Newsletter 27 Gennaio/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– 70° anniversario della Conferenza di Messina

– 27 gennaio, Giornata della memoria delle vittime dell’Olocausto

– Attiriamo la vostra attenzione

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

– Rubrica “Ultime da Strasburgo”

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 L’EDITORIALE

LA COMMISIONE EUROPEA AL LAVORO…

È TUTTO ORO QUELLO CHE RILUCE?

La seconda Commissione europea presieduta o, meglio, governata da Ursula von der Leyen si è messa al lavoro dopo aver giurato fedeltà ai trattati nel suo ruolo di “guardiana” davanti ai giudici europei a Lussemburgo.

Anche i cultori delle politiche europee avranno tuttavia qualche difficoltà a destreggiarsi fra le priorità della Commissione europea per l’anno iniziato fra iniziative “faro”, strategie, tattiche e agenda legislativa.

Le difficoltà saranno maggiori se si guarda al medio temine di tutta la legislatura o se si confronta l’agenda strategica adottata, in solitaria autonomia, dal Consiglio europeo a fine giugno 2024 – secondo il confuso metodo di lavoro immaginato dall’ineffabile e non rimpianto Presidente Charles Michel, ora aggiornata dal nuovo Presidente Antonio Costa sulla base di un calendario tematico reso noto ai  suoi colleghi e al pubblico all’inizio di quest’anno – con le priorità che la Presidente Von der Leyen ha presentato al Parlamento europeo nella sessione di luglio 2024 e che dal Parlamento europeo sono state approvate a scatola chiusa e a maggioranza nella successiva sessione plenaria di novembre.

Queste priorità fanno del resto parte delle istruzioni che Ursula von der Leyen ha scritto a tutti i membri del “Collegio” nelle lettere di missione aggiungendo per ogni commissario competenze specifiche che, in qualche caso, si traducono in mandati precisi ad agire nei primi cento giorni della legislatura e che sono spesso sottoposti al controllo diretto della Presidente e non più al ruolo dei vicepresidenti cosiddetti esecutivi il cui potere costituisce dunque in questa Commissione europea solo una formale ed irrilevante medaglietta.

Sorprendentemente, la Presidente von der Leyen ha rotto invece la pausa a cui era stata costretta per ragioni di salute costituendo il 9 gennaio ben quattordici “gruppi di progetto” che vi descriviamo sommariamente “per garantire, fatto salvo il processo decisionale, il coordinamento delle questioni di attualità, delle principali iniziative trasversali e delle politiche orizzontali”.

L’obiettivo dei “gruppi di progetto” è “garantire la preparazione e l’orientamento politico delle iniziative, dalla loro progettazione fino alla loro attuazione”.

Ogni “gruppo di progetto” “ha il proprio mandato, la propria composizione, la propria durata e i propri metodi di lavoro”.

Ogni gruppo sarà presieduto da uno o, nel primo caso, da più membri del Collegio dei commissari nominati dalla Presidente.

I quattordici “gruppi di progetto” sono nella versione diffusa dalla Commissione europea il 10 gennaio:

  • Clean Industry Pact (presieduto congiuntamente dai vicepresidenti esecutivi Teresa Ribera e Stéphane Séjourné e dal commissario Wopke Hoekstra);
  • Intelligenza artificiale (presieduto dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen);
  • Azione esterna (presieduto dall’Alto rappresentante Kaja Kallas);
  • Competenze, lavoro e diritti sociali (presieduto dalla vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu);
  • Sicurezza economica (presieduto dal commissario Maroš Šefcovic);
  • Unione della difesa (presieduto dal commissario Andrius Kubilius);
  • Unione europea del risparmio e degli investimenti (presieduto dalla commissaria Maria Luís Albuquerque);
  • Preparedness Union (presieduto dalla commissaria Hadja Lahbib);
  • Sicurezza interna europea (presieduto dal commissario Magnus Brunner);
  • Resilienza idrica (presieduto dalla commissaria Jessika Roswall);
  • Alloggi a prezzi accessibili (presieduto dal Commissario Dan Jørgensen);
  • Scudo europeo della democrazia (presieduto dal commissario Michael McGrath); Start up (presieduto dalla commissaria Ekaterina Zaharieva)
  • e Vision for Agriculture and Food (presieduto dal commissario Christophe Hansen).

Sono così coinvolti con il ruolo di coordinatori sedici commissari su ventisei e sono stati esclusi da questo lavoro di coordinamento dieci commissari immaginando probabilmente che le questioni di loro competenza saranno assorbite da uno dei “gruppi di progetto” come la coesione (Fitto), la produttività e la semplificazione (Dombrovskis), il Mediterraneo (Suica), la salute (Varhelyi), l’allargamento (Kos), i partenariati internazionali (Sikela), la pesca e gli oceani (Kadis), il bilancio (Serafin), i trasporti (Tsitzikostas) e l’equità generazionale insieme ai giovani, alla cultura e allo sport (Micallef).

