L’EDITORIALE
La schizofrenia disorganizzata e catatonica dei governi sul bilancio europeo
La schizofrenia è notoriamente una alterazione della percezione della realtà che colpisce il pensiero e il comportamento individuale ma anche collettivo compromettendo le capacità delle persone e dei gruppi di comportarsi in modo coerente con la realtà.
Un’attenta lettura del contenuto della conferenza stampa conclusiva del Vertice informale dei Ventisette a Cipro del 23-24 aprile tenuta dal Presidente del Consiglio europeo – il socialista portoghese Antonio Costa – affiancato o meglio spalleggiato dalla Presidente della Commissione europea – la popolare (nel senso della famiglia politica di appartenenza) Ursula von der Leyen – e dal Presidente di turno del Consiglio – il popolare cipriota Nicos Christodulides – ci spinge a concludere che alcuni leader europei siano affetti da quella che viene scientificamente definita schizofrenia disorganizzata e che l’insieme del Consiglio europeo appaia affetto da schizofrenia catatonica.
Tralasciamo per ora le questioni internazionali al centro delle conversazioni dei leader europei che riguardano la cosiddetta ed ipotetica autonomia strategica dell’Unione europea in un mondo caratterizzato da un drammatico caos bellicista.
Ci concentriamo oggi sulle prospettive del finanziamento del bilancio europeo che non riguardano aspetti tecnici del funzionamento dell’Unione europea ma sono direttamente correlati al tema della autonomia strategica se essa dovesse realizzarsi rafforzando la competitività dell’economia europea, garantendo la sicurezza e la difesa comuni, rendendoci relativamente indipendenti nel mondo dell’infosfera e promuovendo la sostenibilità energetica, sociale e ambientale.
Le scelte finanziarie che dovranno essere compiute dalle istituzioni europee entro il 31 dicembre 2027 per coprire un periodo di tempo destinato – nell’illogica convinzione dei leader – a giungere fino alla fine del 2034 riguardano aspetti ignorati al Vertice informale nell’isola di Cipro che confermano la schizofrenia catatonica dei leader.
Il primo aspetto è quello sulla prospettiva – in tempi apparentemente certi se dovessimo dare credito all’ineffabile Alta Rappresentante Kaja Kallas secondo cui l’ingresso di nuovi membri è possibile entro il 2030 – che l’Unione europea apra le sue porte a dieci nuovi paesi membri (Albania, Bosnia Erzegovina, Georgia, Islanda, Kosovo, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Serbia e Ucraina per non parlare del per ora ipotetico riavvicinamento del Regno Unito di Keir Starmer all’Unione europea o della domanda di adesione della Turchia chiusa da anni nei freezer di Bruxelles o dei rapporti con la Norvegia e la Svizzera dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina).
Le questioni relative ai pericoli di un funzionamento caotico delle istituzioni europee (composizione della Commissione europea, voto a maggioranza qualificata nel Consiglio europeo e nel Consiglio, distribuzione dei parlamentari europei fra gli Stati membri, rispetto della cooperazione leale e dello stato di diritto) richiederebbero delle radicali revisioni dei trattati o un aggiornamento da inserire nei trattati di adesione in attesa dell’avvio di un processo costituente.
Ci troveremo comunque di fronte ad un effetto finanziariamente e politicamente dirompente se la politica agricola e la gestione dei fondi per la coesione economica, sociale e territoriale dovessero avvenire in base alle regole attuali o, ancor di più, in base a quelle che la Commissione von der Leyen vorrebbe applicare con la rinazionalizzazione del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) e con l’accorpamento o la cosiddetta semplificazione dei programmi europei a gestione indiretta (cioè gestiti dagli Stati membri).
A proposito del mantra della semplificazione sappiamo che essa è diventata una priorità nelle politiche europee con l’uso dello strumento degli otto pacchetti “omnibus” che hanno l’obiettivo di smantellare progressivamente le regole europee per demolire le norme in materia ambientale del Patto Verde Europeo o la proposta di direttiva sul 28regime su cui resta aperta in particolare l’annosa criticità sulla democrazia economica e che sembrano rispondere più agli interessi delle grandi imprese e cioè del profitto e non a quelle del lavoro.
Il secondo aspetto è quello che riguarda l’impatto finanziario del Next Generation EU spaccato in due come una mela con una metà dedicata a prestiti (loans) – solo in parte richiesti dagli Stati membri con l’Italia fra i maggiori richiedenti – che i governi dovranno progressivamente rimborsare a Bruxelles pesando così sui bilanci nazionali nella speranza che i prestiti abbiano aiutato con riforme interne lo sviluppo economico nazionale ed una parte dedicata alle sovvenzioni (grants) finanziate con debito pubblico europeo da rimborsare a chi ha acquistato titoli europei.
