezioni universitarie in corsi estivi e frequentavo soprattutto le aule dei tribunali invitato da Walter “Fritz” Mondale, un politico di origine norvegese divenuto avvocato e procuratore generale agli inizi degli anni sessanta e poi assistente del giudice della Corte Suprema del Minnesota Thomas Gallagher.
Walter Fritz Mondale era stato eletto senatore nel 1966 e poi nel 1972 nell’anno di Richard Nixon.
Avevo passato alcuni giorni a giugno 1976 con lui prima che la Convention del Partito Democratico lo scegliesse come candidato alla vicepresidenza nel ticket con Jimmy Carter vincendo le presidenziali il 2 novembre 1976 contro i repubblicani Gerald Ford-Robert Dole.
Fin dalla gioventù Walter Fritz Mondale era stato impegnato nei movimenti per i diritti civili e la sua vicepresidenza fu caratterizzata in particolare dalla approvazione di una legge del Senato sul finanziamento della previdenza sociale in cui fu fortemente influenzato dalle sue origini povere.
Quel che sta avvenendo in questi giorni a Minneapolis e i brutali assassini di Renée Nicole Good e di Alex Jeffrey Pretti da parte dei “volontari” dello Immigration and Customs Enforcement (ICE) contrasta brutalmente con la mia immagine degli Stati Uniti ed in particolare del Minnesota di cui mi aveva parlato con passione nel 1972 e nel 1976 Walter Fritz Mondale.
L’ICE era nato nel 2002 su decisione di George Bush dopo l’11 settembre 2001 ed è stato rafforzato da Donald Trump per diventare una struttura parallela alla polizia federale e alle polizie degli Stati federati e incaricato dalla Casa Bianca di perseguire missioni illegali in violazione dei diritti civili garantiti dalla Costituzione non solo a difesa degli immigrati ma anche dei cittadini di nazionalità americana e della stampa internazionale.
Io sono convinto che gli Europei – attraverso le istituzioni dell’Unione europea ma soprattutto in un costante dialogo fra le organizzazioni rappresentative della società civile sulle due sponde dell’Atlantico – devono rafforzare l’impegno a difendere i diritti civili in tutto il mondo.
Gli anticorpi della democrazia americana sono più forti delle pulsioni neofasciste di Donald Trump e dei suoi sostenitori negli Stati Uniti e in Europa denunciando l’opinione di chi ritiene che la violenza di stato o sia da condannare perché semplicemente sproporzionata o sia giustificata da un’interpretazione inaccettabile del diritto internazionale.
Roma, 26 gennaio 2026![]()