In alcuni casi questa esclusione potrebbe essere giustificata e comprensibile in una logica di semplificazione dell’orientamento politico della programmazione  ma colpisce il fatto che, su sei vicepresidenti esecutivi, solo il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto sia stato escluso da questo lavoro di coordinamento e, soprattutto, il fatto che non compaiono il tema della transizione ecologica che è limitato all’industria verde, l’allargamento e il Mediterraneo o  le politiche migratorie le cui visioni olistiche non possono e non devono essere rinchiuse nell’azione esterna o nella sicurezza interna o la cultura e l’educazione apparse fin dall’inizio come le cenerentole nelle priorità europee.

È assente soprattutto il bilancio come strumento essenziale per garantire beni pubblici europei nello stesso tempo innovativi e solidaristi, che sarà fin dalle prossime settimane una delle questioni centrali del lavoro della Commissione europea e del dialogo o conflitto interistituzionale.

In quest’ultimo caso e tenendo conto dì quel che è scritto nella lettera di missione al commissario Serafin è molto probabile che un quindicesimo “gruppo di progetto” sia coordinato dalla stessa Presidente.

Insieme alla costituzione dei “gruppi di progetto”, la Commissione europea ha informalmente diffuso la sua agenda programmatica e legislativa per il 2025-2026 che qui vi sintetizziamo che amplia o completa le sei o sette “iniziative faro” annunciate dalla Commissione europea o le sette priorità genericamente e “solennemente” annunciate all’inizio del mandato:

  • il piano per la prosperità sostenibile e la competitività,
  • la nuova era della difesa,
  • il modello sociale,
  • la qualità della vita,
  • la protezione della democrazia,
  • l’Europa globale
  • ed infine un bilancio ambizioso per conseguire le prime sei priorità.

Ecco, in sintesi, l’agenda programmatica che la Commissione europea sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio a febbraio e che sarà anticipata il 29 gennaio dalla comunicazione sulla competitività (LINK) come parziale attuazione del rapporto Draghi dove la Commissione europea sembra voler limitare le prime misure alla semplificazione dell’ambiente regolatorio e al coordinamento delle politiche nazionali ed europee.

Primo Trimestre 2025

  • Clean Industrial Deal e Affordable Energy Action Plan: due iniziative per abbassare i costi dell’energia, migliorare l’accesso a fonti rinnovabili e promuovere l’elettrificazione delle industrie europee. Saranno introdotti strumenti per incentivare contratti di lungo termine e nuove metodologie tariffarie per ridurre i costi di sistema.
  • Strategic Dialogue sull’Automotive: il 30 gennaio prenderà il via il dialogo strategico con il settore automobilistico europeo per affrontare le sfide della transizione, l’accesso alle materie prime e la competitività globale. Il confronto getterà le basi per un piano industriale per il settore.
  • Union of Skills: un piano per colmare le carenze di competenze in settori strategici, puntando su formazione continua, migrazione qualificata e il miglioramento del riconoscimento transfrontaliero delle competenze.
  • Libro bianco sulla Difesa europea: un documento strategico per migliorare il coordinamento tra gli Stati membri nel settore della difesa, rafforzando la capacità industriale europea e l’innovazione tecnologica.
  • Preparedness Union Strategy: un piano per rafforzare la resilienza dell’Unione europea contro crisi future, con una stretta collaborazione tra pubblico e privato per prevenire interruzioni critiche nelle catene di approvvigionamento.
  • Vision for agricolture and food: un piano per garantire competitività e sostenibilità a lungo termine entro i limiti planetari per i settori agricolo e alimentare, assicurando aree rurali fiorenti, sicurezza alimentare e resilienza.

Secondo Trimestre 2025

  • Start-up and Scale-up Strategy: il piano mira a superare gli ostacoli che frenano la nascita e la crescita delle start-up europee, migliorando l’accesso ai finanziamenti, le collaborazioni tra università e industria e la mobilità dei talenti.
  • Eu Quantum Strategy: un’iniziativa per consolidare la leadership europea nelle tecnologie quantistiche, come la computazione e le comunicazioni sicure. Saranno creati programmi congiunti tra Stati membri e il settore privato. 
  • New State Aid Framework: una revisione delle regole sugli aiuti di Stato per consentire interventi più mirati nei settori chiave per la transizione verde e per sostenere la competitività industriale.
  • Water Resilience Strategy: una serie di misure per migliorare la gestione e la sostenibilità delle risorse idriche, cruciale per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici.
  • European Savings and Investment Union: un piano per mobilitare capitali privati e dirigerli verso investimenti strategici e innovativi, affrontando anche la frammentazione del mercato finanziario europeo. È prevista anche una Strategia per il Mercato unico. È in programma inoltre – tra il secondo e il terzo trimestre – anche l’istituzione di una piattaforma per l’acquisto congiunto di materie prime critiche.