Diamo per scontato che i prestiti (loans) debbano essere rimborsati dagli Stati membri che li hanno ottenuti a meno che l’Unione europea accetti l’idea, per ora minoritaria, che la situazione delle finanze nazionali colpite da una futura e possibile recessione esiga una proroga nei pagamenti insieme ad un congelamento dello “stupido” Patto di Stabilità.
Il debito pubblico contratto dalla Commissione europea per pagare le sovvenzioni (grants) dovrà invece essere rimborsato a chi ha acquistato titoli europei i cui interessi sono stati garantiti dal bilancio europeo a meno che la Commissione europea venga autorizzata dal Consiglio dell’Unione e dal Parlamento europeo a prorogare la durata dei titoli – o a renderli perenni come fu suggerito dal Premio Nobel dell’economia Robert Shiller insieme a Eugene Fama e Lars Peter Hansen – caricando il peso degli interessi sul nuovo QFP con un costo molto inferiore a quello del rimborso totale del debito pubblico.
Secondo un approccio, giustamente contestato dal Parlamento europeo, la Commissione europea ha proposto di caricare sul QFP il costo del rimborso del peso delle sovvenzioni (grants) con la conseguenza che dovranno essere i governi e cioè i cittadini degli Stati membri a mettere mano ai portafogli aumentando i contributi nazionali in una percentuale basata dal 1995 sul Reddito Nazionale Lordo (RNL) e non più sul Prodotto Nazionale Lordo (PNL) introdotto nel 1988 e pari al 70% del bilancio europeo.
Ciò avverrà in assenza di risorse proprie calcolate in un ammontare globale di sessanta miliardi all’anno e sottomesse alla spada di Damocle della decisione unanime del Consiglio e delle ratifiche nazionali con la sola eccezione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) in vigore dal 1° ottobre 2023 –
Mettendo insieme il rimborso dei prestiti (loans) e del debito pubblico contratto per le sovvenzioni (grants) appare evidente l’effetto negativo sulle finanze nazionali, a cui si unisce l’inevitabile riduzione dei fondi europei a gestione indiretta come quelli per la PAC, per la coesione economica, sociale e territoriale e per il Fondo Sociale che la Commissione europea propone di unificare in un solo fondo contenuto nel titolo 1 (Heading 1) del nuovo QFP.
Il terzo aspetto riguarda le spese per far fronte alle sfide della competitività e della difesa che dovrebbero essere contenute nel titolo 2 (Heading 2) del nuovo QFP il cui aumento o la cui introduzione avrebbero come conseguenza la riduzione sostanziale del titolo 1 (Heading 1), con effetti dirompenti sui benefici per Stato membro come è stato evidenziato in un recente studio del Parlamento europeo (LINK), e sulla lotta alle diseguaglianze che è stata una delle priorità dell’Unione europea e che appare necessaria per chi ritiene che la competitività debba essere una conseguenza della convergenza e non il contrario.
L’ultimo aspetto riguarda la schizofrenia catatonica dei leader europei che hanno deciso al Vertice del 19 marzo di tacere sulle conseguenze finanziarie del Rapporto di Mario Draghi e della BCE valutate in bisogni di investimenti pubblici e privati per un ammontare fra gli 800 e i 1200 miliardi di euro annui privilegiando l’obiettivo del mercato unico contenuto nel Rapporto di Enrico Letta con una inverosimile roadmap su cui abbiamo concentrato la nostra analisi critica nel commento sul “mosaico improbabile del Consiglio europeo” (LINK).
La schizofrenia disorganizzata di Antonio Costa e cioè la sua alterazione della percezione della realtà è apparsa chiaramente nelle dichiarazioni conclusive del Vertice a Lefkosia relative al QFP e alle risorse proprie se il suo ottimismo si confronta con il confronto aspro fra i governi cosiddetti frugali ed i governi che sostengono politiche espansionistiche e di emissione di debito pubblico.
I governi frugali sono guidati dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal ministro-presidente olandese Rob Jetten – il primo che guida una coalizione CDU e SPD inizialmente bocciata dal Bundestag e il secondo alla testa di una alleanza fra liberali progressisti D66, liberali conservatori VVD e cristiano-democratici CDA la cui linea sulle finanze europee non è cambiata rispetto ai governi precedenti di Dick Schoof e di Mark Rutte – insieme all’Austria e ai governi degli Stati nordici ed i governi espansionisti dalla Francia, dall’Italia e dalla Spagna.
Con un linguaggio diplomatico Rob Jetten ha chiesto un bilancio “più snello” mentre Friedrich Merz ha detto a muso duro ai suoi colleghi che le spese per le nuove priorità (competitività e difesa) esigono la riduzione delle altre spese (PAC e coesione) ed escludono nuove risorse proprie, debito pubblico ed eurobond dicendo che la posizione tedesca è condivisa da molti altri leader.