Terzo Trimestre 2025

  • European Strategy for Research and Technology Infrastructures: una piattaforma che supporterà la costruzione di infrastrutture di ricerca di alto livello, accessibili anche alle Pmi e alle start-up, per stimolare l’innovazione su larga scala.
  • Apply Artificial IntelligenceI Strategy e Data Union Strategy: azioni per promuovere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’industria e facilitare la condivisione di dati pubblici e privati. Strumenti sono fondamentali per accelerare la digitalizzazione e sostenere nuovi modelli di business.
  • Sustainable Transport Investment Pact: investimenti strategici per sviluppare infrastrutture di trasporto sostenibili, con un focus su combustibili a basse emissioni e sistemi di ricarica.
  • Space Act: una legge per incentivare il settore spaziale europeo, armonizzando le normative tra gli Stati membri e attirando investimenti per supportare la crescita di un settore chiave per il futuro.

Quarto Trimestre 2025

  • Artificial Intelligence Continent Initiative: saranno istituite fabbriche di intelligenza artificiale (“mega Artificial Intelligence factories“) per migliorare la capacità computazionale dell’Ue e sostenere start-up e ricerca.
  • European Biotech Act: un quadro normativo che stimolerà l’innovazione nelle biotecnologie, con applicazioni che spaziano dalla sanità all’agricoltura sostenibile.
  • Chemicals Industry Package: un pacchetto per migliorare la competitività dell’industria chimica, affrontando regolamentazioni complesse e supportando la transizione verde.
  • Digital Networks Act: misure per migliorare la connettività digitale in Europa, con un focus sul 6G e sull’integrazione delle infrastrutture di rete.
  • Quality Jobs Roadmap: un piano per migliorare le condizioni lavorative, incentivare la parità di genere e ridurre il divario occupazionale nei settori strategici.

In calendario per il 2026

  • Circular Economy Act: un piano per creare un mercato unico dei materiali riciclati, riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini e stimolando l’economia circolare.
  • Advanced Materials Act: una strategia per promuovere materiali avanzati innovativi, cruciali per il futuro industriale e tecnologico dell’Ue.
  • European Climate Adaptation Plan: Una serie di misure per rafforzare la resilienza climatica e infrastrutturale, affrontando eventi estremi come inondazioni e siccità.
  • Revision of Public Procurement: una revisione della direttiva sugli appalti pubblici per proteggere le catene di approvvigionamento strategiche e semplificare le regole per le start-up innovative. 
  • 82esimo Regime imprese: semplificherà le norme applicabili e ridurrà i costi, compresi gli aspetti dell’insolvenza, del diritto del lavoro e del diritto tributario.

In questa lunga lista di ventiquattro annunci di iniziative ci sono significativi silenzi che riguardano in particolare i temi degli orientamenti per il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2032 che è anche assente nei “gruppi di progetto”, del completamento dello spazio di libertà e giustizia e dell’unione economica e monetaria o la dimensione geopolitica che dovrà essere al centro del Vertice UE-Unione africana nel secondo semestre 2025 così come è apparsa irrilevante e sorprendentemente inadeguata la risposta della Commissione europea alla preannunciata attuazione delle promesse elettorali di Donald Trump che si sono immediatamente concretizzate in cento provvedimenti esecutivi.

Last but not least, il Consiglio europeo aveva dato mandato alla Commissione europea di presentare al Summit di giugno un rapporto sulla riforma dell’Unione europea che riguarda le politiche ma anche la governance e il rafforzamento della dimensione democratica come risposta alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa e coerentemente con quello che la stessa Commissione europea ha affermato in vista dell’allargamento dell’Unione ai paesi candidati.

Il silenzio assordante della Commissione europea e del Consiglio europeo sulla indispensabile riforma dell’Unione europea conferma l’esigenza che il Parlamento europeo abbandoni il vicolo cieco del metodo intergovernativo della Convenzione, che i governi hanno iscritto nell’articolo 48 del Trattato sull’Unione europea, e intraprenda la via federalista di un processo costituente.

Non è dunque tutto oro quello che riluce negli annunci della Commissione europea!

Roma, 27 gennaio 2025

 

Roma, 27 gennaio 2025coccodrillo

 

 

 

 


 

70° ANNIVERSARIO DELLA CONFERENZA DI MESSINA

Come ben ricordare la Conferenza di Messina dell’1-3 giugno 1955

Il Movimento europeo Italia e l’Università di Messina, in collaborazione con tanti altri enti[1], hanno voluto iniziare questo anno 2025 con la celebrazione del settantesimo anniversario della Conferenza tenutasi a Messina nei giorni 1-3 giugno 1955.

Come noto, la Conferenza servì a rilanciare il progetto di integrazione del Continente europeo, dopo che l’Assemblea nazionale francese aveva negato la possibilità di ratificare il Trattato istitutivo della Comunità europea di difesa (30 agosto 1954). Ricordo qui che quest’ultimo Trattato conteneva un articolo 38 – suggerito da Altiero Spinelli e proposto da Alcide De Gasperi – che, se adempiuto, avrebbe affidato all’Assemblea parlamentare della Comunità europea del carbone e dell’acciaio-CECA in sede pre–costituente l’incarico di elaborare lo statuto della Comunità Politica Europea (CEP), un’organizzazione sovranazionale cui affidare anche il governo di un esercito europeo. Si sarebbe dunque così avviato un processo federale fra i sei Stati che nel 1951 avevano firmato e poi ratificato il Trattato di Parigi istitutivo della CECA.

Nell’occasione della chiusura della Conferenza di Messina venne adottato un documento noto come la « dichiarazione di Messina » (LINK) che enunciava una serie di principi e di intenti che avrebbero condotto alla istituzione della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) e della Comunità economica europea (CEE).

Nel 2025 si celebrano altri anniversari importanti.

Anzitutto quest’anno si dovrà ricordare la rilevanza politica espressa dal Consiglio europeo di Milano, tenutosi il 28-29 giugno 1985: ricorrono i quarant’anni da quell’evento in cui la Presidenza italiana dell’allora Comunità economica europea riuscì, al di là di ogni aspettativa, ad avviare gli Stati membri verso una Conferenza intergovernativa di modifica dei Trattati istitutivi delle Comunità europee. Il Consiglio europeo, tra l’altro, prese atto con soddisfazione del “Libro bianco” della Commissione europea “sul completamento del Mercato Interno”; accolse positivamente il “Rapporto Adonnino” sui diritti di cittadinanza.

Ancora nel 2025 ricorrono i venticinque anni dall’adozione, sotto forma di dichiarazione , della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea avvenuta a Nizza nel dicembre2000, poi ri-adottata a Lisbona nel 2007 unitamente alla decisione di riconoscere ad essa la stessa portata vincolante propria del Trattato sull’ Unione europea (art. 6.1 TUE).

Ma torniamo all’evento che si è tenuto a Messina nei giorni scorsi.

Esso ha rappresentato la prima tappa di un lavoro di disseminazione di conoscenze e informazioni che il Movimento Europeo Italia si propone di svolgere lungo tutto l’anno in corso.

All’evento di Messina seguirà infatti il convegno del 9 maggio, organizzato dallo stesso Movimento Europeo con tutte le università milanesi per ricordare il Consiglio europeo del 1985.

Queste iniziative apriranno uno studio sulle strategie per sostenere il processo di integrazione europea, a partire dalle soluzioni che, a Trattati costanti, potrebbero essere valorizzate: studio che si auspica possa essere fatto insieme al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

A Messina i lavori si sono inseriti nelle celebrazioni destinate all’apertura dell’anno accademico 2024-2025: celebrazioni intitolate a “Messina – Europa. 1955 – 2025”.

L’evento co-organizzato dal Movimento Europeo Italia si è articolato in tre sessioni. La prima di esse (20 gennaio, mattina) è stata intitolata a “La Conferenza di Messina e il ruolo dell’Italia: un rilancio storico”. In questa occasione è stato dato risalto all’apporto dato dall’allora Ministro degli affari esteri italiano Gaetano Martino, anche a confronto con il ruolo svolto al riguardo dagli Stati Uniti d’America. La seconda sessione (21 gennaio, mattina) è stata dedicata a “Il governo dei beni pubblici europei”: a partire dal concetto di società sostenibile ci si è interrogati su quali siano i beni pubblici (ovvero le politiche) che l’Unione europea deve governare e per i quali occorre trovare sistemi di finanziamento europei. Infine nella terza sessione (21 gennaio, pomeriggio) ci si è posti dinanzi all’esigenza della creazione di uno “Spazio pubblico europeo: quali strategie e quali strumenti per realizzarlo”, approfondendo la qualità delle sfide che ci aspettano per dare vita ad una unione secondo un modello federale basata sui principi dello Stato di diritto. (PROGRAMMA).