Nel voto del 28 aprile in aula a Strasburgo, la maggioranza PPE-S&D-Renew e Verdi espressa il 15 aprile nella commissione per i bilanci sulla relazione interlocutoria presentata da Muresan (PPE) e Tavares (S&D) confermerà la linea annunciata dai gruppi politici già nel maggio 2025:
- aumento di tutte le linee di bilancio,
- no alla rinazionalizzazione,
- scorporo del peso finanziario del NGEU,
- industria della difesa finanziata da debito pubblico,
- nuove risorse proprie,
- condizionalità dello stato di diritto,
- nuovo QFP a partire dal 2031,
- governance democratica
dichiarando che la sua approvazione del QFP richiesta dall’art. 312.2 TFUE sarà sottomessa all’accettazione di queste priorità in mancanze delle quali l’Unione europea potrebbe entrare a gennaio 2028 in un periodo di dodicesimi provvisori (pari al livello più elevato del QFP 2021-2027) all’inizio del semestre di presidenza del Consiglio sotto presidenza italiana.
Nonostante questa ampia maggioranza politica, il Parlamento europeo rischia di essere stritolato intorno al tavolo dei negoziati dalla schizofrenia frugale di una maggioranza di governi degli Stati membri spalleggiati dalla Commissione europea.
Per contrastare questo pericolo noi ribadiamo la nostra convinzione sulla necessità e sull’urgenza
- di una mobilitazione dei tre livelli della democrazia rappresentativa (i poteri locali, i parlamenti nazionali e i partiti europei anche attraverso le loro fondazioni) promuovendo delle ampie assise dove i delegati si ritrovino suddivisi per culture politiche e non per delegazioni nazionali come avvenne nelle assise di Roma a fine novembre 1990 alla vigilia del Trattato di Maastricht
- e della democrazia partecipativa con il coinvolgimento dei corpi intermedi dei portatori di interessi europei affinché si rafforzi lo spazio pubblico europeo suggerito da Jurgen Habermas e l’emergenza della società europea magistralmente descritta da Armin von Bogdandy.
Roma, 27 aprile 2026![]()
[VERSIONE INGLESE] – [VERSIONE FRANCESE]
ONLINE IL QUESTIONARIO SUL QFP 2028–2034:
PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE!
Prorogata al 30 aprile la scadenza per partecipare al questionario sul QFP 2028–2034
È ancora possibile contribuire al progetto “Il QFP 2028-2034: quali nuove risorse per i beni pubblici, una crescita sostenibile e competitiva del sistema economico: proposte italiane e tedesche a confronto”, promosso dal Movimento Europeo Italia, dal Centro italo‑tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni e dal Centres for European Policy Network.
Il questionario, online dal 13 aprile, mira a raccogliere analisi e contributi sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’UE, in vista delle scelte che influenzeranno in modo significativo la capacità dell’Unione di agire nei prossimi anni.
Tutti gli interessati sono invitati a partecipare entro il 30 aprile.
L’iniziativa è realizzata con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
EUROPA DEI DIRITTI
- RELAZIONE sulla relazione sullo Stato di diritto 2025 della Commissione (2025/2239(INI)) Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni Relatore: Konstantinos Arvanitis (European Parliament – 16/04/2026)
- DRAFT OPINION of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs for the Committee on Constitutional Affairs on the institutional aspects of artificial intelligence in the context of European integration (2025/2118(INI)) Rapporteur for opinion: Lukas Mandl (European Parliament – 21/04/2026)
- Poverty Watch Report 2025 – Promoting and Strengthening National and Local Anti-Poverty Strategies (NAPS & LAPS) (EAPN Europe – April 2026)
- Un altro NO (Questione Giustizia – 22/04/2026)
- Le novità di Eurojusitalia – Aggiornamento al 20 aprile 2026
- Le novità di Eurojusitalia – Aggiornamento al 27 aprile 2026
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
27 aprile
- Consiglio accademico e degli esperti, riunione gruppo “Competitività, digitalizzazione e sostenibilità sociale e ambientale” (Movimento europeo Italia)
- Roma, Seminario “Autonomia strategica europea, nato e industria della difesa” (Gruppo dei 20, CNEL)
28 aprile
- Roma, Conferenza stampa “Il diritto di viaggiare e il diritto di restare” presentazione del libro “La mia voce dalle Rive dell’Africa alle strade dell’Europa” di Ibrahima Lo
29 aprile
- Roma, Presentazione del libro “Si fa presto a dire impresa. La gabbia delle regole” a cura della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – CNA
30 aprile
- Roma, Seminario 1926-2026 “Il Quarto Stato” di Nenni e Rosselli (Fondazioni Pietro Nenni e Circolo Rosselli)