L’evento ha avuto un felice completamento nella lectio doctoralis tenuta (22 gennaio mattina) dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del conferimento del dottorato di ricerca honoris causa in “Scienze delle Pubbliche Amministrazioni”: il tema scelto dal Presidente (l’amministrazione pubblica europea) si è infatti presentato come una preziosissima occasione di approfondimento delle modalità di integrazione fra le ventotto amministrazioni pubbliche (le ventisette nazionali e quella europea) che agiscono nello spazio pubblico europeo.

Voglio qui riprodurre la parte finale della lectio, per gli importanti messaggi implicati, che vedono il Movimento Europeo Italia in perfetta consonanza (i neretti sono aggiunti):

«Si è soliti affermare che l’Unione europea si è costruita e si costruisce nei momentidi crisi e di emergenza. Questo è, in parte, certamente vero. In tempi recenti, la crisi finanziaria e la pandemia sono state l’occasione per compiere scelte coraggiose, superando concezioni miopi dell’identità e dell’interesse nazionale,

Questa attitudine non appare tuttavia più sufficiente. Il tornante della storia che stiamo attraversando richiede di trarre le dovute conseguenze dallaconsapevolezza che gli Stati europei singolarmente non sono in grado di fornire risposte adeguate alle sfide del presente. Nel marzo 2017, sono stati celebrati a Roma i sessant’anni dalla firma dei Trattati d’origine. In quella occasione, rivolgendo un saluto ai Capi di Stato e di Governo presenti, mi sono permesso di dire che i Paesi dell’Unione si dividono in due categorie: i Paesi piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di essere piccoli anch’essi.

Soltanto uniti potranno continuare ad assicurare ai loro cittadini, come avviene da oltre settant’anni, un futuro di pace e di diffuso benessere».

Il prossimo appuntamento è dunque a Milano, il 9 maggio prossimo, in Università Cattolica del Sacro Cuore per parlare di società europea sostenibile: cosa occorre rafforzare e cosa occorre ancora costruire.

Nicoletta Parisi

27 gennaio 2025

 

[1][1] I partner del Movimento Europeo Italia implicati nell’evento sono stati : il Centro italo-tedesco per il dialogo europeo (“Villa Vigoni”), gli Archivi storici dell’Unione europea situati presso l’Istituto Universitario Europeo (“Badia Fiesolana”), la Rete siciliana degli Europe direct in coooperazione con il Ministero degli Affari Esteri e gli Uffici per l’Italia della Commissione e del Parlamento europeo.

 

A questo proposito, segnaliamo l’articolo “Messina Europa, 1955-2025”, conclusi gli eventi celebrativi del 70° Anniversario della Conferenza di Messina (Università degli Studi di Messina, 21/01/2025)

 

 


27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA
DELLE VITTIME DELL’OLOCAUSTO

Ad ottant’anni dalla fine dell’incubo della seconda guerra mondiale, l’Europa e l’occidente tornano a rivivere i timori e le conseguenze delle guerre ed assistono al rafforzarsi di quei sentimenti nazionalisti e predatori che hanno causato l’oppressione o la tragica fine di milioni di vite e distrutto il nostro continente.

L’antisemitismo, il razzismo, la volontà di escludere, discriminare ed allontanare i diversi, i vulnerabili o i presunti colpevoli dei mali del mondo, sono spettri che giacciono silenziosi nelle nostre società democratiche.

Minoranze religiose, migranti, disabili, sono le prime vittime di queste tristi tendenze.

Per poter conservare intatti i valori democratici su cui si fondano le nostre società democratiche europee è necessario contrastare quelle forze che si appellano a questi “spettri” sfruttando i timori e le difficoltà che le situazioni di instabilità alimentano in noi.

Il primo compito della Memoria è quello di prevenire le tragedie del passato riconoscendo i segnali che possono distruggere il nostro futuro.

 

 

 


 ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE

“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”

a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato  

(Editoriale Scientifica – Napoli)

prima

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.

Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.

Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.

SOMMARIO.

SCHEDA DI ACQUISTO LIBRO

 

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

27 gennaio

  • Roma, Seminario “Il futuro della Europa sociale: continuità e nuove sfide” (ASTRID)

30 gennaio

  • EMI Political Committee 3 meeting (European Movement International)
  • Roma, Incontro di lavoro con Mimmo Lucano sul tema: “Europeizzare il modello Riace di accoglienza, inclusione dei migranti, rivitalizzazione delle aree interne e fragili” (Movimento europeo Italia)
  • Riunione con i responsabili dei Centri regionali del Movimento europeo Italia
  • Roma, Incontro “L’Europa e Trump: che fare?”

31 gennaio

  • Roma, conferenza stampa di Mimmo Lucano, europarlamentare, sindaco di Riace sul tema: “Europeizzare il modello Riace di accoglienza, inclusione dei migranti, rivitalizzazione delle aree interne e fragili. Riaffermare il diritto a migrare e ad immigrare e tutti i diritti umani”.

 

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 29 gennaio, ore 11:30, Roma. Conferenza stampa del progetto “The Great Beauty of Europe”, organizzata da Europe Direct ‘CalabriaEuropa’ Gioiosa Jonica Eurokom (partner di progetto), insieme alla società Tatics Group (capofila) e agli altri partner: Melazeta s.r.l. e A. Manzoni & C. S.p.a. (Repubblica). Il progetto “The Great Beauty of Europe” nasce con l’obiettivo di far emergere e celebrare il ricco patrimonio culturale valorizzato grazie alle Politiche di Coesione dell’Unione Europea. LOCANDINA. Per poter partecipare alla conferenza stampa occorrerà effettuare apposita REGISTRAZIONE.
  • 30 gennaio, ore 11:30-15:45, Roma. Incontro di lavoro con  Mimmo Lucano sul tema: “Europeizzare il modello Riace per promuovere l’accoglienza, l’inclusione dei migranti, la rivitalizzare delle aree interne e fragili, riaffermare il diritto universale a migrare / immigrare e tutti i diritti umani”. I lavori saranno aperti dal saluto del Presidente del Movimento europeo, Pier Virgilio Dastoli, e introdotti da un testo presentato da Mimmo Rizzuti. A conclusione dell’incontro sarà approvato un breve documento sulla linea e le proposte che Mimmo Lucano presenterà a Roma, nella sala della stampa estera, il 31 gennaio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e, successivamente, al Parlamento Europeo. PROGRAMMA.
  • 30 gennaio, ore 18:00, Roma. Incontro “L’Europa e Trump: che fare?”. Ne discutono Brando Benifei, Presidente della Delegazione per i Rapporti con gli Stati Uniti del Parlamento europeo; Federico Ferrazza, Direttore ItalianTech e Green & Blue (GEDI); Francesco Cancellato, Direttore Fanpage.it; Flavia Giacobbe, Direttrice di Formiche. LOCANDINA. Per ulteriori informazioni: segreteria@movimentoeuropeo.it
  • 31 gennaio, ore 11:00-13:00, Roma. Conferenza stampa di Mimmo Lucano, europarlamentare e sindaco di Riace, sul tema: “Europeizzare il modello Riace per promuovere l’accoglienza e l’ inclusione dei migranti, rivitalizzare le aree interne e fragili, riaffermare il diritto a migrare/ immigrare e tutti i diritti umani”. Con Mimmo Lucano, parteciperanno: Pier Virgilio Dastoli (Presidente Movimento Europeo Italia), Luigi Ferrajoli (filosofo del diritto – presidente di Costituente Terra) Luigi Manconi, (già senatore della repubblica, presidente della ONLUS A buon diritto), Lucrezia Fortuna attivista di “Costituente Terra e Natura Comune”, progetto di legge d’iniziativa popolare Xenia”, Antonella Garofalo (Comunità di Base S.Paolo Roma), Agazio Loiero (già presidente Regione Calabria). Introdurrà Mimmo Rizzuti (Forum Italo Tunisino). Condurrà Ejaz Amhad (giornalista stampa estera). PROGRAMMA.
  • | SAVE THE DATE | 6 febbraio, ore 15:00-18:00, Roma. Diciannovesima riunione della Piattaforma sul futuro dell’Europa, costituita nel settembre del 2019 dal Movimento europeo Italia, per riprendere le iniziative rivolte alle istituzioni europee e relative al tema della riforma dell’Unione che riguarda sia ciò che è possibile fare a trattati costanti per quanto riguarda lo sviluppo delle politiche dell’Unione, sia ciò che richiede una profonda riforma del Trattato di Lisbona in particolare in vista dell’allargamento. In questa riunione verrà definito un programma di azione anche sulla base delle informazioni e delle attività in corso sul futuro dell’Europa da parte dei partecipanti, individuali e collettivi. L’incontro si terrà in forma ibrida. Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione: segreteria@movimentoeuropeo.it
  • | SAVE THE DATE | 18 febbraio, ore 18:30, Bruxelles. Sarà l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ad ospitare la tappa internazionale delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi (24 marzo 2024 – 30 ottobre 1961), promossa con il Movimento Europeo Italia nel quadro delle iniziative coordinate dal Comitato nazionale per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi. Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento italiano, dopo l’approvazione della Costituzione, nel 1948, infatti, è stato tra i primi a porre, già alla fine dell’Ottocento, il tema della necessità della creazione di una strutturata forma di unione tra gli Stati europei, più volte poi riaffermata e rafforzata con argomentazioni in chiave federalista, sia alla fine della prima, che della seconda Guerra mondiale. Oltre ad essere tra i membri dell’Assemblea Costituente, egli è stato anche Governatore della Banca d’Italia ed ha contribuito allo sviluppo dell’economia del nostro Paese ed alla promozione dei principi liberali. Programma (in via di definizione): Introduzioni: Pierre Di Toro, Direttore di Chiara Fama – Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles; Federica Favi, Ambasciatore d’Italia in Belgio; Pier Virgilio Dastoli, Presidente Movimento Europeo – Italia; Svenja Hahn, Presidente ALDE. Proiezione Documentario “VISIONI 150 – Einaudi” (Rai) – Regia di Graziano Paiella. Partecipa, tra gli altri, Giuseppe Vegas, Presidente del Comitato Nazionale per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi. L’incontro si terrà solo in presenza. Per maggiori informazioni e iscrizioni: segreteria@movimentoeuropeo.it