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 28 aprile, ore 12:00-13:00, Roma. Su iniziativa della Vice Presidente del Senato, Sen. Mariolina Castellone, si terrà, presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa “Il diritto di viaggiare e il diritto di restare”, accompagnata dalla presentazione del libro “La mia voce. Dalle rive dell’Africa alle strade dell’Europa”, di Ibrahima Lo. L’accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima, con abbigliamento consono (per gli uomini obbligo di giacca e cravatta). LOCANDINA. Giornalisti e ospiti devono accreditarsi scrivendo a: mariadomenica.castellone@senato.it
- 29 aprile, ore 11:00, Roma. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) presenta il volume “Si fa presto a dire impresa – La gabbia delle regole”, una riflessione approfondita sull’impatto della burocrazia sul sistema produttivo italiano. Ogni anno le imprese dedicano in media 313 ore alla gestione di adempimenti e scadenze, un vero e proprio “furto di tempo” che si traduce in una tassa occulta da 43 miliardi di euro, sottraendo risorse alla competitività. Il libro, edito da il Mulino, nasce dal lavoro pluriennale dell’“Osservatorio burocrazia” di CNA e propone un approccio realistico alla semplificazione amministrativa: non slogan, ma un processo costante e strutturato. Alla presentazione interverranno, tra gli altri: Sabino Cassese, che da tempo richiama la necessità di una semplificazione continua e coerente; Carlo Cottarelli, che ha più volte evidenziato il “costo dell’incertezza delle regole” e il suo impatto sugli investimenti e rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e dell’informazione. LOCANDINA. Per motivi organizzativi è richiesta la conferma di partecipazione al seguente link: https://lnkd.in/dDP6sya2
- – SAVE THE DATE – 19 maggio, ore 18:00, Roma. Presentazione del nuovo libro dell’Amb. Rocco Antonio Cangelosi, “L’Ucraina e il destino dell’Europa. Perché il futuro del continente passa per Kyiv” (IDA Press, 2026), presso la Libreria ELI a Roma. Già Rappresentante permanente presso l’UE e Consigliere diplomatico del Presidente della Repubblica, Cangelosi ricostruisce il percorso storico e politico che ha condotto l’Ucraina al centro dell’ordine europeo: dalla Rivoluzione Arancione a Euromaidan, dall’annessione della Crimea alla guerra del 2022. Il volume mostra come la resistenza ucraina sia divenuta uno specchio dell’Europa, costringendo l’Unione a confrontarsi con la propria identità strategica, con i limiti dell’integrazione e con la necessità di definire una politica di sicurezza credibile. LOCANDINA. Per partecipare è consigliata la prenotazione: 06.86211712 – E-mail:eventi@libreriaeli.it
- – SAVE THE DATE – 21-22 maggio, Roma. Il 23 maggio 2026 ricorreranno i 40 anni dalla scomparsa di Altiero Spinelli, figura centrale del federalismo europeo e promotore instancabile di un’Europa libera, unita e democratica. Per celebrare il suo impegno e rilanciare una riflessione sul futuro dell’Unione di fronte alle sfide geopolitiche attuali, le principali organizzazioni europeiste hanno promosso un’iniziativa per ricordare il suo impegno, articolata in due giornate. Gli appuntamenti si terranno: 21 maggio – Sala della Regina, Camera dei Deputati e il 22 maggio – Aula Giulio Cesare, Palazzo Senatorio, Campidoglio. Le due giornate offriranno l’occasione per ricordare l’eredità politica e culturale di Altiero Spinelli e per rilanciare il dibattito sul futuro dell’integrazione europea. Per maggiori informazioni vi invitiamo a continuare a seguirci sul nostro sito, sui nostri canali e attraverso questa newsletter, dove saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- INTERIM REPORT on the proposal for a Council regulation laying down the Multiannual Financial Framework for the years 2028 to 2034 – Committee on Budgets | Co-Rapporteurs: Siegfried Mureşan, Carla Tavares (European Parliament – 21/04/2026)
- The Week Ahead 27 April – 03 May 2026 (European Parliament)
- 27 April – 30 April: Plenary week (Committees | European Parliament)
- EU Weekly: Transport | Digitalisation | Agriculture (European Movement International – 27/04/2026)
- Voici les forces politiques au pouvoir et leurs tendances dans les 27 pays de l’UE (carte interactive), par Grégoire Ryckmans (RTBF – 25/04/2026)
- EU Institutions agree Roadmap to achieve “One Europe, one Market” by end of 2027 [Press Release] (European Parliament – 24/04/2026)
- RELAZIONE sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea – lotta contro la frode – relazione annuale 2024 (Parlamento europeo – 30/03/2026)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (Settimana 27 aprile-3 maggio 2026). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
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