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

 

 


ULTIME DA STRASBURGO

I TRE DONALD (DUCK, TRUMP, TUSK)

E L’EUROPA,

NELL’INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO

(SÈGUITO A: “SICUREZZA EUROPA”? LA POLONIA È TORNATA/1939-2025)*

Paperino lo zio d’Europa è una storia del 1966, sceneggiata da Pier Carpi e disegnata da Massimo De Vita, uscita su Topolino n. 567 del 9 ottobre, Arnoldo Mondadori editore.

*Newsletter del 20 gennaio 2025.

Il personaggio di Paperino (Donald Duck nell’originale statunitense: ecco il nostro primo Donald) creato da Walt Disney è protagonista, nel 1966, di una storia (Paperino e lo zio d’Europa) che inverte la favola del mitico e ricchissimo “zio d’America”. In Paperino si crea cioè l’aspettativa di veder tornare a Paperopoli (nell’immaginario Stato USA di Calisota) uno “zio d’Europa”, a suo tempo emigrato e poi diventato ricchissimo nel nostro Continente.

Il secondo nostro Donald (Trump) si dedica agli ordini esecutivi della più diversa specie, compresa l’eliminazione di quello di J. Biden (30/10/2023, n. 14110) che cerca di orientare la politica USA in tema di intelligenza artificiale in direzione della salvaguardia dei diritti individuali. Il progetto Stargate (non il film del 1994) è invece quello che porta il Presidente da poco rieletto ad annunciare investimenti fino a 500 miliardi di dollari nel quadriennio per spingere le scelte statunitensi in materia in direzione della creazione di immensi centri di dati coi rispettivi sistemi di alimentazione energetica, aggirando opzioni in favore di microprocessori e verso la transizione energetica promosse dalla presidenza immediatamente precedente. Trump afferma di voler portare gli USA a una nuova “età dell’oro”, pari a quella vissuta dal Paese nel trentennio finale del XIX secolo. Tuttavia ignorando con la metafora la ben maggiore ricchezza oggi derivante da metalli quali rodio, rutenio, palladio, ecc. Pure dell’”estremismo climatico” si duole assai il nostro Donald II, per l’effetto  – a suo dire – di esplosione dell’inflazione e del sovraccarico di regolamentazione sulle attività d’impresa. Conseguentemente si può dire che è dall’ostilità alle politiche di Green Deal che discende la dichiarata volontà trumpiana di acquisizione della Groenlandia (Greenland in inglese) a scapito della Danimarca?

Anche il terzo (e per noi ultimo!) Donald (Tusk) critica assai il Green Deal europeo, auspicandone un’approfondita revisione nell’audizione avuta il 22 gennaio al Parlamento europeo. Di quest’evento avevo promesso nella scorsa Newsletter la presentazione dei risultati: non si può ignorare anzitutto l’allineamento del Presidente di turno del Consiglio UE col Presidente USA in tema di spese per la difesa militare, a parer del primo per far l’Europa “sempre più grande”. “Se l’Europa deve sopravvivere dev’essere armata”, ha detto Tusk, fino a immaginare l’emissione di debito comune europeo per finanziare l’intrapresa senza “minimizzare l’appello [di Trump] a spendere il 5% del PIL”. E qualche perplessità discende dall’affermazione della nuova Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica estera e di sicurezza, Kaia Kallas, che dichiara: “Esercito Ue? Non ne serve uno, ma 27. Investire per prepararci a guerra”[1].

Pure la questione dell’indirizzo nel prossimo futuro delle opzioni dell’Unione e nell’Unione in tema di emergenza climatica vede un allineamento sostanziale, almeno a parole, dell’esponente politico polacco con le prospettive dell’uomo di Mar-a-Lago…Tusk ha parlato del costo dell’energia sottolineando che “alcuni” dei regolamenti ambientali, di cui richiede una “revisione completa e molto critica”, introdotti dall’Unione europea negli ultimi anni sono responsabili di prezzi “proibitivi” in materia, danneggiando consumatori e imprese e conseguentemente la competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Ne ricava complessivamente l’esigenza di abbandonare “dottrine e ideologie dure” a favore del “buon senso”. Si manifestano così le precisazioni della Commissione europea, dall’Agenzia internazionale per l’energia e dalle Ong ambientaliste, che “sostengono che la causa principale del problema risiede nella costosa dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e nella lenta adozione di sistemi rinnovabili” [2]. La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “ha promesso di intraprendere un’azione decisiva per ridurre i prezzi dell’energia per gli europei” pur affermando “che gli obiettivi originari del Green Deal saranno mantenuti, data la gravità della crisi climatica”. “Dobbiamo abbassare i prezzi mentre completiamo l’abbandono dei combustibili fossili russi”, ha detto, giacché “entrambi gli obiettivi sono importanti e dovrebbero andare di pari passo”[3]. L’ultimo riferimento è a quanto scrive G. Ferraino sul Corriere della Sera del 26 gennaio: “L’intelligenza artificiale sarà anche made in Italy (E con poca elettricità)”[4].

Sulla crisi climatica[5] non mi dilungo, pur richiamando il dibattito circa le cause dipendenti tanto (ma in che misura?) dall’attività umana quanto (ma in che misura?) dallo spostamento dell’asse terrestre. Va però almeno aggiunta sia la posizione ancora di Tusk sulla necessità di restrizioni alle richieste di protezione internazionale presentate al proprio Paese[6], particolarmente riguardanti persone provenienti dalla Bielorussia, sia la necessità di un suo ultimo chiarimento sul favore al mantenimento del voto all’unanimità in particolare nel Consiglio dell’UE.

Insomma, la Polonia è tornata (moderatamente) europeista, ma ne vanno valutate le propensioni apparentemente pragmatiche – non solo le sue, a mio parere –  capaci di indicare prospettive semplicistiche e possibilmente catastrofiche nel periodo medio-lungo.

E del resto non mi sono dimenticato la storia di Paperino richiamata all’inizio di quest’articolo: lo “zio d’Europa” si rivela in realtà un imprenditore fallito e caduto in miseria…Così la favoletta consente di sottolineare ulteriormente la preoccupazione per il tempo presente e le altre sue catastrofi[7], lasciando un pertugio di conoscenza per l’irrompere, dopo quest’altro inverno del nostro scontento[8], di un luminoso cielo. Cielo stellato, come la bandiera d’Europa e come invocato da Immanuel Kant al di sopra della legge morale che dev’esser presente in ciascuno di noi.

Beninteso, prima che l’Agnello rompa il settimo sigillo e si faccia silenzio in cielo per circa mezz’ora (Apocalisse, 8.1).

Mezz’oretta…

Circa.

Dino G. Rinoldi

 

[1] V. Adnkronos.com, 22/01/2025. 

[2] V. J. Liborerio, Tusk lancia un appello al Parlamento europeo per un’Europa “armata” e inveisce contro il Green Deal, in Euronews.com, 22/01/2025.

[3] V. nota precedente.

[4] Pag. 24, intervistando U. Sharka, ceo di IGenius.

[5] V. R. Frost, La crisi climatica costa oltre 550 miliardi di euro, lievitano le assicurazioni, in Euronews.com, 10/12/2024.

[6] V. F. Bortoletto, Il premier polacco Tusk vuole sospendere il diritto all’asilo, in eunews.it, 14/10/2024.

[7] H. Maier, Il tempo presente e altre catastrofi, ed. EDB, Bologna, 2020.

[8]     Ragioni di fondato scontento che mi paiono qui del tutto evidenti e al cui riguardo richiamo J.Steinbeck, L’inverno del nostro scontento, pubblicato in edizione originale in USA nel 1961. Il titolo del romanzo riecheggia com’è noto il primo verso del dramma shakespiriano Riccardo III, scritto fra il 1591 e il 1594.

 

 

 


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